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Strumento sistemico · Amour Monstre

Amour Monstre: un oggetto fluttuante ludico al servizio della terapia relazionale

Ideato da Ivy Daure, l’oggetto fluttuante terapeutico Amour Monstre propone una mediazione ludica e metaforica delle problematiche di coppia attraverso un gioco di carte illustrate. Inserito nella tradizione degli oggetti fluttuanti sviluppati in terapia sistemica, questo dispositivo mobilita la comunicazione analogica, l’umorismo e la proiezione per favorire il dialogo emotivo e la co-costruzione di senso.

Dalla parola al gioco

La terapia di coppia contemporanea, attraversata dalle trasformazioni sociali del legame amoroso e dalle ricomposizioni familiari, cerca senza sosta nuovi strumenti per sostenere la comunicazione nei sistemi coniugali in sofferenza. L’introduzione del gioco come mezzo terapeutico costituisce una via feconda, in particolare attraverso gli oggetti fluttuanti, quei dispositivi concreti che permettono di esternalizzare le tensioni, di favorire la simbolizzazione e di reintrodurre creatività negli scambi.

Amour Monstre, gioco terapeutico ideato dalla psicologa Ivy Daure (2025), si inserisce in questa corrente. Attraverso le sue carte illustrate e le sue domande aperte, invita le coppie a esplorare la loro relazione in modo ludico, tenero e riflessivo.

Che cos’è un oggetto fluttuante

Il concetto è stato introdotto da Philippe Caillé e Yveline Rey (2004) nel campo della terapia familiare sistemica. Designa uno strumento simbolico e interattivo — spesso un supporto ludico o visivo — che permette alle persone partecipanti di esprimersi a partire da un oggetto terzo, facilitando la circolazione della parola e decentrando al tempo stesso le questioni conflittuali. L’oggetto fluttuante non appartiene né a chi conduce la terapia né ai membri del sistema: diventa uno spazio mediatore, che fluttua nel cuore della relazione e che ogni persona può mobilitare. Si tratta, secondo Caillé e Rey, di uno «strumento transizionale relazionale».

«Collega gli universi di ciascuna persona, in uno spazio-tempo condiviso.»

Philippe Caillé & Yveline Rey, Les objets flottants (2004, p. 31)

Questi dispositivi si radicano in una visione della terapia come gioco linguistico e narrazione condivisa, in cui la posta in gioco è meno interpretare che co-costruire. Attraverso metafore, simboli o domande insolite, l’oggetto fluttuante mobilita la comunicazione analogica (Watzlawick, Beavin & Jackson, 1967) e agisce come un perturbatore della cornice (Bromberg, 1998), aprendo nuovi spazi di enunciazione.

Presentazione del gioco

Amour Monstre si compone di carte illustrate che raffigurano un piccolo mostro colorato messo in scena in situazioni simboliche, accompagnate da domande che invitano all’introspezione e allo scambio. L’iconografia, firmata da Nicolas Saudane, unisce umorismo, tenerezza ed espressività per favorire l’identificazione proiettiva. Le domande affrontano le dimensioni essenziali della vita di coppia: l’affetto, il riconoscimento, la sessualità, le ferite, i ricordi, i progetti.

Secondo Daure (2025), il gioco mira a «incoraggiare il dialogo nella coppia e sulla coppia», sia in seduta terapeutica, sia a casa, in gruppo o persino in solitudine per rivisitare il proprio rapporto con l’amore. Permette così una presa di distanza simbolica ed emotiva che facilita l’emergere della parola là dove il confronto relazionale diretto diventa troppo minaccioso.

Applicazioni cliniche: mediazione, narrazione e rituale

L’uso di un simile oggetto fluttuante in terapia di coppia apre tre tipi di intervento, che possono combinarsi nel corso di uno stesso percorso.

a

Una mediazione emotiva

Introducendo un mediatore esterno alla relazione, il gioco riduce i rischi di escalation simmetrica (Watzlawick et al., 1974) e favorisce una presa di parola più autentica, meno difensiva. Ciascun membro della coppia può dire «io» appoggiandosi a una carta, invece di accusare l’altra persona: uno strumento di de-escalation dolce, particolarmente utile nelle coppie in crisi.

b

Un’esternalizzazione narrativa

Sul modello delle tecniche narrative sviluppate da White & Epston (1990), il gioco funziona come un dispositivo di esternalizzazione: le tensioni vengono proiettate su una carta, un mostro o una scena, permettendo alla coppia di costruire insieme un racconto sul proprio vissuto, sulle proprie attese, sui propri dolori, sui propri desideri.

c

Un rituale ludico

La struttura ripetitiva del gioco, il suo clima affettivo rassicurante e la sua simbolizzazione condivisa ne fanno un rituale terapeutico, nel senso dato da Imber-Black & Roberts (1992). Può aprire o chiudere una seduta, segnare un punto di svolta o servire da strumento di autoriflessione tra un appuntamento e l’altro.

Verso una cultura ludica della relazione

Inserendosi nella tradizione degli oggetti fluttuanti, Amour Monstre incarna un orientamento clinico che attribuisce alla narrazione, al gioco e all’affetto condiviso una funzione essenziale nella trasformazione dei sistemi relazionali. Partecipa a un movimento più ampio di apertura della terapia a forme più sensibili, incarnate e partecipative, in cui l’immaginario diventa un operatore terapeutico.

Questo tipo di strumento invita anche a interrogare la frontiera tra la terapia e l’educazione relazionale. Si possono considerare dispositivi come questo come espressione di una pedagogia affettiva o di un’ecologia del legame? In questo senso, l’oggetto fluttuante supera la cornice terapeutica stricto sensu e può diventare un mediatore culturale delle relazioni umane.

Sotto un’apparenza ludica e illustrata, Amour Monstre propone dunque un dispositivo profondamente strutturante per gli scambi di coppia. Si inserisce in una prospettiva sistemica contemporanea, che unisce narrazione, affetto e simbolizzazione, e costituisce uno strumento clinico prezioso per chi opera nelle professioni d’aiuto. Il suo uso ponderato apre prospettive feconde per pensare la terapia in modo diverso, in un’alleanza di profondità e leggerezza. La messa in pratica in seduta è oggetto di una trattazione a sé.

Riferimenti bibliografici

Bateson, G. (1972). Steps to an ecology of mind. Ballantine Books.

Boszormenyi-Nagy, I., & Krasner, B. (1986). Between give and take : a clinical guide to contextual therapy. Brunner/Mazel.

Bromberg, P. M. (1998). Standing in the spaces : essays on clinical process, trauma, and dissociation. Analytic Press.

Caillé, P., & Rey, Y. (2004). Les objets flottants : méthodes d’entretiens systémiques. Fabert.

Daure, I. (2025). Amour Monstre — Couple, relation, vérités [gioco di carte terapeutico]. Artesã Editora.

Watzlawick, P., Beavin, J. H., & Jackson, D. D. (1967). Pragmatics of human communication. Norton.

Watzlawick, P., Weakland, J. H., & Fisch, R. (1974). Change : principles of problem formation and problem resolution. Norton.

White, M., & Epston, D. (1990). Narrative means to therapeutic ends. Norton.

Qui sotto è disponibile un video con una dimostrazione del gioco e dei suoi usi.

Come citare questo articolo

Besse, J. (2025, 15 giugno). Amour Monstre : un objet flottant ludique au service de la thérapie relationnelle. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/amour-monstre-un-objet-flottant-ludique-au-service-de-la-therapie-relationnelle

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