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Clinica sistemica

Come spiegare la guerra all’infanzia che la vive

E come accompagnarla emotivamente in questi momenti di crisi, in ogni fase del suo sviluppo.

Di Yara Doumit Terapeuta familiare e operatrice sistemica · Formatrice e responsabile didattica presso Complexe Systémique

Nel tumulto dei conflitti armati, l’infanzia è spesso testimone silenziosa degli orrori della guerra. Secondo l’UNICEF, oltre 250 milioni di bambine e bambini vivono oggi in zone colpite da conflitti.

Come possiamo aiutare l’infanzia a comprendere una realtà che persino chi è adulto fatica ad accettare? Come accompagnarla emotivamente perché possa superare queste prove?

Da 3 a 6 anni

Prima infanzia: creare un senso di sicurezza in mezzo al caos

A questa età si percepiscono con intensità le emozioni di chi sta intorno, senza cogliere pienamente gli avvenimenti. L’angoscia che si respira può turbare il senso di sicurezza.

  • Usi un linguaggio semplice e rassicurante. Per esempio: «Ci sono persone che combattono là fuori, ma qui siamo insieme e io sono qui per proteggerti». Eviti di sommergere chi è così piccolo con informazioni complesse o spaventose.
  • Il contatto fisico è essenziale per rassicurare. Incoraggi attività calmanti come il disegno, l’ascolto di storie familiari o giochi semplici. Mantenere le routine quotidiane crea un senso di normalità. Convalidi le emozioni: «Capisco che tu abbia paura, è normale. Sono qui con te».
In pratica

Se un bambino o una bambina sente un’esplosione e Le chiede che cos’è, Lei può rispondere: «È stato un rumore forte, ma qui siamo al sicuro insieme». Poi proponga di disegnare insieme, per portare la sua attenzione verso un’attività calmante.

Da 7 a 12 anni

Età scolare: ripristinare il senso di controllo

In questa fascia d’età si comincia a capire che cos’è la guerra, il che può suscitare paure esistenziali o il timore di perdere le persone care.

  • Fornisca informazioni oneste ma misurate. Per esempio: «Ci sono combattimenti che rendono le cose pericolose, ma facciamo di tutto per restare al sicuro. È difficile, ma siamo insieme».
  • Incoraggi l’espressione di domande e sentimenti. Affidi piccole responsabilità che aiutino a sentirsi utili, come preparare uno zaino di emergenza o aiutare chi è più piccolo. Queste azioni restituiscono un senso di controllo. Utilizzi attività espressive come la scrittura o il disegno per esternalizzare le paure.
In pratica

Proponga di tenere un diario in cui scrivere o disegnare ciò che si prova. Questo aiuta a elaborare le emozioni e a immaginare un futuro più sereno.

13 anni e oltre

Adolescenza: incoraggiare l’impegno attivo

In adolescenza si è particolarmente sensibili all’ingiustizia e alle conseguenze a lungo termine dei conflitti. Una comprensione più profonda può intensificare il disagio.

  • Avvii conversazioni aperte e oneste. Per esempio: «La guerra è ingiusta e provoca molta sofferenza. È normale provare rabbia o disperazione, ma possiamo trovare insieme modi costruttivi per affrontarla».
  • Offra uno spazio in cui esprimere sentimenti e opinioni. Parlate delle cause del conflitto, delle risorse di resilienza e delle azioni possibili. Coinvolga in compiti concreti: aiutare chi è più piccolo, partecipare alle responsabilità quotidiane o impegnarsi in azioni solidali all’interno della comunità.
In pratica

Incoraggi l’organizzazione di attività per chi è più piccolo, come giochi o momenti di lettura. Questo offre un ruolo positivo e rafforza il senso di utilità.

Che cosa ricordare

La presenza attenta e il sostegno costante di una persona adulta possono trasformare la vita di un’infanzia segnata dalla guerra.

Spiegare la guerra all’infanzia è un compito delicato che richiede di adattarsi a ogni fascia d’età. Al di là di questi approcci specifici, è essenziale ricordare che la presenza attenta e il sostegno costante di una persona adulta possono trasformare la vita di un’infanzia segnata dalla guerra. Coltivando la speranza e rafforzando la resilienza, contribuiamo non solo al benessere immediato, ma anche a liberare un potenziale che permette di diventare agenti di cambiamento, protagonisti attivi della propria vita e della società.

Per approfondire
Come citare questo articolo

Doumit, Y. (2024). Comment expliquer la guerre aux enfants qui la vivent directement, et comment les accompagner émotionnellement dans ces moments de crise. Complexe Systémique. https://www.complexe-systemique.com

Confronto

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