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Ritratto · Yveline Rey

Incontro con Yveline Rey: pioniera della terapia familiare sistemica

In questo episodio speciale di Confidences de thérapeutes, ho l’onore di ospitare Yveline Rey, figura imprescindibile nel campo della terapia familiare e sistemica. Se Lei si interessa anche solo un poco a queste discipline, è molto probabile che abbia già sentito parlare del suo lavoro.

Una vita dedicata alla formazione dei terapeuti

Yveline Rey ha dedicato diversi decenni alla formazione in terapia familiare in tutto il mondo, in particolare attraverso il CERAS, che ha fondato a Grenoble e che oggi prosegue la sua attività in Nuova Aquitania. La sua straordinaria carriera è costellata di incontri con figure emblematiche come Paul Watzlawick e Bruno Bettelheim, che hanno avuto un ruolo cruciale nel suo percorso professionale.

Oggetti fluttuanti e racconti sistemici

Yveline Rey si distingue per il suo impegno nella trasmissione dei concetti sistemici attraverso strumenti creativi e originali, come gli oggetti fluttuanti, che ha cocreato con Philippe Caillé. Questi oggetti metaforici hanno un ruolo centrale nei suoi interventi terapeutici: facilitano l’interazione tra i membri della famiglia e permettono di co-costruire nuove narrazioni.

Nel corso della nostra intervista, torna anche sul suo lavoro sui racconti sistemici, un concetto influenzato dalla sua formazione con Bettelheim. L’idea alla base di questo tipo di racconto è semplice ma potente: lasciare che la famiglia o la persona in terapia completi la storia, per renderle protagoniste del proprio cambiamento.

Comunicazione analogica e contesto relazionale

Un altro aspetto rilevante dell’approccio di Yveline Rey è il suo interesse per la comunicazione analogica, che considera un elemento chiave nell’osservazione delle interazioni familiari. Per lei, il modo in cui le persone si comportano nello spazio, i loro gesti o anche i loro silenzi sono indicatori essenziali di cui tenere conto in ogni intervento terapeutico. Yveline ci incoraggia a esplorare il contesto relazionale, un percorso che ha affinato nel corso di tutta la sua carriera.

Le sue numerose esperienze l’hanno portata a diventare un pilastro della formazione sistemica, contribuendo alla diffusione di questo approccio attraverso conferenze, pubblicazioni e, soprattutto, la formazione delle future generazioni di terapeuti. Ci ricorda che il contesto, le credenze e i valori delle persone influenzano profondamente i loro comportamenti, e che il lavoro terapeutico deve sempre tenere conto di queste dimensioni, restando aperto alla ricorsività tra interazioni e credenze.

Yveline condivide anche i suoi consigli per le nuove generazioni di terapeuti: osservare il contesto familiare, prestare attenzione alla comunicazione non verbale e favorire sempre uno spazio terzo nella relazione terapeutica, per lasciare emergere soluzioni creative.

«Agire sempre in modo da ampliare il campo dei possibili.»

Yveline Rey

Queste parole di saggezza, che ci lascia in conclusione, riassumono perfettamente la sua visione della terapia: il ruolo di chi fa terapia è aprire prospettive, creare spazi di cambiamento e favorire la libertà di ogni persona e di ogni famiglia di realizzarsi.

Questa conversazione ispirante con una delle pioniere della terapia familiare sistemica, che ha segnato e continua a segnare la storia della psicoterapia in Francia e a livello internazionale, è disponibile qui sotto.

Come citare questo articolo

Besse, J. (2024, 27 ottobre). À la rencontre d'Yveline Rey : pionnière de la thérapie familiale systémique. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/a-la-rencontre-d-yveline-rey-pionniere-de-la-therapie-familiale-systemique

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