Questa versione è stata tradotta dal francese da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Approccio · Legame e mondi relazionali
La TLMR è un modello psicoterapeutico sviluppato dal dott. Eric Bardot. Confrontato nella sua pratica clinica con problematiche complesse – trauma, gravi disturbi dell’attaccamento, maltrattamento, depressione, parentificazione, disturbi di personalità –, ha esplorato numerosi approcci psicoterapeutici e ha creato ponti tra di essi.
Tra le influenze della TLMR si trovano in particolare:
All’incrocio tra approcci esistenziali, umanistici e sistemici, Eric Bardot aveva inizialmente chiamato questa pratica HTSMA (ipnosi, terapia strategica, movimenti alternati). Poi l’approccio si è fatto più complesso, fino a diventare una corrente a sé stante e non una semplice giustapposizione di tecniche provenienti da orientamenti diversi.
Nella TLMR la relazione è vista in chiave sistemica: circolare e segnata dall’influenza del contesto.
Nel nome di questo approccio compare l’espressione «mondi relazionali». Ma che cosa nasconde?
«Questo modello psicoterapeutico originale si fonda sull’idea forte che la relazione strutturi gli esseri viventi. La TLMR si inserisce nella tradizione ericksoniana che, al di là delle tecniche, riserva un interesse primario alla relazione e al processo terapeutico.»
De l’HTSMA à la thérapie du lien et des mondes relationnels, p. 29
Le nostre capacità di dare forma ai legami e alle relazioni contribuiscono alla costruzione del nostro mondo relazionale. Quest’ultimo è influenzato dalla nostra storia di vita e dal contesto familiare, sociale, culturale e spirituale in cui ci muoviamo.
Esso organizza il nostro modo di interpretare gli eventi della nostra vita e le relazioni che intratteniamo con gli altri. È un modo di rappresentarsi le relazioni come il frutto della sintonizzazione di più costruzioni del mondo, che si articolano e convivono più o meno bene tra loro.
Quando due persone si incontrano – una coppia, persone amiche o colleghe, chi conduce la terapia e chi vi si rivolge –, mettono in relazione i loro mondi in modo da formarne uno solo, all’incrocio dei due.
Questi mondi relazionali sono considerati entità viventi che costruiscono la storia dell’umanità; pongono la questione della trasmissione alle generazioni future e delle problematiche transgenerazionali.
La TLMR è un approccio non patologizzante e non normativo, e chi conduce la terapia incarna questa filosofia.
La terapia non risponde a una classificazione psicopatologica internazionale né a dei sintomi, ma alla relazione che la persona in terapia intrattiene con essi.
L’obiettivo della terapia non è rispondere a una norma sociale, ma permettere alle persone di essere le autrici della propria vita.
La persona terapeuta dedica le proprie energie a far sì che si instauri una relazione di fiducia, fondata su un’esperienza sicura. Per farlo, adotta una postura decentrata, di non sapere. Entra nel mondo relazionale della persona in terapia – che comporta aspetti potenzialmente disfunzionali – affinché insieme, dall’interno, le due persone trasformino i legami che imprigionano la persona nel suo problema.
La TLMR è un modello non protocollare, che permette di adattare la terapia al mondo relazionale della persona in terapia: chi conduce la terapia co-costruisce con lei il processo terapeutico, nel presente della seduta. Si appoggia da un lato su un modo di porre domande che mobilita l’effetto mimetico – entrare più facilmente nel mondo della persona, adattarsi al suo immaginario e al suo stile comunicativo –, dall’altro su un approccio integrativo con strumenti complementari (ipnosi, terapia breve, movimenti alternati) che facilitano l’emergere delle risorse tanto di chi è in terapia quanto di chi la conduce.
La TLMR fa appello alla creatività di entrambe le parti: definiscono insieme il modo più pertinente di co-costruire un approccio terapeutico personalizzato.
A partire da un’esperienza relazionale rassicurante, la persona può impegnarsi nella terapia, definire le proprie aspettative e avviare un processo di esternalizzazione attraverso il quale potrà distinguere il problema che la occupa dalla propria identità. A tal fine si possono utilizzare, tra l’altro, alcune tecniche di ipnosi conversazionale.
Nella TLMR c’è l’idea di restituire alle persone potere sulla propria vita: prendere posizione, rimettersi in movimento, sviluppare la propria autonomia, come protagoniste e al tempo stesso autrici della propria esistenza.
In relazione con la storia personale del suo fondatore, la TLMR dà forma a una storia di resilienza, guidata da questa domanda: «Come contribuire a un mondo relazionale sano, portatore di senso?»
De l’HTSMA à la thérapie du lien et des mondes relationnels
Per una presentazione per immagini, può guardare l’episodio completo qui sotto.
Come citare questo articolo
Besse, J. (2023, 16 aprile). La thérapie du lien et des mondes relationnels expliquée simplement. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/la-therapie-du-lien-et-des-mondes-relationnels-expliquee-simplement
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