Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Red Sistémica · Intervista (estratto)
Intervista al dottor Jacinto Inbar, dell’Università di Derby (Inghilterra), sede di Israele, realizzata dalla terapeuta familiare Jana Kedar, dell’Associazione israeliana di terapia familiare e di coppia. La coppia vi è descritta come una «danza ipnotica» in cui ciascun partner si autoipnotizza con le proprie immagini e aspettative, e la terapia come ciò che aiuta a individuare, confutare e sostituire questi processi ipnotici negativi.
«Nella coppia, la “danza ipnotica” non è centrata su ciò che accade nell’altro, ma su un processo di autoipnosi, uno stato di coscienza diverso, influenzato dai processi cognitivi interni.»
Jacinto Inbar
Nota della redazione
Red Sistémica ha ripubblicato questa intervista sotto forma di estratto: il testo si interrompe nel momento in cui il dottor Inbar si accinge a descrivere le tappe del processo terapeutico. La redazione di Perspectivas Sistémicas rimandava al testo integrale pubblicato nel suo n. 93, «in edicola e in libreria».
Dottore, in che modo si esprime l’integrazione dell’ipnoterapia cognitiva nel trattamento della coppia?
Per illustrare il processo ipnotico potremmo immaginarci in viaggio su una strada: supponiamo di andare da Gerusalemme a Tel Aviv e, all’improvviso, di ritrovarci nell’altra città senza esserci resi conto né del tempo né del paesaggio (che purtroppo ci siamo persi!).
Che cosa è successo? Ero concentrato più sui miei pensieri e sulle mie immagini interne che sul viaggio in sé. Nella coppia, la «danza ipnotica» non è centrata su ciò che accade nell’altro, ma su un processo di autoipnosi, uno stato di coscienza diverso, influenzato dai processi cognitivi interni.
Il lavoro terapeutico si svolge in collaborazione con la coppia, che qui è il paziente o il cliente, per produrre un livello di coscienza diverso, comprendere il «ballo ipnotico», formulare ipotesi alternative e, infine, concentrarsi sulla risoluzione dei problemi.
Come si produce questo processo, e come si sviluppa?
Partiamo da diversi presupposti di base. Anzitutto, da una prospettiva costruttivista: siamo noi a creare la nostra realtà. Anche questa creazione è un processo ipnotico. In questo caso, l’accento del trattamento è posto sulle interazioni che avvengono all’interno della coppia.
Poi, l’intervento terapeutico consiste nell’individuare gli atteggiamenti, le percezioni e le immagini mentali della coppia.
L’ipnoterapia cognitiva si occupa delle immagini relative all’essere coppia, alla sessualità della coppia, al modo in cui la coppia crea il proprio mondo: non ciò che accade, ma il modo in cui i membri della coppia percepiscono e valutano ciò che accade, e si comportano in base a questa percezione cognitiva.
Accennava alle percezioni legate alla loro sessualità?
L’interazione sessuale è un ballo ipnotico. Anche il desiderio sessuale, o la sua diminuzione, è un processo ipnotico legato alle immagini precedenti e alle nostre aspettative.
Esistono processi ipnotici negativi: nelle relazioni di lunga durata ci si può aspettare una diminuzione del desiderio sessuale; è un processo di autoipnosi negativo. Da qui deriva il ruolo della terapia: aiutare la coppia a scoprire quali sono i processi ipnotici negativi, metterli in discussione, confutarli e modificarli.
Per esempio, quali immagini?
Quando l’uomo torna a casa e si è creato delle aspettative su ciò che troverà entrando (per esempio: «Ritroverò di nuovo il viso depresso di mia moglie»), le sue stesse aspettative negative sono uno stimolo interno del processo ipnotico, che restringe il campo dell’attenzione concentrandolo sui pensieri e sulle immagini interne molto più che su ciò che accade nella «realtà»; così, anche se la partner esprime interesse, premura, sostegno, calore, lui è influenzato dai propri processi interni e non riconosce gli stimoli esterni contrari: informazioni, dati nuovi che contraddicono o mettono in discussione la sua percezione e la sua valutazione cognitiva.
Questo processo ipnotico è una sorta di autoipnosi che ciascun membro della coppia crea dentro di sé.
Il ruolo della terapia è individuare, in ciascun partner, qual è il processo ipnotico negativo e, a partire da lì, cercare prove contrarie che lo confutino e sviluppare immagini alternative, in funzione del problema definito e degli obiettivi terapeutici.
Tutti i processi autoipnotici negativi («Niente può riuscire, nessuna terapia potrà aiutarmi») o interazionali (quando ciò che l’altro dice o fa diventa l’innesco che dà inizio al ballo ipnotico) creano un ballo ipnotico negativo; è un «ballo inoperante», perché è inefficace. Non favorisce l’obiettivo di continuare a crescere, a svilupparsi, a essere creativi, a promuovere la qualità dell’interazione e della sessualità.
Da ricordare
Ciascun partner si autoipnotizza con le proprie aspettative e immagini interne, al punto da non percepire più i segnali contrari che l’altro gli invia. Il lavoro terapeutico, in tre tempi: individuare il processo ipnotico negativo di ciascun partner, cercare le prove che lo confutano, sviluppare immagini alternative in funzione del problema definito e degli obiettivi.
In che modo l’approccio cognitivo si integra nel Suo lavoro terapeutico?
Nell’ipnoterapia cognitiva utilizziamo esercizi per scoprire e individuare percezioni, valutazioni, attribuzioni alternative o significati alternativi alla reazione dell’altro. Li annotiamo e li presentiamo come materiale per la successiva seduta di ipnoterapia cognitiva.
Il ballo ipnotico che ciascun partner balla nasce dalle sue percezioni ipnotiche di fronte alla reazione dell’altro. Per esempio, la depressione può essere percepita come una soluzione ipnotica inefficace al problema di coppia. Una persona che si separa e adotta una strategia ipnotica come la depressione avrà difficoltà a trovare una soluzione alternativa efficace.
La soluzione è imparare da questa esperienza e trovare una futura relazione come alternativa (se lo desidera, ma sempre come un’alternativa migliore e più efficace della depressione).
Nell’approccio cognitivo, chi conduce la terapia si collega alla realtà emotiva soggettiva di ciascun membro della coppia, con l’intenzione di creare un rapport o di esprimere empatia, e anche per ottenere uno schema alternativo per il futuro.
Il ruolo della terapia è, ancora una volta, individuare il fenomeno ipnotico e il suo significato simbolico, così come si produce in ciascun membro della coppia e tra i partner.
Esempio clinico
Una coppia arriva in terapia perché il figlio è poco motivato negli studi. Si individuano differenze e scarti significativi riguardo alle strategie genitoriali da adottare. La coppia è continuamente occupata dalla soluzione centrata sul problema di base (la mancanza di motivazione del figlio), mentre, dal punto di vista del significato simbolico, il problema è la vergogna e la colpa che nascono dall’insuccesso scolastico del figlio. Vergogna, perché la scuola chiama di continuo per lamentarsi degli atteggiamenti e dei comportamenti del figlio. Colpa, perché tutto questo accade per la mancanza di un’autorità genitoriale efficace. Nel processo ipnotico li aiutiamo a individuare il significato ipnotico. A livello superficiale: come ottenere che il figlio studi di più; a un livello più profondo: individuare il ballo interno, vergogna-colpa, e anche il ballo interattivo ipnotico, che forse proviene da uno dei membri della coppia. Per esempio, ogni volta che lei parla della vergogna, lui è occupato dal livello tecnico (quante ore sedersi accanto al figlio, come rinforzare o punire i suoi comportamenti), ma non comprende il mondo interno della partner, che codifica questa esperienza come vergogna o colpa.
L’integrazione degli approcci, cognitivo e ipnoterapeutico, mira a evitare «ricadute» e «regressioni» verso comportamenti simili in futuro. Inoltre, l’accento è posto anche sul transfer e sulla generalizzazione ad ambiti simili: «Così come siete riusciti a superare questo problema, potrete sicuramente utilizzare le risorse impiegate davanti alle difficoltà o ai problemi che potrebbero presentarsi in futuro.» Rafforziamo l’autoefficacia, individuale e di coppia, per prevenire e individuare i problemi futuri, e per risolverli.
Nel processo terapeutico, secondo questo approccio, esistono tappe definite?
Sì, esistono, e queste tappe sono: [l’estratto si interrompe qui]
Chi è Jacinto Inbar
Il dottor Jacinto Inbar è psicologo clinico, supervisore e terapeuta familiare e di coppia, diplomato in ipnoterapia. Insegna presso la sede israeliana dell’Università di Derby (Inghilterra).
Questa intervista è la traduzione italiana non ufficiale, dallo spagnolo, di «Integración de la hipnoterapia cognitiva al tratamiento de pareja. Entrevista a Jacinto Inbar», pubblicata da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 93). Realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicata con l’accordo della rivista.
Leggi l’articolo originaleCome citare questo articolo
Kedar, J. (2022). Intégrer l’hypnothérapie cognitive au traitement du couple. Entretien avec Jacinto Inbar (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/integrer-l-hypnotherapie-cognitive-au-traitement-du-couple-entretien-avec-jacinto-inbar (Opera originale pubblicata nel 2022 in Perspectivas Sistémicas, n. 93; ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/08/01/integracion-de-la-hipnoterapia-cognitiva-al-tratamiento-de-pareja-entrevista-a-jacinto-inbar/)
Per approfondire
Commenti 0
Effettuare l'accesso per partecipare alla discussione. Accedi