Traduzione assistita dall'IA

Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.

Red Sistémica · Psicopatologia

La relazione di coppia con un membro affetto da sindrome da deficit di attenzione e impulsività, con o senza iperattività (prima parte)

La letteratura sulla sindrome da deficit di attenzione e impulsività, con o senza iperattività, è abbondante per l’infanzia e molto più rara per l’età adulta. Eppure l’ADHD persiste oltre l’adolescenza in più della metà delle persone e pesa sulla vita quotidiana, sulle relazioni personali, sul lavoro e sulla gestione del denaro. La terapeuta familiare Estrella Joselevich si occupa qui delle situazioni frequenti nei legami di coppia.

Autrice Estrella Joselevich, terapeuta familiare, docente responsabile di corsi post-laurea presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Buenos AiresPrima pubblicazione Perspectivas Sistémicas, n. 81, maggio-giugno 2004Traduzione Complexe Systémique, traduzione non ufficiale dallo spagnolo assistita dall’IA, con l’accordo di Red Sistémica

Nota della redazione

Red Sistémica ripubblica questo testo con la dicitura «Frammento»: l’articolo completo si trova nel n. 81 di Perspectivas Sistémicas. Il seguito dell’estratto è oggetto della seconda parte.

«I sintomi principali e quelli secondari hanno un impatto sul legame; non si producono mai nel vuoto.»

Estrella Joselevich

Introduzione

La letteratura e i materiali che vengono diffusi sulla sindrome da deficit di attenzione e impulsività, con o senza iperattività (1), nell’infanzia sono abbondanti, alcuni di eccellente qualità scientifica e clinica e di grande valore pedagogico, mentre sono molto meno numerosi quelli che riguardano l’età adulta. Che l’ADHD prosegua oltre l’adolescenza in una proporzione enorme di persone (oltre il 50%) è oggi oggetto di studio: incide sulla vita quotidiana, e gli ambiti delle relazioni personali, del rendimento lavorativo e della gestione economica ne sarebbero buoni esempi.

Di solito il profilo sintomatico nelle persone adulte è più complesso e, proprio perché si tratta di persone adulte, si osservano sfaccettature molteplici e conseguenze secondarie accumulate in potenti intrecci dinamici. Ciò comporta una serie di difficoltà nello svolgere alcune attività importanti della loro vita, come il lavoro, e incide anche sulle loro relazioni personali e sulla loro affettività. Questa presentazione si riferirà in particolare a situazioni frequenti nei legami di coppia, circoscrivendo così il tema da considerare.

Chi soffre di ADHD presenta debolezze relative all’autoregolazione, che nel corso dello sviluppo accompagnano un deficit di rendimento e di efficienza nel gestirsi e nel controllarsi a volontà. Ciò comporta limitazioni nell’esecuzione continuativa delle attività, nella loro realizzazione sostenuta.

Consideriamo l’essere umano nella sua unità biopsicosociale e, lavorando con le persone con ADHD, ci collochiamo in questo territorio di articolazioni complesse.

L’ADHD ha una base neurobiologica, e nella sua evoluzione e nel suo dispiegarsi intervengono attivamente le caratteristiche e i fenomeni contestuali.

Così, la qualità delle interrelazioni, la forma di comunicazione, le credenze, gli affetti e l’organizzazione del legame saranno indubbiamente fenomeni partecipi. Anche altri aspetti, come quelli socioeconomici e culturali, saranno variabili di peso da considerare nel gioco reciproco dei diversi fattori presenti in questo quadro diagnostico. E, dinamicamente, gli atteggiamenti più tipici e i comportamenti di queste persone, come la comunicazione e le manifestazioni emotive, influenzano attivamente le altre persone, il loro ambiente relazionale.

In questa costruzione congiunta vogliamo chiarire che la nostra posizione, fondata su dati solidi provenienti dalla ricerca, mostra che la disfunzione familiare, per esempio, non genera un ADHD, ma facilita, contribuendo a scatenarli con maggiore frequenza e intensità, i sintomi. Questi sono, in modo caratteristico nell’ADHD, a comparsa variabile e in relazione a circostanze diverse, interne o esterne. L’ambiente influisce dunque notevolmente sulla sua evoluzione.

Da ricordare

L’ADHD ha una base neurobiologica: la disfunzione familiare non lo produce. Ma il contesto (la qualità dei legami, la comunicazione, le credenze, le condizioni socioeconomiche) modula fortemente la frequenza e l’intensità dei sintomi, e questi, a loro volta, agiscono sull’ambiente circostante.

La persona in consultazione con ADHD e il suo sviluppo individuale e familiare

Alcune persone adulte con ADHD, con i loro modi spontanei di vivere, ottengono soddisfazioni che «calzano» con le loro circostanze: essendo più indipendenti, possono cercare orizzonti più ampi e trovare o sviluppare modalità proprie, rispettando i loro interessi e il loro modo di essere; compensano così gli effetti delle loro difficoltà. Un contesto con certe strutture di sostegno, buone stimolazioni e una comunicazione efficace in scambi rispettosi è fondamentale. Una qualità di vita affettiva soddisfacente, in condizioni di sicurezza e di contatto emotivo partecipe, è un altro aspetto essenziale.

Quando non è accessibile una scelta di vita più armonica con il proprio stile e interesse, autentico, la quotidianità tende a tingersi più intensamente dei sintomi. Allo stesso modo, i conflitti emotivi, le forti tensioni, lo stress e la stanchezza contribuiscono di solito a una maggiore frequenza e gravità sintomatica.

Tra i fattori ambientali sfavorevoli, la povertà marcata svolge un ruolo preponderante quanto alla gravità delle conseguenze secondarie a rischio.

Quando lo stile di vita «calza»

Indipendenza, orizzonti più ampi, modalità proprie che rispettano gli interessi e il modo di essere; sostegno, stimolazioni, comunicazione rispettosa, sicurezza affettiva: le difficoltà vengono compensate.

Quando non «calza»

Conflitti emotivi, tensioni, stress, stanchezza, povertà marcata: la quotidianità si tinge dei sintomi, più frequenti e più gravi.

I deficit cronici nei comportamenti essenziali per una vita efficace e coerente, e il loro accumularsi con conseguenze secondarie, possono andare da un’autostima bassa e continuamente ferita, con frustrazione cronica e scarsi risultati, fino all’impossibilità di completare gli studi a livelli adeguati di formazione e qualificazione, a un funzionamento deficitario dei processi cognitivi, all’impossibilità di mantenere un lavoro, di sostenere una relazione di coppia soddisfacente o di accompagnare bene la crescita di figlie e figli. Queste difficoltà, o perfino questi fallimenti, raggiungono orizzonti gravi con atteggiamenti esplosivi e aggressivi, incidenti, perdite economiche importanti, promiscuità o trascuratezza nelle relazioni sessuali, tendenze alla dipendenza, gravi disconnessioni nella coppia, con eventuali problematiche che si articolano a cascata, in circoli viziosi che si autoperpetuano.

Comportamenti caratteristici della sindrome e loro incidenza sulla coppia

[…]

I sintomi principali e quelli secondari hanno un impatto sul legame; non si producono mai nel vuoto… (continua).

Note dell’originale

(*) L’articolo completo si trova nel n. 81 della rivista Perspectivas Sistémicas, relativo ai mesi di maggio-giugno 2004, in vendita nelle edicole e nelle librerie specializzate della Capital Federal (Buenos Aires), o in abbonamento nel resto del Paese e all’estero.

Chi è Estrella Joselevich

Estrella Joselevich è terapeuta familiare e docente responsabile di corsi post-laurea presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Buenos Aires (1995-2004). Ha partecipato a una ricerca congiunta con l’Università della California (Stati Uniti, 2000-2003) sulla «valutazione clinica dell’ADHD negli adulti». Ha tenuto seminari sulla sindrome da deficit di attenzione e iperattività in Argentina e all’estero. È stata coautrice e curatrice del libro Síndrome de Falta de Atención con y sin Hiperactividad en niños, adolescentes y adultos (Paidós, 2000) ed è autrice di Mejorando su Calidad de Vida (in corso di stampa, Paidós).

Questo articolo è una traduzione italiana non ufficiale, condotta sull’originale spagnolo «La Relación de Pareja con un Miembro con Síndrome de Déficit de Atención e Impulsividad, ya sea con o sin Hiperactividad», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 81, maggio-giugno 2004). Tradotto da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicato con l’accordo della rivista. Fa fede la versione originale.

Leggi l’articolo originale

Come citare questo articolo

Joselevich, E. (2022). La relation de couple avec un partenaire présentant un trouble du déficit de l’attention et de l’impulsivité, avec ou sans hyperactivité (1re partie) (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/la-relation-de-couple-avec-un-partenaire-presentant-un-trouble-du-deficit-de-l-attention-1re-partie (Opera originale pubblicata nel 2004 in Perspectivas Sistémicas, n. 81, maggio-giugno 2004; ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/07/19/la-relacion-de-pareja-con-un-miembro-con-sindrome-de-deficit-de-atencion-e-impulsividad-ya-sea-con-o-sin-hiperactividad/)

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