Questo capitolo è dedicato all’arte delle domande, cioè al modo in cui chi conduce la terapia costruisce uno spazio in cui la relazione può essere pensata diversamente. Con Amour Monstre le domande non servono a «far confessare» una verità né a dirimere un conflitto, ma a trasformare la conversazione: passare dal rimprovero al circuito, dall’evidenza alla sfumatura, dal racconto cristallizzato a una storia che può muoversi.
Vi troverete una struttura semplice (famiglie di domande) e competenze molto concrete: tradurre una lamentela in domanda relazionale, aprire differenze di punto di vista senza colpevolizzare e sostenere l’emergere di una nuova narrazione. L’obiettivo è imparare a fare domande in modo abbastanza preciso da essere utile, e abbastanza aperto da lasciare alle persone la possibilità di co-costruire senso e scelte.