Corso online clinico · Oggetto fluttuante · Al vostro ritmo
Uno strumento metaforico, visivo e strutturante per far parlare la relazione in individuale, in coppia, in famiglia e in supervisione.
Amour Monstre non è un semplice supporto ludico. È un vero terzo terapeutico, un oggetto fluttuante che permette di spostare la conversazione: uscire dal biasimo, dalle giustificazioni e dalle ripetizioni, per rendere la relazione pensabile, visibile e condivisibile. Le persone che intervengono parlano francese e i video sono sottotitolati in italiano.
Questa formazione vi insegna a utilizzarlo con precisione, senza irrigidire la vostra postura. Vi trovate una cornice chiara, un protocollo di base immediatamente utilizzabile, un lavoro approfondito sulle domande sistemiche, adattamenti secondo i contesti e una vera riflessione etica.
Iniziate subito dopo l’acquisto, progredite al vostro ritmo, tornate sui contenuti tutte le volte che serve e beneficiate dei futuri aggiornamenti senza costi aggiuntivi.
Per parlare della relazione in modo diverso dal rimprovero, dalla difesa o dall’impasse.
Per installare una cornice semplice, contenitiva e immediatamente utilizzabile in seduta.
Individuale, coppia, bilancio di coppia, famiglia, supervisione.
Trauma, violenza, sicurezza, non-neutralità responsabile e adattamento della cornice.
Perché questa formazione
Amour Monstre aiuta a esternalizzare il legame e a rendere visibili dimensioni spesso difficili da verbalizzare: ambivalenza, distanza, controllo, lealtà, risorse, bisogni, posti e regole implicite.
Il corso non trasmette soltanto uno strumento. Trasmette un modo di porre la cornice, di introdurre il supporto, di proteggere la parola, di rilanciare senza chiudere e di usare le domande come leva di trasformazione.
Imparate a modulare l’uso del dispositivo secondo il contesto clinico, conservando i riferimenti che rendono l’intervento contenitivo, sfumato e realmente utile.
Obiettivi
Destinatari
Questa formazione si rivolge a professionisti e professioniste che desiderano disporre di un supporto concreto per lavorare sulla relazione in modo sistemico, visivo e strutturato.
Trasmissione
Il corso è guidato da Ivy Daure, creatrice di Amour Monstre, in collaborazione con Julien Besse. È arricchito dalla partecipazione di Julie Nicol, Jalila Kormachi, Yafit Larhabali, Mathilde e Pierre.
L’insieme è stato pensato per trasmettere al tempo stesso lo spirito dello strumento, la sua logica clinica, le sue modalità concrete d’uso e i suoi limiti etici.
Creatrice di Amour Monstre
Ivy Daure
In collaborazione con
Julien Besse
Con la partecipazione di Julie Nicol, Jalila Kormachi, Yafit Larhabali, Mathilde e Pierre.
Programma dettagliato
Il percorso articola fondamenti teorici, protocollo, arte delle domande, usi per contesto, integrazioni avanzate, etica e simulazioni di colloqui.
Contenuti & formato
Questa formazione non è ancora stata valutata. Il numero di persone formate e i punteggi di soddisfazione saranno pubblicati qui al termine della prima valutazione.
Accesso immediato dopo il pagamento, dal vostro spazio online. Scheda aggiornata il 1º ottobre 2026.
Per il finanziamento tramite OPCO o FIFPL (enti francesi di finanziamento della formazione professionale), avrete bisogno del programma di formazione in formato PDF e di un preventivo personalizzato. Scaricate il programma ufficiale — obiettivi, competenze mirate, contenuti dettagliati e modalità — e richiedete il preventivo tramite il modulo di contatto.
Convenzione di formazione e attestati su richiesta: contact@complexe-systemique.com
Ciò che guadagnerete davvero
Questa formazione mira meno a «presentare» Amour Monstre che a darvi una vera capacità d’uso clinico: installare la cornice, scegliere il ritmo giusto, porre domande utili, leggere gli effetti dell’intervento, proteggere la seduta e adattare il dispositivo secondo le poste in gioco della situazione.
Ripartite con più di uno strumento: ripartite con un modo di lavorare sulla relazione.
Questo primo grande capitolo pone le basi del lavoro con Amour Monstre. Serve a comprendere ciò che lo strumento rende possibile, e perché funziona: creare un terzo che aiuta a parlare della relazione invece di girare a vuoto tra fatti, rimproveri e giustificazioni.
Una cornice semplice e accessibile, al servizio di uno spostamento verso una posizione meta: definire il legame, le sue regole implicite, le sue ambivalenze e l’effetto del contesto.
L’importanza della metafora e la forza della proiezione resa possibile da un personaggio «universale».
Le scelte concrete di materiale e di dispositivo che trasformano un gioco di immagini in un vero e proprio supporto clinico.
Questo secondo grande capitolo pone i fondamenti sistemici necessari per usare Amour Monstre con precisione, al di là dell’entusiasmo per lo strumento. Chiarisce i diversi «livelli» di lettura cibernetica.
Osservare i circuiti e le regolazioni: come il sistema reagisce, compensa e cerca una forma di stabilità.
Integrare il fatto che chi conduce la terapia partecipa al sistema che osserva: la sua presenza orienta già ciò che diventa visibile e dicibile.
Tenere conto dei contesti più ampi di potere, di norme e di disuguaglianze che attraversano le relazioni.
L’obiettivo è semplice: darvi una bussola per scegliere la vostra postura e calibrare il vostro intervento. Vi ritroverete i riferimenti di base che rendono sicuro l’uso del gioco — curiosità, non-colpevolizzazione, responsabilità — e capirete perché Amour Monstre funziona come un oggetto fluttuante: un terzo che sposta la discussione dal faccia a faccia verso un’esplorazione comune, più sfumata, più contenitiva e più trasformabile.
Questo terzo capitolo entra nel cuore dello strumento: Amour Monstre come oggetto fluttuante. La posta in gioco non è più soltanto comprendere le basi teoriche, ma cogliere ciò che il gioco cambia concretamente in una seduta. Usando la metafora e l’immagine come un terzo, Amour Monstre crea uno spazio di parola più sicuro e più sfumato, in cui si può esplorare la relazione senza scivolare subito nell’accusa, nella difesa o nella giustificazione. Questo capitolo mostra come le carte servano a esternalizzare il legame, a far emergere associazioni e a costruire progressivamente una definizione condivisa della relazione, abbastanza chiara da aprire movimenti e scelte nuove.
Il capitolo 4 presenta il protocollo di base per usare Amour Monstre in modo semplice, affidabile e riproducibile. Chiarisce come impostare la cornice (consegne, ritmo, regole di parola), come fare del gioco un terzo protettivo piuttosto che uno strumento di dibattito, e come guidare l’esplorazione con domande che aprono senza imporre. L’obiettivo è dare una «spina dorsale» alla seduta: abbastanza strutturata da offrire sicurezza alle persone e a chi conduce la terapia, abbastanza flessibile da adattarsi alle situazioni cliniche. Questo protocollo serve poi da punto d’appoggio per tutte le variazioni più creative proposte nel seguito della formazione.
Questo capitolo è dedicato all’arte delle domande, cioè al modo in cui chi conduce la terapia costruisce uno spazio in cui la relazione può essere pensata diversamente. Con Amour Monstre le domande non servono a «far confessare» una verità né a dirimere un conflitto, ma a trasformare la conversazione: passare dal rimprovero al circuito, dall’evidenza alla sfumatura, dal racconto cristallizzato a una storia che può muoversi.
Vi troverete una struttura semplice (famiglie di domande) e competenze molto concrete: tradurre una lamentela in domanda relazionale, aprire differenze di punto di vista senza colpevolizzare e sostenere l’emergere di una nuova narrazione. L’obiettivo è imparare a fare domande in modo abbastanza preciso da essere utile, e abbastanza aperto da lasciare alle persone la possibilità di co-costruire senso e scelte.
Questo capitolo propone istruzioni d’uso cliniche a seconda dei contesti di utilizzo, per evitare l’idea che uno stesso protocollo possa funzionare ovunque. L’obiettivo è capire ciò che lo strumento permette in ciascuna cornice — individuale, coppia, famiglia, supervisione — e come adattare il dispositivo: quale legame si mette al lavoro, quale livello di protezione è necessario, quale ritmo impostare e quale tipo di domande privilegiare.
Imparerete a mantenere una coerenza con lo spirito di Amour Monstre modulando al tempo stesso la vostra postura e le vostre consegne, affinché le carte restino un terzo rassicurante che aumenta la chiarezza, le sfumature e le scelte possibili.
Questo capitolo sulle integrazioni avanzate mostra come Amour Monstre possa articolarsi con altri approcci senza perdere la sua funzione di terzo. L’obiettivo è passare da uno «strumento in sé» a uno strumento che si inserisce in una strategia terapeutica: circolarità per moltiplicare i punti di vista, esternalizzazione per creare un’alleanza contro il problema, approccio orientato alle soluzioni per amplificare ciò che funziona, lavoro con lo spazio per rendere visibile la dinamica, e radicamento transgenerazionale attraverso il genogramma. Questo capitolo vi insegna soprattutto a scegliere un’integrazione in funzione dell’obiettivo clinico del momento, piuttosto che accumulare tecniche.
Questo capitolo sull’etica ricorda che l’uso di Amour Monstre non è mai «neutro»: uno strumento può aprire la parola, ma può anche esporre, attivare o mettere in pericolo se la cornice non è adeguata. Pone un riferimento centrale: la priorità clinica sono la sicurezza e la dignità, soprattutto quando ci sono trauma, asimmetria di potere o sospetto di violenza. Imparerete a lavorare in una cornice informata sul trauma (ritmo, scelta, titolazione, diritto di ritirarsi), a riconoscere i segnali di deriva e a riprendere in mano il dispositivo, e ad assumere una non-neutralità responsabile quando si tratta di proteggere piuttosto che di «mettere sullo stesso piano». L’idea semplice che attraversa tutto il capitolo: lo strumento è buono quando aumenta le scelte possibili; se fa il contrario, si rallenta, si aggiusta o si cambia cornice.
Questo capitolo sulle simulazioni di colloqui è il ponte tra la teoria e il gesto clinico. L’obiettivo è mostrarvi, in situazione, come si tiene la cornice: come introdurre il gioco, come dare le consegne, come fare domande senza imprigionare, e come gestire i momenti di emozione o di tensione. Le simulazioni non servono a «copiare una ricetta», ma a individuare delle micro-competenze: ritmo, scelta dei rilanci, riformulazioni, protezione della parola e adattamenti del dispositivo a seconda del contesto. In altre parole, vedrete come Amour Monstre diventa uno strumento vivo, integrato nella vostra postura, piuttosto che un semplice supporto di carte.