Traduzione assistita dall'IA

Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.

Red Sistémica · Epistemologia

Ecologia delle idee. Pensare le idee

Testo di presentazione della rubrica «Ecologia delle idee», inaugurata nel primo numero di Perspectivas Sistémicas. Marcelo Pakman parte dalla definizione batesoniana di informazione — «una differenza che fa una differenza» — per delineare un programma: le idee esistono per essere pensate e per produrne altre; una disciplina che mette le proprie idee di base «in freezer» si sclerotizza. Di qui la scelta della rubrica: far circolare idee provenienti da altri campi e includere nell’esposizione l’osservatore, la sua storia e i suoi sentimenti.

Autore Marcelo PakmanPrima pubblicazione Perspectivas Sistémicas, n. 1, 1988Traduzione Complexe Systémique, traduzione non ufficiale dallo spagnolo assistita dall’IA, con l’accordo di Red Sistémica

A che cosa alludiamo con il nome di questa rubrica? Non è forse ovvio che le idee esistono per essere pensate? Ecco una buona occasione per cominciare a pensare: che cosa sono le idee? che cosa significa pensare? quali sono le idee che ci proponiamo di pensare? E ancora: quali sono i confini tra le idee? che cosa delimita le discipline, i campi del sapere, gli uni rispetto agli altri?

L’informazione come «differenza»

G. Bateson, che aveva una particolare capacità di definire certe nozioni in modo al tempo stesso preciso e bello, ha definito l’informazione come «una differenza che fa una differenza»1.

a) Che cosa significa? Quando diciamo «finestra», non è la finestra in sé a essere distinta: lo è grazie a un limite in cui smette di essere finestra e si trasforma in «muro». È la relazione finestra-muro, o la differenza finestra-muro, a costituire informazione. L’informazione è dunque una differenza, perché è sempre una distinzione, un bordo, un contorno tracciabile da un osservatore.

b) Questa differenza, che può essere tracciata da un osservatore, fa una differenza in chi riceve l’informazione: qualcosa nella pratica di chi la riceve cambia per il fatto stesso di riceverla. L’unità minima di informazione è un’«idea»2. E ogni idea genererebbe, in chi la riceve, un’altra idea. Da questo punto di vista, le ortodossie vengono messe in discussione. Esse comprendono la visione delle idee come elementi che devono essere trasmessi in forma pura e «incontaminata». Ciò implica, al tempo stesso, intendere la comunicazione come «qualcosa» che passa da un organismo all’altro e l’informazione come la «sostanza» che viene trasmessa, il che rimanda all’azione meccanica di una fila di persone che, in un cantiere, si passano i mattoni di mano in mano.

Non è questa la visione dell’informazione che emerge dalla sistemica cibernetica. Le idee esistono per essere pensate, per produrre altre idee in un processo evolutivo continuo. Forse questo modo di concepire le idee facilita l’evoluzione delle nostre pratiche e ci protegge dalle ortodossie, che potrebbero essere intese come una patologia dell’evoluzione di una disciplina.

Pensiero vivo e dogma

Eppure le ortodossie sorgono, e la sistemica cibernetica — come qualsiasi disciplina — non è al riparo dal cadervi. Conviene quindi chiedersi come nascono le discipline… e come nascono le ortodossie.

Le discipline si presentano come un insieme di pratiche dedicate a pensare certe idee. Non nascono per volontarismo, come se si trattasse di fondare un bel giorno una città delimitando un terreno e traducendo nei fatti un piano urbanistico. Con il tempo, queste pratiche acquisiscono una certa regolarità e coerenza, generano uno spazio identificabile con un nome, ne tracciano un profilo determinato e lo distinguono da altri spazi. Arriva un momento in cui si riflette sulle pratiche stesse e sui loro limiti; si cerca di approfondire l’identità e di delimitare la disciplina. È anche il momento propizio per le ortodossie: alcune idee di base vengono messe «in freezer» e diventano la bandiera della nuova disciplina.

Cercheremo di contribuire alla costruzione del caso della nostra disciplina — in quanto sistema ecologico di idee e di pratiche — dandole un’identità e mantenendo al tempo stesso un’elasticità sufficiente a impedire che le ortodossie ne sclerotizzino l’evoluzione. A tal fine lavoreremo su idee provenienti da molteplici discipline, che possono fare una differenza nella sistemica e in particolare nel campo della psicoterapia. Ciò implica guardarsi tanto dal rifiuto eccessivo di una fonte di differenze potenziali da cui selezionare nuovi elementi, quanto dall’applicazione automatica di concetti nati in altri campi di pratica.

Coinvolgere l’osservatore

Contraddiremo il classico principio di oggettività scientifica, secondo cui l’osservatore non deve partecipare delle proprie osservazioni. Includeremo nella trama dell’esposizione l’osservatore, la sua storia, i suoi sentimenti: la sua cosiddetta «soggettività».

E ciò allo scopo di superare un duplice iato: quello che separa le discipline come compartimenti stagni — badando sempre alla differenza che introduce l’applicazione di concetti appartenenti ad altre pratiche — e quello che separa l’osservatore dalla sua osservazione3.

Nel lavoro di psicoterapia viviamo quotidianamente la sfida di rendere commensurabili il mondo delle nozioni scientifiche e il mondo dell’emozione; in questo senso, questo modo di pensare le idee è in relazione con quell’esperienza quotidiana.

In accordo con quanto esposto, presenteremo spesso conversazioni, dialoghi, in cui le nozioni scientifiche acquistano una consistenza molto salda, in un intreccio di storia personale e di pensiero.

Bibliografia

1 – Bateson.

2 – Bateson.

3 – Huxley.

Traduzione italiana non ufficiale di «Ecología de las ideas. Pensando ideas.», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 1, 1988). Tradotto dallo spagnolo da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicato con l’accordo della rivista. Fa fede la versione originale.

Leggi l’articolo originale

Come citare questo articolo

Pakman, M. (2022). Écologie des idées. Penser les idées (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/ecologie-des-idees-penser-les-idees (Opera originale pubblicata nel 1988 in Perspectivas Sistémicas, n. 1, 1988; ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/06/20/ecologia-de-las-ideas-pensando-ideas/)

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