Questa versione è stata tradotta dal francese da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Strumento sistemico · Amour Monstre
Quando una seduta si blocca, non è necessariamente perché le persone oppongono resistenza. Spesso è perché il linguaggio disponibile non basta più. La coppia racconta i fatti, accumula le prove, riattiva le ferite, e continuare a porre buone domande non sempre è sufficiente.
In quei momenti bisogna cambiare supporto, cambiare livello di linguaggio e creare un terzo. È proprio ciò che rendono possibile gli oggetti fluttuanti in terapia sistemica.
Un oggetto fluttuante è un mediatore clinico: un terzo concreto, simbolico o metaforico, che «fluttua» perché non appartiene a nessuno. Non diventa né l’argomento di una parte né la difesa dell’altra. Permette di spostare la conversazione dal faccia a faccia verso uno sguardo comune. Non si lotta più per avere ragione: si osserva insieme ciò che accade nella relazione. E questo spostamento spesso cambia tutto: ritmo, sicurezza, sfumature, capacità di pensare.
Amour Monstre è stato ideato da Ivy Daure con un’intenzione chiara: aiutare a parlare della relazione, e non solo di ciò che l’altra persona ha detto o fatto. Il cuore dello strumento è il passaggio dal contenuto alla relazione. La carta rappresenta quel terzo che è il legame: né tu né io, ma l’alchimia tra noi, le nostre modalità di interazione e l’effetto del contesto sul nostro modo di stare insieme.
Questa deviazione attraverso l’immagine attiva un altro livello di linguaggio. L’immagine, e la metafora che essa innesca, permette spesso di esprimere l’ambivalenza, la paura, la distanza, la vergogna, la lealtà, l’attaccamento, il controllo, lo sfinimento… là dove il linguaggio razionale si difende, accusa o si chiude.
«L’immagine non sostituisce la parola: rende possibile un’altra parola.»
Il principio di lavoro di Amour Monstre
Per accompagnare chi desidera appropriarsi del gioco, gli è interamente dedicata una formazione online. Eccone il contenuto.
Perché esiste questo strumento, che cosa consente il titolo «Amour Monstre» (ambivalenza e messa in visibilità), perché la forma universale apre le proiezioni, e come il materiale e l’allestimento facciano già parte dell’intervento.
Lo strumento si colloca in una lettura cibernetica: individuare i circuiti (primo ordine), integrare l’effetto di chi fa terapia nel sistema (secondo ordine), tenere conto delle questioni di contesto, potere, norme e sicurezza (terza cibernetica). Questa base diventa una bussola pratica: che cosa aumento o diminuisco con il mio modo di intervenire?
L’immagine diventa un supporto comune che protegge e che apre. Si impara a usare la metafora come accesso alla posizione meta: definire la relazione, le sue regole implicite, le sue vulnerabilità, le sue risorse, invece di restare sul piano dei fatti contingenti.
Due punti chiave: la presentazione del gioco (consegne, ritmo, sicurezza) e il modo di porre le domande. È la base che rende affidabile lo strumento, senza irrigidirlo.
Una competenza centrale: trasformare la lamentela in domanda relazionale, uscire dal «il problema sei tu» per mappare «come si costruisce tutto questo tra noi». E favorire una nuova narrazione, lasciando il racconto saturo del problema per ritrovare eccezioni, sfumature e opzioni.
Lo stesso strumento non si conduce allo stesso modo in seduta individuale, di coppia, familiare o in supervisione. Una guida clinica per ciascun contesto precisa obiettivi, setting, punti di attenzione, tipo di domande e protezione necessaria.
Articolazioni concrete: genogramma, domande circolari, esternalizzazione del problema, approccio centrato sulle soluzioni, lavoro con lo spazio (posizionamento, distanze, messa in scena). L’idea non è accumulare tecniche, ma scegliere un’integrazione in base all’obiettivo clinico del momento.
Le zone sensibili vengono affrontate di petto: trauma, derive, non neutralità, responsabilità. Amour Monstre può aiutare a evocare, a individuare, ad aprire la parola, ma non deve mai esporre. Si impara a rallentare, contenere, adattare il dispositivo e cambiare cornice quando è necessario.
Perché tra comprendere e saper fare c’è la microclinica: consegne, rilanci, riformulazioni, gestione delle tensioni, protezione della parola. Le simulazioni rendono visibili le piccole scelte che cambiano la traiettoria di una seduta.
A chi lavora con la relazione: nella terapia di coppia e familiare, nella psicologia, nella psichiatria, nella psicoterapia, nel settore socio-sanitario e dell’accompagnamento, nella formazione sistemica o nella supervisione. Se la Sua pratica La mette di fronte a legami ambivalenti, racconti cristallizzati, escalation, silenzi o situazioni in cui le parole mancano, l’oggetto fluttuante diventa un investimento clinico molto concreto.
Il formato è interamente online e preregistrato, con accesso immediato e illimitato, aggiornamenti compresi. I dettagli sono presentati sulla pagina della formazione. La presentazione per immagini si può guardare qui sotto.
Come citare questo articolo
Besse, J. (2026, 18 gennaio). Maîtriser Amour Monstre : apprendre à utiliser un objet flottant en thérapie systémique. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/maitriser-amour-monstre-apprendre-a-utiliser-un-objet-flottant-en-therapie-systemique
Per approfondire
Commenti 0
Effettuare l'accesso per partecipare alla discussione. Accedi