Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Red Sistémica · Violenze
Invitato dalla Revista de Psicoterapia a scrivere un articolo sul maltrattamento poco dopo l’uscita del suo libro sul maltrattamento familiare tra terapia e controllo, Juan Luis Linares rifiuta la «minestra riscaldata» e sceglie un’altra strada: rendere pubblica la corrispondenza critica intercorsa con una partecipante a uno dei suoi seminari, per illustrare l’importanza del confronto ideologico sulle questioni che riguardano il maltrattamento.
«È privilegio dell’autore seminare il dubbio, così come spetta a chi legge affermare la propria interpretazione.»
Juan Luis Linares
Quando ricevetti dalla Revista de Psicoterapia l’invito a scrivere un articolo sul maltrattamento, oltre a precipitarmi ad accettare cominciai a riflettere su possibili approcci e contenuti. Essendo molto recente la pubblicazione del mio libro Del abuso y otros desmanes. El maltrato familiar entre la terapia y el control («Dell’abuso e di altri eccessi. Il maltrattamento familiare tra la terapia e il controllo»), la prima tentazione fu di abbandonarmi alla pratica del montaggio di testi e di raffazzonare una minestra riscaldata di me stesso, ritagliando paragrafi qua e là. Devo dire, a onore della mia stessa onestà e, soprattutto, del rispetto che mi ispira questa rivista, che fu un’idea rapidamente scartata. Ma il diavolo della pigrizia intellettuale non desiste facilmente dai suoi propositi, così presto fui assalito da una seconda tentazione: confezionare un nuovo testo che, in forma di articolo, avrebbe inevitabilmente riprodotto i contenuti fondamentali del libro. Respinsi anche questa idea, perché mi sembrava poco stimolante e ugualmente ambigua dal punto di vista dell’etica editoriale: il libro sarebbe sempre stato migliore e più completo e, per di più, un articolo di quel tipo avrebbe soppiantato ciò che devono essere le buone recensioni.
Stando così le cose, in seguito a uno dei seminari sul maltrattamento che tenni in quel periodo, ricevetti una lettera da una delle partecipanti, in formazione come mediatrice familiare e professionista del vasto territorio dei servizi socio-terapeutici. La lettera era critica, ma riconoscente e rispettosa; per questo, sebbene mi avesse provocato una certa irritazione (quella che provo quasi sempre quando, nonostante i miei sforzi, non mi sento compreso), mi suscitò anche il desiderio di risponderle, dato che l’immagine che avevo della sua autrice restava comunque gentile e amichevole.
Lasciai passare qualche settimana e, in effetti, le risposi, mentre cominciavo a maturare l’idea di rendere pubbliche entrambe le lettere per illustrare l’importanza del confronto ideologico sui temi che riguardano il maltrattamento. Pensai dapprima di chiedere l’autorizzazione alla mia interlocutrice e persino di offrirle la co-autorialità dello scritto che ne sarebbe risultato, ma questa generosità, che senza dubbio mi avrebbe fatto onore, avrebbe complicato enormemente il processo di elaborazione fino, chissà, a rendere forse impossibile un risultato concreto.
Scelsi dunque di assumermi pienamente la responsabilità della scrittura, rendendo irriconoscibile l’identità della mia allieva polemista, al punto da legittimare la speculazione sul fatto che questo articolo sia, come pretende in apparenza, strettamente documentario o, al contrario, un’opera di finzione. È privilegio dell’autore seminare il dubbio, così come spetta a chi legge affermare la propria interpretazione. Ciò che spero e auspico è che questo gioco di intersoggettività, destinato a rendere più piacevoli i contenuti, non distolga chi legge dall’essenziale di essi, e che si imponga la massima che unifica i generi documentario e di finzione: «se non è vero, è ben trovato».
Da ricordare
Anziché riassumere il suo libro, Linares sceglie di mettere in scena un disaccordo: la lettera critica di una futura mediatrice familiare e la propria risposta. Il dispositivo – identità dell’interlocutrice resa irriconoscibile, dubbio mantenuto tra documento e finzione – è al servizio di una tesi di fondo: sul maltrattamento, il confronto ideologico tra terapia e controllo è fecondo e merita di essere reso pubblico.
Nota della redazione
L’estratto pubblicato da Red Sistémica si interrompe qui, alle soglie della sezione «Contestualizzazione teorica». Il testo completo è apparso in Perspectivas Sistémicas n. 84.
Chi è Juan Luis Linares
Juan Luis Linares è psichiatra, professore titolare di psichiatria all’Università Autonoma di Barcellona. Dirige l’Unità di psicoterapia e la Scuola di terapia familiare dell’Ospedale della Santa Creu i Sant Pau.
Questo articolo è la traduzione italiana non ufficiale, dallo spagnolo, di «Reflexiones polémicas sobre el maltrato. Algunos feed-backs de un seminario titulado Narrativas de amor, narraciones de maltrato», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 84). Realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicata con l’accordo della rivista.
Leggi l’articolo originaleCome citare questo articolo
Linares, J. L. (2022). Réflexions polémiques sur la maltraitance. Quelques retours d’un séminaire « Narratives d’amour, récits de maltraitance » (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/reflexions-polemiques-sur-la-maltraitance (Opera originale pubblicata nel 2022 in Perspectivas Sistémicas, n. 84; ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/07/19/reflexiones-polemicas-sobre-el-maltrato-algunos-feed-backs-de-un-seminario-titulado-narrativas-de-amor-narraciones-de-maltrato/)
Per approfondire
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