Questa versione è stata tradotta dall'inglese da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Journal of Solution Focused Practices · Ricerca empirica
Chi frequenta corsi post-laurea ha una probabilità sei volte maggiore rispetto alla popolazione generale di soffrire di depressione e ansia, e chiede aiuto meno del resto della popolazione studentesca. James Beauchemin e il suo gruppo di Boise State riprendono il loro programma di benessere centrato sulla soluzione, sei incontri di un’ora in videoconferenza, un ambito del benessere per incontro, e questa volta lo propongono a un’intera coorte dello stesso master. Nove persone che già si conoscono, a confronto con diciotto provenienti da corsi diversi. Entrambi i gruppi stanno meglio dopo sei settimane; la coorte guadagna di più sul benessere e sul benessere percepito, e le interviste fanno emergere tre temi: la consapevolezza dei propri bisogni, il sostegno tra pari, il benessere come costrutto multidimensionale. Felicità e soddisfazione di vita non si muovono. Uno studio che pone una domanda semplice, la familiarità aiuta o ostacola un gruppo breve?, e risponde: aiuta.
Traduzione non ufficiale in italiano di A Pilot Study of a Cohort-Based Solution-Focused Wellness Group for Graduate Students Using Solution-Focused Coaching, di James D. Beauchemin, Danya K. Krueger, Jennie Newman e Paul Beitelspacher, pubblicato in Journal of Solution Focused Practices (2022), doi: 10.59874/001c.74998, con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: il testo originale è stato tradotto in italiano e impaginato per la lettura online, con le quattro tabelle e le quattro appendici presentate come schede, il che costituisce una modifica dell’opera ai sensi della licenza. I riquadri e le note contrassegnati «Complexe Systémique» sono nostri, non di chi firma l’articolo. La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.
Abstract. La popolazione studentesca post-laurea vive livelli elevati di stress, che ne compromettono il benessere e la predispongono a disturbi della salute mentale. Chi frequenta corsi post-laurea ha una probabilità oltre sei volte maggiore di soffrire di depressione e ansia rispetto alla popolazione generale. Nonostante la presenza di servizi di counseling nei campus universitari, questa popolazione ricorre meno a tali servizi ed è più incline a utilizzare altri supporti istituzionali (cioè il corpo docente con funzione di tutor o il counseling tra pari). Questo studio pilota ha valutato l’efficacia di un intervento di gruppo di sei settimane di benessere centrato sulla soluzione (SFW) con una coorte di un corso post-laurea, mediante un disegno pre-post a metodi misti. Nello studio sono state incluse in tutto ventisette persone partecipanti (N = 27). I risultati hanno mostrato differenze significative nel benessere, nella salute mentale e nel benessere percepito tra la rilevazione iniziale e le sei settimane, sia per il gruppo di coorte (n = 9) sia per il gruppo di benessere generale (n = 18). L’ANCOVA ha rivelato differenze significative tra i gruppi per il benessere e il benessere percepito, a indicare che il gruppo di coorte è migliorato di più nelle variabili specifiche del benessere. Dai dati qualitativi sono emersi tre temi principali: la consapevolezza dei bisogni di benessere, il sostegno tra pari e il benessere multidimensionale. L’insieme dei risultati sostiene l’efficacia di un approccio per coorti nell’attuazione di gruppi di benessere per la popolazione studentesca post-laurea.
Parole chiave: coaching centrato sulla soluzione, benessere, popolazione studentesca post-laurea, modello di coorte
Secondo l’indagine sulle iscrizioni e sui titoli post-laurea del Council of Graduate Schools e dei Graduate Records Examinations dell’ottobre 2020, più di 1,8 milioni di persone si sono iscritte a corsi post-laurea nell’autunno 2019 nelle università degli Stati Uniti (Okahana et al., 2020). La popolazione studentesca post-laurea affronta sfide specifiche rispetto a quella dei corsi di laurea, in particolare perché «chi inizia un percorso post-laurea ha oggi, più che in passato, la probabilità di arrivarvi con molteplici responsabilità familiari ed economiche» (Hyun et al., 2006, p. 247). I corsi post-laurea possono essere più competitivi e meno strutturati (Hyun et al.; Okahana & Zhou, 2017), e richiedono capacità di automotivazione e di gestione efficace dello stress (Hyun et al.; Mousavi et al., 2018). Oltre ai carichi familiari ed economici, chi frequenta un corso post-laurea vive una «pressione costante a ottenere buoni risultati», perché «deve apprendere un’ampia gamma di conoscenze e competenze, far avanzare progetti di ricerca, rispettare le scadenze, diventare capace di risolvere problemi in autonomia e costruirsi opportunità professionali prima di conseguire il titolo» (Mousavi et al., p. 1939).
Lo stress compromette il benessere complessivo della popolazione studentesca post-laurea e la predispone a disturbi della salute mentale (Evans et al., 2018; Mousavi et al., 2018). Secondo il rapporto 2014 di UC Berkeley sulla felicità e il benessere della popolazione studentesca post-laurea (Graduate Student Happiness & Well-Being Report), il 64% di chi frequenta corsi post-laurea in Arti e Discipline umanistiche soddisfa i criteri della depressione. Tra il 43 e il 46% della popolazione studentesca post-laurea in Scienze biologiche, Scienze fisiche, Ingegneria e altre discipline professionali ottiene punteggi indicativi di depressione, contro il 37% in Giurisprudenza, il 34% in Scienze sociali e il 28% in Economia aziendale (UC Berkeley Graduate Assembly, 2014). Se non trattati, i sintomi diventano spesso nel tempo più frequenti, più gravi e più resistenti al trattamento (Wang et al., 2005). Di conseguenza, la popolazione studentesca post-laurea è particolarmente vulnerabile, con un rischio accresciuto di suicidalità, autolesionismo, altre malattie gravi e morte (Evans et al., 2018; Mousavi et al.; Smith et al., 2013).
La ricerca sulle iniziative e sui servizi di salute mentale offerti dalle università si è intensificata (Lipson et al., 2016). Molti campus dispongono di programmi che promuovono il benessere fisico e mentale e la gestione dello stress, anche se la maggior parte di queste iniziative di benessere si concentra specificamente sui bisogni della popolazione studentesca dei corsi di laurea (Mousavi et al., 2018). Tuttavia, gli interventi pensati per promuovere il benessere della popolazione studentesca post-laurea hanno mostrato risultati promettenti (per es., Gold et al., 2020; Mazurek Melnyk et al., 2020). Sebbene la popolazione studentesca dei corsi di laurea e quella post-laurea abbiano lo stesso accesso ai servizi clinici diretti del campus (cioè gestione delle crisi, counseling individuale e di gruppo), molte attività di benessere e di salute mentale rivolte all’intero campus non riconoscono né affrontano le esperienze accademiche e i bisogni specifici della popolazione studentesca post-laurea (Mousavi et al.). I tentativi di rispondere a questi bisogni specifici con programmi offerti all’interno di determinati corsi post-laurea e coorti hanno fornito prove di efficacia non conclusive rispetto ai programmi generali per il post-laurea (Beauchemin et al., 2018).
Inoltre, esiste un divario significativo tra la domanda di servizi di salute mentale e la capacità dei campus di fornire risorse per il benessere (Watson, 2013). Per questo, chi frequenta un corso post-laurea e cerca aiuto incontra probabilmente ostacoli come la scarsa disponibilità di appuntamenti, lunghe liste d’attesa o invii a servizi esterni al campus (Gallagher, 2014). Nonostante la presenza di servizi di counseling nel campus, la popolazione studentesca post-laurea resta più incline a ricorrere ad altri supporti istituzionali, come il corpo docente con funzione di tutor o il counseling tra pari (Hyun et al., 2006). Inoltre, man mano che i corsi post-laurea diventano più inclusivi e rappresentativi delle popolazioni minoritarie e vulnerabili, emerge l’esigenza immediata di sviluppare e attuare «programmi di intervento e di prevenzione su misura e culturalmente sensibili» (Lipson et al., 2016, p. 24).
I comportamenti legati allo stile di vita, uniti a uno stress cronico e non gestito, possono incidere negativamente sulla salute e sul benessere delle persone, portando potenzialmente a disturbi della salute mentale e, in ultima analisi, a una morte prematura (Smith et al., 2013). Di conseguenza, la società occidentale ha abbracciato un graduale cambiamento di paradigma verso una comprensione olistica della salute e dei fattori che la mediano. Questa visione è sostenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità, che definisce la salute come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o di infermità» (World Health Organization [WHO], 2005, p. 1). La concettualizzazione della salute e del benessere come multidimensionali ha suscitato interesse empirico e ha accresciuto la ricerca sul benessere (Beauchemin et al., 2018).
La comunità scientifica ha sottolineato che definire il benessere come costrutto misurabile è complesso (Roscoe, 2009). Il benessere può essere considerato sia un esito sia un processo (Myers & Sweeney, 2005) e, se a ciò si aggiunge la sua natura soggettiva, diventa difficile giungere a un consenso su una definizione integrata (Roscoe). L’incoerenza nella concettualizzazione del costrutto ha portato, negli ultimi decenni, allo sviluppo e alla modifica di numerosi modelli di benessere (per es., Hettler 1980; Myers & Sweeney, 2004). Tuttavia, questi modelli basati sulle evidenze concordano nel considerare il benessere un costrutto multidimensionale, che integra ambiti come il benessere fisico, sociale, emotivo, spirituale e intellettuale (Beauchemin, et al. 2020). Sulla base di questa comprensione, gli interventi che includono strategie per migliorare il benessere personale in più ambiti possono rappresentare un approccio efficace per migliorare la salute olistica e il benessere della popolazione studentesca (Beauchemin, et al.), sia in presenza sia online (Beauchemin et al., 2018).
Sebbene la maggior parte degli interventi di benessere basati sulle evidenze adotti un approccio psicoeducativo, i risultati mostrano che i metodi del counseling clinico e del coaching possono essere efficaci nel favorire cambiamenti dello stile di vita orientati al benessere (Beauchemin et al., 2018). Il coaching centrato sulla soluzione (SFC) è un adattamento della terapia breve centrata sulla soluzione (SFBT), un approccio terapeutico basato sui punti di forza che si definisce per l’enfasi sulla costruzione di soluzioni piuttosto che sulla risoluzione dei problemi, e per il presupposto che le persone assistite abbiano le risorse e la capacità di cambiare (Ginegerich & Eisengart, 2000). L’SFC si concentra nell’aiutare le persone a individuare gli esiti preferiti e obiettivi specifici, a staccarsi dal pensiero centrato sul problema, e a sviluppare e utilizzare risorse e punti di forza (Grant, 2013). Un approccio centrato sulla soluzione consente una concettualizzazione individuale del benessere in linea con i valori personali, la cultura, le esperienze vissute e la percezione del benessere. L’SFC può essere utilizzato con singole persone e con gruppi (Green et al., 2006; Sharry, 2007), e si è dimostrato efficace sia in presenza sia online (Novella et al., 2020). L’SFC è stato applicato con successo alla salute e al benessere di adolescenti (McPherson et al., 2019), della popolazione studentesca universitaria (Pakrosnis & Cepukiene, 2015) e di persone adulte (Grant et al., 2009; Tkacova et al., 2020).
L’accettazione della telemedicina come modalità efficace di erogazione dei servizi ha consentito a chi fa ricerca e pratica clinica nei campi della salute di sviluppare e offrire online interventi di cura di sé e di cambiamento comportamentale a un’ampia gamma di utenti (Murray, 2012; Grim et al., 2011). Gli interventi online offrono alle persone assistite e alle persone partecipanti alla ricerca un grado di comodità, accessibilità e riservatezza che le interazioni in presenza non possono garantire (Murray). Sfruttando questi vantaggi, gli interventi online sono stati utilizzati in tre grandi aree cliniche: l’autogestione delle condizioni croniche (per es., diabete e cardiopatie), la promozione della salute (per es., salute sessuale, alimentazione ed esercizio fisico) e la salute mentale (per es., depressione e ansia) (Murray).
La ricerca dimostra che gli interventi online sono utili e producono effetti positivi sugli esiti di interesse (Murray, 2012). Per esempio, gli studi mostrano che gli interventi online possono aumentare i livelli di attività fisica delle persone partecipanti, in particolare quando integrano componenti interattive fondate sulla teoria (Steele et al., 2007; Ferney & Marshall, 2006). Riguardo specificamente alla popolazione studentesca universitaria, Grim et al. (2011) hanno sottolineato che gli interventi online possono essere un mezzo promettente per favorire il cambiamento comportamentale.
Data la frequente esperienza di un benessere compromesso nella popolazione studentesca post-laurea e la mancanza di prove conclusive sugli interventi specifici per coorti, servono interventi preventivi, basati sulle evidenze e accessibili, pensati per instaurare cambiamenti dello stile di vita raggiungibili e centrati sulla soluzione e per migliorare il benessere di questa popolazione. Lo scopo di questo studio pilota era valutare l’efficacia di un intervento online di benessere centrato sulla soluzione (SFW) con una coorte di un corso post-laurea, mediante un approccio a metodi misti che integra misure quantitative e interviste qualitative semistrutturate. Le ipotesi specifiche dello studio erano:
Questo studio pilota ha utilizzato un disegno pre-post a metodi misti per valutare l’efficacia di un intervento SFW online con la popolazione studentesca universitaria di una coorte di uno specifico corso post-laurea. In particolare, sono state incluse misure per valutare la felicità, la soddisfazione di vita e il benessere delle persone partecipanti, costrutti che in teoria dovrebbero essere fortemente correlati con il benessere personale. La ricerca ha indicato che la soddisfazione di vita e la felicità soggettiva vengono usate in modo intercambiabile e rappresentano componenti del benessere soggettivo (Lyubomirsky & Lepper, 1999). La ragione di questo disegno a metodi misti era collegare in modo significativo i dati quantitativi e qualitativi per arricchire i risultati e migliorare i futuri modelli di intervento (cioè estensione, durata e miglioramento dell’esperienza studentesca) (Teddlie & Tashakkori, 2010). Oltre all’analisi principale, gli esiti del gruppo di intervento di coorte sono stati confrontati con quelli di gruppi di intervento generali di persone iscritte a corsi post-laurea (non di coorte), per valutare le differenze nel cambiamento legato al benessere e integrare le esperienze vissute riferite dalle persone partecipanti del gruppo di coorte. Per integrare le analisi quantitative, si è fatto ricorso a interviste qualitative per comprendere meglio le esperienze vissute delle persone partecipanti e ottenere una visione più completa dell’efficacia e degli esiti dell’intervento. Alle persone partecipanti è stato chiesto di descrivere la propria esperienza nel gruppo di benessere, individuare gli eventuali cambiamenti intervenuti, descrivere le proprie pratiche di benessere attuali, specificare che cosa fosse stato più o meno utile e commentare l’estensione e la durata del gruppo (appendice D).
Dopo aver ottenuto l’approvazione del comitato etico istituzionale (Institutional Review Board, IRB), sono state reclutate per lo studio in tutto trentasei persone partecipanti. Un colloquio di selezione preliminare all’intervento è stato condotto da una persona professionista della salute mentale abilitata, per chiarire le aspettative e valutare l’opportunità dell’inclusione, nonché l’eventuale necessità di un diverso livello di cura. Dopo gli abbandoni, è stato analizzato un campione di ventisette persone (N = 27) (gruppo di benessere di coorte n = 9; gruppo di benessere post-laurea generale n = 18). Di queste, la maggioranza erano donne (78%) e non sposate (85%), e tutte erano iscritte con status nazionale (100%). Inoltre, il 71% si identificava come di origine caucasica, l’11% di origine asiatica o delle isole del Pacifico, l’11% di origine latinoamericana e il 7% di altra origine, mentre la maggior parte aveva lo status di residente nello Stato (74%) (tabella 1). Il gruppo di coorte comprendeva nove persone dello stesso corso di master. Le diciotto persone partecipanti del gruppo di benessere post-laurea generale sono state suddivise in due gruppi che rappresentavano diversi corsi di master e di dottorato dell’intera università. In questo studio pilota non è stato utilizzato un gruppo di controllo. Pertanto, tutte le ventisette persone partecipanti hanno ricevuto l’intervento, e l’eventuale cambiamento è stato valutato con le misure indicate nella sezione Strumenti.
Prima dell’intervento è stata condotta un’analisi del chi quadrato per verificare che al basale non vi fossero differenze demografiche significative. I risultati non hanno indicato relazioni significative tra l’appartenenza al gruppo e alcuna variabile demografica. Inoltre, è stato condotto un test t per campioni indipendenti su tutte le misure di base, che non ha indicato differenze significative tra i gruppi per la soddisfazione di vita (p = .45), il benessere (p = .34), il benessere percepito (p = .30), la felicità (p = .32) o la salute mentale (p = .81). È stata condotta un’analisi degli abbandoni per determinare se vi fossero differenze significative tra le persone partecipanti che avevano completato l’intervento di sei settimane (n = 27) e quelle che si erano ritirate (n = 9). Non sono emerse differenze per il benessere, il benessere percepito, la felicità o la salute mentale. Tuttavia, è stata rilevata una differenza significativa per la soddisfazione di vita t (2.87), p <.05, a indicare che chi si era ritirato tendeva a ottenere punteggi più bassi nella valutazione iniziale della soddisfazione di vita.
Le persone partecipanti all’intervento si sono riunite ogni settimana per 60 minuti per sei settimane consecutive su una piattaforma online per riunioni di gruppo. Il link per accedere all’intervento veniva fornito prima di ogni incontro. L’intervento SFW era costituito da incontri guidati dalle componenti del benessere, con un diverso ambito del benessere (per es., sociale, spirituale, fisico, emotivo e intellettuale) come tema di ciascun incontro. In parole semplici, l’SFC era l’approccio teorico con cui veniva condotto l’intervento SFW, mentre i miglioramenti del benessere multidimensionale erano gli esiti misurati. L’intervento SFW può essere condotto in un contesto individuale o di gruppo. Ai fini di questo studio pilota, l’intervento è stato attuato in gruppo. Le persone che conducevano l’intervento erano figure cliniche con laurea magistrale che avevano seguito una formazione strutturata tenuta da una persona clinica abilitata, esperta sia di benessere olistico sia di coaching centrato sulla soluzione. Hanno ricevuto materiali che comprendevano le tracce degli incontri (appendice A), le liste di controllo della fedeltà (appendice B) e le schede di lavoro (appendice C), e hanno beneficiato di supervisione e di riscontri dopo ogni incontro. Ogni incontro seguiva un formato standardizzato con un giro iniziale, una ripresa, momenti di discussione e la compilazione di schede di definizione degli obiettivi basate sui punti di forza. Questo formato fungeva da guida dell’incontro e consentiva flessibilità e temi di discussione in funzione dei contributi e delle migliori speranze delle persone partecipanti.
Tecniche specifiche della SFBT (per es., la domanda del miracolo, l’individuazione dei punti di forza, le scale, la ricerca delle eccezioni, le domande orientate al futuro e la definizione degli obiettivi) sono state applicate in modo costante durante gli incontri da chi conduceva l’intervento. Al termine di ogni incontro, le persone conduttrici compilavano liste di controllo della fedeltà su scala Likert, e la persona clinica abilitata incaricata della supervisione ha esaminato due incontri registrati. Le liste di controllo della fedeltà comprendevano sette item specifici del coaching centrato sulla soluzione e tre item relativi al benessere. Il punteggio medio di fedeltà autoriferito è stato di 6,8 per le persone conduttrici, e leggermente inferiore, 6,7, per i due incontri registrati valutati dalla persona clinica abilitata.
In questo studio sono state utilizzate diverse misure quantitative valide e affidabili per valutare i cambiamenti legati al benessere nelle persone partecipanti tra la rilevazione iniziale e la fine dell’intervento. La Satisfaction with Life Scale (SWLS), il World Health Organization Five Well-Being Index (WHO-5), la Subjective Happiness Scale (SHS), il Perceived Wellness Survey (PWS) e il Patient Health Questionnaire-4 (PHQ-4) sono stati scelti perché, nel loro insieme, valutano in modo esaustivo il benessere delle persone partecipanti e le relazioni tra costrutti (Babayigit & Okray, 2018; Nemati & Maralani, 2016). Con l’alfa di Cronbach è stata calcolata l’affidabilità di coerenza interna del campione di coorte per tutte le misure, compresa tra .70 e .93, a indicare una solida coerenza interna. Analogamente, i risultati del gruppo post-laurea generale hanno rivelato una solida coerenza interna per ciascuna misura (a = .73 - .92).
Scala di soddisfazione di vita (SWLS). La Satisfaction with Life Scale (SWLS) è una misura di 5 item pensata per valutare la percezione individuale della soddisfazione di vita. La SWLS utilizza una scala di risposta di tipo Likert a 7 punti, con un intervallo possibile di punteggi da 5 a 35. La scala presenta una buona affidabilità test-retest e un’elevata coerenza interna (Diener et al., 1985; Useche & Serge, 2016), e i suoi punteggi sono correlati con misure della salute mentale (Pavot & Diener, 2008).
Indice di benessere dell’Organizzazione mondiale della sanità (WHO-5). Il WHO-5 è una misura self-report di 5 item del benessere mentale. Utilizza una scala Likert a 6 punti in cui chi risponde indica la frequenza di determinati stati d’animo nelle ultime due settimane, da «mai» a «sempre». Il WHO-5 utilizza solo affermazioni formulate in positivo per evitare un linguaggio patologizzante e ha mostrato un’adeguata validità di costrutto come scala unidimensionale di valutazione del benessere (Topp et al., 2015).
Scala della felicità soggettiva (SHS). La Subjective Happiness Scale (SHS) è una scala self-report di 4 item sulla felicità soggettiva globale. I primi due item chiedono a chi risponde di descriversi con una valutazione assoluta e con una valutazione relativa ai pari. Gli altri due item descrivono persone felici e persone infelici e chiedono in che misura ciascuna descrizione corrisponda a chi risponde. La SHS ha mostrato un’elevata affidabilità di coerenza interna e validità convergente (Lyubomirsky & Lepper, 1999; Quezada et al., 2016).
Questionario del benessere percepito (PWS). Il Perceived Wellness Survey (PWS) (Adams et al., 1997) è una misura multidimensionale a orientamento salutogenico del benessere percepito nelle dimensioni fisica, spirituale, psicologica, sociale, emotiva e intellettuale. Ogni dimensione è rappresentata da una scala Likert a 6 punti che va da 1 (fortemente in disaccordo) a 6 (fortemente d’accordo); punteggi più alti indicano un maggiore benessere. È stato dimostrato che il PWS presenta stime eccellenti di validità fattoriale e di costrutto, nonché di affidabilità di coerenza interna (a = .91; Adams et al., 1998).
Patient Health Questionnaire-4 (PHQ-4). Il Patient Health Questionnaire-4 (PHQ-4) è un inventario di 4 item valutati su una scala di tipo Likert a 4 punti. Gli item sono tratti dai primi due item della scala Generalized Anxiety Disorder–7 (GAD–7) e del Patient Health Questionnaire-8 (PHQ-8), due misure valide e affidabili della salute mentale. Il suo scopo è consentire una misurazione breve e specifica della depressione e dell’ansia, i disturbi mentali più comuni nella popolazione generale. L’utilità del PHQ-4 è sostenuta da un’adeguata affidabilità interna, validità di costrutto e validità fattoriale (Kroenke et al., 2009).
Le nove persone partecipanti del gruppo di coorte (n = 9) sono state incluse nell’analisi quantitativa principale, e in tutto ventisette (n = 27) nell’analisi comparativa. Sono stati condotti test t per campioni appaiati con un alfa fissato a .05 per verificare l’ipotesi nulla (Ho = u1 = u2) e confrontare le differenze tra le medie stimate di tutte le variabili di esito nel tempo. I risultati hanno mostrato una differenza significativa tra la rilevazione iniziale (M = 18.77, SD = 3.77) e le sei settimane (M = 22.67, SD = 4.00); t (5.75), p <.01 per il benessere, per la salute mentale (pre M = 8.00, SD = 2.55; post M = 6.56, SD = 1.94); t (2.39), p <.05, e per il benessere percepito (pre M = 166.22, SD = 24.54; post M = 174.22, SD = 23.43); t (3.05), p <.05 (si veda la tabella 2). Analogamente, sono state riscontrate differenze significative nel tempo per il gruppo di benessere generale (n = 18) per il benessere (pre M = 17.06, SD = 4.52, post M = 18.83, SD = 3.99) t (2.45), p <.05, la salute mentale (pre M = 8.27, SD = 3.01, post M = 6.83, SD = 2.35) t (3.42), p <.05, e il benessere percepito (pre M = 155.28, SD = 25.43, post M = 159.28, SD = 25.37) t (3.53), p <.01 (tabella 3).
Per valutare le differenze di efficacia nelle variabili di esito tra il gruppo di coorte e il gruppo di benessere generale è stata utilizzata un’analisi della covarianza tra gruppi (ANCOVA). I punteggi delle persone partecipanti alla somministrazione delle misure precedente all’intervento sono stati usati come covariate nell’analisi per controllare le differenze preesistenti tra i gruppi. L’ANCOVA ha rivelato differenze significative tra i gruppi per il benessere (WHO-5) F (1, 24) = 2.04, p < .01. Sulla base delle indicazioni sulla dimensione dell’effetto per l’eta quadrato parziale (.01 = piccola, .06 = moderata e .14 = grande; Bakeman, 2005; Cohen, 1988), è stata rilevata una dimensione dell’effetto grande (np2 = .521). Analogamente, è stata individuata una differenza significativa per il benessere percepito (PWS) F (1, 24) = 2.84), p <.01 con una dimensione dell’effetto grande (np2 =.105). L’insieme dei risultati sostiene l’efficacia di un modello per coorti, rispetto a un gruppo generale di persone iscritte a corsi post-laurea, nel migliorare gli esiti legati al benessere (tabella 4).
Per integrare i dati quantitativi e comprendere i cambiamenti vissuti nel gruppo di coorte, sono state condotte interviste semistrutturate di follow-up. Pur trattandosi di un campione relativamente piccolo (n = 7), le persone intervistate rappresentavano il 78% del gruppo di coorte. Le interviste sono state condotte dalla persona responsabile della ricerca entro una settimana dalla fine dell’intervento, tramite videochiamata. È stata svolta un’analisi tematica applicata (Applied Thematic Analysis, ATA) (Braun & Clarke, 2006; Guest et al., 2012) per individuare i temi pertinenti garantendo rigore analitico. Dopo la trascrizione, il gruppo di ricerca ha riletto più volte ciascuna intervista per familiarizzare con il testo, per poi segmentarla in base a una prima interpretazione del significato. È stato elaborato un codebook con le etichette dei codici, brevi descrizioni e definizioni per facilitare la codifica (Guest et al.). La procedura di codifica ha prodotto tre temi condivisi emersi dai dati qualitativi: la consapevolezza dei bisogni di benessere, il sostegno tra pari e il benessere multidimensionale.
Le persone partecipanti hanno indicato che uno dei benefici ottenuti dalla partecipazione al gruppo di benessere post-laurea è stata una maggiore consapevolezza dei propri bisogni in fatto di benessere. Questa concettualizzazione individualizzata sostiene la soggettività e la fluidità del benessere ed è coerente con il modello del benessere centrato sulla soluzione (SFW), che privilegia un’interpretazione personalizzata di che cosa significhi «stare bene». Aumentando la propria consapevolezza e comprensione del benessere come costrutto, ogni persona può rispondere ai bisogni specifici di determinati ambiti mettendo in pratica i comportamenti di benessere corrispondenti. Tra le sette persone intervistate, questo tema è stato indicato undici volte nel corso delle interviste semistrutturate, e l’affidabilità tra valutatori è stata del 90% tra chi ha esaminato i dati qualitativi. Ecco alcuni esempi di affermazioni delle persone partecipanti legate a una maggiore consapevolezza dei bisogni: «Io, per quanto mi riguarda, ho imparato un sacco su come vedo il mio, diciamo, benessere, e su come lo definisco, e che è una cosa che si evolve, e un po’ ho riconosciuto dov’ero, dove sono, dove voglio andare» e «Direi che il benessere è un po’ essere in contatto con quello che senti e sapere in ogni momento, ecco, di che cosa hai bisogno tu».
Il sostegno tra pari è emerso come un altro tema principale, presente anch’esso undici volte nelle trascrizioni delle interviste. Il gruppo di ricerca ha codificato questo tema con un’affidabilità del 90%. Le persone partecipanti hanno riferito che uno dei fattori che rendevano il gruppo utile e vicino alla loro esperienza era condividere le proprie esperienze e ascoltare quelle delle altre persone del gruppo. Ciò è coerente con la letteratura che collega il sostegno sociale alla salute mentale e al benessere (per es., Hefner & Eisenberg, 2009) e conferma i risultati relativi agli interventi di gruppo online per la salute, alla connessione sociale e al sostegno (Banbury et al., 2018). Due esempi di affermazioni delle persone partecipanti legate al sostegno tra pari: «Sentivo di partecipare davvero, di imparare e di ascoltare il resto del gruppo, ed è bello sapere che non stiamo affrontando le difficoltà in solitudine» e «Mi sembra di aver imparato un pochino da ogni persona del gruppo».
L’ultimo tema emerso dai dati riguarda la comprensione del benessere come costrutto multidimensionale. Questo risultato riflette i numerosi modelli di benessere basati sulle evidenze che integrano diversi ambiti, come quello sociale, fisico, emotivo, intellettuale e spirituale (Roscoe, 2009), compreso il modello del benessere centrato sulla soluzione (SFW) che ha guidato l’intervento di questo studio pilota. L’enfasi intenzionale sulla natura personalizzata del benessere ha permesso alle persone partecipanti di concentrarsi sugli ambiti che sentivano più pertinenti per sé. Tra le sette persone intervistate, il benessere come costrutto multidimensionale è stato codificato da chi ha esaminato i dati con una precisione dell’80%. Alcuni esempi di affermazioni correlate: «Abbiamo imparato i diversi quadranti e come sono tutti collegati tra loro» e «Credo che sia sentire che i tuoi bisogni sono soddisfatti in tutte le diverse aree della tua vita, tipo a livello sociale, intellettuale».
Tabella 1. Caratteristiche del campione (N = 27), frequenza (percentuale)
Genere: uomo 5 (19); donna 21 (78); altro 1 (3). Razza/etnia: origine asiatica 3 (11); origine caucasica 19 (71); origine latinoamericana 3 (11); altra origine 2 (7). Stato civile: persona single 23 (85); persona coniugata 4 (15). Provenienza: status nazionale 27 (100). Residenza: nello Stato 20 (74); fuori dallo Stato 7 (26).
Tabella 2. Test t: gruppo di coorte (media pre; media post; t; significatività)
Benessere (WHO): 18.77; 22.67; 5.75; .000. Salute mentale (PHQ9): 8.00; 6.56; 2.39; .044. Benessere percepito (PWS): 166.22; 174.22; 3.05; .016. Soddisfazione di vita (SWL): 26.00; 26.89; 1.10; .303. Felicità (SHS): 22.56; 22.89; .385; .710.
Tabella 3. Test t: gruppo generale (media pre; media post; t; significatività)
Benessere (WHO): 17.66; 18.83; 2.45; .025. Salute mentale (PHQ9): 8.27; 6.83; 3.42; .003. Benessere percepito (PWS): 158.93; 162.30; 2.13; .016. Soddisfazione di vita (SWL): 24.76; 24.23; .759; .459. Felicità (SHS): 20.83; 21.11; .513; .614.
Complexe Systémique: per il gruppo generale, i valori della tabella 3 (benessere pre 17.66; benessere percepito 158.93 poi 162.30, t = 2.13) differiscono da quelli riportati nel testo (17.06; 155.28 poi 159.28, t = 3.53). Le tabelle indicano la misura della salute mentale come «PHQ9», mentre la sezione Strumenti descrive il PHQ-4. Riproduciamo entrambe le versioni così come sono state pubblicate.
Tabella 4. Analisi della covarianza (ANCOVA) (gl; F; significatività; eta quadrato parziale)
Benessere (WHO-5): (1, 24); 2.04; .000; .521. Salute mentale (PHQ-9): (1, 24); .035; .853; .001. Benessere percepito (PWS): (1, 24); 2.84; .001; .105. Soddisfazione di vita (SWL): (1, 23); .115; .738; .005. Felicità (SHS): (1, 24); .835; .370; .034.
Complexe Systémique: i valori di F riportati (2.04 e 2.84 per 1 e 24 gradi di libertà) non corrispondono ai livelli di significatività indicati (p = .000 e .001) né alle dimensioni dell’effetto riportate; conviene tenere a mente la direzione dei risultati piuttosto che le cifre esatte.
Sebbene i gruppi di sostegno per la popolazione studentesca post-laurea siano comuni nei campus universitari (per es., Gold et al., 2020), la ricerca che esamina l’efficacia di supporti specifici per coorti accademiche è scarsa. L’intervento SFW si è dimostrato efficace nel migliorare il benessere e ridurre lo stress sia in gruppi di laurea sia in gruppi post-laurea che riuniscono persone iscritte a corsi diversi (Beauchemin, 2018; Beauchemin et al., 2020). Tuttavia, data la diffusione nell’istruzione superiore di corsi che adottano un modello di apprendimento per coorti, questo studio si è proposto di valutare i benefici di un intervento online centrato sul benessere all’interno di una specifica coorte post-laurea.
Sono stati rilevati miglioramenti significativi sia nel gruppo generale sia nel gruppo di coorte per il benessere, la salute mentale e il benessere percepito. Tuttavia, sono state riscontrate differenze significative tra i due gruppi anche per il benessere (WHO-5) e il benessere percepito (PWS), le due variabili di interesse principali. Questo risultato, insieme ai dati qualitativi, conferma l’utilità del gruppo nell’accrescere la consapevolezza dei bisogni di benessere multidimensionale, sottolinea il beneficio del sostegno tra pari e fornisce una prima prova dell’efficacia di un approccio per coorti nella somministrazione dell’intervento. L’assenza di una direzione nel cambiamento atteso dall’ipotesi 2 era intenzionale, poiché si potevano addurre ragioni sia per un guadagno sia per una perdita rispetto al gruppo di benessere generale. Per esempio, una delle domande di rilievo che potevano orientare questa ipotesi era: «la familiarità all’interno del gruppo favorisce o inibisce l’apertura e la condivisione?», un aspetto che, in teoria, può giocare in ultima analisi un ruolo importante negli esiti individuali. Ciò può essere particolarmente rilevante data la brevità dell’intervento, poiché non c’è tempo sufficiente per i processi e le dinamiche tradizionali di sviluppo del gruppo che caratterizzano i classici gruppi terapeutici. Alla luce dei risultati positivi del gruppo di coorte e del tema qualitativo «sostegno tra pari», è evidente che per la maggior parte delle persone partecipanti la familiarità preesistente è stata positiva. Per comprendere meglio l’impatto di eventuali relazioni precedenti tra le persone partecipanti, gli studi futuri dovrebbero includere coorti di discipline e dinamiche diverse.
L’assenza di cambiamenti significativi nella felicità o nella soddisfazione di vita, sia per il gruppo di coorte sia per il gruppo di benessere generale, può essere attribuita alle proprietà di tratto di questi costrutti (per es., Lucas & Donnellan, 2007; Stones et al., 1995). Il modello SFW è stato concepito come un intervento di gruppo breve centrato sul benessere, che privilegia un cambiamento positivo dello stile di vita a breve termine in ambiti del benessere come quello emotivo, sociale ecc., con l’obiettivo principale di sviluppare «cuscinetti» contro i fattori di stress che la popolazione studentesca post-laurea vive abitualmente. È possibile che i costrutti centrati sul benessere siano più sensibili al cambiamento in funzione di fattori legati allo stile di vita, mentre la felicità e la soddisfazione di vita sarebbero costrutti più vicini al tratto e meno flessibili. Ciò sarebbe coerente con i risultati qualitativi sulla consapevolezza dei bisogni di benessere e sul sostegno tra pari, che mettono in luce gli stati di benessere attuali e sottolineano i supporti immediati e accessibili. Gli studi futuri potrebbero includere un esame longitudinale di questi costrutti per stabilire se i cambiamenti legati al benessere adottati durante l’intervento influenzino nel tempo le caratteristiche di tratto (per es., follow-up a 6 mesi).
Oltre ai risultati principali dello studio, l’attuazione di un intervento di gruppo SFW presenta diversi benefici potenziali. Questo intervento adotta un approccio preventivo al miglioramento del benessere, concentrandosi sullo sviluppo di tendenze sane in più ambiti del benessere. La natura soggettiva e personale del benessere, unita a un approccio che integra una prospettiva costruttivista sociale, ha incoraggiato ogni persona a costruire il proprio benessere in linea con i propri valori e la propria cultura. Per esempio, la diversità delle tradizioni e delle credenze culturali può orientare il modo in cui le persone concettualizzano il benessere spirituale.
Dati gli ostacoli che la popolazione studentesca universitaria incontra nel chiedere aiuto, questa enfasi può risultare destigmatizzante e accrescere l’accessibilità dei sistemi di sostegno. Poiché il modello SFW adotta un approccio di «coaching» alla conduzione, in cui chi guida il gruppo segue una traccia e si attiene a indicazioni e tecniche di intervento specifiche, è possibile che l’intervento venga adottato più facilmente. In altre parole, poiché non si tratta di una terapia di gruppo clinica, è plausibile che il gruppo SFW possa essere condotto da persone senza formazione clinica. Tuttavia, data la natura delle difficoltà che la popolazione studentesca universitaria affronta (Downes, 2015), una persona clinica abilitata in salute mentale dovrebbe condurre un accurato processo di selezione per garantire che gli obiettivi e i bisogni delle persone partecipanti siano coerenti con lo scopo del gruppo. Si raccomanda inoltre che chi conduce il gruppo senza formazione clinica riceva una formazione specifica sull’intervento e sull’approccio, e lavori sotto la supervisione di una persona clinica abilitata.
Occorre riconoscere diversi limiti dello studio. La ridotta dimensione del campione del gruppo di intervento di coorte (n = 9) limita la generalizzabilità dei dati, per cui i risultati vanno interpretati con cautela. Benché si trattasse di uno studio pilota e la dimensione del gruppo rientri nelle raccomandazioni sulla dimensione ottimale dei gruppi di intervento (Ezhumalai et al., 2018), gli studi futuri dovrebbero includere più coorti e un campione più generalizzabile. La generalizzabilità potrebbe essere ulteriormente migliorata includendo persone partecipanti di più istituzioni, sedi e coorti di dimensioni diverse. Vi sono anche possibili limiti specifici di una coorte, come il bias di desiderabilità sociale, che potrebbe essere accentuato dalla presenza di pari nel gruppo. Infine, il disegno dello studio ha adottato un approccio pre-post a metodi misti. Gli studi futuri dovrebbero includere valutazioni longitudinali di follow-up per comprendere meglio l’impatto duraturo dei cambiamenti vissuti dalle persone partecipanti.
Appendice A. Traccia degli incontri di intervento
Obiettivi dell’incontro: 1. Creare un ambiente sicuro e sano in cui esplorare, nel contesto del gruppo, pensieri e sentimenti legati al benessere. 2. Esaminare il benessere come costrutto multidimensionale, con particolare attenzione all’ambito del benessere fisico. 3. Individuare i punti di forza attuali delle persone partecipanti e valorizzarli. 4. Incoraggiare le persone partecipanti a costruire ed esplorare la coerenza tra valori, obiettivi e stili di vita. 5. Offrire occasioni di discussione e di riscontro sulle concettualizzazioni personali del benessere.
15 minuti: accoglienza e presentazioni (obiettivo 1). Discussione: panoramica del gruppo; norme e regole del gruppo. 20 minuti: introduzione al benessere. Che cosa significa per te il benessere? Natura multidimensionale del benessere (obiettivi 2, 3, 5). Discussione: strategie attualmente adottate in relazione al benessere; ruolo delle attività di cura di sé nella vita; come capisci quando stai bene? E quando non stai bene? Come gestisci al meglio lo stress? Le persone partecipanti individuano momenti in cui stavano particolarmente bene fisicamente. 15 minuti: esercizio: domanda del miracolo, benessere generale. Condivisione. Discutere gli «ingredienti» (obiettivi 2, 4, 5). 10 minuti: chiusura e giro finale, reazioni all’incontro (obiettivo 1).
Appendice B. Lista di controllo della fedeltà (ogni item valutato da 1 a 6)
1. Nell’incontro di oggi ho posto una versione della «domanda del miracolo». 2. Nell’incontro di oggi ho riassunto i commenti delle persone partecipanti. 3. Nell’incontro di oggi ho riconosciuto con apprezzamento i punti di forza e le risorse delle persone partecipanti. 4. Nell’incontro di oggi ho posto domande sulle eccezioni o sulle differenze. 5. Nell’incontro di oggi ho posto domande di amplificazione. 6. Nell’incontro di oggi ho usato domande di scala. 7. Ho posto domande per aiutare le persone partecipanti a riflettere su come i cambiamenti influiranno su altre persone importanti della loro vita. 8. Nell’incontro di oggi ho offerto occasioni di discussione e di condivisione specifiche degli ambiti del benessere. 9. Nell’incontro di oggi ho incoraggiato le persone partecipanti a esplorare in che modo gli obiettivi possono influire sul loro benessere. 10. Nell’incontro di oggi ho chiesto dei punti di forza attuali o delle pratiche positive legate al benessere.
Appendice C. Esempio di scheda per ambito del benessere: benessere fisico
Valutazione attuale (1-10) ____; valutazione desiderata (4 settimane) ____; valutazione desiderata (8 settimane) ____. Domande su cui riflettere: come capirai di essere a 6? O a 8? Che cosa sarà diverso nella tua vita? Come sarebbe il tuo benessere fisico ottimale? Attività che fai attualmente o che potresti fare in futuro per migliorare il tuo benessere fisico: 1) 2) 3) 4) 5). Obiettivi a breve termine: 1) 2) 3). Lo scopo di definire obiettivi di benessere è la cura di sé, non fissare obiettivi irraggiungibili o troppo impegnativi. L’accento va posto sulla valorizzazione dell’impegno e dei progressi positivi, per sviluppare un’autoefficacia positiva, la fiducia e il benessere complessivo.
Appendice D. Traccia dell’intervista semistrutturata
Descrivi la tua esperienza nel gruppo di benessere. Quali cambiamenti, se ce ne sono stati, hai vissuto grazie alla partecipazione? Descrivi le tue pratiche attuali legate al benessere personale. Ritieni che l’estensione e la durata del gruppo fossero adeguate? Perché? Che cosa avrebbe potuto migliorare la tua esperienza? Quali aspetti hai trovato più utili? E meno utili? C’è qualcos’altro che ritieni importante condividere sulla tua esperienza?
Complexe Systémique: che cosa ricordare
Il valore di questo studio pilota sta meno nelle sue cifre, parecchie delle quali non concordano tra testo e tabelle, che nella sua domanda: in un gruppo breve, sei ore in tutto, è meglio avere persone estranee o persone che già si conoscono? Qui vince la coorte, e le interviste dicono perché: sapere che «non stiamo affrontando le difficoltà in solitudine». Da notare anche la scelta di chi firma l’articolo di lasciare che ogni persona partecipante definisca il proprio benessere, con una scheda per ambito e una scala da 1 a 10, uno strumento direttamente riutilizzabile in supervisione o in formazione. Lo stesso modello, trasposto alle donne che vivono con l’HIV da Helen Yates, che fa parte dello stesso gruppo di ricerca, si può leggere nello studio pilota «Solution Focused Wellness for HIV». Sui gruppi online, si veda il programma sulla paternità che confronta la modalità in presenza e a distanza; su un altro gruppo breve di studentesse, il counseling di gruppo dopo una rottura sentimentale a Taiwan.
Bibliografia
Adams, T., Bezner, J., & Steinhardt, M. (1997). The conceptualization and measurement of perceived wellness: Integrating balance across and within dimensions. American Journal of Health Promotion, 11(3), 208-218. https://doi.org/10.4278/0890-1171-11.3.208
Adams, T., Bezner, J., Garner, L., & Woodruff, S. (1998). Construct validation of the perceived wellness survey. American Journal of Health Studies, 14(4), 212.
Babayigit, A., & Okray, Z. (2018). Review of the relationship between depression and life satisfaction among university students. Global Journal of Psychology Research: New Trends and Issues, 8(3), 117-128.
Bakeman, R. (2005). Recommended effect size statistics for repeated measures designs. Behavior Research Methods, 37(3), 379-384. https://doi.org/10.3758/BF03192707
Banbury, A., Nancarrow, S., Dart, J., Gray, L., & Parkinson, L. (2018). Telehealth interventions delivering home-based support group videoconferencing: Systematic review. Journal of Medical Internet Research, 20(2), e25.
Beauchemin, J. D. (2018). Solution-focused wellness: A randomized controlled trial of college students. Health & Social Work, 43(2), 94-100.
Beauchemin, J. D., Facemire, S. D., Pietrantonio, K. R., Yates, H. T., & Krueger, D. (2020). Solution-focused wellness coaching: a mixed methods, longitudinal study with college students. Social Work in Mental Health, 19(1).
Beauchemin, J., Gibbs, T., & Granello, P. (2018). Wellness promotion courses in University Settings: A Review of the Outcome Research. Building Healthy Academic Communities Journal, 2(1).
Braun, V., & Clarke, V. (2006). Using thematic analysis in psychology. Research in Psychology, 3(2), 77–101. https://doi.org/10.1191/1478088706qp063oa
Cohen, J. (1988). Statistical power analysis for the behavioral sciences (2nd ed.). Erlbaum.
Diener, E. D., Emmons, R. A., Larsen, R. J., & Griffin, S. (1985). The satisfaction with life scale. Journal of Personality Assessment, 49(1), 71-75.
Downes, L. (2015). Physical activity and dietary habits of college students. The Journal for Nurse Practitioners, 11(2), 192-198. https://doi.org/10.1016/j.nurpra.2014.11.015
Evans, T. M., Bira, L., Gastelum, J. B., Weiss, L. T., & Vanderford, N. L. (2018). Evidence for a mental health crisis in graduate education. Nature Biotechnology, 36(3), 282-284. https://doi.org/10.1038/nbt.4089
Ezhumalai, S., Muralidhar, D., Dhanasekarapandian, R., & Nikketha, B. S. (2018). Group interventions. Indian Journal of Psychiatry, 60(Suppl 4), S514–S521. https://doi.org/10.4103/psychiatry.IndianJPsychiatry_42_18
Ferney, S. L., & Marshall, A. L. (2006). Website physical activity interventions: Preferences of potential users. Health Education Research, 21(4), 560-566.
Gallagher, R. P. (2014). National survey of counseling center directors. International Association of Counseling Services.
Ginegerich, W.J., & Eisengart, S. (2000). Solution-focused brief therapy: A review of the outcome research. Family Process, 39(4), 477-498. https://doi.org/10.1111/j.1545-5300.2000.39408.x
Gold, J. A., Jia, L., Bentzley, J. P., Bonnet, K. A., Franciscus, A. M., Denduluri, M. S., & Zappert, L. T. (2020). WISE: A support group for graduate and post-graduate women in STEM. International Journal of Group Psychotherapy, 1-35.
Grant, A. M., Curtayne, L., & Burton, G. (2009). Executive coaching enhances goal attainment, resilience and workplace well-being: A randomized controlled study. The Journal of Positive Psychology, 4(5), 396–407. https://doi.org/10.1080/17439760902992456
Grant, A. (2013). Steps to solutions: A process for putting solution-focused coaching principles into practice. The Counseling Psychologist, 9(1), 36-44.
Green, L. S., Oades, L. G., & Grant, A. M. (2006). Cognitive-behavioral, solution-focused life coaching: Enhancing goal striving, well-being, and hope. The Journal of Positive Psychology, 1(3), 142-149. https://doi.org/10.1080/17439760600619849
Grim, M., Hortz, B., & Petosa, R. (2011). Impact evaluation of a pilot web-based intervention to increase physical activity. American Journal of Health Promotion, 25(4), 227–230. https://doi.org/10.4278/ajhp.081216-ARB-307
Guest, G., MacQueen, K. M., & Namey, E. E. (2012). Applied thematic analysis. Sage.
Hefner, J., & Eisenberg, D. (2009). Social support and mental health among college students. American Journal of Orthopsychiatry, 79(4), 491-499. https://doi.org/10.1037/a0016918
Hettler, B. (1980). Wellness promotion on a university campus. Family & Community Health, 3(1), 77-95. http://dx.doi.org/10.1097/00003727-198005000-00008
Hyun, J. K., Quinn, B. C., Madon, T., & Lustig, S. (2006). Graduate student mental health: Needs assessment and utilization of counseling services. Journal of College Student Development, 47(3), 247-266. http://doi.org/10.1353/csd.2006.0030
Kroenke, K., Spitzer, R. L., Williams, J. B., & Löwe, B. (2009). An ultra-brief screening scale for anxiety and depression: The PHQ–4. Psychosomatics, 50(6), 613-621. https://doi.org/10.1016/S0033-3182(09)70864-3
Lipson, S. K., Zhou, S., Wagner III, B., Beck, K., & Eisenberg, D. (2016). Major differences: Variations in undergraduate and graduate student mental health and treatment utilization across academic disciplines. Journal of College Student Psychotherapy, 30(1), 23-41. https://doi.org/10.1080/87568225.2016.1105657
Lucas, R. E., & Donnellan, M. B. (2007). How stable is happiness? Using the STARTS model to estimate the stability of life satisfaction. Journal of Research in Personality, 41(5), 1091-1098.
Lyubomirsky, S., & Lepper, H. S. (1999). A measure of subjective happiness: Preliminary reliability and construct validation. Social Indicators Research, 46, 137-155.
Mazurek Melnyk, B., Hoying, J., & Tan, A. (2020). Effects of the MINDSTRONG© CBT-based program on depression, anxiety and healthy lifestyle behaviors in graduate health sciences students. Journal of American College Health, 1-9.
McPherson, A. C., Biddiss, E., Chen, L., Church, P. T., De Groot, J. F., Keenan, S., … Schwellnus, H. (2019). Children and Teens in Charge of their Health (CATCH): A protocol for a feasibility randomised controlled trial of solution-focused coaching to foster healthy lifestyles in childhood disability. BMJ Open, 9(3), e025119. https://dx.doi.org/10.1136%2Fbmjopen-2018-025119
Mousavi, M. P., Sohrabpour, Z., Anderson, E. L., Stemig-Vindedahl, A., Golden, D., Christenson, G., Lust, K., & Bühlmann, P. (2018). Stress and mental health in graduate school: How student empowerment creates lasting change. Journal of Chemical Education, 95(11), 1939-1946. https://doi.org/10.1021/acs.jchemed.8b00188
Murray, E. (2012). Web-based interventions for behavior change and self-management: potential, pitfalls, and progress. Medicine 2.0, 1(2), e3. https://doi.org/10.2196/med20.1741
Myers, J. E., & Sweeney, T. J. (2004). The indivisible self: An evidence-based model of wellness. Journal of Individual Psychology, 60, 234-244.
Myers, J. E., & Sweeney, T. J. (2005). Counseling for wellness: Theory, research, and practice. American Counseling Association.
Nemati, S., & Maralani, F. M. (2016). The relationship between life satisfaction and happiness: The mediating role of resiliency. International Journal of Psychological Studies, 8(3), 194-201.
Novella, J. K., Ng, K. M., & Samuolis, J. (2020). A comparison of online and in-person counseling outcomes using solution-focused brief therapy for college students with anxiety. Journal of American College Health, 1-8.
Okahana, H., & Zhou, E. (2017). Graduate enrollment and degrees: 2006 to 2016. Council of Graduate Schools.
Okahana, H., Zhou, E., & Gao, J. (2020). Graduate enrollment and degrees: 2009 to 2019. Council of Graduate Schools.
Pakrosnis, R., & Cepukiene, V. (2015). Solution-focused self-help for improving university students’ well-being. Innovations in Education and Teaching International, 52(4), 437-447.
Pavot, W., & Diener, E. (2008). The satisfaction with life scale and the emerging construct of life satisfaction. The Journal of Positive Psychology, 3(2), 137-152.
Quezada, L., Landero, R., & González, M. T. (2016). A validity and reliability study of the subjective happiness scale in Mexico. The Journal of Happiness & Well-Being, 4(1), 90-100.
Roscoe, L. J. (2009). Wellness: A review of theory and measurement for counselors. Journal of Counseling & Development, 87(2), 216-226.
Sharry, J. (2007). Solution-focused groupwork. Sage.
Smith, L. L., Lake, N. H., Simmons, L. A., Perlman, A., Wroth, S., & Wolever, R. Q. (2013). Integrative health coach training: A model for shifting the paradigm toward patient centricity and meeting new national prevention goals. Global Advances in Health and Medicine, 2(3), 66–74. https://doi.org/10.7453%2Fgahmj.2013.034
Steele, R., Mummery, K. W., & Dwyer, T. (2007). Development and process evaluation of an Internet-based physical activity behaviour change program. Patient Education and Counseling, 67(1-2), 127-136.
Stones, M. J., Hadjistavropoulos, T., Tuuko, H., & Kozma, A. (1995). Happiness has traitlike and state like properties: A reply to Veenhoven. Social Indicators Research, 36(2), 129-144.
Teddlie, C., & Tashakkori, A. (2010). Overview of contemporary issues in mixed methods research: Handbook of mixed methods in social and behavioral research. SAGE.
Tkacova, R., Paranicova, I., Timkova, E., Vonkova, D., & Joppa, P. (2020). Erickson solution-focused coaching for weight management in obese patients with obstructive sleep apnoea: ECOHEALTH pilot study. Journal of Health Psychology, 25(13-14), 2141-2150.
Topp, C. W., Østergaard, S. D., Søndergaard, S., & Bech, P. (2015). The WHO-5 Well-Being Index: a systematic review of the literature. Psychotherapy and Psychosomatics, 84(3), 167-176.
UC Berkeley Graduate Assembly. (2014). Graduate Student Happiness and Well-being Report. http://ga.berkeley.edu/wp-content/uploads/2015/04/wellbeingreport_2014.pdf
Useche, S., & Serge, A. (2016). The satisfaction with life scale (SWLS): Psychometric properties and observed scores in university students. Mental Health, 14, 34.
Wang, P. S., Berglund, P., Olfson, M., Pincus, H. A., Wells, K. B., & Kessler, R. C. (2005). Failure and delay in initial treatment contact after first onset of mental disorders in the national comorbidity survey replication. Archives of General Psychiatry, 62(6), 603–613. https://doi.org/10.1001/archpsyc.62.6.603
Watson, J. C. (2013). Rethinking the provision of counseling services: A paradigm shift for college counselors. Journal of College Counseling, 16(1), 3-6. https://doi.org/10.1002/j.2161-1882.2013.00022.x
Constitution of the World Health Organization. (2005) In: World Health Organization: Basic documents. 45th ed. Geneva: World Health Organization.
Contatti
James D. Beauchemin: jamesbeauchemin@boisestate.edu · Danya Krueger: danyakrueger@boisestate.edu · Jennifer Newman: jennifernewman1@boisestate.edu · Paul Beitelspacher: paulbeitelspache@boisestate.edu
Articolo originale A Pilot Study of a Cohort-Based Solution-Focused Wellness Group for Graduate Students Using Solution-Focused Coaching, di James D. Beauchemin, Danya K. Krueger, Jennie Newman e Paul Beitelspacher, pubblicato in Journal of Solution Focused Practices, vol. 6, n. 1 (2022), articolo 2, doi: 10.59874/001c.74998, con licenza CC BY 4.0. Traduzione non ufficiale in italiano realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, con la presentazione adattata alla lettura online e le tabelle e le appendici presentate come schede. La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore. Fa fede la versione originale.
Traduzione non ufficiale in italiano dell’articolo originale «A Pilot Study of a Cohort-Based Solution-Focused Wellness Group for Graduate Students Using Solution-Focused Coaching», pubblicato in Journal of Solution Focused Practices (2022) con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, come indicato all’inizio di questa pagina. Fa fede la versione originale.
Leggi l’articolo originaleCome citare questo articolo
Beauchemin, J. D., Krueger, D. K., Newman, J., & Beitelspacher, P. (2022). A Pilot Study of a Cohort-Based Solution-Focused Wellness Group for Graduate Students Using Solution-Focused Coaching. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/en_GB/articles/a-pilot-study-of-a-cohort-based-solution-focused-wellness-group-for-graduate-students-using-solution-focused-coaching (Opera originale pubblicata nel 2022 in Journal of Solution Focused Practices, vol. 6, n. 1 (2022), articolo 2; ripubblicata nel 2022 da Journal of Solution Focused Practices, https://journalsfp.org/article/74998)
Per approfondire