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Journal of Solution Focused Practices · Editoriale
Janet Beavin Bavelas (1940-2022), coautrice di Pragmatics of Human Communication con Watzlawick e Jackson, allieva di Weakland al MRI come Insoo Kim Berg e Steve de Shazer, inventrice della microanalisi del dialogo faccia a faccia. Sara Smock Jordan, che le dedica il suo ultimo numero da direttrice della rivista, racconta come una visita a Victoria nel gennaio 2007, una settimana dopo la morte di Insoo, abbia suggellato una promessa: dedicare il resto della propria carriera ad applicare la microanalisi alla SFBT. Quindici anni di telefonate settimanali di due ore, e un motto: «La vita accade nei dettagli».
Traduzione non ufficiale in italiano di A Tribute to Jan Bavelas, di Sara Smock Jordan, pubblicato nel Journal of Solution Focused Practices (2022), doi: 10.59874/001c.75016, con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: il testo originale è stato tradotto in italiano e impaginato, il che costituisce una modifica dell’opera ai sensi della licenza. La traduzione non è stata realizzata né dall’autrice né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.
Cara comunità internazionale della SFBT,
dedico questo numero del JSFP, l’ultimo da direttrice della rivista, alla mia mentore e amica Jan Bavelas. Per chi non conosce Jan e il suo legame con la SFBT, ecco un breve antefatto. Jan, Insoo e Steve hanno tutti studiato al MRI e hanno avuto lo stesso mentore, John Weakland. Tutti e tre condividevano la convinzione che il linguaggio, e il modo in cui lo si comunica, sia di grandissima importanza.
Nel 2006 mi presentai a Jan e le chiesi se potevo andarla a trovare a Victoria, nella Columbia Britannica. Jan accettò con gentilezza ed entusiasmo. Nel gennaio 2007 arrivai a Victoria una settimana dopo l’improvvisa scomparsa di Insoo. Durante la mia visita, Jan mi raccontò di aver fatto una promessa a Insoo: dedicare il resto della sua carriera ad applicare alla SFBT la microanalisi, la metodologia da lei messa a punto per studiare il dialogo faccia a faccia. Alla fine della mia visita, Jan mi propose di avviare insieme un progetto. Non avevo idea che quel viaggio avrebbe cambiato la mia vita, sul piano personale e professionale, dando forma alla mia carriera accademica.
All’inizio lavorare con Jan mi rendeva nervosa. Era coautrice di Pragmatics of Human Communication, un testo rivoluzionario sulla comunicazione. Aveva lavorato con figure fondatrici della terapia di coppia e familiare. Era l’inventrice della microanalisi. Era brillante. Non riuscivo a credere che fosse disposta a dedicare ore della sua settimana a formarmi al suo approccio. Con il passare delle settimane, dei mesi e degli anni, capii che Jan era più interessata e curiosa riguardo alle mie domande di ricerca che concentrata sui suoi successi passati.
Con il passare dei mesi e degli anni, abbiamo mantenuto una videochiamata di due ore alla settimana. Lavoravamo tutto l’anno, analizzando, scrivendo e preparando presentazioni con il nostro gruppo. Quando un progetto si concludeva, ne cominciava un altro. Non ho mai dato per scontato il suo impegno a lavorare con me. Non vedevo l’ora di incontrarla ai convegni e di vederla di persona. Uno dei nostri progetti più importanti è stato un numero speciale sulla microanalisi. Il processo si rivelò più complicato del previsto e scrivemmo e riscrivemmo lo stesso articolo molte volte. Eppure non ci siamo mai arrese!
Durante il mio percorso verso la tenure, le chiedevo consigli e indicazioni. Jan mi sosteneva sempre, mi aiutava sempre, faceva sempre il tifo per me ed era sempre presente. Aveva sempre la storia giusta da raccontarmi sulle sue esperienze nel mondo accademico per orientarmi. Jan mi ha insegnato molto più della microanalisi. Mi ha insegnato le dure lezioni dell’essere donna nell’università. Ho imparato moltissimo dalle sue esperienze di donna in un’istituzione dominata dagli uomini. Mi ha insegnato a far sentire la mia voce quando mi scontravo con avversità legate al genere. Mi ha insegnato a trovare la forza nella mia voce e nella mia esperienza. È stata la mia eroina e la mia confidente, nella vita personale e in quella professionale.
Nel 2017 ho trascorso il mio anno sabbatico a Victoria con Jan. Anche se ero già andata a trovarla altre volte, fu un viaggio speciale. Potei passare giornate intere con lei, imparando e ascoltando le sue idee mentre lavorava al suo nuovo libro, Face-to-Face Dialogue (pubblicato nella primavera del 2022). Passammo ore a parlare di ricerca sulla comunicazione, a fare microanalisi insieme e a stare con la mia famiglia.
Mi mancherà il suo modo di raccontare storie. Le sue storie mi stupivano sempre, perché con ognuna scoprivo qualcosa di nuovo e di straordinario sul suo passato. Jan ha vissuto una vita incredibile, eppure era così umile. Nonostante il suo percorso straordinario, era sempre più rivolta al futuro che al passato, il che rende così evidenti il suo interesse e il suo impegno per la SFBT.
Ora che lascio la direzione della rivista, il mio prossimo capitolo sarà influenzato da Jan. Seguirò il suo consiglio: «Il capo di me stessa sono io». Sarò curiosa con le studentesse e gli studenti, coltiverò per tutta la vita l’amore per l’apprendimento e sarò generosa di cura e attenzione verso chi lavora al mio fianco.
La vita accade nei dettagli – Jan Bavelas (1940-2022)
E i dettagli della sua vita non saranno mai dimenticati!
Sara Smock Jordan
Complexe Systémique: i punti chiave
Una pagina di omaggio, breve, ma che dice tre cose che la storia ufficiale dimentica: che Bavelas, Berg e de Shazer escono dallo stesso ufficio di Palo Alto, quello di Weakland; che la microanalisi applicata alla SFBT è nata da una promessa fatta a una donna appena scomparsa, nel gennaio 2007; e che la coautrice di Pragmatics of Human Communication ha formato per quindici anni una giovane accademica, al ritmo di due ore alla settimana, senza altro ritorno che la curiosità. Merita di essere letto anche il passaggio sull’essere donna nell’università. Per il metodo in sé, si leggano le basi della co-costruzione del significato e la microanalisi di Godat e Czerny, che ne raccolgono l’eredità.
Traduzione non ufficiale in italiano di A Tribute to Jan Bavelas, di Sara Smock Jordan, pubblicato nel Journal of Solution Focused Practices, Journal of Solution Focused Practices, vol. 6, n. 2 (2022), p. 1, doi: 10.59874/001c.75016, con licenza CC BY 4.0. Traduzione e impaginazione: Complexe Systémique, ottobre 2026, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale; l’opera è stata modificata ai sensi della licenza. Né l’autrice né l’editore rispondono di questa traduzione; fa fede la versione originale.
L’articolo originale «A Tribute to Jan Bavelas» è stato pubblicato nel Journal of Solution Focused Practices (2022) con licenza CC BY 4.0. Questa è una traduzione non ufficiale in italiano realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, la cui presentazione è stata adattata alla lettura online, come indicato in testa a questa pagina.
Leggi l’articolo originaleCome citare questo articolo
Smock Jordan, S. (2022). A Tribute to Jan Bavelas. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/en_GB/articles/a-tribute-to-jan-bavelas (Opera originale pubblicata nel 2022 in Journal of Solution Focused Practices, vol. 6, n. 2 (2022), p. 1; ripubblicata nel 2022 da Journal of Solution Focused Practices, https://journalsfp.org/article/75016)
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