Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Red Sistémica · Migrazione
Terapeuta familiare argentino stabilitosi a Roma, Roberto García lavora da anni sull’esperienza migratoria e si trova, dice, su uno dei lati del ponte. Descrive qui ciò che il movimento delle popolazioni produce nei paesi di partenza, di passaggio e di destinazione, poi si concentra sul momento dell’arrivo: perdere di colpo tutto un contesto che faceva da girello, e scoprire molto presto quanto sia difficile essere diversi.
Qui, in Argentina, è cominciato un progetto che dura ormai da diversi anni, e posso dire di trovarmi su uno dei lati del ponte.
In questi momenti così particolari che il mondo sta vivendo, il movimento occupa il posto centrale, perché è il motore di tutti gli eventi che stanno accadendo. Le migrazioni di ogni tipo sono oggi una delle massime espressioni di questo movimento, che produce, tra le altre cose, trasformazioni osservabili nella fisionomia dei paesi: tanto di quelli di arrivo quanto di quelli di passaggio e di partenza. Trasformazioni che sono oggetto della nostra riflessione.
Per i paesi di partenza, quell’espressione che avvertiva che «partire è un po’ morire» è stata superata dall’iper-sviluppo delle reti di comunicazione. Oggi è possibile comunicare in tempo reale, quasi nel momento stesso in cui le cose accadono. Far sapere a chi resta nel paese di partenza com’è andato l’arrivo, dove si è e come: è immediato ed è alla portata di tutti. Telefoni, cellulari, internet e perfino i telegiornali veicolano queste informazioni.
In alcuni paesi, giovani e meno giovani, uomini e donne, lasciano con il loro «andarsene» il segno di una nuova fisionomia, di un nuovo quadro di risorse. Sono paesi simili ad alberi i cui frutti sono già maturi e non cadono; e se cadono non restano lì, perché vengono raccolti — convinti — a spostarsi per lasciare altrove i loro nutrienti, cioè le loro capacità. Nei paesi di passaggio si opera una selezione automatica, perché non tutti riescono a proseguire il proprio cammino, e così quei luoghi offrono un paesaggio che si trasforma di conseguenza.
Ma nei paesi di destinazione è come se il paese che accoglie andasse formando lentamente una matrioska, quelle bambole russe che ne contengono ciascuna una più piccola: così le diverse culture occupano ciascuna uno spazio, dal gruppo più piccolo fino alla cultura dominante del luogo, che contiene in sé tutte le altre.
Ed è su questo momento — l’arrivo nel nuovo luogo, l’ingresso e l’adattamento — che concentro questo lavoro.
Per aiutare le persone che arrivano in consultazione, per poter lavorare con loro e con le loro esperienze, è necessario capire che cosa accade loro. Un modo per spiegarlo si trova nella definizione di persona emigrante o immigrante, chiarificatrice per comprendere questo processo.
Persona emigrante o immigrante è quella che si sposta da un paese a un altro, o da una regione a un’altra, sufficientemente diversa, sufficientemente distante e per un tempo così prolungato da implicare il dover vivere e svolgere un’attività quotidiana — lavorare o studiare — che permetta o assicuri la sussistenza. Dire «me ne vado» non equivale a dire «vivo altrove».
Partire, con tutto ciò che comporta in termini di perdite, lutti, abbandoni, rabbie, fa parte della persona che nel nuovo luogo sarà una straniera.
Emigrare significa perdere di colpo tutto un contesto che fa da girello: la propria cultura permette a ciascuna persona di camminare, sostenuta nella propria identità, continuità e consistenza psicologica.
Emigrare significa perdere di colpo tutto un contesto che fa da girello.
Roberto García
L’«arrivare» rende più pesante l’«essersene andati», ed è solo allora che comincia il nucleo del processo, quello che pone l’accento — per aiutarsi a superarlo — sulle risorse interiori, su un io solido, attivo e dinamico che, con l’esperienza di vita, ha rafforzato la propria autostima.
In questo periodo, dopo la prima e fondamentale fase della sussistenza, cominciano a susseguirsi situazioni che segnano praticamente quale sarà il futuro di tutta questa impresa.
Il trovarsi nella nuova cultura risveglia nella persona immigrata, con il passare dei giorni, la sensazione di tutto ciò che di nuovo dovrà affrontare. Si troverà faccia a faccia con una realtà che la colpisce attraverso la curiosità che suscita negli altri:
E la più temuta di tutte le domande: sei qui in regola?
Si capisce molto in fretta quanto sia difficile essere diversi…
Post scriptum: un ringraziamento particolare alla dott.ssa Graciela Blanco, che con i suoi apporti concettuali e la sua critica obiettiva ha contribuito alla costruzione di questo lavoro.
Note dell’originale
Il dott. García è un noto terapeuta familiare argentino residente a Roma, che si recherà in Argentina nell’agosto di quest’anno. E-mail: r.garcia@katamail.com
(*) Lavoro presentato al 4o Congresso mondiale di psicoterapia (agosto 2005), organizzato dall’APRA (Asociación de Psicoterapia de la República Argentina).
Gruppo Viale Angelico: ricerca e studio dei problemi psicologici nelle migrazioni (Roma, Italia), diretto dalla dott.ssa N. Baiguera, con gli altri membri dell’équipe: Cucchi Tea, M.; Bataglia, Antonella; Khan, M.; Pedroni, I.; Spinelli, E.; Mercurio, I.; García, R.
Asociación Vivere Altrove: ricerca e clinica dell’esperienza migratoria (Roma, Italia), presieduta dal dott. Roberto García, con gli altri membri: Pedroni; Cucchi; Bataglia; Segal; Vaudo; Buonaitalia; Ugoma; Koller; Lowhenthal; Venerus; Giovanna.
Un estratto
Red Sistémica pubblica in rete solo un frammento di questo testo: l’articolo integrale è apparso nel n. 92 di Perspectivas Sistémicas. La nostra traduzione riprende la totalità del frammento pubblicato, e nient’altro.
Questo articolo è una traduzione italiana non ufficiale, condotta dallo spagnolo, di «De ambos lados del puente (Psicopatología en las Migraciones)», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 92, relazione presentata al 4o Congresso mondiale di psicoterapia, agosto 2005). Tradotto da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicato con l’accordo della rivista. Fa fede la versione originale.
Leggi l’articolo originaleCome citare questo articolo
García, R. J. (2022). Des deux côtés du pont. Psychopathologie des migrations (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/des-deux-cotes-du-pont-psychopathologie-des-migrations (Opera originale pubblicata nel 2005 in Perspectivas Sistémicas, n. 92 (relazione presentata al 4o Congresso mondiale di psicoterapia, agosto 2005); ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/08/01/de-ambos-lados-del-puente-psicopatologia-en-las-migraciones/)
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