Traduzione assistita dall'IA

Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.

Red Sistémica · Violenza

Logoramento professionale (burnout), cura di sé e cura delle équipe che lavorano sulla violenza

Il lavoro con le vittime o con chi esercita violenza logora le équipe con un’intensità qualitativamente diversa da quella degli altri campi di intervento: è una professione ad alto rischio. Eppure, mentre in un cantiere nessuno salirebbe su un’impalcatura senza casco né imbracatura, le équipe di intervento sociale lavorano a contatto diretto con la violenza senza le precauzioni che sarebbero necessarie – ciò che l’autrice chiama fattori protettivi.

Autrice Ana María Arón, docente presso la Scuola di Psicologia e direttrice del Programma di educazione alla non violenza, Pontificia Universidad Católica de ChilePrima pubblicazione Perspectivas Sistémicas, n. 84 (relazione presentata al III Congresso internazionale di educazione al conflitto e alla violenza, Santa Fe, 2003)Traduzione Complexe Systémique, traduzione italiana non ufficiale dallo spagnolo assistita dall’IA, con l’accordo di Red Sistémica

Nota della redazione di Perspectivas Sistémicas

Il testo che segue è l’estratto pubblicato dalla rivista; il testo completo è apparso in Perspectivas Sistémicas n. 84.

Questo articolo è stato presentato al III Congresso internazionale di educazione al conflitto e alla violenza, alla convivenza e alla pace, svoltosi dal 14 al 16 agosto 2003 presso l’Università Cattolica di Santa Fe (Argentina), e figura nei relativi atti. Ringraziamo la dott.ssa Ruth Casabianca, direttrice del corso di laurea in Psicologia di tale università, per averci fornito questo materiale per la sua pubblicazione in Perspectivas Sistémicas. Questa relazione si basa su un capitolo del libro Violencia en la familia. Programa de intervención en red: la experiencia de San Bernardo (2000), Arón, A. (a cura di), Santiago, Editorial Galdoc.

«A nessuna delle persone che svolgono questi lavori verrebbe in mente di farlo senza casco protettivo, cintura di sicurezza e reti anticaduta. Eppure le équipe di intervento sociale che lavorano a contatto diretto con la violenza lo fanno senza prendere le dovute precauzioni.»

Ana María Arón

Descrizione del problema

Descriveremo di seguito alcuni dei concetti che abbiamo elaborato per comprendere il problema del logoramento professionale, che presenta un’intensità qualitativamente diversa quando il campo di lavoro riguarda la violenza, sia che si tratti del lavoro con le vittime sia di quello con chi la esercita. Il lavoro in questi ambiti può essere descritto come una professione ad alto rischio, il che comporta un’esposizione maggiore alle conseguenze descritte con i termini di logoramento ed esaurimento professionale; è quindi importante, per lavorare in questi ambiti, prendere delle precauzioni, così come chi svolge mestieri pericolosi, ad esempio il lavoro in quota, adotta le dovute misure di sicurezza per non esporsi inutilmente a rischi aggiuntivi. A nessuna delle persone che svolgono questi lavori verrebbe in mente di farlo senza casco protettivo, cintura di sicurezza e reti anticaduta. Eppure le équipe di intervento sociale che lavorano a contatto diretto con la violenza lo fanno senza prendere le dovute precauzioni, che corrisponderebbero a ciò che abbiamo chiamato fattori protettivi nel lavoro con la violenza.

Lavoro in quota

Mestiere riconosciuto come pericoloso: casco, imbracatura, rete anticaduta. Nessuno vi rinuncia.

Lavoro sulla violenza

Anch’essa è una professione ad alto rischio, ma viene esercitata senza un equivalente di queste protezioni: i fattori protettivi.

Logoramento professionale ed esaurimento professionale o burnout: professioni a rischio

Nota della redazione

L’estratto pubblicato da Red Sistémica si interrompe qui; il seguito di questa sezione e il resto dell’articolo si trovano nel testo completo apparso in Perspectivas Sistémicas n. 84.

Chi è Ana María Arón

Ana María Arón è docente presso la Scuola di Psicologia e direttrice del Programma di educazione alla non violenza della Pontificia Universidad Católica de Chile. Per contattare l’autrice: aaron@puc.cl.

Questo articolo è la traduzione italiana non ufficiale, realizzata dallo spagnolo con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, di «Desgaste profesional (Burnout), autocuidado y cuidado de los equipos que trabajan en temáticas de violencia», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: atti del III Congresso internazionale di educazione al conflitto e alla violenza (Santa Fe, 2003), ripreso in Perspectivas Sistémicas, n. 84). Tradotto e ripubblicato con l’accordo della rivista. Fa fede la versione originale.

Leggi l’articolo originale

Come citare questo articolo

Arón, A. M. (2022). Épuisement professionnel (burnout), autosoin et soin des équipes qui travaillent sur la violence (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/epuisement-professionnel-autosoin-et-soin-des-equipes-qui-travaillent-sur-la-violence (Opera originale pubblicata nel 2003 negli atti del III Congresso internazionale di educazione al conflitto e alla violenza (Santa Fe, 2003), ripresa in Perspectivas Sistémicas, n. 84; ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/07/19/desgaste-profesional-burnout-autocuidado-y-cuidado-de-los-equipos-que-trabajan-en-tematicas-de-violencia/)

Per approfondire

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