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Journal of Solution Focused Practices · Rassegna della ricerca

Principali tendenze della ricerca sull’approccio centrato sulla soluzione nel 2023: una scoping review

La seconda fotografia annuale della ricerca centrata sulla soluzione, a cura del gruppo di lavoro sulla ricerca dell’EBTA: 120 pubblicazioni nel 2023, di cui 84 studi, 4.561 persone partecipanti in 21 paesi. L’Iran resta in testa, l’Africa supera il Nord America, l’Europa si ferma a cinque. Novità di questa edizione: i tassi di abbandono (7,6% in media, spesso nulli), la fedeltà ai protocolli e un inventario dei sette elementi chiave effettivamente utilizzati, con il futuro preferito ovunque e il cambiamento pre-seduta quasi da nessuna parte. Rispetto ad altri approcci, dieci risultati equivalenti su quindici; rispetto all’assenza di trattamento, una superiorità ormai acquisita. Resta da capire come funziona.

Autrici e autori Rytis Pakrosnis (Università Vytautas Magnus, Kaunas) e Andreea M. Żak (Wadowice, Polonia)Prima pubblicazione Journal of Solution Focused Practices, vol. 8, n. 2, 2024Traduzione Complexe Systémique, traduzione non ufficiale assistita dall’IA

Traduzione non ufficiale in italiano di Main Trends in Research on the Solution-Focused Approach in 2023: A Scoping Review, di Rytis Pakrosnis e Andreea M. Żak, pubblicato nel Journal of Solution Focused Practices (2024), doi: 10.59874/001c.127301, con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: il testo originale è stato tradotto in italiano e impaginato, e le due figure (distribuzione per paese, distribuzione per numero di sedute) sono descritte nel testo, il che costituisce una modifica dell’opera ai sensi della licenza. La tabella S1 resta disponibile come materiale supplementare sul sito della rivista, che offre anche abstract in cinese tradizionale e semplificato. La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.

Abstract. L’articolo presenta i risultati della seconda scoping review annuale condotta da membri del gruppo di lavoro sulla ricerca dell’EBTA (EBTA Research Task Group) allo scopo di mappare le tendenze che emergono dalla ricerca sull’approccio centrato sulla soluzione pubblicata nel 2023. Dei 120 articoli pubblicati nel 2023 e inseriti nella SFA PubList by EBTA, 84 erano articoli di ricerca, esaminati in base alle principali caratteristiche della pubblicazione, al contesto e al campione, alla metodologia di ricerca, all’intervento e ai principali risultati relativi agli esiti e al processo dell’approccio centrato sulla soluzione. Inoltre, la presente rassegna ha ampliato l’ambito dell’analisi includendo diversi aspetti aggiuntivi, come i tassi di abbandono, gli strumenti per garantire la fedeltà e i principali elementi centrati sulla soluzione utilizzati negli interventi studiati. Insieme all’analisi quantitativa e a una sintesi delle principali tendenze a confronto con quelle della rassegna precedente, vengono discusse questioni correlate, domande aperte e proposte per le future direzioni della ricerca e la sua qualità. Si può trarre una conclusione generale: si accumulano prove sempre più numerose dell’efficacia sperimentale e dell’efficacia nella pratica dell’approccio centrato sulla soluzione in diversi contesti, provenienti da studi randomizzati controllati e da studi sperimentali, pubblicati sempre più spesso in riviste scientifiche autorevoli. Gli studi futuri potrebbero approfondire il processo e i meccanismi di cambiamento specifici dell’approccio centrato sulla soluzione, oltre a confrontarne esiti e processi con quelli di altri approcci consolidati.

Parole chiave: approccio centrato sulla soluzione, scoping review, ricerca sugli esiti, ricerca sul processo

Dal 2018 il gruppo di lavoro sulla ricerca della European Brief Therapy Association (EBTA RTG) raccoglie attivamente i riferimenti di articoli sull’approccio centrato sulla soluzione (SFA, dall’inglese solution-focused approach) dedicati a discussioni concettuali, descrizioni della pratica, nuovi sviluppi e ricerche condotte in ambiti, contesti e paesi diversi. Una selezione dei riferimenti individuati è pubblicata online con il nome di SFA PubList by EBTA. Per facilitare la ricerca o l’analisi, i riferimenti dell’elenco sono classificati per anno di pubblicazione, tipo di lavoro, metodologia e disegno di ricerca. Ci auguriamo che questa raccolta di riferimenti (che conta attualmente oltre 750 fonti pubblicate dal 1975), relativi ad aspetti diversi, provenienti da molteplici contesti e paesi e scritti in lingue diverse, contribuisca all’ampia diffusione delle idee centrate sulla soluzione e all’affermazione dell’approccio a livello internazionale e interdisciplinare.

Nel curare la SFA PubList by EBTA, è stata osservata una tendenza a una crescita considerevole del numero di articoli di ricerca pubblicati negli ultimi anni. Il numero crescente di studi fornisce più risposte a domande importanti e più prove dell’efficacia dell’approccio. D’altra parte, si pone la questione della qualità e del rigore della ricerca sull’SFA. Inoltre, i singoli studi affrontano di solito un insieme limitato di domande e non offrono un quadro d’insieme. Le revisioni sistematiche della letteratura, comprese le meta-analisi e le umbrella review, vengono condotte per riflettere sulla qualità della ricerca e cogliere il quadro più ampio coperto dagli studi attuali. Di recente sono state pubblicate diverse revisioni di questo tipo, che affrontano l’efficacia dell’SFA in contesti e ambiti specifici o analizzano diversi moderatori (ad es. Franklin et al., 2024; Karababa, 2024; Kim et al., 2023; Kumar et al., 2024; Neipp & Beyebach, 2024; Vermeulen-Oskam et al., 2024; Żak & Pękala, 2024). Le revisioni sistematiche e le umbrella review includono di solito i migliori disegni di studio realizzati finora e sono quindi selettive. Per quanto ci risulta, non è stata condotta alcuna rassegna ampia e onnicomprensiva che mappi la ricerca pubblicata sull’SFA in un dato periodo per individuare le tendenze attuali (anche nel disegno metodologico) e le lacune.

Per questo, a partire dal 2023, i membri dell’EBTA RTG hanno deciso di condurre scoping review annuali della ricerca sugli esiti e/o sul processo dell’SFA pubblicata nell’anno precedente, per monitorare tendenze, lacune e sfide emergenti (Żak et al., 2023). Queste rassegne intendono rispondere alle seguenti domande: (1) Quali erano le caratteristiche delle pubblicazioni e delle riviste scelte per la pubblicazione, cioè lingua e indicizzazione?; (2) In quali contesti è stata condotta principalmente la ricerca sull’SFA, cioè paese, campione e ambito?; (3) Come è stata condotta principalmente la ricerca, cioè quali disegni, metodologie, strumenti e gruppi di controllo sono stati utilizzati?; (4) Quali erano le principali caratteristiche degli interventi centrati sulla soluzione?; e (5) Quali erano i principali esiti di interesse e i principali risultati?

Ci auguriamo che le rassegne annuali servano da istantanee della ricerca sull’SFA, capaci di offrire spunti a chi lavora sul campo, ispirazione e idee a chi fa ricerca, oltre a una comprensione più profonda di dove siamo arrivati e di dove stiamo andando con la ricerca sull’SFA. Rassegne continue, anno dopo anno, permetteranno anche di confrontare le principali tendenze da un anno all’altro. Dopo la prima scoping review, dedicata alle pubblicazioni del 2022 (Żak et al., 2023), questo articolo presenta i risultati della seconda scoping review della ricerca sull’SFA pubblicata nel 2023.

Metodi

La presente scoping review è stata condotta seguendo le fasi e la metodologia dell’anno precedente, così come sviluppate da Żak, Pakrosnis e Kuminskaya (2023). In primo luogo, gli articoli pubblicati nel 2023 in riviste scientifiche con revisione tra pari, indipendentemente dalla lingua e dal paese di pubblicazione, sono stati individuati tramite gli avvisi di Google Scholar e ricerche periodiche in banche dati accademiche come EBSCO, Science Direct e Scopus, con le parole chiave «solution-focused approach», «solution-focused therapy», «solution-focused practice» e «solution-focused work». In seguito, i riferimenti degli articoli che presentavano una ricerca originale, una rassegna, una discussione concettuale, una descrizione della pratica, lo sviluppo di un intervento oppure lo sviluppo o la validazione di uno strumento di misura sono stati aggiunti alla SFA PubList by EBTA. Infine, tra i riferimenti individuati, sono stati selezionati per l’inclusione nella scoping review gli articoli di ricerca sugli esiti o sul processo dell’SFA. Trattandosi di una rassegna pensata per essere onnicomprensiva, non è stato applicato alcun altro criterio di inclusione o di esclusione.

Dopo la selezione degli articoli, la scoping review si è svolta secondo le fasi seguenti. Anzitutto è stato effettuato uno screening iniziale di ciascuna pubblicazione individuata per verificare i criteri di inclusione. Sono state poi estratte informazioni (in formato tabellare) sulle caratteristiche della pubblicazione (ad es. titolo della rivista e dati di indicizzazione), sulle caratteristiche del contesto e del campione (ad es. paese, ambito, età, genere), sulle caratteristiche dello studio (ad es. disegno, tipo di gruppo di controllo), sulle caratteristiche dell’intervento (ad es. modalità, numero di sedute) e sui principali risultati. È stata quindi prodotta una sintesi quantitativa di ciascun aspetto di interesse, condensata nelle principali tendenze per ogni aspetto esaminato. In questa seconda rassegna l’ambito dell’analisi è stato ampliato esaminando aspetti aggiuntivi degli studi considerati, come i tassi di abbandono, gli strumenti per garantire la fedeltà dell’intervento centrato sulla soluzione e il numero e il tipo dei principali elementi centrati sulla soluzione utilizzati negli studi esaminati.

Chi firma l’articolo ha lavorato congiuntamente per individuare e selezionare i riferimenti da includere nella SFA PubList by EBTA. Una volta concordati gli articoli che soddisfacevano i criteri di inclusione della scoping review, cioè gli studi sugli esiti e sul processo, l’insieme delle pubblicazioni da esaminare è stato diviso in parti uguali. Ciascuna delle due persone ha lavorato separatamente per estrarre le informazioni pertinenti ed effettuare la sintesi quantitativa. I risultati sono stati poi discussi e approvati congiuntamente. Quando lungo il percorso sorgevano dubbi o problemi di categorizzazione, entrambe esaminavano lo stesso articolo e ne discutevano insieme fino a giungere a una decisione definitiva. Nella fase finale, rappresentata dalla sintesi delle informazioni, entrambe hanno discusso le principali tendenze osservate fino a raggiungere un accordo.

Risultati

In totale sono stati aggiunti alla SFA PubList by EBTA 120 articoli pubblicati nel 2023, tra cui 84 (70,0%) articoli di ricerca, 6 (5,0%) rassegne (2 revisioni sistematiche basate sulla metodologia meta-analitica, 2 rassegne narrative tradizionali e 2 scoping review), 25 (20,8%) articoli teorici (19 descrizioni della pratica, 5 discussioni concettuali e 2 sviluppi di intervento) e 5 (4,2%) studi correlazionali. La scoping review ha incluso soltanto gli 84 articoli di ricerca relativi agli esiti (k = 68; 81%), al processo e agli esiti (k= 8; 9,5%) o al processo (k = 8; 9,5%) dell’SFA.

I risultati delle analisi e le tendenze individuate sono presentati e discussi di seguito, organizzati attorno a ciascuno degli aspetti a cui la presente scoping review intendeva dare risposta. Le caratteristiche di ciascuna pubblicazione esaminata, il contesto e il campione dello studio, la metodologia, l’intervento e i principali risultati sono presentati nella tabella S1 come materiale supplementare.

Caratteristiche delle pubblicazioni

La maggior parte degli 84 articoli di ricerca esaminati è stata pubblicata in inglese (k = 55; 65,5%), il che è una tendenza naturale, considerando che la maggior parte delle riviste scientifiche disponibili online è pubblicata in inglese. Le altre lingue rappresentate erano il persiano (k = 16; 19,0%), il cinese (k = 6; 7,1%), l’arabo (k = 2; 2,4%), l’indonesiano (k = 2; 2,4%), il coreano (k = 1; 1,2%), il polacco (k = 1; 1,2%) e il turco (k = 1; 1,2%).

Gli articoli sono stati pubblicati in riviste diverse; sei di esse ne contenevano due ciascuna: Aging Psychology, Jurnal Bimbingan Konseling, Families in Society, KONSELI: Jurnal Bimbingan dan Konseling, Journal of Psychological Science e Rooyesh-e-Ravanshenasi Journal (RRJ). Per valutare l’impatto delle riviste che pubblicano ricerche sull’SFA sono stati analizzati i dati di indicizzazione e di citazione provenienti da tre fonti diverse: l’Impact Factor (IF) dei Journal Citation Reports (JCR) di Clarivate (dati 2023), l’indicatore SCImago Journal Rank (SJR) di Scopus (dati 2023) e l’indice h5 di Google Scholar (dati 2019-2023). L’analisi ha mostrato che il 65% (k = 55) delle riviste figurava in almeno uno degli indici selezionati, mentre 20 (24%) erano indicizzate in tutti e tre. La maggior parte delle riviste (k = 52; 62%) era indicizzata nell’indice h5, il più facilmente accessibile, mentre una percentuale minore (k = 29; 35%) lo era in uno o in entrambi i due indici più apprezzati (cioè IF e SJR). I valori di indicizzazione andavano rispettivamente da 0,7 a 9,5 per l’IF, da 0,14 a 2,19 per l’SJR e da 4 a 77 per l’h5.

Caratteristiche del contesto e del campione

Nel 2023 la ricerca sull’SFA è stata condotta con campioni provenienti da 21 paesi (cfr. figura 1) di tutti i continenti. La quota più ampia dei campioni proveniva dall’Asia (k = 56; 66,7%), con Iran, Cina e Indonesia come paesi di punta. Da notare che ben il 9,5% (k = 8) della ricerca è stato svolto in Africa, poco più che in Nord America (k = 6; 7,1%; cinque negli Stati Uniti) o in Europa (k = 5; 5,9%, di cui due condotte nei Paesi Bassi). I contributi del Sud America (k = 2; 2,4%) e dell’Australia (k =1; 1,2%) sono stati relativamente esigui nel 2023. Inoltre, il 3,6% (k = 3) dei campioni di ricerca era internazionale e un ulteriore 2,4% (k = 2) era intercontinentale (Nord America e Asia; Europa, Africa e Sud America). Infine, nell’1,2% (k = 1) degli articoli l’informazione sul paese del campione non era disponibile.

Figura 1. Distribuzione della ricerca sull’SFA pubblicata nel 2023 in base al paese in cui è stato condotto lo studio. Figura non riprodotta.

La dimensione del campione era riportata nel 94,1% (k = 79) degli articoli. Due articoli (2,4%) non riportavano questa informazione e, per tre articoli (3,6%), essa non era accessibile al gruppo di revisione. In totale, 4.561 persone (media = 57.73 per studio; intervallo da 1 a 574) hanno partecipato alla ricerca sull’SFA nel 2023.

I campioni sono stati reclutati principalmente in ambito educativo (k = 32; 38,1%), medico/sanitario (k = 26; 31,0%) e nei servizi di counseling (k = 15; 17,9%). I campioni provenienti da altri ambiti erano meno rappresentati: assistenza sociale (k = 4; 4,8%), coaching (k = 2; 2,4%) e contesto lavorativo (k = 1; 1,2%). Questa informazione non era disponibile per il 4,8% (k = 4) degli studi.

In più della metà degli studi le persone partecipanti erano adulte (k = 50; 59,5%) e in quasi un terzo adolescenti (k = 22; 26,2%), mentre i campioni di bambine e bambini (k = 5; 6%) o di età miste (k = 2; 2,4%) erano meno rappresentati. Questa informazione non era disponibile al gruppo di revisione per tre (3,6%) articoli e in due (2,4%) non era riportata.

Quasi la metà degli studi (k = 36; 42,9%) si basava su campioni con una prevalenza di donne rispetto agli uomini (cioè oltre il 51% del campione); in 20 di questi il campione era composto esclusivamente da donne. Campioni in cui gli uomini erano più numerosi delle donne (cioè oltre il 51% del campione) sono stati utilizzati soltanto nel 14,3% (k = 12) degli studi, due dei quali includevano esclusivamente partecipanti di sesso maschile. Una distribuzione paritaria per genere è stata osservata soltanto nel 10,7% (k = 9) degli studi. Tuttavia, il 21,4% (k = 18) degli articoli di ricerca non riportava il genere delle persone partecipanti e, nel 10,7% (k = 9) degli studi, questa informazione non era disponibile. Inoltre, altre caratteristiche demografiche (ad es. origine etnica, livello di istruzione, situazione di coppia) erano riportate ancora meno spesso, il che non ha permesso di sintetizzarle.

Caratteristiche degli studi

Disegno e metodologia. Tra gli articoli pubblicati nel 2023 individuati prevaleva la metodologia di ricerca quantitativa (k = 65; 77,4%). Dieci (11,9%) studi erano ricerche a metodi misti, mentre una metodologia esclusivamente qualitativa è stata utilizzata in nove (10,7%) studi. Considerando che la grande maggioranza degli studi indagava gli esiti dell’SFA, i disegni di ricerca prevalenti erano naturalmente sperimentali, con una prevalenza maggiore di esperimenti (k = 32; 38,1%) e quasi-esperimenti (k = 17; 20,2%) rispetto agli studi randomizzati controllati o clinici (RCT; k = 9, 10,7%). Il disegno pre-test/post-test a gruppo singolo era presente in 13 (15,5%) studi. Altri disegni erano meno frequenti: analisi tematica (k = 5; 6%), studi di caso (k = 3; 3,6%), analisi di casi (k = 2; 2,4%) e metodo della grounded theory (k = 2; 2,4%). Infine, uno (1,2%) studio ha fatto ricorso alla ricerca-azione.

Strumenti di misura degli esiti. Dato che l’SFA adotta una prospettiva basata sui punti di forza, non sorprende che siano stati utilizzati più spesso strumenti di misura centrati sugli aspetti positivi, da soli (k = 28; 33,3%) o combinati con misure centrate sul problema (k = 33; 39,3%). Gli aspetti centrati esclusivamente sul problema (k = 15; 17,9%) erano meno frequenti nella ricerca del 2023. Due studi (2,4%) hanno utilizzato misure centrate sul processo (cioè interviste semistrutturate). Gli strumenti di misura non erano applicabili in cinque (6,0%) studi e in uno (1,2%) non erano disponibili al gruppo di revisione.

Tipo di gruppo di controllo. In linea con il disegno di ricerca, 58 (69%) studi includevano un gruppo di controllo; per uno di essi le informazioni sulle caratteristiche dei gruppi e sui risultati tra gruppi non erano disponibili al gruppo di revisione, poiché non comparivano nell’abstract accessibile. Nella ricerca sull’SFA del 2023 sono stati utilizzati gruppi di controllo passivi (k = 24; 42,1%), attivi (k = 22; 38,6%) e misti (passivi e attivi; k = 11; 19,3%). Poiché 11 studi hanno utilizzato controlli sia attivi sia passivi, il numero totale di gruppi di controllo era 68, di cui 35 (51,5%) passivi e 33 (48,5%) attivi. Sul totale di 68 gruppi, i controlli passivi erano rappresentati dall’assenza di trattamento (k = 29; 42,6%) e dalla lista d’attesa (k = 6; 8,8%), mentre i gruppi di confronto attivi erano rappresentati più spesso da altri approcci noti (k = 15; 22,1%) o dal trattamento abituale (TAU; k = 13; 19,1%) e meno dal placebo (k = 2; 2,9%). Tre (4,4%) studi dedicati al processo includevano vari gruppi di confronto, come la lettura di vignette centrate sulla soluzione rispetto a vignette centrate sul problema, il ricevere domande centrate sulla soluzione rispetto a domande centrate sul problema e la valutazione dei progressi tramite domande scala rispetto a domande dicotomiche. Gli altri approcci noti utilizzati per il confronto erano soprattutto la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) basata sulla mindfulness, ma anche la schema therapy, il coaching centrato sul problema, il coaching GROW, il counseling di gruppo generico, l’intervento transdiagnostico integrato, la terapia della realtà, la terapia basata sull’accettazione e sull’impegno e la terapia focalizzata sulla compassione.

Caratteristiche degli interventi

Di seguito sono sintetizzate le principali caratteristiche degli interventi centrati sulla soluzione, come il formato (ad es. individuale, di gruppo), la modalità (pura o combinata), gli strumenti per garantire la fedeltà dell’intervento, gli elementi chiave dell’SFA utilizzati nell’intervento e il numero di sedute.

Formato dell’intervento. Nel 2023 quasi la metà degli studi ha indagato l’SFA come intervento di gruppo (k = 38; 45,2%), compresi due studi in cui l’SFA è stato applicato in un formato di gruppo online. L’SFA come intervento individuale (incluso uno erogato online) è stato utilizzato in 17 (20,2%) studi e come terapia di coppia o familiare in sette (8,3%) studi, uno dei quali lo proponeva in un formato misto di sedute individuali e di gruppo per coppie e uno in formato online. Cinque (6,0%) studi hanno indagato schede di auto-aiuto o strumenti informatizzati centrati sulla soluzione. Due (2,4%) studi hanno esaminato l’SFA applicato come attività durante la quale alle persone partecipanti veniva chiesto di descrivere una situazione o un obiettivo rispondendo a una o più domande centrate sulla soluzione, e uno (1,2%) come intervento misto individuale e di gruppo. Infine, la formazione centrata sulla soluzione è stata indagata in un solo studio (1,2%). Il formato dell’intervento non era riportato in cinque (6,0%) studi e per altri sei (7,1%) questa informazione non era disponibile al gruppo di revisione, mentre per due (2,4%) studi questo aspetto non era applicabile.

Modalità dell’intervento. Va notato che l’informazione sulla modalità dell’intervento studiato non sempre era riportata (k = 11; 13,1%) o accessibile (k = 11; 13,1%), e per quattro (4,8%) articoli non era applicabile. Solo in un terzo degli studi (k = 27; 32,1%) l’intervento si basava esclusivamente sull’SFA. Negli altri studi l’intervento era stato modificato (k = 17; 20,2%), adattato a un contesto o ambito specifico (k = 7; 8,3%) oppure combinato con altri approcci (k = 7; 8,3%), tra cui la psicoeducazione o un’ampia varietà di elementi propri della CBT, della terapia narrativa, del colloquio motivazionale o della terapia familiare.

Fedeltà dell’intervento ed elementi chiave utilizzati. Le informazioni sugli strumenti per garantire la fedeltà dell’intervento centrato sulla soluzione erano riportate nel 63,3% (k = 51) dei 79 articoli in cui questo aspetto era applicabile. Negli articoli restanti questa informazione non era riportata (k = 15; 17,9%) oppure non era disponibile al gruppo di revisione (k = 13; 15,5%). I protocolli per l’erogazione dell’intervento centrato sulla soluzione erano il metodo prevalente per garantire la fedeltà (k = 40; 47,6%), mentre i manuali (k = 3; 3,6%) e le checklist di integrità (k = 2; 2,4%) sono stati utilizzati molto raramente.

Gli elementi chiave dell’SFA utilizzati negli interventi indagati erano riportati nel 62,8% (k = 49) dei 78 articoli in cui questo aspetto era applicabile. Questa informazione non era riportata nel 20,5% (k = 16) degli studi oppure non era disponibile al gruppo di revisione nel 16,7% (k = 13) degli articoli. In totale sono stati menzionati 7 elementi chiave nell’insieme degli studi, anche se sono stati descritti in modo specifico in un solo studio. Il numero di elementi chiave variava da 1 a 7, con una media di 3,9 per studio. Tra i 49 articoli che riportavano gli elementi chiave, quelli menzionati più spesso erano: il futuro preferito (k = 45; 91,8%), le eccezioni (k = 39; 79,6%), le scale (k = 33; 67,3%), la ricerca dei punti di forza della persona assistita (k = 31; 63,3%) e il feedback di fine seduta (k = 26; 53,1%). L’uso delle domande di coping (k = 12; 24,5%) era meno frequente negli studi esaminati, mentre il cambiamento pre-seduta era l’elemento meno menzionato (k = 4, 8,2%).

Numero di sedute. Dei 79 studi per i quali il numero di sedute erogate era applicabile, 10 (11,9%) non riportavano questa informazione e per otto (9,5%) essa non era accessibile al gruppo di revisione. Due (2,6%) articoli fornivano soltanto una media, cioè 3,3 (Chen et al., 2023), oppure un intervallo, cioè da 1 a 3 (van Loggerenberg et al., 2023). Data la mancanza di informazioni sul numero complessivo di sedute, i dati di questi due studi non sono stati inclusi nel calcolo della media e della frequenza del numero di sedute. Il numero esatto di sedute era quindi riportato in 59 (70,2%) articoli, con una media di 6,02 sedute per studio e un intervallo compreso tra 1 e 18 (per lo più tra 1 e 8, con soltanto tre singoli articoli che riportavano rispettivamente 10, 11 e 18 sedute).

L’analisi della frequenza delle sedute (cfr. figura 2) ha mostrato che un numero minore di studi riportava una seduta (k = 5; 8,5%) o da 2 a 4 sedute (k = 10; 16,9%), mentre un numero maggiore ne riportava da 5 a 6 (k = 20; 33,9%) o più di 7 (k = 24; 40,7%). Vale la pena ricordare che alcuni studi, soprattutto quelli dedicati agli interventi di gruppo, prevedevano nel disegno un numero fisso di sedute stabilito in anticipo (di solito da 6 a 8), che non rifletteva i bisogni della persona assistita riguardo alla durata dell’intervento.

Figura 2. Distribuzione della ricerca sull’SFA pubblicata nel 2023 in base al numero di sedute; n = 59. Figura non riprodotta.

Abbandoni. L’informazione sui tassi di abbandono nei gruppi di intervento centrato sulla soluzione era riportata nel 35,1% (k = 26) dei 74 articoli in cui questo aspetto era applicabile. La percentuale media di abbandono nei gruppi di intervento centrato sulla soluzione di questi studi era del 7,6%, con valori compresi tra 0 e 25%. Tuttavia, ben il 43,2% (k = 32) degli articoli non riportava questa informazione e, per il 21,6% (k = 16) degli articoli, essa non era disponibile al gruppo di revisione.

Per i gruppi di controllo, il tasso di abbandono era riportato nel 34,8% (k = 23) degli articoli in cui questo aspetto era applicabile, con un tasso medio di abbandono del 6,8% e valori compresi tra 0 e 25%. Anche in questo caso, il 33,3% (k = 28) degli articoli non riportava i tassi di abbandono e, nel 17,9% (k = 15) degli articoli, questa informazione non era disponibile al gruppo di revisione. I tassi di abbandono riportati nel gruppo centrato sulla soluzione rispetto al gruppo di controllo erano uguali o simili (una differenza fino al 2%) in 15 (65,2%) studi, inferiori (una differenza compresa tra il 5% e il 12,5%) in cinque (21,7%) studi e, rispettivamente, superiori (una differenza compresa tra il 5% e il 14%) in tre (13,1%) studi.

Principali risultati

Gli studi individuati hanno esaminato un’ampia varietà di esiti: benessere o speranza (k = 22), salute mentale (k = 18), aspetti emotivi (k = 16), relativi al sé (k = 14), familiari (k = 13), comportamentali (k = 10), legati alle soluzioni (k = 10), medici (k = 9), sociali (k = 5), scolastici (k = 5), di coping (k = 5), di atteggiamento (k = 5), di dipendenza (k = 3), legati al processo (k = 3) e di funzionamento cognitivo (k = 1). Alcuni studi hanno esaminato più di una categoria di esiti, per cui la somma è superiore al numero totale degli studi.

Esiti intragruppo (dal pre-test al post-test/follow-up). Due terzi degli studi esaminati (k = 56; 66,7%) hanno valutato i cambiamenti nelle variabili di interesse all’interno del gruppo di intervento tra il pre-test e il post-test o il follow-up. I cambiamenti intragruppo non erano riportati in 12 (14,3%) studi, non erano applicabili a causa del disegno di ricerca in 12 (14,3%) studi oppure non erano disponibili ai membri dell’EBTA RTG per quattro (4,7%) studi.

La maggior parte degli studi che esaminavano i cambiamenti intragruppo riportava risultati positivi che raggiungevano la significatività statistica per tutti (k = 41; 73,2%) o per parte (k = 8; 14,3%) degli esiti misurati, senza alcun esito negativo riportato. Sette (12,5%) studi riportavano risultati positivi senza raggiungere o senza riportare livelli di significatività statistica. Gli esiti positivi significativi si mantenevano al follow-up da 1 a 6 mesi in tutti i 19 (100%) studi che misuravano il mantenimento dei progressi a lungo termine.

Esiti tra gruppi (SFA rispetto al gruppo di controllo). Dei 58 studi che includevano un gruppo di controllo, per due studi i risultati del confronto tra gruppi non erano disponibili al gruppo di revisione, cioè non erano riportati nell’abstract accessibile. Per altri due studi, i confronti tra gruppi riguardavano l’effetto differenziale del porre domande scala rispetto a domande dicotomiche per valutare i progressi e sono stati quindi sintetizzati insieme agli altri studi di processo. Gli esiti tra gruppi sono stati quindi esaminati sulla base dei restanti 54 studi, con un totale di 63 gruppi di controllo, dato che alcuni studi utilizzavano due gruppi di controllo. La grande maggioranza di questi studi indicava risultati significativamente migliori per tutti gli esiti misurati nel gruppo centrato sulla soluzione rispetto all’assenza di trattamento (k = 23; 42,6%), alla lista d’attesa (k = 5; 9,3%), al placebo (k = 1; 1,18%) e al TAU (k = 11; 20,4%). Pochi studi riportavano risultati significativamente migliori per i gruppi di intervento centrato sulla soluzione su alcuni degli esiti misurati rispetto all’assenza di trattamento (k = 3; 5,6%), alla lista d’attesa (k = 1; 1,8%), al placebo (k = 1; 1,8%) e al TAU (k = 2; 3,5%). Uno studio (1,8%) ha rilevato risultati misti per esiti diversi rispetto all’assenza di trattamento con una popolazione studentesca delle scuole superiori: il gruppo centrato sulla soluzione ha ottenuto risultati significativamente migliori sull’orientamento all’evitamento, simili sugli atteggiamenti generali di risoluzione dei problemi e significativamente peggiori sull’orientamento alla fiducia (Lin et al., 2023).

Quindici studi hanno confrontato l’efficacia dell’SFA con quella di altri approcci noti, come la terapia della realtà, la CBT basata sulla mindfulness, la schema therapy, la terapia dell’accettazione e dell’impegno, la terapia focalizzata sulla compassione o l’approccio centrato sul problema, mettendo a confronto le differenze nel porre domande o nel leggere vignette cliniche. Tra questi, la maggior parte degli studi (k = 10; 66,7%) ha indicato esiti simili tra i gruppi. Solo due (13,3%) studi hanno indicato esiti significativamente migliori per il gruppo centrato sulla soluzione sui problemi internalizzanti (ad es. emozioni espresse) rispetto alla riduzione dello stress basata sulla mindfulness (Karami et al., 2023b) e, rispettivamente, sull’affetto positivo e negativo e sulle aspettative positive verso il trattamento rispetto a vignette di descrizione di casi centrate sul problema (Geschwind & Dunn, 2023). Uno studio (6,7%) ha indicato esiti significativamente peggiori per il gruppo centrato sulla soluzione sulla qualità del sonno quando l’SFA era combinato con la terapia narrativa e confrontato con la riduzione dello stress basata sulla mindfulness (Karami et al., 2023a). Due (13,3%) studi hanno indicato risultati misti per esiti diversi. Il gruppo di intervento centrato sulla soluzione ha ottenuto risultati significativamente migliori rispetto al coaching centrato sul problema e al GROW sulla speranza e sull’aspettativa di risoluzione dei problemi quando l’apertura all’esperienza delle persone partecipanti era alta, ma significativamente peggiori sulla chiarezza degli obiettivi quando tale apertura era bassa, mentre non è stata rilevata alcuna differenza significativa tra gruppi nell’affetto positivo e negativo (Abdulla, 2023a). In un altro studio, il gruppo di intervento centrato sulla soluzione ha ottenuto un esito simile sull’intensità dei pensieri suicidari una settimana dopo la fine del trattamento, ma risultati significativamente peggiori al follow-up a un mese rispetto all’intervento transdiagnostico (Asadi et al., 2022).

Risultati sul processo centrato sulla soluzione

Sedici (19,05%) studi si sono occupati del processo centrato sulla soluzione, indagando principalmente il ruolo degli elementi centrati sulla soluzione sugli esiti (k = 6; 37,5%), l’esperienza dell’approccio vissuta dalle figure professionali (k = 4; 25%), dalle persone assistite (k = 2; 12,5%) o da entrambe (k = 1; 6,2%), e l’alleanza terapeutica (k = 3; 18,8%).

Elementi centrati sulla soluzione. Gli studi di processo hanno esaminato l’effetto del fissare obiettivi, del concentrarsi su risorse ed eccezioni, del porre domande scala o la domanda del miracolo, nonché del contenuto del feedback di fine seduta, sugli esiti delle persone assistite e sull’esperienza di chi fa terapia nell’applicarli.

La definizione di obiettivi realistici è risultata significativamente correlata a una maggiore fiducia nel raggiungimento e nel completamento degli obiettivi, nonché a un maggiore benessere e a una maggiore soddisfazione di vita delle persone partecipanti (Beauchemin et al., 2023). È emerso che concentrarsi sugli obiettivi, sui punti di forza e sulle eccezioni individuate delle persone assistite può accrescere la speranza e le emozioni positive delle persone in formazione terapeutica riguardo al successo di chi si rivolge a loro (Geschwind & Dunn, 2023). Uno studio di Choi (2023) ha rivelato che ascoltare e amplificare le risorse e le eccezioni delle persone assistite aumentava il loro discorso centrato sulla soluzione avviato di propria iniziativa, anche quando i problemi presentati erano gravi. Inoltre, il discorso centrato sulla soluzione della persona assistita era piuttosto il prodotto di un’interazione dinamica che la conseguenza lineare di un singolo intervento terapeutico. Lo studio ha anche rilevato che il feedback terapeutico centrato sulla soluzione era effettivamente orientato al futuro e mirava ad amplificare le soluzioni piuttosto che a risolvere problemi passati.

Per contro, valutare su una scala il successo attuale verso il raggiungimento di un obiettivo, anziché in forma binaria sì/no, in un formato informatizzato non è risultato associato a differenze tra gruppi nell’aspettativa di raggiungere l’obiettivo e nell’impegno verso di esso (Abdulla, 2023b; Abdulla & Woods, 2023). Analogamente, porre la domanda del miracolo in un formato informatizzato di auto-aiuto non ha prodotto esiti significativamente migliori rispetto alle domande centrate sul problema o al GROW (Abdulla, 2023a).

L’esperienza delle figure professionali con l’approccio centrato sulla soluzione. L’esperienza percepita nell’uso dell’SFA è stata esaminata in diversi ambiti, con l’approccio applicato come intervento autonomo o come parte di un programma di intervento più ampio.

L’esperienza di figure di counseling che hanno applicato l’SFA in un formato online a seduta singola con adolescenti ha messo in luce diversi temi fondamentali per un lavoro efficace: costruire una relazione di aiuto, possedere competenze comunicative essenziali e gestire il tempo (Mulawarman et al., 2023).

L’analisi dell’esperienza del personale dei vigili del fuoco di primo intervento con l’SFA nell’intervento in situazioni di crisi, mentre offriva sostegno ai propri colleghi e alle proprie colleghe, ha portato a individuare cinque temi: intenzionalità, acquisizione di una formazione centrata sulla soluzione, integrazione di nuove idee, uso delle domande come interventi e cura di sé (Tillman et al., 2023).

Assistenti sociali che applicavano l’SFA nel proprio lavoro hanno riferito l’utilità delle domande scala, delle eccezioni e dell’empowerment delle persone assistite, mentre chi studiava servizio sociale in formazione percepiva punti deboli dell’approccio legati alla domanda del miracolo e all’omissione del discorso sul passato (Miś, 2023). Sono state individuate diverse difficoltà nell’apprendimento dell’SFA, come il fatto di ignorare le risorse delle persone assistite, di evitare temi controversi o conflittuali e di non assumere il punto di vista di queste persone come base del cambiamento (Miś, 2023).

È stata esaminata la percezione di due programmi di intervento che includevano elementi centrati sulla soluzione. La valutazione del programma DIALOG+, applicato in focus group con il corpo docente e la comunità studentesca, ha fatto emergere tre temi principali: riflessioni sull’applicazione e sull’uso della tecnologia, percezione dei ruoli della comunità studentesca e del corpo docente nell’attuazione dell’intervento ed effetti percepiti sulla salute mentale e sui comportamenti della comunità studentesca (Gomez-Restrepo et al., 2023).

Il personale delle strutture residenziali ha individuato aspetti sia positivi sia negativi dell’uso degli elementi centrati sulla soluzione combinati con il colloquio motivazionale, con una percentuale simile di persone che riferivano solo aspetti positivi o solo negativi (42%) e una tendenza complessiva a valutazioni positive, cioè un punteggio medio di 7,3 su una scala da 1 (il programma peggiore) a 10 (il programma migliore; Eenshuistra et al., 2023). Tra gli aspetti positivi, il personale ha citato il conoscere la persona assistita e lo sviluppare idee per l’azione, compresi piani d’azione, domande esplorative e domande aperte. Gli aspetti negativi riguardavano le difficoltà nel lavorare con adolescenti con scarsa disponibilità a collaborare in regime di collocamento obbligatorio e nel restare in silenzio in attesa delle risposte alle domande.

L’esperienza delle persone assistite con l’approccio centrato sulla soluzione. Adolescenti in comunità residenziale hanno riferito aspetti sia positivi sia negativi dell’intervento centrato sulla soluzione, come l’ascolto ricevuto, la possibilità di parlare, il ricevere domande che fanno riflettere invece di risposte già pronte, ma anche il non avere voglia di parlare, il non gradire l’argomento e il non capire lo scopo dell’intervento (Eenshuistra et al., 2023).

Donne adulte con diagnosi di HIV, dopo aver sperimentato l’SFA, hanno apprezzato il non essere definite dalla propria diagnosi, lo sviluppare competenze per trovare soluzioni, il percepire progressi verso gli obiettivi, la sicurezza nell’esprimere le emozioni e il sostegno del gruppo; hanno riferito reazioni positive all’intervento e la disponibilità a raccomandarlo, e hanno suggerito di migliorarne l’accessibilità (Yates et al., 2023).

Un gruppo di persone sopravvissute al cancro, di età miste, ha percepito l’SFA come complessivamente positivo, peculiare, più colloquiale e meno formale rispetto ai programmi di psicoeducazione o ad altri approcci tradizionali come la CBT o la psicoanalisi (Zhang et al., 2023). Queste persone hanno apprezzato la brevità dell’intervento e i suoi effetti positivi. Ne hanno colto diversi punti di forza, come la postura di co-costruzione, il contributo attivo della persona assistita al processo, il rafforzamento della speranza e l’esplorazione delle opportunità nonostante la diagnosi di cancro. Sono stati percepiti anche punti deboli dell’intervento, sotto forma di senso di colpa quando venivano verificati i compiti tra una seduta e l’altra e di sensazione di incomprensione riguardo ai motivi per cui si era in terapia su mandato.

Alleanza terapeutica. Rispettare e valorizzare la prospettiva della persona assistita, aspetto specifico dell’SFA, è risultato parte integrante dello sviluppo e del mantenimento dell’alleanza terapeutica (Fife et al., 2023), la quale a sua volta è risultata associata a una diminuzione della gravità percepita dei sintomi sia durante le sedute centrate sulla soluzione sia tra una seduta e l’altra (Manubens et al., 2023). Inoltre, l’alleanza terapeutica all’interno del processo centrato sulla soluzione prediceva in modo significativo lo stress genitoriale, mentre il coinvolgimento delle figure genitoriali nella terapia prediceva in modo significativo il funzionamento familiare (van Beek et al., 2023).

Discussione

In questa scoping review abbiamo proseguito l’analisi delle tendenze annuali nelle caratteristiche delle pubblicazioni, dei campioni, della ricerca e degli interventi, nonché dei principali risultati emersi dagli articoli di ricerca sull’SFA pubblicati nel 2023. Rispetto al 2022 (Żak et al., 2023), i membri dell’EBTA RTG hanno individuato complessivamente più articoli pubblicati, 120 contro 71, e più articoli di ricerca, 84 contro 58, tra i quali più studi sugli esiti (69 contro 47) e sul processo (8 contro 3), e un numero simile di studi su processo ed esiti (7 contro 8). Ciò potrebbe derivare da una maggiore efficacia dell’EBTA RTG nell’individuare la ricerca pubblicata per la SFA PubList by EBTA. Tuttavia, un aumento delle pubblicazioni sull’SFA era già stato rilevato da altre rassegne (Beyebach et al., 2021; Kim et al., 2019), il che potrebbe effettivamente indicare un corpus crescente di ricerca sull’SFA. Ulteriori scoping review che coprano più di un anno potrebbero essere più adatte a confermare questa tendenza positiva.

L’esame attuale degli articoli di ricerca pubblicati nel 2023 ha confermato diverse tendenze osservate nella rassegna precedente (Żak et al., 2023) su tutti gli aspetti esaminati, cioè caratteristiche delle pubblicazioni, campione e contesto, metodologia, intervento ed esiti principali. In particolare, abbiamo continuato a osservare una prevalenza dell’inglese sulle altre lingue. Gli articoli di ricerca esaminati sono stati pubblicati anche in arabo, cinese, indonesiano, coreano, persiano e polacco. Rispetto al 2022, nelle pubblicazioni erano rappresentati più paesi (21 contro 15), il che indica una più ampia diffusione mondiale dell’interesse per la ricerca sull’SFA. La maggior parte della ricerca proveniva ancora dall’Asia, con un evidente aumento dei numeri (da 56 a 37), e l’Iran restava il paese di punta, con un aumento quasi del doppio delle pubblicazioni individuate (da 15 a 24). Un raddoppio è stato osservato anche nelle pubblicazioni provenienti dall’Africa (da 6 a 3), mentre il numero di ricerche provenienti dal Nord America si è dimezzato (da 12 a 6) ed è rimasto invariato per l’Europa (5 contro 5). È difficile dire se queste differenze geografiche derivino da un diverso impegno della comunità scientifica nella ricerca sull’SFA, da un processo di pubblicazione più rapido e semplice in alcune parti del mondo, oppure se siano casuali e legate a una migliore accessibilità delle pubblicazioni online di determinate regioni. Un’altra tendenza costante è che gli articoli di ricerca sono stati pubblicati per lo più in riviste diverse, con alcune eccezioni in cui due articoli sono apparsi nella stessa rivista. La quota di riviste presenti in almeno uno degli indici scelti (cioè IF, SJR o h5) è passata dal 53% nel 2022 al 65% nel 2023. Questa tendenza indica un aumento delle pubblicazioni sull’SFA in riviste autorevoli, che può potenzialmente tradursi in un maggiore impatto accademico delle pubblicazioni e fornire argomenti più solidi per l’affermazione dell’SFA come approccio efficace e basato sulle evidenze.

Gli ambiti educativo, medico/sanitario e ambulatoriale sono rimasti i contesti più studiati. Le persone partecipanti erano ancora più spesso donne adulte, e altre caratteristiche demografiche continuavano a non essere riportate, il che impedisce di esplorare altre tendenze relative al campione.

La metodologia utilizzata negli articoli del 2023 ha seguito una tendenza simile a quella osservata l’anno precedente, anche se sono emerse alcune differenze. La ricerca sugli esiti condotta con metodologia quantitativa, rappresentata principalmente da disegni sperimentali (di cui ben 1/10 erano RCT), è stata pubblicata più spesso degli studi di processo o di processo-esito e di quelli con disegno di ricerca qualitativo. Questa tendenza indica un interesse costante a fornire prove dell’efficacia dell’SFA più che a rispondere alla domanda su come e perché l’SFA funzioni. Negli studi sperimentali i gruppi di controllo passivi e attivi sono stati utilizzati con frequenza simile. I gruppi di controllo senza trattamento restano il tipo di controllo più diffuso, presente in quasi la metà degli studi sperimentali, pur essendo considerati una strategia di ricerca superata. Solo un quinto ha confrontato gli esiti dell’SFA con quelli di altri approcci noti. Una differenza metodologica rilevante rispetto alla tendenza osservata nel 2022 è stato il maggiore uso di strumenti di misura centrati sugli aspetti positivi rispetto a quelli centrati sul problema, in linea con la prospettiva basata sui punti di forza propria dell’SFA. L’anno precedente era stato osservato il contrario (Żak et al., 2023). La ricerca ha continuato a esaminare l’efficacia dell’SFA su un’ampia varietà di esiti; questa volta benessere e speranza sono stati i più studiati, accanto alla salute mentale e alle questioni emotive.

Gli interventi centrati sulla soluzione hanno continuato a essere applicati prevalentemente in formato di gruppo piuttosto che individuale, di coppia o familiare, lasciando ancora aperta la questione di quanto questa prevalenza rifletta le applicazioni reali dell’SFA. Analogamente alla tendenza del 2022, un terzo degli studi pubblicati nel 2023 riportava modifiche all’intervento centrato sulla soluzione con l’inclusione di psicoeducazione o di elementi propri di altri approcci noti, soprattutto la CBT. Era ancora presente la tendenza ad applicare l’SFA per più di 4 sedute (6 in media), che potrebbe spiegarsi in parte con la quantità considerevole di ricerca sugli interventi di gruppo, di solito pianificati per un numero prestabilito di 6-8 sedute. Questa osservazione ci riporta ancora una volta alla questione di quanto l’SFA applicato nella ricerca rifletta la sua applicazione nella pratica reale.

Nella presente scoping review sono stati presi in considerazione due aspetti aggiuntivi non considerati in precedenza, cioè la fedeltà al trattamento e i tassi di abbandono. I protocolli erano la forma prevalente indicata per garantire la fedeltà ed erano tipici della ricerca sugli interventi di gruppo o di coppia, mentre comparivano raramente negli studi sugli interventi individuali. In questi ultimi, la fedeltà era garantita soprattutto dall’uso di manuali, checklist di integrità o registrazioni delle sedute. Tutti e sette gli elementi chiave specifici dell’SFA (Gingerich & Eisengart, 2000; Kim & Franklin, 2009; Trepper et al., 2014) risultavano utilizzati nell’insieme degli studi esaminati, con un solo studio che dichiarava di usarli tutti (Zhang & Froerer, 2023). Futuro preferito, scale, esplorazione di eccezioni e punti di forza e feedback di fine seduta erano gli elementi chiave riportati più spesso, mentre il cambiamento pre-seduta era l’elemento meno utilizzato. Tuttavia, le informazioni sulle caratteristiche degli interventi continuano a non essere fornite in modo completo, il che limita l’esame delle tendenze effettive.

I tassi di abbandono riportati negli studi, sia per i gruppi centrati sulla soluzione sia per i gruppi di controllo, variavano tra lo 0% e il 25%. I tassi per il gruppo centrato sulla soluzione erano spesso bassi, compresi tra lo 0% e l’8% in 18 dei 26 studi che riportavano questa informazione, compresi 10 studi in cui il tasso di abbandono era pari a zero. I tassi di abbandono erano spesso simili o inferiori a quelli rilevati nei gruppi di controllo, con tre eccezioni, tutte RCT confrontati con il trattamento abituale o con il placebo. Questi risultati sono in linea con risultati precedenti secondo cui i tassi di abbandono degli approcci di problem solving sono significativamente più bassi rispetto ad altri approcci (Cuijpers et al., 2008). I tassi di abbandono più elevati (tra il 23% e il 25%) sono stati riportati per studi con disegno a gruppo singolo e possono dipendere dai criteri utilizzati per definire che cosa sia un abbandono. Per esempio, un abbandono di quasi il 23% derivava dall’inclusione di tutte le persone partecipanti che non avevano frequentato fino a quattro sedute (Manubens et al., 2023). Considerando che le persone partecipanti a un intervento centrato sulla soluzione possono sperimentare progressi anche in meno di quattro sedute (Mcdonald, 2011), senza ulteriori informazioni è difficile dire se l’abbandono sia stato la conseguenza di un mancato adattamento anziché del successo del trattamento. Vale la pena indagare le ragioni dell’abbandono dopo aver sperimentato l’intervento, per comprendere meglio come l’SFA venga percepito e adattato ai bisogni della persona assistita.

Tendenze simili nei principali risultati si osservano nella ricerca sugli esiti pubblicata nel 2023 rispetto al 2022. Le persone partecipanti agli interventi centrati sulla soluzione hanno riportato esiti positivi mantenuti alla valutazione di follow-up, e dai confronti intragruppo non è emersa alcuna prova di danno (esito negativo). Quanto ai confronti tra gruppi, la ricerca ha continuato a mostrare esiti significativamente migliori associati all’SFA rispetto ai controlli passivi, al placebo o al TAU, ed esiti piuttosto simili rispetto ad altri approcci noti. Singoli studi hanno riportato esiti significativamente peggiori su alcuni aspetti per il gruppo SFA rispetto al controllo. Considerando l’eterogeneità osservata in tutte le caratteristiche esaminate, la ricerca attuale continua a fornire prove dell’efficacia sperimentale e dell’efficacia nella pratica dell’SFA per un’ampia varietà di esiti, applicato a popolazioni diverse, in ambiti diversi e in vari formati di intervento.

Gli studi di processo hanno continuato a interessarsi a come i vari elementi dell’SFA incidano sia sugli esiti della persona assistita sia sull’esperienza dell’approccio vissuta dalle figure professionali e dalle persone assistite. I programmi informatizzati di auto-aiuto non hanno mostrato differenze negli esiti delle persone assistite quando i progressi venivano valutati in forma binaria o su scala, né quando la domanda del miracolo veniva confrontata con domande centrate sul problema (Abdulla, 2023a, 2023b; Abdulla & Woods, 2023). Considerando la specificità degli interventi informatizzati, sarebbe interessante vedere come queste variazioni si riflettano nella pratica reale. È emerso che lavorare sugli obiettivi mettendo in risalto i punti di forza delle persone assistite incide positivamente sulle aspettative e sugli atteggiamenti di chi pratica nei loro confronti (Choi, 2023; Geschwind & Dunn, 2023). Potrebbe essere una via importante attraverso cui l’SFA continua a mostrare risultati positivi nella ricerca, considerando che le aspettative di chi fa terapia e la sua fiducia nell’approccio incidono sugli esiti (Wampold, 2001). Futuri studi di processo potrebbero esaminare il possibile ruolo di mediazione delle aspettative di chi pratica la terapia centrata sulla soluzione sugli esiti delle persone assistite.

Le persone assistite adulte hanno apprezzato diversi aspetti dell’SFA (Yates et al., 2023), mentre aspetti negativi sono stati riportati da studi che includevano adolescenti (Eenshuistra et al., 2023; Zhang et al., 2023), sia dal punto di vista delle persone assistite sia da quello delle figure professionali (Eenshuistra et al., 2023). Considerando che precedenti meta-analisi hanno indicato che l’SFA era meno efficace con adolescenti che con altre fasce d’età (Gong & Hsu, 2017; Schmit et al., 2016), servono più studi di processo per esaminare quali adattamenti dell’intervento potrebbero portare a una maggiore corrispondenza.

Gli studi di processo si sono occupati anche dell’alleanza terapeutica, mostrando che questo aspetto non solo viene preso in considerazione nell’SFA, ma è anche parte integrante del processo di co-costruzione (Fife et al., 2023), con effetti positivi sugli esiti della terapia (Manubens et al., 2023; van Beek et al., 2023). Questi risultati smentiscono le voci critiche secondo cui chi pratica l’approccio centrato sulla soluzione non presterebbe la dovuta attenzione all’alleanza terapeutica.

Limiti e raccomandazioni per il futuro

La scoping review presenta diversi limiti. In primo luogo, trattandosi di una scoping review, non sono state impiegate né una ricerca sistematica della letteratura né analisi statistiche. Nonostante una ricerca complessiva in diverse banche dati, è possibile che l’EBTA RTG non abbia avuto accesso a tutta la ricerca pubblicata nel 2023. Inoltre, le tendenze presentate si basano soltanto su riferimenti disponibili online e non includono articoli disponibili solo in versione cartacea. In secondo luogo, il doppio screening e la doppia estrazione dei dati sono stati applicati solo a una parte dei riferimenti inclusi, soprattutto nei casi di incertezza. Durante queste fasi possono quindi essersi verificati normali errori umani. In terzo luogo, pur essendo state estratte più informazioni rispetto alla precedente scoping review, la qualità della ricerca non è stata esaminata. Tutti i risultati sono stati analizzati insieme senza tenere conto delle differenze di qualità e di affidabilità dei dati. In futuro prevediamo ulteriori miglioramenti del processo di scoping review, includendo strumenti di valutazione specifici per offrire un quadro più chiaro non solo delle tendenze, ma anche del grado di fiducia nelle evidenze in base alla qualità della metodologia impiegata.

Conclusioni

Le tendenze emerse dall’analisi degli studi sugli esiti, sul processo e su esiti e processo pubblicati nel 2023 e inclusi nella SFA PubList by EBTA hanno per lo più confermato quelle individuate nella prima scoping review annuale di questo tipo (Żak et al., 2023). Le prove dell’efficacia sperimentale e dell’efficacia nella pratica dell’SFA sembrano crescere di anno in anno, con articoli pubblicati in riviste di maggiore impatto e un interesse leggermente maggiore per come e perché il processo centrato sulla soluzione funzioni. Tuttavia, l’equilibrio tra ricerca sugli esiti e ricerca sul processo potrebbe essere migliore. Inoltre, gli studi sugli esiti potrebbero passare dal confronto degli interventi centrati sulla soluzione con controlli senza trattamento a studi comparativi con altri approcci consolidati, alla ricerca di differenze non solo negli esiti, ma anche nel processo e nei meccanismi di cambiamento.

Infine, considerando l’elevata eterogeneità in tutti gli aspetti osservati che rientrano nell’acronimo PICO, cioè popolazione, intervento, gruppo di controllo ed esiti misurati, il passo successivo per stabilire l’efficacia dell’SFA consiste nel concentrarsi anche sul grado di fiducia nei risultati, tenendo conto della metodologia della ricerca. Le pubblicazioni future potrebbero contribuire a questo obiettivo con la trasparenza e fornendo per intero almeno le informazioni minime richieste sugli aspetti PICO.

Dichiarazione etica: non applicabile, poiché lo studio si basa esclusivamente su letteratura già pubblicata. Conflitto di interessi: nessuno. Finanziamento: nessuno. Ricevuto l’8 dicembre 2024, accettato l’11 dicembre 2024, pubblicato il 17 dicembre 2024.

Complexe Systémique: l’essenziale

Il seguito diretto della rassegna sul 2022, con due aggiunte che cambiano la lettura: gli abbandoni, bassi e spesso nulli, che per una terapia breve sono un argomento più eloquente di molte dimensioni dell’effetto; e l’inventario degli elementi effettivamente praticati, in cui il cambiamento pre-seduta, per quanto storico, è quasi scomparso. Due risultati sul processo valgono anche per la clinica sistemica: il discorso sulle soluzioni della persona assistita nasce dall’interazione più che da una domanda, e l’alleanza, spesso rimproverata a chi pratica l’approccio centrato sulla soluzione, si rivela costitutiva della co-costruzione. Chi firma l’articolo mantiene un tono da ricerca, «promettente» diventa «prove sempre più numerose», senza mai lasciar cadere la domanda che conta: come funziona. Da leggere insieme a Żak su ciò che le persone assistite trovano utile e a Kort, Froerer e Walker sui fattori comuni.

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Traduzione non ufficiale in italiano di Main Trends in Research on the Solution-Focused Approach in 2023: A Scoping Review, di Rytis Pakrosnis e Andreea M. Żak, pubblicato nel Journal of Solution Focused Practices, vol. 8, n. 2 (2024), doi: 10.59874/001c.127301, con licenza CC BY 4.0. Traduzione e impaginazione: Complexe Systémique, ottobre 2026, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale; l’opera è stata modificata ai sensi della licenza (traduzione, figure descritte). La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori; fa fede la versione originale.

Traduzione non ufficiale in italiano dell’articolo originale «Main Trends in Research on the Solution-Focused Approach in 2023: A Scoping Review», pubblicato in Journal of Solution Focused Practices (2024) con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: il testo di chi firma l’articolo è stato tradotto integralmente e solo la presentazione è stata adattata alla lettura online, come indicato all’inizio di questa pagina. La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.

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Come citare questo articolo

Pakrosnis, R., & Żak, A. M. (2024). Main Trends in Research on the Solution-Focused Approach in 2023: A Scoping Review. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/en_GB/articles/main-trends-in-research-on-the-solution-focused-approach-in-2023-a-scoping-review (Opera originale pubblicata nel 2024 in Journal of Solution Focused Practices, vol. 8, n. 2 (2024); ripubblicata nel 2024 da Journal of Solution Focused Practices, https://journalsfp.org/article/127301)

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