Traduzione assistita dall'IA

Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.

Red Sistémica · Violenze

Seminare violenza nella mente di bambine e bambini

Per vent’anni, l’infanzia afghana ha imparato a leggere, a scrivere e a contare su manuali illustrati con bombe, mine e granate, concepiti durante la guerra fredda per farne futuri combattenti. In questo editoriale scritto all’indomani dell’11 settembre 2001, Carlos E. Sluzki interroga la perversità di qualsiasi piano che inoculi la violenza nella mente dell’infanzia, e il tradimento delle istituzioni che hanno il compito di proteggere.

Autore Carlos E. Sluzki, direttore dell’American Journal of OrthopsychiatryPrima pubblicazione Perspectivas Sistémicas, n. 73, settembre-ottobre 2002Traduzione Complexe Systémique, traduzione non ufficiale dallo spagnolo assistita dall’IA, con l’accordo di Red Sistémica

Nota della redazione di Perspectivas Sistémicas

Traduzione dell’editoriale pubblicato nell’American Journal of Orthopsychiatry (2002), di cui l’autore, il dott. Sluzki, maestro internazionale riconosciuto della terapia familiare sistemica, è direttore. Pubblicato nel n. 73 (settembre-ottobre 2002) di Perspectivas Sistémicas.

«La sola idea di aver concepito ed eseguito un piano per preparare l’infanzia come carne da cannone è sconcertante nella sua perversità.»

Carlos E. Sluzki

Un’aritmetica di guerra

Una bomba, due mine, tre fucili, quattro soldati. «Quante granate avremo se ne avevamo due e ce ne portano altre due?» «Quattro.» «E se ne lanciamo una, quante ce ne restano?» «Tre.» «Bravo, piccolo mio!»

Negli ultimi vent’anni l’infanzia afghana ha studiato i rudimenti della lettura, della scrittura e dell’aritmetica su testi abbondantemente illustrati con bombe, soldati, mitragliatrici, mine e granate, e che mescolavano al testo i rudimenti della jihad e di altri insegnamenti islamici militanti (43 pagine su 100 contengono immagini o testi violenti)… per gentile concessione dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale e dell’Università del Nebraska a Omaha, incaricata di sviluppare e distribuire quel materiale.

Introdotti e distribuiti clandestinamente in Afghanistan a centinaia di migliaia di copie nell’ultima fase della guerra fredda, con l’obiettivo di inoculare il fanatismo nell’infanzia e di prepararla a fornire i futuri guerriglieri contro l’occupazione sovietica, questi testi costituirono la base principale dell’istruzione primaria afghana. L’operazione fu, peraltro, un successo. Quei bambini crebbero, divennero giovani adulti e occuparono il governo di quel paese quasi ingovernabile (resta ancora da capire se abbiano sconfitto le forze di occupazione sovietiche o se queste se ne siano semplicemente andate, avendo perso ogni slancio combattivo in una guerra ingiusta mentre il loro stesso sistema politico crollava), e lo trasformarono in uno Stato islamico fondamentalista che proibì ogni presenza, istruzione o attività professionale o pubblica della donna, relegandola alla cucina e alla procreazione, che chiuse tutte le scuole laiche, che proibì ogni musica e altre «frivolezze», che giustiziò a sassate donne adultere, che distrusse a cannonate monumenti buddhisti millenari considerati patrimonio dell’umanità perché contravvenivano al suo divieto religioso di riprodurre figure umane, e che governò con una giustizia amministrata dalle decisioni onniscienti del clero. Non sorprende che abbiano continuato a usare quegli stessi testi nell’istruzione primaria, nel quadro delle scuole religiose, le uniche autorizzate (salvo che, in conformità con i precetti islamici in voga, furono cancellate le figure dei soldati che illustravano alcuni dei calcoli aritmetici elementari). E perché no? Si accordavano perfettamente con l’insegnamento ufficiale. Di fatto, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, la cui missione è assicurare «la sopravvivenza, lo sviluppo e la protezione dell’infanzia», ha continuato a distribuire quei libri per diversi anni. Questa agenzia possiede ancora 500.000 copie di quei libri, che intende distruggere per usare al loro posto un testo rivisto in modo da contenere una retorica islamica ma immagini più neutre (arance e meloni al posto di proiettili e mine), così da rispondere alle esigenze educative dei quattro milioni e mezzo di minori afghani in età scolare.

Chi semina il male raccoglie il male

Che terribile esempio di «Chi semina il male raccoglie il male». La sola idea di aver concepito ed eseguito un piano per preparare l’infanzia come carne da cannone è sconcertante nella sua perversità — non che non sia mai stato fatto prima, in una delle sue molteplici versioni, dalla crociata dei fanciulli (la maggior parte dei quali finì catturata da pirati del Mediterraneo e venduta come schiava) alla Gioventù hitleriana (Hitlerjugend) del periodo nazista, fino agli attuali bambini soldato della frontiera tra Sudan e Uganda e della Sierra Leone. E non sorprende nemmeno nel contesto di tante famiglie oppressive e maltrattanti che generano, a loro volta, nuove generazioni che opprimono e maltrattano. Ma ciò non riduce la perversità di un piano, di qualsiasi piano, che favorisca l’inoculazione della violenza nella mente dell’infanzia.

Salvo poche eccezioni, noi che lavoriamo nel campo della salute mentale abbiamo una lunga storia di militanza per proteggere l’infanzia dalla violenza, valorizzarne al massimo le potenzialità, sostenere le famiglie per accrescerne la resilienza e favorire contesti che permettano la crescita di nuove generazioni emotivamente solide e socialmente competenti; e, soprattutto, abbiamo fatto sentire una voce collettiva a sostegno dei diritti umani e della giustizia sociale. Progettare esplicitamente, a fini politici, la desensibilizzazione e l’indottrinamento dell’infanzia comporta un tradimento, quello che si verifica ogni volta che chi ha il compito di proteggere le persone e le collettività sociali da ogni danno ci danneggia in un modo o nell’altro, mistificando al tempo stesso il proprio tradimento («Lo faccio per il tuo bene»).

Da ricordare

Per Sluzki, la perversità non sta soltanto nella violenza in sé, ma nel rovesciamento della funzione protettiva: quando le istituzioni che hanno il compito di proteggere l’infanzia ne organizzano la desensibilizzazione e l’indottrinamento, il tradimento si accompagna sempre a una mistificazione – «lo faccio per il tuo bene». Lo stesso meccanismo si ritrova, su un’altra scala, nelle famiglie oppressive che generano figli e figlie che a loro volta opprimono.

Nel contesto dell’orrore dell’11 settembre dell’anno scorso, a partire dal quale tanti di noi hanno cercato invano una spiegazione rassicurante in cui i Buoni e i Cattivi fossero chiaramente delineati, è sconfortante, ma non sorprendente, continuare a trovare, nel nostro stesso cortile di casa, esempi della saggezza dispiegata dal celebre filosofo nordamericano Pogo1 quando dichiarò con stupore: «Ho scoperto il nemico! Siamo noi!»

Nota dell’originale

1. Personaggio centrale di un noto fumetto.

Questo articolo è una traduzione italiana non ufficiale dallo spagnolo di «Sembrando violencia en la mente de los niños», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 73, settembre-ottobre 2002 (editoriale dell’American Journal of Orthopsychiatry, 2002)). Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicata con l’accordo della rivista. Fa fede la versione originale.

Leggi l’articolo originale

Come citare questo articolo

Sluzki, C. E. (2022). Semer la violence dans l’esprit des enfants (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/semer-la-violence-dans-l-esprit-des-enfants (Opera originale pubblicata nel 2002 in Perspectivas Sistémicas, n. 73, settembre-ottobre 2002 (editoriale dell’American Journal of Orthopsychiatry, 2002); ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/07/06/sembrando-violencia-en-la-mente-de-los-ninos/)

Per approfondire

Confronto

Commenti 0

Effettuare l'accesso per partecipare alla discussione. Accedi

  1. Ancora nessun commento. Il primo può essere il suo.

Carrello

Il tuo carrello è vuoto.