Traduzione assistita dall'IA

Questa versione è stata tradotta dal francese da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.

Strumento sistemico · Cestino dei problemi

Lo strumento ideale per i primi colloqui in terapia familiare sistemica: il cestino dei problemi

I primi colloqui sono spesso una vera sfida. Come creare uno spazio sicuro perché ogni membro di una famiglia in tensione possa esprimersi? Come avviare un dialogo reale e costruttivo? Di fronte a queste domande è emerso uno strumento singolare: il cestino dei problemi, un oggetto al tempo stesso simbolico e pragmatico.

La nascita di un oggetto fluttuante

Il concetto di oggetto fluttuante è stato teorizzato da Yveline Rey e Pierre Caillé. Nel caso del cestino dei problemi l’idea è semplice: ogni membro della famiglia, a turno, prende il cestino e vi depone simbolicamente ciò che gli pesa. Il cestino diventa così un veicolo della parola, ma anche una metafora del peso emotivo che ciascuna persona porta in relazione ai problemi familiari.

Da un lato, questo strumento struttura lo scambio e permette di creare uno spazio in cui ogni voce può essere ascoltata. Dall’altro, il cestino funziona come oggetto di proiezione: i vissuti e le emozioni vi prendono corpo, aprendo la strada a un’esplorazione profonda delle difficoltà. Il doppio fondo del cestino, a sua volta, offre la possibilità di tenere per sé ciò che si preferisce non condividere, rispettando così l’intimità di ognuno.

Come funziona il cestino dei problemi?

Nelle prime sedute il cestino viene introdotto nel modo seguente.

  1. Presentazione dello strumento. Chi conduce la seduta spiega che il cestino rappresenta simbolicamente le difficoltà che la famiglia sta attraversando. Ciascun membro è invitato a esprimersi a turno prendendolo in mano.
  2. Turno di parola strutturante. Parla soltanto chi tiene il cestino, mentre le altre persone ascoltano. Chi desidera intervenire deve aspettare di avere il cestino in mano.
  3. Domande aperte. Il terapeuta o la terapeuta accompagna il gesto con alcune domande semplici: «È pesante? Che cosa pesa di più in questo momento?», «C’è stato un momento in cui il cestino era vuoto?», «Che cosa succederebbe nella famiglia se questo cestino diventasse più leggero?».
  4. Mettere in luce le dinamiche familiari. Le risposte, verbali e non verbali, vengono osservate con attenzione. Chi prende per primo il cestino? Come reagiscono gli altri membri? Questi elementi permettono di individuare le alleanze, le tensioni e gli eventuali non detti.
  5. Creazione di metafore. Per rafforzare la dimensione simbolica, si può invitare la famiglia a trasformare il contenuto del cestino in un’immagine, un oggetto o un animale. Ciò apre prospettive creative e aiuta a esternalizzare i problemi.

Perché questo strumento è così efficace?

Il cestino dei problemi funziona perché coniuga diverse dimensioni essenziali della terapia sistemica.

Appartenenza e differenziazione

Ciascuna persona può esprimere ciò che prova rispettando il proprio ritmo, grazie al doppio fondo che permette di tenere per sé una parte delle difficoltà.

Circolarizzazione dell’informazione

Lo strumento favorisce una condivisione che va oltre il consueto scambio verbale: ogni membro scopre nuove sfaccettature dei problemi.

Un approccio non colpevolizzante

Il cestino sposta la discussione dal «chi è responsabile?» al «che cosa facciamo di questo peso?», il che favorisce la collaborazione.

Una leva per il cambiamento

Depositando i problemi nel cestino, le famiglie avviano un distanziamento che consente loro di analizzare e comprendere meglio le proprie dinamiche.

Come integrare questo strumento nella Sua pratica?

Se Lei lavora come terapeuta, nell’intervento sociale o in un’altra professione d’aiuto, il cestino dei problemi può diventare una risorsa preziosa nelle Sue sedute. Può cominciare introducendolo come esperienza occasionale, all’interno della consueta struttura del Suo colloquio, spiegandone il simbolismo e il funzionamento. Osservi le reazioni, adatti le domande ai diversi contesti e lasci che lo strumento faccia il suo lavoro.

Per approfondire, un articolo della rivista Thérapie Familiale esamina in dettaglio questo dispositivo.

Leggi l’articolo su Cairn

La presentazione dello strumento è disponibile nel video qui sotto.

Come citare questo articolo

Besse, J. (2025, 19 gennaio). L'outil idéal pour les premiers entretiens en thérapie familiale systémique : le panier à problèmes. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/l-outil-ideal-pour-les-premiers-entretiens-en-therapie-familiale-systemique-le-panier-a-problemes

Per approfondire

Confronto

Commenti 0

Effettuare l'accesso per partecipare alla discussione. Accedi

  1. Ancora nessun commento. Il primo può essere il suo.

Carrello

Il tuo carrello è vuoto.