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Concetto · Risonanza

Il concetto di risonanza in terapia

Nel campo della terapia e dell’intervento sociale si è a lungo ritenuto che le emozioni di chi conduce la terapia potessero ostacolare un accompagnamento di qualità. E se, in realtà, si rivelassero potenti alleate nei nostri colloqui?

In questa prospettiva affronteremo il concetto di risonanza, teorizzato da Mony Elkaïm, che permette di trasformare le nostre emozioni in strumenti preziosi per cogliere meglio il vissuto delle persone che accompagniamo e favorire il processo terapeutico.

La risonanza è un concetto sistemico e circolare, che insiste sulla funzione del vissuto di una persona per i membri del sistema umano di cui fa parte.

Secondo Elkaïm, è importante considerare che, in una seduta, la persona terapeuta è parte integrante del sistema osservato e non può ritenersi esterna a esso. Il ruolo delle sue emozioni assume allora un’importanza nuova: possono informarci sulla costruzione del mondo delle persone che accompagniamo e contribuire a migliorarne la presa in carico.

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Emozioni alleate

Le emozioni di chi conduce la terapia possono essere alleate nei colloqui e nel processo terapeutico, anziché un freno.

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La persona terapeuta nel sistema

Il concetto di risonanza, sviluppato da Mony Elkaïm, considera la persona terapeuta come parte integrante del sistema umano osservato.

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Una bussola clinica

La risonanza permette di comprendere meglio la costruzione del mondo delle persone assistite e di adattare di conseguenza la presa in carico.

La risonanza: le emozioni come alleate

Questo concetto è stato sviluppato nel contesto della cibernetica di secondo ordine, quando si cominciava a ritenere che chi osserva fosse parte integrante del sistema osservato. Chi conduceva la terapia non poteva più pensarsi esterno alla famiglia che osservava: ormai faceva parte del sistema terapeutico. La risonanza incoraggia così chi pratica la terapia a considerare le proprie emozioni come informazioni pertinenti sul sistema cliente, che si tratti di una persona, di una famiglia o di una coppia.

Invece di considerare la persona terapeuta come un elemento esterno alla famiglia, la risonanza permette di vedere chi interviene come una parte attiva integrata in quel sistema. Le emozioni che prova possono essere legate alle interazioni con le persone incontrate: informano sulle loro costruzioni del mondo e sulle convinzioni che il sistema rafforza per proteggere la propria omeostasi.

Per esempio, se chi conduce la terapia prova un senso di rifiuto, può chiedersi in che misura la persona che ha di fronte non stia plasmando questa emozione per rafforzare la propria visione di un mondo in cui viene costantemente rifiutata.

L’esempio di Elkaïm

Una cliente esprime la propria frustrazione per il tempo che il terapeuta ha impiegato per iniziare la seduta. Si tratta allora di chiedersi non solo perché questa situazione lo tocchi personalmente, ma anche in che modo questa interazione rafforzi la costruzione del mondo della cliente: forse percepire l’irritazione del terapeuta conferma, per lei, una visione del mondo in cui viene spesso trascurata o rifiutata.

Accettando la risonanza come qualcosa che fa parte di noi, pur senza ridursi a noi, le nostre emozioni possono diventare una fonte di ipotesi sulla costruzione del mondo degli altri membri del sistema di intervento. Si trasformano allora in alleate, anziché in un freno allo svolgimento del processo terapeutico.

Conclusione

Le emozioni possono essere potenti alleate durante i nostri colloqui. Ci aiutano a comprendere meglio le persone che incontriamo e ad arricchire il processo terapeutico. Il concetto di risonanza, teorizzato da Mony Elkaïm, afferma che le nostre emozioni non sono legate unicamente al nostro vissuto: possono anche informarci sulle costruzioni del mondo delle persone che accompagniamo.

La prospettiva sistemica e circolare della risonanza mette in evidenza l’importanza di considerare la persona terapeuta come parte integrante del sistema osservato. L’impatto delle emozioni sull’incontro terapeutico diventa allora una fonte di ipotesi per comprendere meglio le costruzioni del mondo delle persone incontrate.

In quest’ottica, le emozioni non vanno percepite come vulnerabilità o freni all’accompagnamento, ma come informazioni preziose sulle poste in gioco e sulle sfide che affrontano le persone che accompagniamo. Per approfondire questo concetto, l’episodio completo si può guardare qui sotto.

Come citare questo articolo

Besse, J. (2023, 23 agosto). Le concept de résonance en thérapie. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/le-concept-de-resonance-en-therapie

Per approfondire

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