Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Red Sistémica · Terapia di coppia
Il terapeuta familiare argentino Omar Biscotti intende il gioco tra dipendenza e indipendenza nella coppia come una costruzione relazionale, su un registro del tutto soggettivo. La coppia si costituisce come paradigma della relazione dipendente: ciascuna delle due persone dipende dall’altra, ma — nel migliore dei casi — non in modo totale e assoluto. Resta da capire che cosa succede quando si comincia a soffrire di questa dipendenza. O dell’indipendenza.
«…Cantate e danzate insieme e siate gioiosi, ma ciascuno di voi sia indipendente. Le corde del liuto sono sole, benché vibrino della stessa musica… E state insieme, ma non troppo vicini, perché le colonne del tempio stanno distanti. E né la quercia cresce all’ombra del cipresso, né il cipresso all’ombra della quercia…»
Khalil Gibran
Nota della redazione
Questo testo è pubblicato da Red Sistémica in forma di frammento: si interrompe con l’indicazione «(continua)» dell’autore. L’articolo completo è apparso nel n. 81 di Perspectivas Sistémicas (maggio-giugno 2004).
Intendo il gioco tra dipendenza e indipendenza nella coppia come una costruzione relazionale, su un registro del tutto soggettivo.
La coppia si costituisce come paradigma della relazione dipendente: ciascuna delle due persone dipende dall’altra, ma non in modo totale e assoluto. Almeno nel migliore dei casi.
Certo, se «la mia vita dipende da te», la relazione può diventare tortuosa.
In ogni caso, possiamo porci la domanda seguente: che cosa fa sì che qualcuno si senta così in una relazione, vi trovi perfino un certo godimento e, ancor più, provi piacere nel dirlo? («Perché non mi hai insegnato come si vive senza di te?», dice il bolero). Ma, come esprimono anche le canzoni, si passa rapidamente a soffrirne. Ed è così che nasce un bolero. O un tango.
La dipendenza totale e assoluta dall’altra persona è presente nel periodo dell’innamoramento e fa parte della ben nota illusione di essere «due ma come se fossimo uno solo», o «l’uno per l’altra», o «due anime gemelle», con la pretesa di una fusione siamese inseparabile.
Il rovescio di questa situazione è il desiderio che l’altra persona provi lo stesso per noi: che noi siamo tutto per lei e che non abbia bisogno di nient’altro che di stare con noi — possibilmente, sempre.
Questo, come accade con tutte le illusioni, trascorso un certo tempo si spezza. E il peggio è che molto spesso non si spezza da entrambe le parti nello stesso momento. In altre parole, c’è sempre qualcuno che resta a pagare, desiderando ancora essere il tutto, quando dall’altra parte si è già solo una parte o, in alcuni casi tragici, non si è già più nulla.
Se la coppia dura un po’ più di nove settimane e mezza (come quel famoso film con Kim Basinger e Mickey Rourke), possiamo raggiungere un grado di dipendenza reciproca accettabile e alternante su diversi terreni.
L’idea che voglio trasmettere è che ogni volta che c’è dipendenza da una parte, c’è anche dall’altra. Per questo intendo la dipendenza come un gioco relazionale. Questo gioco reciproco garantisce la durata della coppia.
Ma che cosa succede quando si comincia a soffrire della dipendenza? O dell’indipendenza? (il che equivarrebbe a soffrire della «nostra» dipendenza, se è vero che soffriamo dell’indipendenza dell’altra persona).
Oppure: si può soffrire della propria indipendenza? (somiglia all’abbandono, o alla solitudine).
Da ricordare
Non c’è dipendenza da una parte senza dipendenza dall’altra: la dipendenza è un gioco a due, ed è questo gioco reciproco — accettabile, alternante a seconda dei terreni — a far durare la coppia. La domanda clinica non è dunque «chi dipende da chi?», ma: in quale momento questo gioco comincia a far soffrire, da una parte o dall’altra?
La coppia è come una giacca: deve cadere comoda… (continua)
(Marzo 2004)
Note dell’originale
(*) L’articolo completo si trova nel n. 81 del periodico Perspectivas Sistémicas, relativo ai mesi di maggio-giugno 2004, in vendita nelle edicole e nelle librerie specializzate della Capital Federal, o in abbonamento nel resto del Paese e all’estero (in quest’ultimo caso con carta di credito internazionale, tramite abbonamento online).
I numeri 73 (Fe en el Vínculo) e 80 (Parejas: La Pasión y la Clínica) contengono diversi articoli dedicati al tema della coppia.
Chi è Omar Biscotti
(**) Il dott. Biscotti, terapeuta familiare, è stato presidente dell’ASIBA (Asociación Sistémica de Buenos Aires); è consulente di Perspectivas Sistémicas e condirettore dell’ISDEBA (Instituto Sistémico de Buenos Aires).
Questo articolo è la traduzione italiana non ufficiale, dallo spagnolo, di «Dependencia/independencia en las parejas: una metáfora», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 81, maggio-giugno 2004). Realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicata con l’accordo della rivista.
Leggi l’articolo originaleCome citare questo articolo
Biscotti, O. (2022). Dépendance / indépendance dans les couples : une métaphore (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/dependance-independance-dans-les-couples-une-metaphore (Opera originale pubblicata nel 2004 in Perspectivas Sistémicas, n. 81, maggio-giugno 2004; ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/07/19/dependencia-independencia-en-las-parejas-una-metafora/)
Per approfondire
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