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Journal of Child and Family Studies · Famiglia

Ambivalenza intergenerazionale, differenziazione del sé e identità etnica: uno studio a metodi misti sulla socializzazione etnica familiare

Presso il popolo yi, una minoranza etnica della Cina sud-occidentale, come trasmettono le famiglie il senso di appartenenza alle nuove generazioni? L’équipe di Hong Yao ha combinato un’indagine su 606 adolescenti in età scolare con 30 focus group. Ne emerge un paradosso: chi ha una relazione ambivalente con la persona che se ne prende cura esplora la propria identità più di chi ha una relazione negativa, ed è differenziandosi dalla famiglia che fa proprio l’essere yi.

Autrici e autori Hong Yao (School of Ethnology and Sociology, Minzu University of China, Pechino), Yajie Hou (China Population and Development Research Center, Pechino), Carolina Hausmann-Stabile (Department of Behavioral Health and Intellectual Disability Services, Population Health for the City of Philadelphia, Stati Uniti) e Angel Hor Yan Lai (Department of Applied Social Science, The Hong Kong Polytechnic University, Hong Kong)Prima pubblicazione Journal of Child and Family Studies, 8 maggio 2024Traduzione Complexe Systémique, traduzione non ufficiale assistita dall’IA

Traduzione non ufficiale in italiano di Intergenerational Ambivalence, Self-differentiation and Ethnic Identity: A Mixed-methods Study on Family Ethnic Socialization, di Hong Yao, Yajie Hou, Carolina Hausmann-Stabile e Angel Hor Yan Lai, pubblicato in Journal of Child and Family Studies (Springer) (2024), doi: 10.1007/s10826-024-02819-w, con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: il testo originale è stato tradotto in italiano e impaginato per la lettura online, il che costituisce una modifica dell’opera ai sensi della licenza. Le due tabelle sono presentate sotto forma di elenchi. La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.

La differenziazione del sé appariva come una negoziazione tra autonomia e relazionalità, sebbene l’autonomia sia stata spesso considerata in conflitto con la relazionalità.

Hong Yao, Yajie Hou, Carolina Hausmann-Stabile e Angel Hor Yan Lai

Abstract

L’identità etnica, profondamente influenzata da fattori familiari, comprende molteplici livelli; tuttavia, il complesso processo di socializzazione etnica familiare merita un’esplorazione più approfondita. Questo studio si concentra sull’esplorazione delle complessità della formazione dell’identità etnica, in particolare nel contesto di adolescenti yi. Attraverso un approccio a metodi misti, esamina le dinamiche della socializzazione etnica familiare tra adolescenti yi. La ricerca ha coinvolto 606 partecipanti all’indagine e ha condotto interviste con 188 persone in focus group nella Prefettura autonoma yi di Liangshan, provincia del Sichuan, in Cina. L’analisi quantitativa ha rivelato correlazioni tra le relazioni caregiver-adolescente (CAR) e l’identità etnica. Le e gli adolescenti con una CAR ambivalente, positiva o neutra mostravano livelli di identità etnica più elevati rispetto a chi aveva una CAR negativa. L’analisi qualitativa ha messo in luce due temi chiave. In primo luogo, le famiglie tendevano ad acculturare l’amore attraverso le aspettative culturali tradizionali e la socializzazione, come dimostrato dall’integrazione inconsapevole della cultura yi e dall’attenzione alla modernità individuale nei valori familiari. In secondo luogo, il raggiungimento dell’identità etnica è stato osservato attraverso la differenziazione del sé, che comprende una consapevolezza riflessiva dell’etnicità yi, l’arricchimento dell’identità yi tramite le interazioni tra pari e il collegamento tra autorealizzazione e prosperità yi. I risultati sottolineano la necessità di un sostegno culturalmente sensibile, in particolare da parte di assistenti sociali, per favorire una differenziazione riflessiva del sé tra adolescenti di minoranze etniche durante la socializzazione etnica familiare.

Parole chiave: socializzazione etnica familiare, differenziazione del sé, identità etnica, yi, minoranza etnica, adolescenti

Nel variegato panorama etnico della Cina, che ospita 56 gruppi etnici distinti, la comunità yi si distingue come una minoranza significativa e culturalmente ricca. Noto per i suoi tratti peculiari, tra cui una lingua propria, costumi complessi e pratiche tradizionali, il popolo yi rappresenta un segmento unico del vasto mosaico etnico cinese. Queste caratteristiche, profondamente radicate nella vita quotidiana e nelle strutture sociali, sono decisive nel plasmare i processi di socializzazione yi all’interno delle famiglie, e influenzano ogni aspetto, dalle interazioni quotidiane alla partecipazione comunitaria più ampia (Tao et al. 2020). Questo ricco sfondo culturale offre un terreno fertile per esaminare l’identità etnica e la socializzazione, elementi chiave per comprendere come gruppi minoritari quali gli yi si muovano tra le loro identità culturali e individuali in un contesto sociale più ampio.

L’esplorazione dell’identità etnica nella comunità yi è di grande interesse per via del suo patrimonio culturale peculiare. Lo sviluppo dell’identità etnica, che implica un processo dinamico che va da un’identità non esaminata all’esplorazione attiva e al raggiungimento, come proposto da Phinney (1993), è particolarmente rilevante per il popolo yi. Le sue ricche pratiche culturali, lingue e tradizioni contribuiscono in modo significativo allo sviluppo di un’identità etnica coesa. Comprendere questo processo è fondamentale, poiché esso costituisce una componente centrale del concetto di sé e del benessere della persona, soprattutto nei gruppi minoritari (Ong et al. 2010). La formazione dell’identità etnica in comunità minoritarie come quella yi è influenzata da una molteplicità di fattori, tra cui la conservazione culturale, la trasmissione intergenerazionale dei valori e l’adattamento a contesti sociali più ampi (Umaña-Taylor et al. 2014).

L’esplorazione dell’identità etnica nella comunità yi ruota attorno al concetto cardine di socializzazione etnica familiare, che racchiude i diversi modi in cui le famiglie trasmettono valori, tradizioni e costumi associati al proprio gruppo etnico-razziale (Umaña-Taylor, and Hill, 2020). La ricerca contemporanea sulla socializzazione etnico-razziale sottolinea la profonda influenza delle relazioni genitori-figli sull’efficacia di queste pratiche (Hu et al. 2015; Parke, and Buriel, 2006). Chi cresce in relazioni calde e di sostegno ha maggiori probabilità di interiorizzare i messaggi e i valori culturali, favorendo lo sviluppo di un’identità etnica solida e positiva (Hughes et al. 2006). Questa intuizione è particolarmente pertinente per il popolo yi, presso cui i legami familiari e le relazioni intergenerazionali si intrecciano strettamente con le tradizioni e le pratiche culturali. Di conseguenza, esaminare le dinamiche delle interazioni genitori-figli nelle famiglie yi diventa decisivo per comprendere l’impatto della socializzazione etnica sulla formazione dell’identità etnica della gioventù yi.

La complessa interazione delle relazioni genitori-figli nelle famiglie yi trova fondamento nelle teorie della comunicazione genitori-adolescenti, della fiducia relazionale e della trasmissione intergenerazionale dei valori. Questi quadri offrono prospettive preziose per comprendere come le interazioni familiari, caratterizzate da diversi gradi di calore, fiducia e qualità della comunicazione, plasmino lo sviluppo dell’identità etnica della gioventù yi (King, 2015; McLoyd et al. 2000). Nel contesto della comunità yi, in cui i valori tradizionali si intersecano con le influenze moderne, si sono create esperienze complesse e stratificate, come in altre famiglie (multi)etnico-razziali (Roy and Rollins, 2022). Questo studio adotta un approccio a metodi misti per esplorare in modo esauriente sia i processi sia gli esiti della socializzazione etnica familiare presso il popolo yi. Combinando metodi qualitativi e quantitativi, la ricerca si propone di cogliere la natura multiforme delle dinamiche genitori-figli e la loro profonda influenza sullo sviluppo dell’identità etnica della gioventù yi.

Metodi

Questo studio ha adottato un disegno esplicativo sequenziale a metodi misti, composto da una componente quantitativa e da una qualitativa. I dati quantitativi (n = 631 adolescenti, dal 7° al 9° anno scolastico) sono stati raccolti nell’ottobre 2018, seguiti da interviste qualitative in focus group condotte nel maggio 2021. La ricerca è stata svolta con il sostegno di organizzazioni comunitarie locali al servizio della popolazione studentesca yi di Liangshan. L’approvazione etica è stata ottenuta presso le istituzioni coinvolte nel progetto (n. di riferimento: HASC/17-18/0540). Prima della ricerca è stato ottenuto il consenso informato di ogni adolescente yi e di chi ne esercitava la tutela legale.

Partecipanti alla fase quantitativa

Dopo la pulizia dei dati, l’analisi quantitativa ha incluso i dati di 606 adolescenti dal 7° al 9° anno scolastico, provenienti da cinque convitti rurali della Prefettura autonoma yi di Liangshan e della provincia del Sichuan. Queste cinque scuole sono affiliate all’organizzazione partner, che dal 2006 si occupa della popolazione studentesca yi in contesti educativi rurali. Circa il 72% delle persone partecipanti erano donne e il 93% era yi. L’età delle persone partecipanti variava da 9 a 19 anni. I dettagli sono riportati nella tabella 1.

Tabella 1 — Statistiche descrittive delle variabili

Variabile (N = 606): media/F(%), DS, intervallo.

  • Identità etnica. Media: 37.32; DS: 4.31; intervallo: 18–48.
  • Esplorazione dell’identità etnica. Media: 14.89; DS: 2.07; intervallo: 8–20.
  • Impegno nell’identità etnica. Media: 22.43; DS: 279; intervallo: 10–28.
  • Relazione caregiver-adolescente. Relazione ambivalente con il caregiver: 50 (8,25%); relazione positiva con il caregiver: 214 (43,56%); relazione negativa con il caregiver: 176 (29,04%); relazione neutra con il caregiver: 166 (27,39%).
  • Covariate. Età: media 14.87; DS 1.28; intervallo 13–18. Genere: maschile, 162 (26,7%); femminile, 444 (73,2%). Etnia: yi, 562 (92,7%); han, 44 (7,26%). Genitore come caregiver: sì, 503 (83%); no, 103 (17%).

Partecipanti alla fase qualitativa

Per lo studio qualitativo è stata selezionata una classe in ciascuna di queste cinque scuole, ottenendo un insieme di 15 classi. Tuttavia, poiché una delle classi selezionate non era disponibile nel periodo dello studio, ne sono state reclutate solo 14. In questo gruppo, il 92,5% era yi, il 7% han e lo 0,5% apparteneva ad altri gruppi etnici. Ai fini dello studio, solo le persone di etnia yi sono state selezionate per partecipare alle interviste qualitative. Tutte le persone selezionate hanno accettato di prendere parte alle interviste in focus group. Il processo dei focus group si è interrotto al raggiungimento della saturazione dei dati. Chi non era stato selezionato è stato invitato a partecipare ad attività culturali condotte dai membri della nostra équipe di ricerca. In totale, 188 giovani yi (di età compresa tra 12 e 18 anni), con un’età media di 14.77 (DS = 1.35), hanno partecipato a 30 interviste in focus group, ciascuno composto da cinque a sette partecipanti. La maggior parte delle persone partecipanti era di sesso femminile (femmine = 73,4%; maschi = 26,6%).

Misure quantitative

Per raggiungere gli obiettivi della ricerca, l’analisi quantitativa ha incluso quattro misure. Le informazioni sociodemografiche comprendevano inoltre età, genere (0 = maschile; 1 = femminile), etnia (0 = yi; 1 = altre) e caregiver (1 = genitore come caregiver; 0 = familiari come caregiver, ad esempio nonni, zie, zii ecc.).

Relazione caregiver-adolescente (CAR)

In questo studio, la sottoscala Qualità emotiva del Self-Reported Relatedness Questionnaire (Lynch and Cicchetti, 1997) è stata adattata per valutare il costrutto di relazionalità caregiver-adolescente (CAR) tra adolescenti yi. Questa sottoscala misurava l’intensità di specifiche emozioni positive e negative provate in presenza dei caregiver principali. Le persone partecipanti valutavano i propri sentimenti su una scala a 4 punti, con item come «Quando sono con [caregiver principale], mi sento felice» per cogliere le emozioni positive, e «Quando sono con [caregiver principale], mi sento ignorato/a» per le emozioni negative. I valori dell’alfa di Cronbach della sottoscala negativa e della sottoscala positiva erano rispettivamente 0.72 e 0.74 in questo studio.

Sulla base di queste risposte, la CAR è stata suddivisa in quattro tipi distinti utilizzando le mediane dei punteggi di emozioni positive e di emozioni negative. La CAR ambivalente era identificata da punteggi positivi elevati (punteggi di emozioni positive > 21) e negativi elevati (punteggi di emozioni negative> 7), a riflesso di una relazione complessa e sfaccettata con i caregiver. Il tipo amichevole era caratterizzato da punteggi positivi elevati (punteggi di emozioni positive > 21) e negativi bassi (punteggi di emozioni negative ≤ 7), indice di relazioni prevalentemente positive. Il tipo di CAR negativa era definito da punteggi positivi bassi (punteggi di emozioni positive ≤ 21) e negativi elevati (punteggi di emozioni negative > 7), a suggerire relazioni dominate da sentimenti negativi. Infine, il tipo neutro, contrassegnato da punteggi bassi sia nella dimensione positiva (punteggi di emozioni positive ≤ 21) sia in quella negativa (punteggi di emozioni negative ≤ 7), indicava una relazione priva di forti legami emotivi. Questa categorizzazione articolata ha consentito una comprensione più approfondita delle diverse dinamiche emotive nelle relazioni caregiver-adolescente.

Identità etnica

L’identità etnica è stata misurata con la versione rivista a 12 item della Multigroup Ethnic Identity Measure–Revised, composta da due sottoscale: Esplorazione e Impegno (Lai et al. 2019). Cinque item misuravano l’esplorazione (ad es. «Partecipo alle pratiche culturali del mio gruppo») e sette item l’impegno (ad es. «Sono molto orgoglioso/a del mio gruppo etnico»). Il valore dell’alfa di Cronbach era 0.8 in questo studio. Le persone partecipanti rispondevano su una scala da 1 (fortemente in disaccordo) a 4 (fortemente d’accordo); punteggi più alti indicavano un’IE più forte.

Sostegno dei pari

Il sostegno dei pari è stato misurato con una versione cinese a 4 item della Classmate Support Scale (Torsheim et al. 2016). Un punteggio totale è stato ottenuto sommando le risposte ai quattro item. Le persone partecipanti rispondevano su una scala da 1 (fortemente in disaccordo) a 5 (fortemente d’accordo) a item come «I miei compagni e le mie compagne di classe mi accettano». Punteggi più alti indicavano un livello più elevato di sostegno dei pari percepito. L’alfa di Cronbach nel presente studio era 0.71.

Raccolta dei dati

Nello studio principale, per raccogliere i dati quantitativi è stato utilizzato un campionamento a più stadi, con una strategia di campionamento di convenienza nel primo stadio e una strategia di campionamento casuale nel secondo. Nel primo stadio abbiamo selezionato cinque delle otto scuole raccomandate dalle organizzazioni comunitarie locali all’interno della loro rete di istituti seguiti. L’organizzazione locale ha scelto queste scuole perché hanno una popolazione studentesca yi relativamente rappresentativa e perché intrattiene con la loro dirigenza un rapporto di lavoro più stretto. L’équipe ha poi contattato le scuole tramite l’organizzazione partner per invitarle a partecipare allo studio. Tutte le scuole selezionate hanno accettato di partecipare alla ricerca.

Nel secondo stadio abbiamo selezionato casualmente una classe (dal 7° al 9° anno) per ciascun livello della scuola secondaria di ogni scuola partecipante. L’intera classe selezionata è stata invitata a compilare un questionario che comprendeva informazioni sociodemografiche, relazionalità con i genitori, identità etnica, sostegno dei pari, esperienze traumatiche e altro ancora. Prima della somministrazione del questionario è stato ottenuto anche il consenso di chi esercitava la tutela. Durante la somministrazione, l’équipe ha innanzitutto spiegato al personale docente responsabile e alla classe gli scopi della ricerca e i potenziali benefici e rischi della compilazione del questionario. La partecipazione era interamente volontaria e la classe è stata informata della possibilità di interrompere la compilazione in qualsiasi momento. Tutte le persone selezionate hanno accettato l’invito a compilare il questionario. Il consenso informato è stato poi ottenuto da tutte le persone partecipanti prima dello studio. Dopo la somministrazione, ogni partecipante ha ricevuto un piccolo incentivo per la partecipazione.

Per raccogliere i dati qualitativi sono stati condotti dei focus group. È stata utilizzata una strategia di campionamento ragionato non casuale per selezionare le persone partecipanti in base al loro attaccamento all’appartenenza al gruppo etnico yi. Chi si collocava nel 25% superiore (cioè 1° quartile) e nel 20% inferiore (cioè 4° quartile) dei punteggi di identità etnica autoriferita rispetto al resto della propria classe è stato selezionato per le interviste in focus group. Questa strategia di selezione consente all’équipe di ottenere informazioni più ricche grazie a una varietà di partecipanti, in base al loro legame con la comunità etnica. Dopo la selezione, l’équipe di ricerca ha contattato la scuola per invitare le persone selezionate all’intervista. Anche in questo caso è stato ricordato loro il diritto di rifiutare la partecipazione o di ritirarsi in qualsiasi momento senza alcuna conseguenza. Tutte le persone invitate hanno preso parte allo studio.

Le scuole partecipanti hanno messo a disposizione dell’équipe di ricerca uno spazio riservato, al chiuso o all’aperto a seconda della disponibilità, in cui condurre le interviste. Tutti i focus group sono stati audioregistrati dopo aver ottenuto il consenso informato delle persone partecipanti. Ogni focus group è durato circa da 45 a 60 min. Tutte le interviste in focus group sono state condotte da almeno due membri dell’équipe di ricerca: una persona moderava l’intervista mentre l’altra osservava. Durante le interviste sono stati presi appunti per facilitare le analisi successive, e le osservazioni di chi conduceva le interviste sono state triangolate per una convalida incrociata.

La traccia delle interviste in focus group comprendeva domande sulla socializzazione etnica familiare (ad es. «Che cosa pensa la tua famiglia dell’essere yi?» e «Che cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori o la tua famiglia sugli yi?»), sugli atteggiamenti verso l’etnicità yi (ad es. «Che cosa ti piace o non ti piace dell’etnicità yi?» e «Come ti senti a essere yi?») e sulla socializzazione etnica a scuola (ad es. «Che cosa pensi della maggioranza han?» e «Qual è la differenza tra yi e han?»). Per garantire che tutte le persone partecipanti ai focus group avessero la possibilità di esprimersi, chi moderava ha incoraggiato ciascuna a condividere le proprie opinioni durante l’intera raccolta dei dati. Se qualcuno indicava di non avere nulla da dire, chi moderava proponeva temi tratti dalla traccia dell’intervista.

Analisi dei dati

L’analisi quantitativa ha adottato regressioni lineari per indagare le relazioni tra CAR e identità etnica. Rispetto alla CAR negativa, la CAR ambivalente (H1), la CAR positiva (H2) e quella neutra (H3). La CAR era associata positivamente all’identità etnica. Età, genere, etnia, caregiver (genitori o familiari) e sostegno dei pari sono stati controllati come covariate. Tutti i dati qualitativi sono stati analizzati in modo indipendente da chi firma l’articolo in prima e in seconda posizione. Dopo la raccolta dei dati, due ricercatrici o ricercatori hanno innanzitutto letto più volte le trascrizioni per familiarizzare con i dati, poi le hanno codificate in modo indipendente e hanno generato riga per riga codici iniziali di significato. Abbiamo quindi evidenziato i codici e le citazioni pertinenti per le nostre domande di ricerca, generando così un elenco iniziale di codici illustrati da specifici segmenti di testo. Questi codici sono serviti a elaborare un quadro analitico preliminare sulla cui base sono state poi codificate le trascrizioni successive. Con i segmenti di testo abbiamo creato matrici di dati in un foglio di calcolo Excel (Ose, 2016). Successivamente abbiamo raggruppato i codici in temi emergenti. Nella fase finale abbiamo affinato, denominato e analizzato i temi. Quando emergevano discrepanze, riesaminavamo i temi e ne discutevamo con l’équipe di ricerca fino a raggiungere un consenso.

Risultati

L’analisi quantitativa ha indagato le associazioni tra la relazionalità percepita con il caregiver e l’identità etnica. L’analisi qualitativa ha inoltre approfondito il processo familiare di socializzazione etnica tra giovani yi.

Analisi quantitativa: gli effetti della CAR sull’IE

Abbiamo utilizzato l’analisi di regressione per esaminare le relazioni tra la relazione caregiver-adolescente (CAR) e le variabili di esito: (i) esplorazione etnica (EE), (ii) impegno etnico (EC) e (iii) identità etnica (IE), controllando per età, etnia, avere un genitore come caregiver e livello di sostegno dei pari. Con l’EE come variabile di esito, abbiamo riscontrato che la CAR ambivalente, positiva e neutra contribuisce in modo positivo e significativo, F (1, 606) = 8.79, p < 0.01, ∆R2 = 0.105. Circa il 10% della varianza dell’EE era spiegato dalla CAR ambivalente, positiva e neutra, a parità di covariate. Rispetto alla CAR negativa, chi aveva uno degli altri tre tipi di CAR aveva maggiori probabilità di raggiungere l’identità etnica. In secondo luogo, con l’EC come variabile di esito, la CAR ambivalente, positiva e neutra era associata in modo significativo e positivo all’impegno etnico, F (1, 606) = 15.53, p < 0.01, ∆R2 = 0.17. In terzo luogo, è emersa una relazione significativa tra la CAR ambivalente, positiva e neutra e la variabile di esito IE, con la CAR negativa come riferimento, F (1, 606) = 15.56, p < 0.01, ∆R2 = 0.17. Il sostegno dei pari tendeva a presentare correlazioni significative e positive con EE, EC e IE totale. Tuttavia, l’interazione tra sostegno dei pari e CAR non era significativa (tabella 2).

Tabella 2 — Modelli di regressione su CAR e identità etnica

Per ogni variabile: coefficiente (errore standard) per esplorazione etnica, impegno etnico e identità etnica. Relazione caregiver-figlio/a (negativa = 0).

  • Ambivalente. Esplorazione etnica: 1.34*** (0.316); impegno etnico: 1.512*** (0.41); identità etnica: 2.853*** (0.634).
  • Positiva. Esplorazione etnica: 0.999*** (0.207); impegno etnico: 1.857*** (0.269); identità etnica: 2.857*** (0.415).
  • Neutra. Esplorazione etnica: 0.445* (0.215); impegno etnico: 0.705** (0.28); identità etnica: 1.15** (0.433).
  • Genere. Esplorazione etnica: −0.299 (0.183); impegno etnico: 0.331 (0.238); identità etnica: 0.031 (0.368).
  • Età. Esplorazione etnica: 0.008 (0.057); impegno etnico: 0.095 (0.074); identità etnica: 0.103 (0.114).
  • Etnia. Esplorazione etnica: −0.331 (0.329); impegno etnico: 0.002 (0.426); identità etnica: −0.329 (0.659).
  • Genitore come caregiver. Esplorazione etnica: −0.075 (0.213); impegno etnico: 0.027(0.277); identità etnica: −0.047 (0.428).
  • Sostegno dei pari. Esplorazione etnica: 0.154*** (0.032); impegno etnico: 0.263*** (0.041); identità etnica: 0.417*** (0.064).
  • Costante. Esplorazione etnica: 12.02*** (0.975); impegno etnico: 15.57*** (1.26); identità etnica: 27.589*** (1.957).
  • R quadro. 0.105; 0.17; 0.17. Test F. 8.79; 15.53; 15.56. N totale. 606; 606; 606.

***p < 0.01, **p < 0.05, *p < 0.1

Analisi qualitativa: il processo familiare di socializzazione etnica

Dall’analisi dei dati qualitativi sono emersi due temi: «acculturare l’amore attraverso le aspettative culturali tradizionali e la socializzazione» e «raggiungimento dell’identità etnica attraverso la differenziazione del sé». Per ciascun tema sono riportate citazioni esemplificative. Ogni citazione è identificata dal codice della persona partecipante.

Acculturare l’amore attraverso le aspettative culturali tradizionali e la socializzazione

Durante il processo di socializzazione etnica, la famiglia tendeva a trasmettere alle nuove generazioni i propri valori, credenze, norme e comportamenti etnici attraverso le pratiche educative quotidiane, più che con insegnamenti consapevoli. Tuttavia, l’affetto e l’amore dei genitori o della famiglia si esprimevano attraverso il desiderio del meglio per il futuro di ogni adolescente. Vedendo l’istruzione come una strada capace di cambiare la vita, i genitori o i caregiver erano sempre consapevoli del loro ruolo nello spronare la prole a prendere l’iniziativa negli studi, il che poteva favorirne l’adattamento a una vita sociale civilizzata fuori dal luogo d’origine. La tensione tra un processo familiare inconsapevole di pratica dell’essere yi e il rafforzamento dell’importanza dell’istruzione dava forma a una socializzazione etnica familiare complessa e persino conflittuale, da cui poteva nascere l’ambivalenza della persona giovane verso i genitori o la famiglia.

Un processo familiare inconsapevole di pratica dell’essere yi

Secondo l’analisi dei dati, le persone intervistate mettevano in atto un senso di etnicità attraverso pratiche familiari normative inconsapevoli, come la celebrazione delle feste yi, i racconti culturali yi narrati dai caregiver e i comportamenti quotidiani. Le pratiche familiari di trasmissione dei valori e dei comportamenti yi comprendevano l’esposizione dell’infanzia a racconti popolari culturalmente significativi, l’insegnamento di musica e danza, la celebrazione di tradizioni e festività, il consumo di cibi etnici, l’uso di ornamenti e abiti yi e la comunicazione nella lingua materna della famiglia.

Ho imparato i riti della Festa delle Torce1 dai miei nonni. Giravamo intorno alla casa tenendo in mano una torcia e mormorando preghiere in lingua yi, che dovrebbero scacciare i fantasmi e proteggerci. (FS17)

I miei genitori mi hanno raccontato la storia degli yi, e anche le storie di fantasmi. (FS113)

Inoltre, le pratiche familiari di socializzazione etnica erano radicate nella comunità locale, dove il contesto situazionale dell’essere yi poteva variare leggermente.

La storia del nostro antenato era la storia di un ragazzo che si spostava da un posto all’altro. Alcune versioni della storia dicono che il ragazzo era nato da una pesca. Altre versioni raccontano che una coppia aveva due pesche. La moglie fece crescere una pesca fino a farla diventare un ragazzo, mentre il marito mangiò metà di un’altra pesca, e l’altra metà alla fine si trasformò in una ragazza. Noi (i membri della famiglia) parliamo delle storie degli antenati ogni volta che abbiamo tempo. (GMAG)

Le pratiche familiari di socializzazione etnica si riflettevano anche nelle regole e nei riti delle attività quotidiane insegnati dai genitori e dalle persone anziane della famiglia. Insegnavano alle giovani generazioni yi a rispettare le persone anziane, a interiorizzare il senso degli obblighi familiari, a badare alla fratria più piccola, a prestare aiuto quando altri lo chiedevano e ad affrontare la malattia attraverso riti yi. Queste regole e questi riti erano intimamente legati allo spirito yi e mettevano in risalto, in particolare, l’integrazione coesa di sé, etnicità yi, natura e umanità esistenziale.

Se qualcuno si ammala, noi (la famiglia) facciamo il bimbo per pregare per la sua guarigione. Altrimenti, lo facciamo una volta l’anno. (FS190)

Noi yi siamo raffinati, a modo nostro, nella nostra rudezza. Ci insegnano a rispettare gli anziani e a prenderci cura dei bambini. Non ci è permesso fare i prepotenti con i deboli. (EI7)

Valori familiari sulla modernità individuale

Le famiglie delle persone intervistate, come molte della minoranza etnica yi, potevano sentirsi inferiori e poco modernizzate rispetto alla maggioranza han (Postiglione, 2017). Perciò ci si aspettava che le famiglie adottassero uno stile di vita moderno e persino «civilizzato» per il futuro della prole, che non avrebbe dovuto ripetere il loro modo di vivere fatto di lavori manuali, redditi bassi e scarsa istruzione. Pur essendo legati all’essere yi in modo tradizionale e autentico, questi caregiver si aspettavano comunque che la prole si allontanasse dalle comunità etniche e si adattassero alla vita moderna nelle zone sviluppate della Cina, il che rifletteva il loro amore e il loro affetto incondizionati. Inoltre, anche quando la gioventù yi alla fine ritorna, i familiari danno per scontato che le persone intervistate riusciranno a trovare impieghi stabili e ben retribuiti (ad es. nella pubblica amministrazione o nell’insegnamento) nelle comunità locali dopo anni di formazione in città sviluppate.

Molte persone giovani yi hanno raccontato di essere cresciute in una famiglia in cui il rendimento scolastico e la produttività negli studi erano molto apprezzati, e in cui i genitori sottolineavano spesso l’importanza dell’istruzione superiore e di un lavoro dignitoso. Se le possibilità economiche lo permettevano, le famiglie yi tendevano a mettere al primo posto il rendimento scolastico della prole e speravano per essa in una vita migliore grazie all’istruzione. Per la gioventù yi, genitori e famiglie costituivano una risorsa continua e stabile per la loro motivazione autonoma allo studio.

La mia nonna è la persona che preferisco. Mi ha detto di studiare tanto. Quando era piccola, la sua famiglia non poteva permettersi di farla studiare. Anche se mia madre e mia zia andavano benissimo a scuola, hanno dovuto mettersi a lavorare presto per guadagnarsi da vivere. Adesso io ho la possibilità di studiare, e mia nonna mi incoraggia continuamente a cogliere l’occasione per cambiare la mia vita. (FS165)

L’istruzione può cambiare la mia vita. Anche se non è l’unica strada, i miei genitori mi hanno detto che è la migliore. (CC16)

Nei focus group sono emerse, nella gioventù yi, motivazioni sia intrinseche sia estrinseche. Molte persone hanno parlato di una maggiore soddisfazione di sé e di una maggiore autoefficacia grazie alla crescita scolastica, mentre altre hanno indicato motivazioni estrinseche derivanti dall’apprezzamento dei genitori, dall’incoraggiamento del corpo docente e dal sostegno dei pari. In particolare, la gioventù yi ripeteva che le famiglie considerano l’istruzione un’opportunità capace di cambiare la vita e lo status socioeconomico della persona giovane e della sua famiglia.

Raggiungimento dell’identità etnica attraverso la differenziazione del sé

Come già detto, le percezioni, le interpretazioni e le pratiche dell’essere yi della gioventù yi erano influenzate principalmente da genitori e famiglie, mentre la loro differenziazione del sé comprendeva gli sforzi cognitivi per chiarire, negoziare e riconoscere quelle informazioni ereditate sull’essere yi. Durante questo processo, le persone giovani yi raggiungono attivamente una consapevolezza riflessiva dell’etnicità yi, arricchiscono la loro comprensione dell’essere yi attraverso le interazioni tra pari e interiorizzano una nozione di autorealizzazione al servizio dello sviluppo yi.

Consapevolezza riflessiva dell’etnicità yi

Nel presente studio, la riflessività indica un’azione che segue il momento in cui una persona ha preso coscienza della propria etnicità e vi ha riflettuto (Chatterton and McKay, 2015). Anni di socializzazione etnica familiare hanno contribuito a mettere in atto un sistema culturale nella gioventù yi, che si manifesta come un insieme di schemi di significato nel tempo. Grazie a questo sistema culturale intrapersonale, le persone intervistate erano più capaci di assimilare le norme e i comportamenti culturali che approvavano, abbandonando al contempo quelli che rifiutavano.

Come yi, siamo orgogliosi delle nostre Feste delle Torce, del Capodanno yi e della nostra fede. Però alcune tradizioni mi frustrano anche, come il Wawa Qin (i fidanzamenti tra bambini). (EI33)

Visto che sono yi, amo l’etnia yi al 100%. Però so che abbiamo dei difetti, come il basso livello della nostra gente. Sono meno istruiti e non sono aperti alle nuove conoscenze e alla scienza. Nelle famiglie povere con tanti figli, i genitori possono scoraggiarci dall’andare a scuola se non riescono a pagare le tasse per tutti. Noi (figli) dobbiamo insistere per studiare quando siamo in tanti fratelli; altrimenti, rischi di lasciare la scuola se i tuoi fratelli ci vanno già. Mettendomi nei panni dei genitori, non potevo fare altro che voler cambiare il loro modo di pensare. Tutto quello che posso fare è eccellere in tutto e aiutare la mia famiglia. (EI1)

Molte persone intervistate provavano sofferenza a causa di commenti negativi o dello stigma sociale attribuito alla popolazione yi, ad esempio di essere poco igienica, pigra e rozza. Tuttavia, un aspetto resiliente della consapevolezza riflessiva era attivato dalla capacità della gioventù di perdonare il fatto di essere giudicata o discriminata dall’ambiente esterno. Nelle discussioni sullo stigma sociale legato all’etnicità yi, le persone intervistate esprimevano un senso di fiducia etnica e di resilienza psicologica:

Come yi, dovremmo avere fiducia nella nostra etnia; certo, dobbiamo anche cambiare alcune cattive abitudini. (EBAF6113)

Noi yi forse abbiamo avuto meno istruzione, ma abbiamo conservato la nostra integrità di esseri umani, che è la cosa più importante. Per questo amo la mia identità yi. (EI9)

Arricchire l’essere yi attraverso le interazioni tra pari

Prima di frequentare la scuola attuale, la maggior parte delle persone intervistate aveva completato la prima scolarizzazione in villaggi locali, immersa in ambienti abitati prevalentemente dai propri familiari e da un sottogruppo specifico della popolazione yi. Con il passaggio alla scuola attuale, frequentata da yi e han, queste persone si sono trovate in un contesto linguisticamente e culturalmente variegato, che ha plasmato la loro identità etnica in modi nuovi. Le percezioni dell’identità etnica della gioventù yi mostravano spesso una netta differenza rispetto alle opinioni delle famiglie. Eppure queste prospettive individuali erano profondamente intrecciate con le aspirazioni personali e rispecchiavano un senso unico di sé all’interno di una complessa rete di relazioni, che comprendeva sia la comunità etnica sia interazioni sociali più ampie. Di conseguenza, la costruzione dell’identità etnica emergeva come un processo dinamico, influenzato da una confluenza di fattori personali, contesto, uso della lingua e interazioni, in particolare con i pari.

Prima di venire in questa scuola non avevo idea di cosa fossero gli yi neri o gli yi bianchi2. Arrivando qui ho fatto amicizia e più tardi ho scoperto che una delle mie nuove amicizie è yi nera. Ne ho chiesto a mia madre, e allora lei mi ha spiegato le differenze. (FS44)

Parlano un dialetto yi diverso dal mio. Non capisco quello che dicono. (EMAB 3125)

Per la gioventù yi, l’uguaglianza era un concetto che si applicava sia alle interazioni interne al gruppo sia a quelle esterne, e non si limitava ai rapporti tra yi e han. Le interazioni sociali con pari della stessa etnia favorivano l’aumento dell’identità etnica, perché offrivano occasioni per vivere ed esprimere la propria etnicità. Per le persone intervistate, anche tra yi, le differenze nella padronanza della lingua yi, nella conoscenza dei diversi dialetti yi, negli orientamenti culturali della famiglia e nell’esposizione al sapere culturale potevano influire su ciò che l’etnicità significava per loro e, in ultima analisi, sulla formazione della loro identità personale.

Dovremmo trattare tutti allo stesso modo. Mi sembrava sbagliato trattare diversamente gli yi bianchi e gli yi neri; dopotutto, siamo tutti yi. (EI10)

A volte all’etnia yi vengono date etichette negative. Magari ci sono alcuni yi che si comportano male, ma questo non si può applicare a tutta l’etnia yi. Gli han lo applicavano semplicemente a tutti gli yi. (EI35)

Collegare l’autorealizzazione alla prosperità yi

Era importante comprendere i significati che la gioventù attribuiva al legame tra autorealizzazione e prosperità yi. Per le persone intervistate, l’appartenenza a un luogo d’origine è essenziale per la loro identità etnica e personale, e crea un senso di identità legato al luogo d’origine, come bendiren, l’essere di butuo e laojia3. Questa appartenenza al luogo d’origine, interagendo con l’identità etnica e con la constatazione del sottosviluppo dei luoghi d’origine, ha fatto germogliare un seme di cambiamento sociale nel profondo del cuore della gioventù.

La conoscenza aiutava a cambiare il pensiero conservatore delle generazioni più anziane. Insegnerò nel nostro villaggio e trasmetterò la conoscenza alla prossima generazione, nel caso in cui restasse conservatrice, come i nostri nonni.

Vorrei fare medicina; perché gli yi sono piuttosto feudali, la maggior parte è superstiziosa. Quando si ammalano, non vanno dal medico. Così le cure vengono ritardate, e molti rischiano di perdere la vita. Quando stavo male, mio padre, che ha studiato, voleva portarmi in ospedale… ma mia madre e mio nonno lo hanno fermato per strada e hanno insistito con le cose superstiziose. In quel momento non avevo piena coscienza e non ricordo come mio padre li abbia convinti. Nel nostro villaggio ci sono molti giovani malati. bambini o persone di mezza età che ricevono terapie superstiziose e alla fine muoiono. (GHAH)

In effetti, le condizioni di vita della popolazione yi sono gradualmente migliorate da quando la Cina ha avviato la sua politica nazionale di eliminazione della povertà nel 2012. Tuttavia, le professioni ideali di molte persone intervistate erano l’insegnamento e la medicina, perché ritenevano che l’istruzione e l’assistenza sanitaria dovessero essere ulteriormente migliorate. Pensavano che la loro autorealizzazione individuale, entrando nelle professioni dell’educazione e della medicina, potesse non solo rispondere a esigenze pratiche, ma anche contribuire alla prosperità della comunità yi cambiando gli stereotipi locali sulla malattia e sull’istruzione.

Un giorno, quando ne sarò in grado, andrò fuori a imparare per riportare nuove conoscenze ed esperienze alla comunità yi. Tornerò per far crescere la nostra etnia yi. (EBAF)

Da grande, il mio sogno e il mio obiettivo è far crescere la nostra etnia yi educando i bambini e rafforzando le loro virtù e il loro modo di pensare. Come individui, i bambini motivati completeranno gli studi; come gruppo, potranno contribuire allo sviluppo dell’etnia yi. (EMAA)

Discussione

La triangolazione dei dati quantitativi e qualitativi del presente studio ha consentito di trarre diverse conclusioni sulla socializzazione etnica familiare. I risultati hanno indicato che le persone giovani yi con relazioni ambivalenti con i caregiver riferivano livelli più elevati di esplorazione etnica rispetto a chi aveva relazioni caregiver-figlio/a negative o neutre. Con i genitori o i caregiver come figure significative che rappresentavano simbolicamente o trasmettevano concretamente la cultura yi, queste persone adolescenti potevano trovarsi alle prese con la tensione tra la socializzazione da parte dei caregiver e la propria capacità di agire nel definire l’identità etnica yi, il che portava all’ambivalenza. Emozioni contrastanti di questo tipo si riscontrano diffusamente nella prole chiamata ad accettare le aspettative dei genitori riguardo all’assunzione dei propri ruoli sociali, come sposarsi, avere un lavoro o essere a carico di altri (Beaton et al. 2003; Birditt et al. 2010; Bucx et al. 2010). Alcuni estratti qualitativi hanno inoltre confermato che la differenziazione riflessiva del sé era significativa per orientarsi nel processo di esplorazione e risoluzione etnica, soprattutto in presenza di ambivalenza intergenerazionale. La differenziazione del sé appariva come una negoziazione tra autonomia e relazionalità, sebbene l’autonomia sia stata spesso considerata in conflitto con la relazionalità (Chung and Gale, 2006). Con una differenziazione riflessiva del sé, la costruzione dell’identità etnica risultava quindi associata a un senso integrato di sé e potrebbe persino aver costituito un forte predittore della salute mentale della gioventù yi.

L’ambivalenza intergenerazionale potrebbe riflettere, in sostanza, il nodo cruciale della socializzazione etnica familiare come contesto dinamico della formazione dell’identità etnica della gioventù yi. Nati e cresciuti a Liangshan, genitori e nonni praticavano la propria identità etnica attraverso riti etnici, come la Festa delle Torce e il Capodanno yi, e attraverso routine e norme quotidiane. Con minori opportunità di uscire dalla comunità locale, potevano essere autenticamente legati alle credenze e alle norme culturali yi ereditate dalle famiglie d’origine, senza riuscire a riflettere su ciò che l’essere yi rappresentava confrontandolo con altri gruppi etnici. Senza un processo attivo di esplorazione etnica, il loro impegno etnico poteva non contribuire a una risoluzione nell’identità personale. Negli ultimi decenni, il governo cinese ha attuato una serie di campagne di eliminazione della povertà e di rinascita nazionale. In particolare nelle province sud-occidentali, dove si trova Liangshan, sono stati compiuti sforzi per garantire un’istruzione di alta qualità all’infanzia e all’adolescenza yi. Con conoscenze ed esperienze scolastiche crescenti, le persone giovani yi hanno maggiori probabilità di acquisire una comprensione globale e critica dell’essere yi e delle proprie identità etniche, confrontando costantemente gli yi con altre etnie (Sladek et al. 2021). Così la loro consapevolezza riflessiva dell’etnicità stessa potrebbe differire da ciò che praticava la generazione precedente o contraddirlo, il che comporta un aggiustamento dell’identificazione.

Sebbene la socializzazione etnica familiare avesse instaurato mentalmente un sistema culturale, la maggior parte delle persone intervistate nei focus group mostrava un’elevata differenziazione del sé rispetto alle interpretazioni familiari sulla pratica dell’essere yi. Il familismo, tratto significativo della cultura cinese, tendeva a influenzare il concetto di sé della popolazione studentesca yi intervistata. Le evidenze empiriche hanno mostrato che la gioventù svolge un ruolo attivo nella formazione della propria identità etnica, anziché essere un semplice contenitore della socializzazione etnica familiare (Umana-Taylor et al. 2013). La differenziazione del sé, che indica principalmente il grado in cui la persona si differenzia dalla famiglia d’origine, era associata allo sviluppo psicologico e sociale. Per le persone intervistate, la differenziazione del sé rispetto alla socializzazione etnica familiare era raggiunta grazie alla loro riflessività nell’accettare, interpretare e contribuire all’etnicità yi, il che finiva per dare un senso coeso di sé. Per la gioventù yi, l’identità etnica appariva come una relazione riflessiva con sé come unità del sé, necessariamente legata a una negoziazione tra cultura d’origine e cultura dominante. Un’identità etnica matura costituiva un’importante competenza evolutiva che contribuiva al senso di sé, all’adattamento scolastico e al benessere psicosociale (Lai et al. 2019; Lai et al. 2017).

Insieme alla famiglia, l’esposizione alla scuola e alla comunità potrebbe contribuire collettivamente alla costruzione dell’identità etnica della gioventù (Eng and Tram, 2021). Sebbene la famiglia sia la principale fonte di trasmissione della socializzazione etnico-razziale, anche le figure di trasmissione nel contesto scolastico sono importanti per lo sviluppo della gioventù appartenente a minoranze etniche (Saleem and Byrd, 2021). Inoltre, la socializzazione etnica familiare costituiva una risorsa evolutiva per i programmi scolastici sull’identità etnico-razziale volti a coltivare un’identità etnico-razziale matura (Sladek et al. 2021). In questo senso, famiglia e scuola dovrebbero cooperare per creare un clima sano in cui la gioventù di minoranze etniche possa esplorare la propria etnicità. Una recente meta-analisi ha indicato che l’orientamento alla dominanza sociale, l’ansia intergruppi, l’identificazione con l’ingroup nazionale e i pregiudizi dei genitori contribuivano ad aumentare i livelli successivi di pregiudizio nell’adolescenza; l’amicizia intergruppi, invece, contribuiva a ridurlo (Crocetti et al. 2021). La minoranza etnica yi ha spesso espresso di sentirsi inferiore e poco modernizzata rispetto alla maggioranza han (Harrell, 2012). Tuttavia, le interazioni all’interno e all’esterno del gruppo a scuola potrebbero offrire alla gioventù occasioni per esaminare le proprie percezioni sulla propria etnia e sulle altre, e giungere poi a perdonare i pregiudizi e lo stigma attribuiti agli yi (Degener et al. 2021). Poiché gli yi sono spesso oggetto di confronti al ribasso, è comprensibile che possano essere motivati negli studi a dedicarsi allo sviluppo economico e sociale della comunità locale e dell’etnia yi.

Questo studio presenta alcuni limiti. In primo luogo, ci concentriamo su un singolo caso di etnicità in Cina; i risultati del presente studio vanno quindi generalizzati con cautela. La ricerca futura dovrebbe considerare campioni diversificati provenienti da varie regioni e gruppi etnici, dentro e fuori la Cina, per migliorarne la rappresentatività. Inoltre, il nostro studio riconosce il limite della mancanza di dati familiari dettagliati, che restringe la possibilità di analizzare a fondo in che modo aspetti come l’istruzione dei genitori, la loro occupazione e lo status socioeconomico influenzino le aspirazioni della gioventù yi e il loro legame con i diversi tipi di CAR. Gli studi futuri dovrebbero essere progettati in modo da offrire una comprensione più chiara dell’interazione tra il contesto familiare e lo sviluppo dell’identità etnica e delle aspirazioni della gioventù minoritaria.

Implicazioni pratiche

In primo luogo, i risultati indicano il ruolo cruciale della differenziazione riflessiva del sé nel raggiungimento dell’identità etnica. In quanto sfaccettatura dell’identità personale, la costruzione dell’identità etnica della gioventù yi può essere plasmata dall’esposizione alla cultura dominante; la gioventù appartenente a minoranze etniche deve quindi orientarsi e gestire la dualità tra cultura d’origine e cultura dominante (Umana-Taylor et al. 2014). Il servizio sociale dovrebbe dotarsi di sensibilità e competenza culturali per offrire servizi di alta qualità quando giovani di minoranze etniche sono alle prese con sentimenti ambivalenti verso la socializzazione etnica familiare. In particolare, i futuri interventi di servizio sociale dovrebbero impegnarsi a mobilitare le risorse familiari peculiari della gioventù appartenente a minoranze etniche in Cina per costruirne l’identità etnica, nonostante l’ambivalenza.

In secondo luogo, la diversità di valori e credenze nelle relazioni genitori-figli potrebbe portare a un allontanamento tra prole e genitori, con effetti, in ultima analisi, sulla salute mentale di entrambe le generazioni (Coleman et al. 2006). Sebbene le percezioni dell’etnicità della gioventù, diverse da quelle della generazione precedente, possano creare opportunità per la propria esplorazione e risoluzione dell’identità etnica, potrebbero anche causare tensioni intergenerazionali nella famiglia e disadattamento psicosociale nella persona giovane. Le e gli assistenti sociali che lavorano con le famiglie potrebbero aiutare le famiglie di minoranze etniche a chiarire il fatto che l’identità etnica yi non è soltanto collettiva, ma anche personale. Accettare e accogliere l’incongruenza in materia di identità etnica potrebbe condurre a una risoluzione etnica per entrambe le generazioni.

Infine, i risultati misti mettono in luce le dinamiche tra la famiglia e i sistemi che vanno oltre la famiglia (ad es. la scuola) durante il processo di socializzazione etnica, sottolineando l’importanza della collaborazione tra scuola, comunità e famiglia per lo sviluppo positivo della gioventù di minoranze etniche (Eng and Tram, 2021; Torres et al. 2019). Gli interventi psicosociali dovrebbero essere progettati e attuati collettivamente da un’alleanza di molteplici portatori di interesse (ad es. genitori e caregiver, pari, corpo docente, assistenti sociali e decisori politici) per rafforzare la differenziazione riflessiva del sé della gioventù di minoranze etniche e prepararla in modo più efficace a muoversi in contesti sociali multietnici (Laird, 2011).

Conclusione

I risultati suggeriscono che la socializzazione etnica familiare, in quanto contesto primario, interagiva con le interazioni a scuola e nella comunità, contribuendo in ultima analisi alla formazione dell’identità etnica nell’adolescenza yi. Inoltre, la differenziazione riflessiva del sé era cruciale per raggiungere la risoluzione dell’identità etnica, offrendo alla gioventù di minoranze etniche motivazioni per gli obiettivi scolastici e di vita.

Complexe Systémique: punti chiave

Questo studio fa luce su qualcosa che chi lavora in clinica sistemica conosce bene: l’ambivalenza non è necessariamente un fallimento del legame. Nell’adolescenza yi, una relazione ambivalente con il caregiver si accompagna a un’esplorazione identitaria più attiva rispetto a una relazione negativa, come se la tensione tenesse aperta la domanda «chi sono io rispetto ai miei?». La differenziazione del sé, nozione boweniana, appare qui meno come una separazione che come una negoziazione tra autonomia e appartenenza. Un altro circuito merita attenzione: genitori legati alla cultura yi spingono per amore la prole verso la scuola e la città, e creano così proprio la distanza che li preoccupa. Per chi opera sul campo, il compito è aiutare le famiglie a sentire che l’identità può essere al tempo stesso collettiva e personale, e far lavorare insieme famiglia, scuola e comunità. I limiti sono reali: dati trasversali, un campione in prevalenza femminile, nessuna informazione sul contesto familiare, citazioni brevi. Da leggere insieme a l’articolo su giovani di minoranze etniche nella terapia multisistemica e a l’articolo sulla differenziazione del sé nell’adattamento di coppia.

Note dell’originale

1 La Festa delle Torce yi, o «Dutzie», celebrata nella Prefettura autonoma yi di Liangshan, in Cina, è un vivace evento culturale radicato in antiche tradizioni yi di culto del fuoco. Si svolge nell’arco di tre giorni nel sesto mese lunare e comprende combattimenti tra tori, corse di cavalli, danze tradizionali e riti. La festa, che attira milioni di persone ed è riconosciuta come patrimonio culturale immateriale nazionale, mette in mostra la cultura yi ed è una significativa attrazione turistica. Ulteriori informazioni sulla Festa delle Torce si trovano in Tao et al. (2020).

2 «Yi neri» e «yi bianchi» sono termini che si riferiscono a specifici strati sociali dell’antica società yi. Non sono descrizioni letterali di razza o colore della pelle, ma indicano lo status sociale e i ruoli all’interno della comunità yi. Gli «yi neri» (nuoho) e gli «yi bianchi» (qunuo) rappresentano livelli diversi della gerarchia sociale, e ciascun gruppo ha ruoli e funzioni sociali propri. La differenziazione di questi gruppi è profondamente radicata nel contesto storico e culturale della società yi. Ulteriori informazioni si trovano in Erzi (2003)

3 Bendiren indica l’essere una persona del posto e sottolinea un legame forte e intrinseco con il proprio luogo d’origine. Butuo-ness (l’essere di Butuo) indica un’identità peculiare associata a Butuo, che esprime un senso di appartenenza o caratteristiche proprie di questa zona. Laojia, che significa «vecchia casa» o «paese natale», denota un legame profondo con le proprie radici.

Finanziamento. Finanziamento open access fornito da The Hong Kong Polytechnic University.

Conflitto di interessi. Chi firma l’articolo dichiara di non avere interessi in conflitto.

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Traduzione non ufficiale in italiano di Intergenerational Ambivalence, Self-differentiation and Ethnic Identity: A Mixed-methods Study on Family Ethnic Socialization, di Hong Yao, Yajie Hou, Carolina Hausmann-Stabile e Angel Hor Yan Lai, Journal of Child and Family Studies, vol. 33, no 7 (2024), doi: 10.1007/s10826-024-02819-w, con licenza CC BY 4.0. Traduzione e impaginazione: Complexe Systémique, ottobre 2026, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale; l’opera è stata modificata ai sensi della licenza (tabelle presentate sotto forma di elenchi). La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.

Questa è una traduzione non ufficiale in italiano dell’articolo originale «Intergenerational Ambivalence, Self-differentiation and Ethnic Identity: A Mixed-methods Study on Family Ethnic Socialization», pubblicato in Journal of Child and Family Studies (2024) con licenza CC BY 4.0. Tradotto da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, come indicato all’inizio di questa pagina; fa fede la versione originale.

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Come citare questo articolo

Yao, H., Hou, Y., Hausmann-Stabile, C., e Lai, A. H. Y. (2024). Intergenerational Ambivalence, Self-differentiation and Ethnic Identity: A Mixed-methods Study on Family Ethnic Socialization. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/en_GB/articles/intergenerational-ambivalence-self-differentiation-and-ethnic-identity (Opera originale pubblicata nel 2024 in Journal of Child and Family Studies, 33(7), 2286-2296 (2024); ripubblicata nel 2024 da Journal of Child and Family Studies, https://link.springer.com/article/10.1007/s10826-024-02819-w)

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