Questa versione è stata tradotta dall'inglese da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Journal of Solution Focused Practices · Ricerca empirica
Centosessantasette persone straniere che studiano in Turchia, in gran parte di origine africana, intervistate online tra marzo e giugno 2021: la paura del virus si accompagna a maggiori difficoltà di adattamento, ma solo in chi pensa in termini di «problema». In chi ottiene punteggi alti nel Solution-Focused Inventory di Grant, il legame scompare. Aman Sado Elemo, dell’Università Gelişim di Istanbul, propone una classica analisi di moderazione, con un modello che spiega appena il 7% della varianza e un campione a valanga, e ne trae una raccomandazione modesta per i servizi universitari di supporto: insegnare a guardare ciò che funziona.
Traduzione non ufficiale in italiano di Fear of COVID-19 and Psychological Adjustment Among International Students: Solution-Focused Thinking as a Moderator, di Aman Sado Elemo, pubblicato nel Journal of Solution Focused Practices (2024), doi: 10.59874/001c.120630, con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: il testo originale è stato tradotto in italiano e impaginato, il che costituisce una modifica dell’opera ai sensi della licenza. Le quattro tabelle sono presentate come riquadri di testo; la figura 1 non è riprodotta. La rivista pubblica anche abstract in cinese e in spagnolo. La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.
Abstract. Questo studio ha esaminato la relazione tra la paura del COVID-19 e il pensiero centrato sulla soluzione e il modo in cui essa incide sull’adattamento psicologico della popolazione studentesca internazionale durante la pandemia. A questa indagine trasversale hanno partecipato in totale 167 persone che studiano all’estero, reclutate con campionamento a valanga. Il pensiero centrato sulla soluzione ha mostrato una relazione negativa e significativa con la paura del COVID-19 e con i problemi di adattamento psicologico. È stata invece osservata un’associazione positiva nella relazione tra la paura del COVID-19 e i problemi di adattamento psicologico. L’analisi di moderazione condotta con la macro PROCESS ha mostrato che il pensiero centrato sulla soluzione moderava significativamente la relazione tra la paura del COVID-19 e i problemi di adattamento psicologico. I risultati di questo studio hanno implicazioni importanti per gli interventi volti a facilitare l’adattamento di chi studia all’estero, che dovrebbero prendere in considerazione interventi orientati al pensiero centrato sulla soluzione.
Parole chiave: paura del COVID-19, pensiero centrato sulla soluzione, popolazione studentesca internazionale, adattamento psicologico
Studiare all’estero può significare uscire dalla propria zona di comfort, correre rischi, stare lontano dalla famiglia e dalle amicizie d’infanzia e adattarsi a vivere in un paese straniero. Chi studia all’estero può incontrare diverse difficoltà emotive mentre affronta queste sfide particolari e cerca di costruirsi una nuova identità (Elemo et al., 2022; Fiorillo & Gorwood, 2020). Queste sfide, unite alle barriere linguistiche, ai problemi di salute mentale non trattati, allo stress da acculturazione, alla discriminazione percepita e alla scarsa comprensione da parte della comunità ospitante (Elemo & Türküm, 2019; Huang et al., 2020; Sherry et al., 2010; Xu, 2021), possono spiegare il deterioramento della salute mentale nella popolazione studentesca internazionale. Di conseguenza, il benessere fisico e mentale di questo gruppo potrebbe risentirne negativamente in un’esperienza stressante come quella del COVID-19.
Durante la pandemia, la popolazione studentesca internazionale, come chiunque altro, ha dovuto imparare a convivere con le difficoltà e i cambiamenti portati dalla pandemia. La chiusura delle scuole su scala nazionale ha spostato l’istruzione universitaria sulla didattica a distanza; in seguito ai progressi della campagna vaccinale, tuttavia, è stato annunciato il ritorno alla didattica in presenza (Özer et al., 2022) e l’istruzione universitaria è passata in tutto il paese a modalità in presenza o ibride. Per la maggior parte di chi studia, passare da un ambiente di apprendimento online a uno ibrido o in presenza può essere un’esperienza positiva, perché offre l’occasione di ritrovare il corpo docente e chi frequenta lo stesso corso. Per alcune persone, però, tornare in aula dopo quarantene rigide può scatenare ansia (Fiorillo & Gorwood, 2020; Sherry et al., 2010).
Studiare all’estero e adattarsi contemporaneamente ai cambiamenti improvvisi provocati dal COVID-19 e alla cultura del paese ospitante può risultare opprimente e frustrante, oltre ai numerosi stress e alle ansie che accompagnano la vita universitaria (Sherry et al., 2010). La riluttanza di una parte della popolazione studentesca internazionale a chiedere un aiuto professionale, pur essendo più esposta a problemi di salute mentale (Huang et al., 2020), potrebbe anche aggravare le difficoltà incontrate, in particolare quando si adotta un pensiero centrato sul problema. Stabilire se il pensiero centrato sulla soluzione possa contribuire a un migliore adattamento di chi studia all’estero in situazioni stressanti come il COVID-19 è quindi importante per aiutare la ricerca e chi opera sul campo a individuare modi per preparare meglio queste persone alla vita durante gli studi all’estero.
Rispetto a chi ha lasciato il paese per tornare a casa, chi è rimasto durante la quarantena per il COVID-19 era più esposto a problemi di salute mentale (Lai et al., 2020). Le preoccupazioni per gli studi, per la sicurezza e il benessere delle persone care, così come lo stigma e la discriminazione incontrati durante gli studi all’estero, potrebbero spiegare il deterioramento della loro salute mentale. In queste situazioni opprimenti, è importante che scelgano di prestare attenzione a ciò che funziona anziché a ciò che non funziona e che continuino ad amplificare le risorse disponibili che aiutano ad adattarsi e ad affrontare le difficoltà.
Uno dei tratti psicologici che aiutano le persone a superare esperienze stressanti è la capacità di controllare il modo in cui rispondono allo stress e il modo di affrontare la soluzione dei problemi. Il tempo dedicato alle cause del problema o alla ricerca di soluzioni varia da persona a persona. Mentre alcune persone dedicano molto tempo alle cause (pensiero centrato sul problema), altre preferiscono dedicarlo alle soluzioni (pensiero centrato sulla soluzione) (Anaswara et al., 2016). Le persone che adottano un approccio positivo per scoprire ciò che funziona, anziché concentrarsi sugli aspetti negativi, possono concentrarsi su soluzioni pratiche e prendere le distanze dai problemi attivando le proprie qualità e risorse esistenti (McAllister, 2013), aumentando così la propria autoefficacia e rafforzando la propria resilienza (Şanal Karahan & Hamarta, 2020). La questione è dunque se chi studia all’estero scelga di concentrare la propria attenzione, le proprie forze interiori e le proprie risorse su ciò che funziona, e quanto riesca ad affrontare le situazioni stressanti con un approccio centrato sulla soluzione per gestirle in modo adattivo.
Il pensiero centrato sulla soluzione si articola intorno a tre temi: l’orientamento agli obiettivi, il disimpegno dal problema e l’attivazione delle risorse (Al-Ma’seb, 2018). Il disimpegno dal problema è la misura in cui si pensa con il problema in mente. L’orientamento agli obiettivi riguarda l’orientamento di una persona verso i propri obiettivi, tenendo conto dei risultati desiderati e sviluppando l’autoregolazione. L’attivazione delle risorse è definita come il riconoscimento e l’uso da parte di una persona delle proprie risorse e capacità (Grant et al., 2012). Le risorse di una persona possono essere rafforzate, e le sue idee e il suo senso di sé ampliati, concentrandosi su ciò che funziona anziché su ciò che non funziona (Murphy, 2015). Ciò richiede la capacità di concentrarsi su ciò che accade nel momento presente e di esserne consapevoli.
Disimpegnarsi dal problema e concentrarsi sulla soluzione (Grant et al., 2012) può accrescere la fiducia in sé, potenziare la capacità di produrre soluzioni e di valorizzare i propri punti di forza (Ayar & Sabanciogullari, 2021), permettendo alle persone di essere più orientate agli obiettivi (Jackson & McKergow, 2007). Un modo di pensare di questo tipo può ridurre il disagio psicologico e sostenere il benessere psicologico (Şanal Karahan & Hamarta, 2020). Scegliere il pensiero centrato sulla soluzione, fissando obiettivi, compiendo passi concreti per agire su ciò che funziona e osservando poi il percorso verso tali obiettivi, può quindi consentire di gestire situazioni stressanti come il COVID-19.
L’adattamento psicologico è la capacità di chi studia all’estero di mantenere uno stato mentale ed emotivo equilibrato mobilitando risorse di coping per rispondere alle esigenze dell’adattamento e di concentrarsi sul raggiungimento dei propri obiettivi (Elemo & Türküm, 2019). Una parte della popolazione studentesca internazionale, tuttavia, può esitare ad affrontare le sfide dell’adattamento, cercando il familiare o scegliendo di evitare i fattori di stress. Ciò diventa uno svantaggio per far fronte alle esigenze di adattamento e ambientarsi alla vita all’estero. Così, quanto più queste persone sono consapevoli delle proprie risorse e rispondono in modo adattivo a situazioni stressanti come il COVID-19, attraverso un approccio centrato sulla soluzione che consenta loro di restare più tranquille e concentrate su ciò che funziona (Hick & Bien, 2008), tanto meglio gestiscono i fattori di stress e affrontano le esigenze di adattamento.
I risultati di questo studio aiuteranno quindi i servizi di counseling delle università a considerare il ruolo del pensiero centrato sulla soluzione nel facilitare l’adattamento della popolazione studentesca internazionale. Possono inoltre aiutare a capire se chi studia all’estero tenda a ragionare in modo centrato sul problema o sulla soluzione quando affronta sfide di adattamento e situazioni stressanti come il COVID-19, il che può contribuire alla capacità di concentrarsi su ciò che funziona e di sfruttare meglio le proprie risorse. Lo scopo di questo studio è pertanto esaminare il ruolo del pensiero centrato sulla soluzione nella relazione tra le difficoltà di adattamento psicologico e la paura del COVID-19. Di conseguenza, il presente studio formula le seguenti ipotesi (H):
H1: La paura del COVID-19 è negativamente correlata al pensiero centrato sulla soluzione nella popolazione studentesca internazionale in Turchia.
H2: Il pensiero centrato sulla soluzione modera la relazione tra la paura del COVID-19 e l’adattamento psicologico nella popolazione studentesca internazionale in Turchia.
Tabella 1. Caratteristiche demografiche delle persone partecipanti
In totale 167 persone che studiano in Turchia provenendo dall’estero (103 maschi e 64 femmine) hanno partecipato a un’indagine online diffusa tramite gli account social della comunità studentesca internazionale tra marzo e giugno 2021, con campionamento a valanga. Lo studio è stato condotto in conformità con la Dichiarazione di Helsinki. Nell’ambito della procedura è stato illustrato lo scopo dello studio e, prima che le persone partecipanti iniziassero a rispondere al questionario, è stato raccolto il consenso informato in forma elettronica. Il modulo Google era in inglese ed era stato predisposto in modo da consentire alle persone partecipanti di ritirarsi dallo studio in qualsiasi momento.
Come mostra la tabella 1, l’età media delle persone partecipanti era di 25,6 anni (SD = 5.18). Quanto all’area di provenienza, la maggior parte (60,5%) proveniva dall’Africa. Il restante 32,9%, 5,9% e 0,6% proveniva rispettivamente da Asia, Europa e Sud America. La durata del soggiorno in Turchia era la seguente: < 1 anno (N = 12, 7,2%), tra 1 e 3 anni (N = 65, 38,9%), tra 4 e 6 anni (N = 59, 35,3%) e 6 anni e oltre (N = 31, 18,6%).
Fear of COVID-19 Scale (FCV-19S): la FCV-19S è una scala Likert a cinque punti (da 1 = per niente d’accordo a 5 = del tutto d’accordo) che misura la paura del COVID-19. È stata sviluppata da Ahorsu et al. (2020) e comprende sette item (per es. «Il cuore mi batte forte quando penso di potermi ammalare di coronavirus-19») con un unico fattore. I punteggi ottenibili alla FCVS-19 variano tra 7 e 35, e punteggi più alti indicano una maggiore paura del COVID-19. La coerenza interna della FCV-19S nel presente studio è .90.
International Student Adjustment Scale (ISAS): la ISAS è una scala Likert a sette punti (da 1 = non mi descrive, o non è vero per me, a 7 = mi descrive, o è vero per me). Serve a valutare il livello di adattamento psicologico della popolazione studentesca internazionale. In origine era una scala di 38 item sviluppata da Crano e Crano (2016), poi ridotta a 12 item (per es. «Preferisco tornare a casa subito») da Sakurai, McCall-Wolf e Kashima (2010). Agli item 1, 3, 6, 7 e 12 è stata apportata una modifica che consisteva nel sostituire «Australia» con «Turchia». I punteggi ottenibili alla ISAS variano tra 12 e 84. Punteggi più bassi indicano un migliore adattamento psicologico. Il coefficiente di coerenza interna della ISAS in questo studio era .87.
Solution-Focused Inventory (SFI): il SFI è una scala Likert a sei punti (da 1 = per niente d’accordo a 6 = del tutto d’accordo) che misura la tendenza di una persona a costruire pensieri che sostengono cambiamenti centrati sulla soluzione. È stato sviluppato da Grant et al. (2012) e contiene 12 item suddivisi in tre sottoscale: disimpegno dal problema, orientamento agli obiettivi e attivazione delle risorse. I punteggi ottenibili al SFI variano tra 12 e 72, e punteggi più alti indicano una maggiore capacità di costruire un pensiero centrato sulla soluzione. Il coefficiente di coerenza interna del SFI in questo studio era .83.
Scheda dei dati demografici: domande predisposte dal gruppo di ricerca hanno permesso di raccogliere informazioni su età, genere, anni di soggiorno in Turchia e paese d’origine delle persone partecipanti, e sull’eventuale ricovero per COVID-19.
Per verificare il modello proposto è stato adottato un approccio analitico in due fasi, comprendente statistiche descrittive e verifica delle ipotesi. Le analisi preliminari hanno compreso statistiche descrittive volte a determinare le caratteristiche del campione e la distribuzione delle variabili principali. È stato verificato che i dati rispettassero adeguatamente i presupposti di normalità univariata e multivariata, di linearità e di omogeneità. Per condurre le analisi di moderazione del modello proposto è stato utilizzato il software PROCESS Macro per SPSS v3.3 (Hayes, 2017). Oltre all’analisi di moderazione, è stata impiegata la procedura di bootstrapping con 5.000 ricampionamenti per stimare gli intervalli di confidenza al 95% e verificare la significatività degli effetti di moderazione.
La tabella 2 riporta le statistiche descrittive, le intercorrelazioni tra le variabili dello studio e i coefficienti di affidabilità interna di ciascuna misura. La paura del COVID-19 è risultata associata in modo negativo e significativo al pensiero centrato sulla soluzione (r = -.401, p < .01) e in modo positivo e significativo ai problemi di adattamento psicologico (r = .178, p < .01). Il pensiero centrato sulla soluzione, dal canto suo, è risultato correlato in modo negativo e statisticamente significativo ai problemi di adattamento psicologico (r = -.187, p < .01).
Tabella 2. Correlazioni, misure descrittive e coerenza interna (N = 167)
Tabella 3. Verifica degli effetti di moderazione del pensiero centrato sulla soluzione
Nelle analisi di moderazione, la paura del COVID-19 era la variabile predittiva, l’adattamento psicologico la variabile di esito e il pensiero centrato sulla soluzione la variabile moderatrice. Per verificare l’ipotesi è stata utilizzata la macro PROCESS, con cui è stato testato il modello di moderazione. La tabella 3 mostra gli effetti di moderazione del modello.
Come indicato nella tabella 3, il modello è risultato significativo (F (3,163) = 4.31, p< .01, R2= .07) e ha spiegato il 7% della varianza. Come atteso, la paura del COVID-19 è risultata un predittore significativo dei problemi di adattamento psicologico (β = 1.58, p < .05). I dati non hanno evidenziato un effetto diretto significativo del pensiero centrato sulla soluzione sui problemi di adattamento psicologico della popolazione studentesca internazionale (β = .47, p > .05). È stata piuttosto l’interazione tra la paura del COVID-19 e il pensiero centrato sulla soluzione a predire in modo significativo i problemi di adattamento psicologico (β = -.03, p < .05). Il pensiero centrato sulla soluzione ha quindi svolto un ruolo di moderatore nell’associazione tra la paura del COVID-19 e i problemi di adattamento psicologico.
Per chiarire ulteriormente la natura dell’effetto di interazione nel modello ipotizzato, il pensiero centrato sulla soluzione è stato suddiviso nei sottogruppi medio, basso (1SD sotto la media) e alto (1SD sopra la media). È stata condotta un’analisi delle pendenze semplici per determinare l’effetto della paura del COVID-19 sull’adattamento della popolazione studentesca internazionale a diversi livelli di pensiero centrato sulla soluzione.
Come illustrato nella tabella 4, i risultati di questa analisi mostrano che l’interazione tra la paura del COVID-19 e i problemi di adattamento psicologico è significativa e positiva ai livelli bassi di pensiero centrato sulla soluzione (β = .55, SE=.22, p<.05). In altre parole, un livello elevato di paura si associa a livelli elevati di problemi di adattamento psicologico quando il livello di pensiero centrato sulla soluzione è basso. La relazione è risultata negativa e non significativa quando le persone partecipanti riferivano livelli alti di pensiero centrato sulla soluzione (β = -.03, SE = .20, p>.05). La stessa tendenza si è osservata nelle persone con livelli medi di pensiero centrato sulla soluzione (β = .26, SE = .15, p>.05). Quando il livello di pensiero centrato sulla soluzione è alto, la relazione tra la paura del COVID-19 e i problemi di adattamento psicologico non solo non è significativa, ma è anche inversa, dato che le persone partecipanti hanno riferito livelli alti di pensiero centrato sulla soluzione. La rappresentazione grafica dell’effetto del pensiero centrato sulla soluzione sulla relazione tra la paura del COVID-19 e i problemi di adattamento psicologico è riportata nella figura 1.
Tabella 4. Stime delle pendenze semplici (N = 167)
Figura 1. Rappresentazione grafica dell’effetto del pensiero centrato sulla soluzione sulla relazione tra la paura del COVID-19 e i problemi di adattamento psicologico. Figura non riprodotta.
Il presente studio è stato condotto per esaminare l’effetto di interazione della paura del COVID-19 e del pensiero centrato sulla soluzione sull’adattamento psicologico della popolazione studentesca internazionale. L’analisi ha rivelato un’associazione significativa e negativa tra la paura del COVID-19 e il pensiero centrato sulla soluzione, a sostegno della prima ipotesi (H1). In queste condizioni, una maggiore paura del COVID-19 diventa uno svantaggio per chi, studiando all’estero, non tende a ricorrere al pensiero centrato sulla soluzione. Pur senza valutare la relazione specifica tra la paura del COVID-19 e il pensiero centrato sulla soluzione, uno studio condotto su personale infermieristico e ostetrico durante l’epidemia di COVID-19 ha evidenziato una relazione inversa tra pensiero centrato sulla soluzione e ansia (Selçuk Tosun et al., 2021), indicando anche il potenziale degli interventi centrati sulla soluzione nel ridurre i livelli d’ansia (Zengin et al., 2021). Chi studia all’estero può prendere l’iniziativa di ricorrere più spesso al pensiero centrato sulla soluzione e far fronte così alle difficoltà di adattamento e alle condizioni del COVID-19, a patto che la paura diventi gestibile.
Bassi livelli di ansia da coronavirus sono risultati associati a un migliore adattamento psicologico (G. Arslan et al., 2021). Chi ha riportato punteggi più alti nella paura del COVID-19 poteva nutrire preoccupazioni per le incertezze e i cambiamenti legati alla pandemia. I suoi pensieri potevano quindi essere assorbiti dai problemi percepiti. In questo senso, sarebbe stato difficile organizzare le proprie risorse verso le soluzioni, e ci sarebbe stata esitazione nel compiere piccoli passi verso la formazione di nuove abitudini (Elemo & Türküm, 2019). Al contrario, chi ha livelli alti di pensiero centrato sulla soluzione può attivare le proprie risorse psicologiche per adattarsi al nuovo ambiente e alle condizioni mutevoli (Zhou & Lin, 2016). Così, nonostante la pandemia di COVID-19, che ha comportato un’ampia gamma di fattori di stress, queste persone potrebbero essere riuscite ad adattarsi ai cambiamenti e a mantenere un equilibrio sul piano mentale ed emotivo.
In linea con la seconda ipotesi (H2), il risultato degno di nota di questo studio è il ruolo moderatore del pensiero centrato sulla soluzione nella relazione tra la paura del COVID-19 e l’adattamento psicologico. Il pensiero centrato sulla soluzione può modificare l’intensità della relazione tra la paura del COVID-19 e i problemi di adattamento psicologico. Questo studio ha mostrato che la paura del COVID-19 è significativamente correlata ai problemi di adattamento psicologico solo quando i punteggi di pensiero centrato sulla soluzione sono più bassi. Questi risultati concordano con quelli di ricerche precedenti che suggeriscono il ruolo protettivo del pensiero centrato sulla soluzione rispetto alle ansie legate al COVID-19 (Selçuk Tosun et al., 2021) e il suo contributo al benessere psicologico (Ü. Arslan & Asıcı, 2021; Şanal Karahan & Hamarta, 2020).
Quando l’adattamento psicologico delle persone è a rischio a causa di condizioni che sfuggono al loro controllo (per esempio la pandemia di COVID-19), il pensiero centrato sulla soluzione può aiutare a rafforzare i meccanismi di coping adeguati (attivazione delle risorse e sforzi mirati agli obiettivi) e a migliorare il benessere (Ayar et al., 2021; Grant et al., 2012). Avere una mentalità centrata sulla soluzione può aiutare le persone a spostare l’attenzione dai problemi alle soluzioni (Grant et al., 2012; Kondrat & Teater, 2012). Concentrarsi sulle soluzioni potenzia le capacità di coping e favorisce una maggiore consapevolezza di sé (Şanal Karahan & Bakalım, 2021). Chi, tra le persone che studiano all’estero, ha riferito un pensiero centrato sulla soluzione più elevato potrebbe quindi aver dedicato sforzi a scoprire e sviluppare le proprie forze interiori (McAllister, 2013) e aver vissuto un migliore adattamento psicologico.
Per concludere, è importante considerare i limiti dello studio. In primo luogo, anche se il link al questionario è stato ampiamente condiviso sui social network (gruppi WhatsApp e Facebook) attraverso i quali la popolazione studentesca internazionale poteva accedervi online, non si può escludere un bias di selezione. Ciò potrebbe accadere perché il gruppo di ricerca potrebbe non avere accesso a tutte le piattaforme social utilizzate dalla popolazione studentesca internazionale in Turchia. Si raccomanda quindi che gli studi futuri prevedano di raggiungere un numero maggiore di persone che studiano nel paese attraverso la posta elettronica. In secondo luogo, questo studio si basa su un disegno di ricerca trasversale. Tale disegno permette solo in misura limitata di comprendere le relazioni di causa ed effetto e gli effetti a lungo termine tra le variabili. Con l’accesso alla vaccinazione per la popolazione studentesca internazionale in Turchia, ci si attende che la paura legata alla pandemia di COVID-19 diminuisca nel tempo. La ricerca futura potrebbe quindi prendere in considerazione studi longitudinali, così da esaminare meglio la relazione tra le variabili dello studio in periodi diversi. Nonostante questi limiti, i risultati di questo studio confermano l’importanza del pensiero centrato sulla soluzione nel gestire gli effetti della paura del COVID-19 sulle difficoltà di adattamento psicologico e ne mettono in luce il potenziale per sostenere gli interventi psicologici volti a facilitare l’adattamento della popolazione studentesca internazionale.
Questo studio è uno dei primi lavori a suggerire il ruolo del pensiero centrato sulla soluzione nella relazione tra la paura del COVID-19 e l’adattamento psicologico della popolazione studentesca internazionale durante la pandemia. Gli interventi incentrati sul pensiero orientato alla soluzione possono quindi essere promettenti per migliorare l’adattamento psicologico. I servizi di supporto psicologico possono pertanto tenere conto del pensiero centrato sulla soluzione nell’organizzare e offrire seminari e nel pianificare programmi di intervento psicologico volti a facilitare un migliore adattamento della popolazione studentesca internazionale. Inoltre, i risultati di questo studio possono rappresentare uno dei primi passi per introdurre programmi di intervento di gruppo centrati sulla soluzione rivolti a chi studia all’estero. Queste persone potrebbero così essere incoraggiate a spostare l’attenzione dai problemi alle proprie forze e risorse interiori. Si potrebbero anche offrire loro opportunità coinvolgenti e significative per sviluppare competenze nel fissare obiettivi, elaborare piani centrati sulla soluzione, compiere passi concreti e poi monitorare i progressi verso tali obiettivi, attraverso programmi di psicoeducazione e di counseling di gruppo. Anche le università possono svolgere un ruolo importante trovando modi diversi di offrire conforto e sostegno alla popolazione studentesca internazionale, affinché scelga di concentrare la mente sulle cose e sulle soluzioni che funzionano.
Chi firma l’articolo dichiara l’assenza di conflitti di interessi.
Questa ricerca non ha ricevuto finanziamenti esterni.
Lo studio è stato condotto in conformità con la Dichiarazione di Helsinki.
Il consenso informato è stato ottenuto da tutte le persone partecipanti.
I dati che supportano i risultati di questo studio sono disponibili, su ragionevole richiesta, presso chi firma l’articolo come referente per la corrispondenza.
Ricevuto il 20 maggio 2024, accettato il 24 giugno 2024, pubblicato il 4 luglio 2024.
Complexe Systémique: l’essenziale
Uno studio di moderazione onesto sui propri limiti: 167 persone rispondenti reclutate a valanga, un disegno trasversale, un modello che spiega il 7% della varianza e un’interazione appena significativa. Il risultato centrale è plausibile e merita di essere ricordato per quello che è: la paura nuoce all’adattamento solo in chi si sofferma sul problema, e il «pensiero centrato sulla soluzione» dell’inventario di Grant, disimpegno dal problema, obiettivi, risorse, è qui una disposizione misurata, non un intervento. Il salto della conclusione verso i programmi di gruppo, che nulla nei dati mette alla prova, va quindi letto con cautela. L’interesse, per noi, è altrove: una ricerca svolta a Istanbul, una popolazione studentesca in maggioranza africana, un’abbondante letteratura turca quasi sconosciuta in francese, esattamente ciò che Macdonald annunciava nel 2013. Da leggere insieme a lo sguardo di Macdonald sulla letteratura e la scala di comunicazione di Kitai.
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Traduzione non ufficiale in italiano di Fear of COVID-19 and Psychological Adjustment Among International Students: Solution-Focused Thinking as a Moderator, di Aman Sado Elemo, pubblicato nel Journal of Solution Focused Practices, Journal of Solution Focused Practices, vol. 8, n. 1 (2024), doi: 10.59874/001c.120630, con licenza CC BY 4.0. Traduzione e impaginazione: Complexe Systémique, ottobre 2026, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale; l’opera è stata modificata ai sensi della licenza (traduzione, tabelle come riquadri di testo, figura non riprodotta). La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.
Questa è una traduzione non ufficiale in italiano dell’articolo originale «Fear of COVID-19 and Psychological Adjustment Among International Students: Solution-Focused Thinking as a Moderator», pubblicato nel Journal of Solution Focused Practices (2024) con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e presentazione adattata alla lettura online, come indicato all’inizio di questa pagina. Fa fede la versione originale.
Leggi l’articolo originaleCome citare questo articolo
Elemo, A. S. (2024). Fear of COVID-19 and Psychological Adjustment Among International Students: Solution-Focused Thinking as a Moderator. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/en_GB/articles/fear-of-covid-19-and-psychological-adjustment-among-international-students-solution-focused-thinking-as-a-moderator (Opera originale pubblicata nel 2024 in Journal of Solution Focused Practices, vol. 8, n. 1 (2024); ripubblicata nel 2024 da Journal of Solution Focused Practices, https://journalsfp.org/article/120630)
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