Questa versione è stata tradotta dall'inglese da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Journal of Family Theory & Review · Famiglia
Quando genitori e nonni crescono insieme i più piccoli, chi decide, chi fa che cosa e come si risolvono le tensioni? A partire da 42 studi condotti in 14 paesi, l’équipe di Xue Bai della Hong Kong Polytechnic University propone un quadro articolato in cinque domini: potere e autorità, divisione del lavoro, conflitto, coping e adattamento, reciprocità. Una lettura guidata dalla teoria dei sistemi familiari e dall’intersezionalità.
Traduzione non ufficiale in italiano di Toward an integrative framework of intergenerational coparenting within family systems: A scoping review, di Xue Bai, Mengtong Chen, Ranran He e Tongling Xu, pubblicato in Journal of Family Theory & Review (Wiley) (2023), doi: 10.1111/jftr.12478, con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: il testo originale è stato tradotto in italiano e impaginato, il che costituisce una modifica dell’opera ai sensi della licenza. Le tabelle sono presentate sotto forma di elenchi. La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.
La cogenitorialità intergenerazionale è un processo reciproco, in cui le persone adulte che condividono la cura dei figli si coordinano per preservare il funzionamento e il benessere della famiglia, giungendo così a strutture di potere e di autorità modificate.
Xue Bai, Mengtong Chen, Ranran He e Tongling Xu
Abstract
La cogenitorialità intergenerazionale è sempre più diffusa a livello mondiale. Sulla base di 42 articoli individuati attraverso una ricerca esaustiva degli studi pubblicati in cinque banche dati, questa scoping review ha individuato cinque temi principali legati alla cogenitorialità intergenerazionale: potere e autorità, divisione del lavoro, conflitto, coping e adattamento, reciprocità. Guidati dalla teoria dei sistemi familiari e da una prospettiva intersezionale, abbiamo elaborato un quadro integrativo della cogenitorialità intergenerazionale che copre i cinque temi chiave, ne illustra le interrelazioni e li collega a fattori d’influenza a livello individuale, familiare, socioculturale e politico. Questo quadro può orientare gli studi futuri sulla cogenitorialità intergenerazionale e sostenere lo sviluppo di interventi volti a rispondere efficacemente ai bisogni pratici della cura condivisa dei bambini, a prevenire il conflitto nelle relazioni intergenerazionali e cogenitoriali, a ideare strategie utili di coping e di adattamento per ottenere esiti cogenitoriali desiderabili e a coltivare la cooperazione e la reciprocità nel processo cogenitoriale, così da tutelare il benessere e il funzionamento dell’intero sistema familiare.
La cogenitorialità intergenerazionale, definita come la cura condivisa da parte di genitori e nonni, è sempre più diffusa a livello mondiale per effetto di fattori quali la crescente occupazione materna, il costo elevato dei servizi per l’infanzia, la migrazione dei genitori, la monogenitorialità, le gravidanze in adolescenza e la detenzione dei genitori (Baker et al., 2010; Da, 2003; Goh, 2006; Harper & Ruicheva, 2010; Li & Liu, 2020; Sjöberg & Bertilsdotter-Rosqvist, 2017; Xiao, 2016). Le società asiatiche, come la Cina, hanno una lunga tradizione di trasferimento intergenerazionale della cura, e il coinvolgimento dei nonni nell’educazione dei bambini è comune (Chen et al., 2011). Nel 2014 il 66,47% dei nonni cinesi si occupava della cura dei nipoti (China Research Center on Aging, 2014, citato in Xia, 2020). Nelle società occidentali, portatrici di valori individualisti, i nonni non sono stati tradizionalmente coinvolti nella cura dei nipoti, ma la situazione sta gradualmente cambiando. Nel 2018, negli Stati Uniti, circa 1,1 milioni di nonni di età ≥60 anni avevano responsabilità educative nei confronti di uno o più nipoti conviventi di età <18 anni (Administration on Aging, 2021). In Europa, il 47% dei nipoti ha riferito che i nonni partecipavano alla loro cura (Žilinčíková & Kreidl, 2018). Nonostante questa tendenza mondiale a un maggiore coinvolgimento dei nonni nella cura dei bambini, gli studi sulla cogenitorialità si sono generalmente concentrati sulla cura condivisa da parte dei due membri della coppia, trascurando il ruolo dei nonni e la cogenitorialità intergenerazionale (Shorey & Ng, 2022). Il presente studio ha quindi cercato di costruire un quadro integrativo della cogenitorialità intergenerazionale a partire da una scoping review delle evidenze disponibili a livello mondiale, guidata dalla teoria dei sistemi familiari e da una prospettiva intersezionale.
La teoria dei sistemi familiari propone di considerare la famiglia come un sistema composto da sottosistemi interdipendenti, quali il sottosistema coniugale, quello genitoriale e quello fraterno (Cox & Paley, 2003). Le famiglie hanno la capacità di adattarsi a nuove circostanze e di cambiare quanto necessario alla sostenibilità del sistema (Anderson & Sabatelli, 2011; Cox & Paley, 2003). La necessità, per figli adulti e genitori anziani, di adattarsi a nuovi ruoli di cura incide su entrambe le generazioni sul piano individuale, così come sulle interazioni tra generazioni. Inoltre, la gerarchia e i confini all’interno del sistema familiare possono influire sull’autorità genitoriale e sul processo di cogenitorialità intergenerazionale (Arnold et al., 2011). All’interno del sottosistema formato da genitori anziani e figli adulti, le differenze nei ruoli di cura e negli atteggiamenti verso l’educazione dei bambini possono innescare cambiamenti nella relazione intergenerazionale. Le relazioni intergenerazionali possono a loro volta influire sul benessere dei membri della famiglia e sulla capacità del sistema familiare di far fronte alle difficoltà o di adattarvisi (Bai, 2018; Bai, Guo, & Fu, 2018; Bai, Liu, et al., 2018; Derlan et al., 2018).
In linea con la teoria dei sistemi familiari, le evidenze empiriche indicano che la cura da parte dei nonni può rispondere ai bisogni strumentali e di sviluppo dei nipoti (Pong & Chen, 2010; Schrijner & Smits, 2018), permettere ai genitori di partecipare al mercato del lavoro e di avanzare nella carriera (Aassve et al., 2012), migliorare la salute, il benessere e il senso di valore personale dei nonni (Arpino et al., 2018; Xu et al., 2017) e rafforzare i legami e il funzionamento familiari (Chen & Lewis, 2015; Noriega et al., 2017; Xiao, 2016). Tuttavia, i nonni che vivono esperienze educative negative, ad esempio perché sovraccaricati di responsabilità di cura o in conflitto frequente con gli alleati cogenitoriali, sono esposti a declino fisico e a uno scarso benessere psicologico (Goodman et al., 2008; Muller & Litwin, 2011; Xu et al., 2017). Relazioni cogenitoriali tese possono portare a problemi di comportamento nei bambini (Li & Liu, 2019) e a un senso di inadeguatezza dei genitori nello svolgimento del proprio ruolo (Greenfield, 2011). Le precedenti rassegne si sono concentrate più sugli antecedenti o sugli effetti della cogenitorialità intergenerazionale che sui suoi processi e sulle sue dinamiche. Mancano indagini sulla cogenitorialità intergenerazionale condotte in prospettiva comparativa e in un contesto mondiale.
La teoria dell’intersezionalità offre una lente supplementare per approfondire la comprensione della cogenitorialità intergenerazionale. L’intersezionalità descrive il modo in cui le molteplici identità sociali delle persone, come l’appartenenza etnico-razziale, il genere e la classe, sono inserite in contesti culturali e strutturali che privilegiano alcune persone e ne opprimono altre (Collins, 2019; Crenshaw, 1991; Curtis et al., 2020; Dolbin-MacNab & Few-Demo, 2018; Lai & Bai, 2016). Applicata al ruolo dei nonni, la teoria dell’intersezionalità spiega come l’appartenenza etnico-razziale, il genere, la classe, la condizione migratoria o la disabilità dei nonni possano intersecarsi, generando fonti diverse di resilienza e di rischio, e interagire con i sistemi socio-strutturali di privilegio e di oppressione nel plasmare le loro esperienze e il loro benessere (Dolbin-MacNab & Few-Demo, 2018; Greenwood, 2008). Ad esempio, una nonna latina anziana, povera, in cattiva salute e immigrata può trovarsi a dover affrontare contemporaneamente ageismo, classismo, razzismo e sessismo. Come suggerito da Dolbin-MacNab e Few-Demo (2018), i discorsi dominanti sulle ragioni del coinvolgimento delle persone anziane nel ruolo di nonni e sul loro contesto familiare, quali l’occupazione dei genitori, l’abuso di sostanze e il decesso per malattia terminale, possono intersecarsi con altre identità sociali, quali l’appartenenza etnico-razziale, la classe e lo stato civile, il che può tradursi nella perdita di potere di alcuni nonni.
Crenshaw (1991) ha individuato tre tipi di intersezionalità: rappresentazionale, strutturale e politica. L’intersezionalità rappresentazionale si concentra sul modo in cui le costruzioni culturali, creando determinate immagini di gruppi specifici nei mass media, plasmano la nostra visione di tali gruppi e influenzano l’elaborazione di leggi e politiche correlate, il che può portare ulteriormente a stereotipi e oppressione (Crenshaw, 1991; Few-Demo, 2014). L’intersezionalità strutturale riguarda le connessioni tra sistemi e strutture nella società e il modo in cui tali sistemi influenzano individui e gruppi (Few-Demo, 2014). L’intersezionalità politica sottolinea l’importanza di esaminare la variabilità all’interno dei gruppi e tra gruppi e indaga come uno specifico gruppo minoritario si collochi all’interno di due o più gruppi subordinati e come possa subire discriminazioni e difficoltà a causa di agende politiche contrastanti legate alle sue identità sociali (Dolbin-MacNab & Few-Demo, 2018).
Per comprendere in modo completo la diversità della cogenitorialità intergenerazionale è fondamentale riconoscere che la sua esperienza è influenzata da fattori individuali, familiari e socioculturali. Ad esempio, nelle famiglie asiatiche la cogenitorialità intergenerazionale è determinata soprattutto da un forte senso di familismo, mentre nelle famiglie occidentali i nonni partecipano più spesso a un assetto cogenitoriale per rispondere ai bisogni specifici di un singolo membro della famiglia o a crisi temporanee del ruolo genitoriale (Baker et al., 2010; Derlan et al., 2018; McHale et al., 2013; Moffatt et al., 2019; Xie & Xia, 2011). Nei paesi in cui i servizi pubblici per l’infanzia sono insufficienti e i costi degli asili nido e del personale domestico sono elevati, i nonni tendono a essere considerati le persone più adatte e affidabili a cui affidare le responsabilità di cura (Aassve et al., 2012; Bordone et al., 2017; Goh, 2006). Gli studi precedenti si sono concentrati principalmente sulla cogenitorialità intergenerazionale in un unico contesto culturale o sociale (Hoang & Kirby, 2020), limitando così la discussione sull’interazione dei fattori multilivello che plasmano l’esperienza della cogenitorialità intergenerazionale. Sulla base di queste due prospettive teoriche, sosteniamo che la cogenitorialità intergenerazionale vada intesa come parte di un sistema multilivello, radicata nelle intersezioni tra fattori quali le politiche, la cultura, la struttura familiare, l’appartenenza etnico-razziale, l’età, l’ideologia di genere, la condizione socioeconomica e lo status migratorio.
Gli studi precedenti non hanno utilizzato le evidenze disponibili a livello mondiale per costruire un quadro integrativo che permetta di concettualizzare ed esaminare la cogenitorialità intergenerazionale. Poiché la cogenitorialità intergenerazionale non è ancora stata esaminata all’interno di sistemi familiari più ampi in un contesto mondiale, le seguenti domande restano senza risposta: (a) Qual è la struttura o la distribuzione del potere e dell’autorità nelle coalizioni intergenerazionali di cura condivisa? (b) Come si divide il lavoro tra genitori e nonni nell’educazione condivisa dei bambini? (c) Quali sono le difficoltà cogenitoriali più comuni incontrate da genitori e nonni, e come le affrontano? (d) In che modo genitori e nonni cooperano e si scambiano reciprocità in quanto cogenitori, per tutelare il benessere e il funzionamento dell’intera famiglia? (e) In che modo i fattori multilivello, separatamente e congiuntamente, plasmano l’esperienza della cogenitorialità intergenerazionale?
Per rispondere a queste domande, il presente studio ha adottato l’approccio della scoping review, utile per determinare la portata della ricerca esistente e le attuali dimensioni di analisi su temi emergenti e ampi che non sono ancora stati adeguatamente concettualizzati e analizzati (Munn et al., 2018; Pham et al., 2014). Lo studio ha adottato la teoria dei sistemi familiari e quella dell’intersezionalità per (a) mappare i concetti chiave, le caratteristiche e le dinamiche che sottendono il processo multiforme di coordinamento intergenerazionale nella cura dei bambini e (b) sintetizzare le evidenze di ricerca disponibili a livello mondiale per elaborare un quadro integrativo che esprima l’essenza e la complessità della cogenitorialità intergenerazionale. Questo quadro offre una solida base concettuale e analitica per la ricerca, la valutazione e lo sviluppo dei servizi futuri.
Lo studio ha adottato una strategia di ricerca bibliografica sistematica e trasparente per garantire la credibilità e l’esaustività della rassegna (Peters et al., 2015). Prima di effettuare la ricerca bibliografica è stato elaborato un protocollo di revisione basato sulla checklist PRISMA (Moher et al., 2009). In seguito, l’équipe di ricerca ha discusso e stabilito i termini di ricerca, le banche dati e i criteri di inclusione e di esclusione. Per garantire un’elevata qualità e un perimetro appropriato della ricerca bibliografica, è stata condotta una ricerca pilota nelle banche dati selezionate. Dopo la ricerca pilota i termini di ricerca sono stati rivisti e il protocollo di revisione è stato definito. L’arco temporale specifico di questo studio (2000–2021) è stato scelto per le seguenti ragioni. In primo luogo, il 2000 segna l’inizio della ricerca moderna sulle dinamiche cogenitoriali (McHale et al., 2004; McHale & Lindahl, 2011), il che ne fa un punto di partenza appropriato. In secondo luogo, nel 2000 il censimento degli Stati Uniti ha introdotto la domanda se i nonni conviventi si prendessero cura dei nipoti (Sadruddin et al., 2019). In terzo luogo, gli ultimi due decenni hanno segnato una svolta industriale verso la globalizzazione, che in molti paesi ha moltiplicato le famiglie a doppio reddito e le famiglie migranti (cioè quelle in cui genitori e figli sono fisicamente separati in paesi o città diversi), spingendo i nonni ad assumere il ruolo di caregiver (Stevenson et al., 2007).
Nel novembre 2021 abbiamo condotto una ricerca sistematica in cinque banche dati generali nei campi delle scienze sociali e della biomedicina: PsyInfo (tramite ProQuest), il Social Science Citation Index, Sociological Abstracts (tramite ProQuest), Social Service Abstracts (tramite ProQuest) e Medline (tramite EbscoHost). Sono state utilizzate le seguenti combinazioni di termini di ricerca: (co-parenting OR coparenting OR childrearing) AND (grandmother* OR grandfather* OR grandparent* OR three-generation OR multigenerational), (parent-grandparent OR grandparent-parent) AND ([co-parenting OR coparenting], grandparenting, grandfathering, and grandmothering). Sono stati ricercati articoli sottoposti a revisione tra pari pubblicati tra gennaio 2000 e novembre 2021. Inoltre, poiché alcuni studi pertinenti possono essere indicizzati in modo diverso nelle diverse banche dati elettroniche, è stata effettuata una ricerca manuale mediante lo spoglio delle bibliografie e la ricerca delle citazioni successive, che ha permesso di individuare tre studi aggiuntivi.
La Figura 1 illustra il processo di selezione degli studi mediante il diagramma di flusso PRISMA. Per gestire i riferimenti e selezionare gli studi è stato utilizzato EndNote X9. La ricerca iniziale ha restituito 5113 articoli, dai quali sono stati rimossi 1824 duplicati. Dopo lo screening degli abstract delle restanti 3289 citazioni, abbiamo escluso 2756 studi non pertinenti e incluso un campione finale di 533 studi per la valutazione del testo completo. Abbiamo poi applicato i criteri di inclusione e di esclusione allo screening dei testi completi. Sono stati inclusi gli studi empirici pubblicati in inglese che indagavano le dinamiche cogenitoriali e la relazione interpersonale tra genitori e nonni coinvolti congiuntamente nell’educazione dei bambini. Abbiamo escluso gli studi che si concentravano esclusivamente sulla relazione tra nonni e nipoti o che non indicavano chiaramente la presenza sia dei genitori sia dei nonni nella cura dei bambini. Dopo l’esclusione di 491 studi, 42 sono stati inclusi nella nostra rassegna. Il processo di screening è stato svolto separatamente da due assistenti di ricerca, che hanno verificato reciprocamente i rispettivi risultati di selezione per garantirne la coerenza e l’accuratezza.

L’analisi dei dati si è articolata in tre fasi: estrazione dei dati, valutazione della qualità e sintesi dei dati. In primo luogo, le informazioni pertinenti sono state estratte dagli studi inclusi e inserite in una tabella di estrazione (Appendice A), che comprendeva (a) i riferimenti; (b) le caratteristiche del campione, ossia la popolazione di riferimento, il paese o la regione e la numerosità campionaria; (c) il tipo di alleanza cogenitoriale; (d) la metodologia; (e) la misurazione; e (f) i risultati correlati. In secondo luogo, la qualità metodologica degli studi selezionati è stata valutata con il mixed-methods appraisal tool (MMAT), adottato per valutare la qualità degli studi qualitativi, quantitativi e a metodi misti nelle revisioni sistematiche (Hong et al., 2018). L’MMAT è stato utilizzato per valutare la selezione del campione, l’adeguatezza delle misurazioni e l’analisi dei dati negli studi quantitativi, e la pertinenza, l’adeguatezza e la coerenza dei dati negli studi qualitativi.
In secondo luogo, prima dell’analisi formale dei dati, 10 studi sono stati selezionati ed esaminati in modo indipendente da tutti i membri dell’équipe di ricerca. In una riunione sono state discusse le discrepanze e le domande emerse durante le prime due fasi dell’analisi dei dati, e si è raggiunto un consenso sui principi di estrazione dei dati e di valutazione della qualità. Tutti gli articoli sono stati poi suddivisi in tre gruppi, e ciascun gruppo di articoli è stato analizzato in modo indipendente da due membri dell’équipe. L’affidabilità inter-valutazione è stata esaminata calcolando i coefficienti di correlazione intraclasse, e in tutti e tre i gruppi è stato rilevato un elevato grado di affidabilità (0.938, 0.886 e 0.873).
In terzo luogo, è stata condotta un’analisi tematica per sintetizzare i risultati di tutti gli studi (Pope et al., 2006). Ogni articolo è stato letto ripetutamente da più di un membro dell’équipe, e i concetti principali e i risultati chiave sono stati evidenziati e codificati. Sono stati generati temi e sottotemi. È stata condotta un’analisi trasversale dei casi per confrontare i risultati di diversi studi che esaminavano temi o sottotemi simili, e la sintesi dei dati è stata effettuata individuando differenze e somiglianze tra tali risultati. A livello descrittivo, sono stati individuati la diffusione del coinvolgimento dei nonni nella cogenitorialità intergenerazionale, il profilo dei nonni e i tipi di alleanze cogenitoriali. Gli altri risultati sono stati sintetizzati in alcuni domini chiave.
I 42 studi sono stati condotti in 14 paesi o regioni, con il numero più elevato negli Stati Uniti (n = 17), in Cina (n = 9) e nel Regno Unito (n = 5), seguiti da Singapore, Giappone, Vietnam, RAS di Hong Kong, Taiwan, Russia, Svezia, Germania, Svizzera, Nuova Zelanda e Australia. Questo perimetro rappresentava aree geografiche e contesti socioculturali diversi. Gli studi del campione coprivano contesti familiari diversi, tra cui famiglie a basso reddito (n = 2), a doppio reddito (n = 3) e migranti transnazionali (n = 11), famiglie con figli con disabilità (n = 2) e famiglie con figli di genitori detenuti (n = 3), adolescenti (n = 4) e soli (n = 1). Le metodologie degli studi erano per lo più qualitative (n = 25), seguite da quelle quantitative (n = 11) e a metodi misti (n = 6). Sono stati utilizzati molteplici approcci di raccolta dei dati; i dettagli metodologici sono presentati nell’Appendice A.
Questo studio ha sintetizzato l’interazione e il processo della cogenitorialità intergenerazionale e li ha classificati in cinque temi in parte correlati ma distinti tra loro: potere e autorità, divisione del lavoro, conflitto, coping e adattamento, reciprocità. Una sintesi dei temi, dei sottotemi e dei risultati corrispondenti è presentata nell’Appendice B.
Dei 18 studi che hanno valutato la struttura di potere nell’educazione dei bambini, la maggior parte (n = 13) indicava una struttura in cui è il genitore a dirigere, mentre gli altri evidenziavano una gerarchia collaborativa o guidata dai nonni. I genitori convinti che lo stile educativo dei nonni sia spesso troppo indulgente insistono sul proprio ruolo dominante nell’educazione (Conn et al., 2013; Goh & Kuczynski, 2010; Sivak, 2018). Corrispondentemente, i nonni che credono nell’obbligo genitoriale occupano spesso un ruolo di assistenza nella cogenitorialità e aderiscono alle norme dell’«esserci» e della «non interferenza» (Breheny et al., 2013; Chen & Lewis, 2015; Moffatt et al., 2019; Nagata et al., 2010; Yang et al., 2018). Tali norme indicano che i nonni sono concilianti e tolleranti, ritengono che siano i genitori a fare le scelte migliori per i bambini (Harman et al., 2021), lasciano spazio all’autonomia genitoriale (Moffatt et al., 2019; Yang et al., 2018), facilitano l’esercizio del potere da parte dei genitori (Mason et al., 2007; Xiao, 2016) e mantengono relazioni familiari armoniose preservando al tempo stesso il proprio spazio emotivo e fisico (Chiu & Ho, 2020; Yang et al., 2018). Le rappresentazioni mediatiche del pensionamento ideale come autosufficienza, con una vita ricca di svago al di fuori della famiglia, e la struttura della famiglia nucleare nelle società che privilegiano l’individualismo, come gli Stati Uniti, l’Europa e il Giappone, possono portare a un sostegno giuridico carente nel riconoscimento dell’aiuto dei nonni, rafforzando ulteriormente questa struttura di potere (Breheny et al., 2013; Sjöberg & Bertilsdotter-Rosqvist, 2017; Thang et al., 2011). Tuttavia, l’alleanza con il genitore come responsabile può risentire di queste norme e mostrare incoerenze quando i nonni sono coinvolti in una cura intensiva a causa di contesti socioculturali come la mancanza di servizi formali per l’infanzia e la costruzione culturale tradizionale dei nonni come principali figure di cura (Leung & Fung, 2014; Sandel et al., 2006; Thang et al., 2011).
I nonni, in quanto forza stabilizzatrice della famiglia, assumono talvolta, volontariamente o involontariamente, le principali responsabilità di cura dei bambini (Conn et al., 2013; Harper & Ruicheva, 2010). Spesso dispongono di maggiori risorse o sono più in grado di prendersi cura dei bambini quando i genitori sono privi di capacità educative a causa di una crisi familiare. Inoltre, alcune alleanze cogenitoriali sono caratterizzate da una cooperazione e da una partecipazione paritarie di nonni e genitori (Conn et al., 2013; McHale et al., 2013). Ad esempio, studi condotti negli Stati Uniti hanno mostrato che un’alleanza egualitaria può instaurarsi quando nonni e genitori mantengono relazioni strette e affettuose (McHale et al., 2013). Analogamente, il valore culturale tradizionale della pietà filiale e del rispetto per le persone anziane, sottolineato nelle famiglie immigrate cinesi, dà vita a tali alleanze (Conn et al., 2013).
Nell’alleanza con il genitore come responsabile, sono di solito i genitori ad avere la voce dominante nelle decisioni educative. I nonni vengono facilmente emarginati nelle discussioni familiari sullo sviluppo dei bambini, perché si ritiene che manchino di conoscenze in materia di istruzione formale e di stili di cura moderni (Xiao, 2016). Nelle alleanze cogenitoriali guidate dai nonni si osserva un’incoerenza tra la struttura di potere e l’autorità nel processo decisionale educativo. I nonni che forniscono la cura principale spesso non hanno uno status giuridico chiaro, il che limita la loro capacità di prendere decisioni (Hayslip et al., 2019). Al contrario, negli stili tradizionali e gerarchici del ruolo di nonni nelle famiglie africane e asiatiche, i nonni devono «insegnare» ai propri figli adulti (Bhopal, 1998; Goh, 2013; Leung & Fung, 2014; Sandel et al., 2006). Questo fenomeno si osserva in particolare tra i genitori adolescenti, i cui genitori insistono nell’istruirli sull’educazione dei figli (Perez-Brena et al., 2021), e nelle famiglie appartenenti a minoranze etniche o immigrate, in cui i nonni svolgono un ruolo stabilizzatore nel nucleo familiare in risposta al razzismo e alla migrazione per lavoro (Goodman & Silverstein, 2001). In un esempio relativamente estremo, i nonni paterni indiani hanno l’ultima parola nelle decisioni educative pur senza fornire necessariamente un sostegno considerevole alla cura dei bambini (Bhopal, 1998).
La struttura di potere delle coalizioni cogenitoriali, che comprendono le unità cogenitoriali centrali, i gruppi familiari funzionali e i «sottosistemi familiari esecutivi» incaricati della guida, delle decisioni e dell’educazione dei bambini (Baker et al., 2010; Goh & Kuczynski, 2010; McHale et al., 2004), non è sempre fissa e stabile, ma fluida nelle interazioni quotidiane (Xiao, 2016). Le lotte di potere intergenerazionali riguardano spesso l’educazione dei bambini. Chi presta cura ed è insoddisfatto della propria posizione marginale o dell’organizzazione educativa può cercare strategicamente di ottenere più potere evitando al tempo stesso di minare l’alleanza cogenitoriale. Queste lotte di potere sono particolarmente marcate tra le giovani madri e le suocere, poiché le nonne paterne tendono a percepire le madri come estranee alla famiglia che ne sfidano l’autorità, in particolare nelle famiglie cinesi di cultura patrilineare (Sandel et al., 2006; Xiao, 2016). Di converso, i giovani genitori possono adottare una visione ageista dei nonni come caregiver privi di conoscenze scientifiche e aggiornate in materia di cura dei bambini (Sivak, 2018; Xiao, 2016). I nonni possono rifiutarsi di rispettare le regole dei genitori, criticarli davanti ai nipoti (Goh & Kuczynski, 2010; Xiao, 2016), allearsi con i nipoti attraverso la cura quotidiana (Xiao, 2016) o persino promettere direttamente donazioni tra vivi senza informarne i genitori (Tezcan, 2021). Per affrontare le difficoltà incontrate nel loro ruolo guida all’interno dell’alleanza cogenitoriale, i genitori possono «ammorbidire» i nonni organizzando gite in famiglia e cedendo in parte su questioni minori (Xiao, 2016), mentre alcuni genitori possono valutare di riprendersi i compiti di cura dei bambini per «tenere a distanza» nonni troppo coinvolti (Conn et al., 2013; Sivak, 2018).
I nonni possono svolgere molteplici compiti di cura, dalle attività ricreative alla fornitura di un intenso sostegno strumentale ai genitori nella cura dei bambini. Quando i nonni aiutano nelle incombenze di cura, i genitori possono essere sollevati da una parte delle responsabilità educative e concentrarsi sull’educazione e sulla disciplina del bambino e sulla pianificazione del suo sviluppo (Goodman, 2007; Sandel et al., 2006). La divisione del lavoro di cura tra genitori e nonni è influenzata dall’intersezione tra caratteristiche individuali, relazioni familiari e struttura di potere, contesto culturale e politiche per l’infanzia (Goodman & Silverstein, 2006; Wyss & Nedelcu, 2020). Ad esempio, i nonni più giovani (Goodman, 2007), con una condizione socioeconomica più bassa (Goh, 2009), in condizioni di salute migliori (Chen & Lewis, 2015; Nagata et al., 2010) e che vivono vicino a un figlio o a una figlia adulti o con loro (Bhopal, 1998; Chen & Lewis, 2015) hanno maggiori probabilità di occuparsi dei nipoti. Fattori familiari e sociali, tra cui la doppia occupazione dei genitori, la disabilità del nipote o della nipote, un accesso limitato a strutture e servizi per l’infanzia e il sostegno pubblico all’aiuto dei nonni, come gli sgravi fiscali per i nonni caregiver non occupati, possono intersecarsi con le caratteristiche individuali e favorire un coinvolgimento intenso dei nonni nella cura dei bambini (Bordone et al., 2017; Thang et al., 2011; Xiao, 2016; Yang et al., 2018).
Quando i genitori non sono in grado di occuparsi dei figli a causa della detenzione, dell’abuso di sostanze o di alcol o perché sono genitori soli o adolescenti, alcuni nonni possono assumersi le principali responsabilità di cura (Harper & Ruicheva, 2010; Sjöberg & Bertilsdotter-Rosqvist, 2017). Pur essendo considerati «soccorritori» delle famiglie, i genitori anziani di queste famiglie devono affrontare difficoltà supplementari. Di solito, infatti, non hanno un lavoro e devono svolgere una serie di compiti di cura per figli e nipoti, garantendo al tempo stesso la sicurezza economica della famiglia (Goodman & Silverstein, 2001; Harper & Ruicheva, 2010; Sandel et al., 2006).
Le nonne si fanno carico di norma di un numero maggiore di compiti di cura rispetto ai nonni, in particolare delle pulizie domestiche e del sostegno emotivo (Harper & Ruicheva, 2010; Xiao, 2016). Inoltre, i padri partecipano meno delle madri alle coalizioni cogenitoriali. Anche nelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, i padri tendono a considerare il proprio ruolo come quello di chi «porta a casa lo stipendio» piuttosto che di chi presta cura (Conn et al., 2013; Xiao & Loke, 2021) e possono essere esclusi dalla cogenitorialità se le madri dubitano della loro competenza nella cura dei bambini (Wang & Schoppe-Sullivan, 2021). La divisione del lavoro secondo il genere dipende inoltre dai contesti familiari. Ad esempio, negli Stati Uniti, nei gruppi appartenenti a minoranze etniche è più frequente che siano le nonne a svolgere i principali ruoli di cura, a causa di una storia di genitorialità condivisa avviata dalle donne (Goodman & Silverstein, 2006). Al contrario, la condizione migratoria di una famiglia può costringere i nonni a discostarsi dai ruoli di genere tradizionali e a offrire qualsiasi tipo di aiuto possano fornire, poiché i bisogni di cura dei bambini contano più dei ruoli di genere (Chen & Lewis, 2015).
Studi condotti in Europa hanno mostrato che i nonni materni erano più coinvolti nella cogenitorialità intergenerazionale, in quanto fonte cruciale di sostegno per le madri (Barnett et al., 2010; Moffatt et al., 2019; Sjöberg & Bertilsdotter-Rosqvist, 2017). I nonni paterni sembravano invece più disposti ad aiutare nell’educazione dei bambini in Cina e in India, dove la cultura patrilineare è più forte (Chen et al., 2000). Inoltre, la residenza nelle vicinanze dei nonni paterni (ma non di quelli materni) riduce il coinvolgimento delle madri nella cura dei bambini (Chen et al., 2000), il che indica il ruolo cruciale dei nonni paterni nella cogenitorialità intergenerazionale.
Conflitti, tensioni e litigi sono scenari ordinari nella letteratura sulla cogenitorialità. Un braccio di ferro tra gli adulti che condividono la cura viene spesso descritto con una certa ampiezza a proposito di molti problemi educativi, dai bisogni di base dei bambini alla loro disciplina e al rendimento scolastico. I disaccordi sulla divisione del lavoro dovuti a percezioni diverse dei ruoli, metodi educativi contrastanti, un coordinamento insufficiente delle misure disciplinari, una comunicazione inefficace e la possibile manipolazione da parte del bambino sono conflitti comuni (Goh, 2013; Goh & Kuczynski, 2010; Leung & Fung, 2014; Perez-Brena et al., 2021). Inoltre, sono fonti di conflitto lo squilibrio di potere e la diversa autorità e responsabilità legate ai diversi ruoli svolti da genitori e nonni.
Essere genitori ed essere nonni comporta significati, doveri e priorità differenti, e genitori e nonni possono vedersi a vicenda attraverso narrazioni culturali modellate dall’ageismo, dal sessismo e da altre idee culturalmente costruite sulla famiglia e sulla responsabilità. I nonni, e in particolare le nonne, sono spesso rappresentati in modo ageista e sessista come persone attaccate alla propria autorità di anziani e di suoceri ma con scarse conoscenze dei metodi educativi moderni. I genitori, pur acquisendo gradualmente autorità educativa, possono continuare a essere oppressi dall’idea di dover rispettare le persone anziane ed essere costretti a opporsi con cautela ai modi di cura dei nonni. Questi scenari illustrano il conflitto che nasce dall’irruzione del disaccordo intergenerazionale e dalla sfumatura dei confini tra genitori e nonni, dovuta alla confusione (Goodman, 2007) e alla sovrapposizione dei ruoli (Conn et al., 2013; Harper & Ruicheva, 2010) generate dall’intersezione di aspettative e ideali culturali divergenti delle due generazioni.
La comparsa e la gravità del conflitto dipendono in larga misura dalle relazioni e dalle interazioni interpersonali e intergenerazionali. Ad esempio, i conflitti erano riferiti meno spesso dalle alleanze di sostegno reciproco (McHale et al., 2013) e dalle famiglie connesse (Goodman, 2007), seguite dalle famiglie guidate dai genitori e da quelle collegate attraverso i bambini (Goodman, 2007). La capacità di genitori e nonni di lavorare costantemente in squadra, di sostenersi a vicenda, di gioire dei rispettivi progressi e di mantenere una forte vicinanza emotiva sembra essere il fattore chiave per prevenire e ridurre il conflitto (Goodman, 2007; Goodman & Silverstein, 2001; McHale et al., 2013). Al contrario, conflitti e lamentele sono più frequenti quando il potere legato all’organizzazione e alle decisioni sulla cura dei bambini è nelle mani dei soli genitori o sfugge al controllo di tutti gli adulti coinvolti nella cogenitorialità (Goodman, 2007). Anche l’ideologia culturale e i contesti familiari svolgono un ruolo; ad esempio, la cura condivisa è culturalmente approvata nelle famiglie afroamericane, in particolare durante le crisi familiari, mentre le madri adolescenti svedesi rivendicano la propria identità materna di «madre principale», con nonni che «insegnano» (Oberlander et al., 2007; Sjöberg & Bertilsdotter-Rosqvist, 2017).
La mancanza di comunicazione è indicata come una preoccupazione e una difficoltà comune per le figure cogenitoriali (Huang et al., 2021). Sebbene la comunicazione aperta possa essere un modo diretto per risolvere il conflitto, paradossalmente è difficile da mettere in pratica (Goh, 2006; Goh & Kuczynski, 2010; Leung & Fung, 2014; Thang et al., 2011; Xiao, 2016). La comunicazione aperta viene spesso evitata tra suoceri e nuore o generi, ma è accettata tra genitori anziani e i loro figli (Goh, 2006; Leung & Fung, 2014), poiché è considerato scortese che la generazione più giovane parli francamente con i suoceri (Goh & Kuczynski, 2010). Inoltre, alcuni nonni esitano a esprimere le proprie preoccupazioni perché percepiscono nuore e generi come estranei alla famiglia (Thang et al., 2011). Data la difficoltà di favorire una comunicazione aperta, si ricorre comunemente alla negoziazione. Ad esempio, le madri possono, attraverso la negoziazione, educare i nonni a seguire metodi educativi moderni (Sivak, 2018). La negoziazione può essere mediata da relazioni familiari intime ed è evidente nella rinuncia dei nonni al proprio potere negoziale per mantenere l’intimità emotiva con gli altri membri della famiglia (Xiao, 2016).
Rispetto alla comunicazione e alla negoziazione, gli approcci di coping remissivi sono relativamente diffusi. Il compromesso indica che gli adulti coinvolti nella cogenitorialità reprimono la propria frustrazione per prevenire il conflitto e mantenere relazioni familiari armoniose (Chen & Lewis, 2015; Sandel et al., 2006; Xie & Xia, 2011). Questa definizione distingue il compromesso dalla negoziazione, in cui nessuno degli adulti coinvolti rinuncia alle proprie idee educative (Sivak, 2018). Sebbene le persone possano cedere una parte del proprio potere o della propria autorità, il compromesso non è un modo di coping del tutto remissivo. Sivak (2018) ha sintetizzato due tipi di reazioni simili a un compromesso: la riformattazione e la ridescrizione. I genitori gestiscono attivamente i disaccordi o le interferenze con un atteggiamento apparentemente passivo per «riformattare» il coinvolgimento dei nonni, prevenendo così un’ingerenza eccessiva, o per «ridescriverlo» in modo da renderlo accettabile (Sivak, 2018). Altri genitori possono cercare sostegno al di fuori della famiglia (Conn et al., 2013), evitare di rimproverare i bambini in presenza dei nonni o parlare con i nonni in tono scherzoso (Goh, 2006). In questi casi, pur scendendo a compromessi a causa delle interferenze dei nonni, i genitori esplorano altre strategie per accogliere le differenze. I racconti dei nonni hanno mostrato che il loro compromesso aderisce di solito alla norma dell’«esserci senza interferire» (Harman et al., 2021). Al contrario, l’evitamento, che può nascere inizialmente dal tentativo di contenere il conflitto e dalla speranza che esso si attenui con il tempo, finisce spesso per acuire le contraddizioni (Goh & Kuczynski, 2010).
Al di là dei problemi educativi quotidiani, nel lungo periodo le alleanze cogenitoriali sviluppano la capacità di far fronte a transizioni familiari prevedibili e a eventi critici irregolari (Walsh, 2012). Le transizioni normative, come l’arrivo di un neonato o il coinvolgimento dei nonni in una famiglia immigrata, spingono l’intera famiglia a riconsiderare la distribuzione dei ruoli, costringendo così le persone ad adattarsi all’ambiente che cambia e a riconfigurare i propri ruoli per farsi carico delle responsabilità di cura dei bambini (Chiu & Ho, 2020; Dolbin-MacNab et al., 2021; Xiao & Loke, 2021; Xie & Xia, 2011).
Inoltre, l’adattamento è un processo di coping continuo. Yang et al. (2018) hanno riferito che i nonni compivano molteplici adattamenti per i nipoti con disabilità. Ad esempio, si adattavano per offrire sostegno pratico, economico ed emotivo ai figli adulti e ai nipoti e per rispondere ai bisogni dei bambini, così da mantenere le tradizioni familiari (Yang et al., 2018). Inoltre, si concentravano sul mantenimento della propria salute fisica ed emotiva per prepararsi a fornire un sostegno a lungo termine. Gli sforzi progressivi dei nonni hanno mostrato come le famiglie si adattassero agli eventi destabilizzanti e ne uscissero rafforzate (Yang et al., 2018).
Molteplici questioni sottostanti, come lo status migratorio, le leggi sui visti e sulla residenza e il genere, producono differenze tra le famiglie nel processo di adattamento. Ad esempio, i nonni immigrati in Svizzera provenienti da paesi esterni all’Unione europea (UE) sono soggetti a una procedura di richiesta del visto complicata e a limiti di durata del soggiorno; di conseguenza, non sono in grado di fornire lo stesso livello di sostegno nella cura dei bambini dei loro omologhi dell’UE (Wyss & Nedelcu, 2020). In quanto caregiver familiari presunte, le donne che prestano cura (madri e nonne comprese) in queste famiglie immigrate a doppio reddito devono spesso scendere a compromessi sul piano lavorativo per adempiere alle proprie responsabilità educative (Wyss & Nedelcu, 2020).
Le alleanze cogenitoriali intergenerazionali sono intrinsecamente costituite da relazioni reciproche, in cui genitori e nonni si sostengono a vicenda per raggiungere gli obiettivi genitoriali (Goodman, 2007; McHale et al., 2013). Il familismo è considerato fondamentale per garantire una relazione collaborativa tra genitori e nonni nei contesti asiatici e occidentali (Low & Goh, 2015; Thang et al., 2011; Zeiders et al., 2015). Il discorso sulle esperienze cogenitoriali positive descrive spesso l’educazione dei bambini come un obiettivo familiare supremo, che giustifica l’investimento costante, i sacrifici e i compromessi richiesti (Chen & Lewis, 2015; Low & Goh, 2015). In particolare, il sacrificio per la famiglia è fortemente enfatizzato nelle famiglie cinesi, poiché assicurare la continuità della stirpe e il bene dei discendenti è considerato essenziale nella cultura cinese (Conn et al., 2013; Da, 2003; Low & Goh, 2015; Xie & Xia, 2011).
Lo scambio bilaterale di sostegno si concretizza sotto forma di ricompense percepite e attese, come componente della cura in età avanzata. I nonni possono essere ricompensati simbolicamente con legami familiari stretti (Xie & Xia, 2011) e con l’apprezzamento, l’affetto e il rispetto dei nipoti (Chiu & Ho, 2020; Da, 2003). Per le famiglie transnazionali, la cogenitorialità offre una preziosa occasione di ricongiungimento (Chiu & Ho, 2020; Xie & Xia, 2011). In relazione al concetto di «circolazione della cura» (Chiu & Ho, 2020), la partecipazione dei nonni alla cura dei bambini può suggerire una strategia di «pagamento anticipato», con l’aspettativa di ricevere a propria volta cura dai figli adulti (Low & Goh, 2015; Sandel et al., 2006) e dai nipoti (Tezcan, 2021).
Come forma di restituzione, la maggior parte dei genitori si sente in dovere di fornire un sostegno strumentale, come assistenza sanitaria e aiuto economico, attraverso rimesse, per garantire il benessere dei nonni caregiver in età avanzata, soprattutto se questi si trovano in una situazione economica svantaggiata e hanno un accesso limitato alla cura e ai servizi formali (Chiu & Ho, 2020; Da, 2003; Xiao, 2016). Ad esempio, la mancanza di giustizia di riconoscimento per i nonni caregiver immigrati e la loro condizione socioeconomica sfavorevole nelle società di accoglienza contribuiscono a un maggiore impegno dei genitori nel prestare in cambio cura alle persone anziane (Chiu & Ho, 2020; Da, 2003).
Una pianificazione e una preparazione multidimensionali dell’età avanzata sono cruciali per le persone anziane e per le loro famiglie (Liu et al., 2022). Secondo la teoria dell’arricchimento di ruolo, le esperienze cogenitoriali positive e collaborative offrono ai nonni orgoglio, soddisfazione e un senso di appartenenza familiare (Moffatt et al., 2019; Thang et al., 2011). Inoltre, contesti socioculturali più ampi, come l’enfasi sul familismo e politiche di welfare favorevoli, si intersecano a beneficio del benessere dei nonni (Goodman & Silverstein, 2006; Low & Goh, 2015; Zeiders et al., 2015).
Al contrario, le esperienze cogenitoriali negative, come il conflitto intergenerazionale frequente, l’ambiguità di ruolo e l’isolamento emotivo, sono associate a livelli più elevati di disagio (Leung & Fung, 2014) e a problemi di salute mentale (Goodman, 2007). Quando i nonni si trovano improvvisamente catapultati in ruoli di cura impegnativi, possono scoprire che le difficoltà della cura superano la ricompensa, il che aumenta il rischio di uno stress significativo e di costi per la salute (Baker et al., 2010; Goodman & Silverstein, 2002). Ciò è dovuto di solito ai molteplici ostacoli intersecanti che possono incontrare, tra cui crisi familiari, la mancanza di sostegno istituzionale in materia di welfare o di affidamento legale e la deprivazione economica (Baker et al., 2010; Goodman & Silverstein, 2002).
Dal punto di vista dei genitori, il contributo dei nonni all’educazione dei bambini migliora la loro stabilità e sicurezza economica (Xie & Xia, 2011) e facilita il mantenimento della posizione sociale (Goh, 2006), poiché i genitori possono dedicare più tempo allo sviluppo professionale (Wyss & Nedelcu, 2020). Inoltre, la guida dei nonni nell’educazione dei bambini riduce lo stress genitoriale (Goh, 2006; Sandel et al., 2006), mentre un coinvolgimento eccessivo dei nonni può provocare frustrazione e ansia nei genitori, in particolare nelle madri adolescenti in un discorso sociale dominato dall’individualismo (Bhopal, 1998; Goh & Kuczynski, 2010; Sjöberg & Bertilsdotter-Rosqvist, 2017). Una cogenitorialità intergenerazionale di alta qualità riduce la frequenza dei comportamenti problematici dei bambini (Baker et al., 2010) e ne accresce la competenza sociale (Li & Liu, 2019).
Facendo riferimento alla teoria dei sistemi familiari e a una prospettiva intersezionale, questa scoping review ha mappato con chiarezza i concetti chiave, le caratteristiche e le dinamiche che sottendono il processo multiforme di coordinamento intergenerazionale nella cura dei bambini. Sintetizzando le evidenze di ricerca disponibili a livello mondiale e facendo riferimento al modello delle componenti della cogenitorialità proposto da Feinberg (2003), abbiamo elaborato un quadro integrativo che esprime l’essenza e la complessità della cogenitorialità intergenerazionale.
Il nostro quadro della cogenitorialità intergenerazionale (Figura 2) comprende cinque domini chiave: potere e autorità, divisione del lavoro, conflitto, coping e adattamento, reciprocità. Il quadro delinea gli aspetti comuni della cogenitorialità osservabili in qualsiasi sua forma e distingue le caratteristiche della cogenitorialità tra genitori e nonni, tra cui relazioni interpersonali e intergenerazionali complesse e assetti cogenitoriali diversi.

I cinque domini della cogenitorialità sono interconnessi; una difficoltà in un dominio può quindi essere risolta grazie ad altri domini o contribuire a difficoltà in altri domini. Ad esempio, i cambiamenti nel sistema familiare possono portare a una lotta di potere all’interno della famiglia, che può a sua volta generare conflitti sulle strategie e sulle regole stabilite (Conn et al., 2013; Goh, 2013). Inoltre, le lotte legate al potere e all’autorità e la nuova struttura di potere possono influire ulteriormente sulla divisione del lavoro nella cogenitorialità (Moffatt et al., 2019; Nagata et al., 2010; Yang et al., 2018). Uno squilibrio nella divisione del lavoro può innescare un conflitto, caratterizzato dal diritto di una persona coinvolta nella cogenitorialità di assegnare privilegi e responsabilità relativi alla cura dei bambini (Conn et al., 2013; Goh, 2013; Goodman, 2007; Harper & Ruicheva, 2010). Di fronte al conflitto, gli adulti coinvolti nella cogenitorialità mettono a punto misure di coping per gestire le difficoltà e si adattano ai cambiamenti per meglio corrispondere alle circostanze attuali della famiglia (Goh, 2006; Leung & Fung, 2014; Sivak, 2018; Xiao, 2016). La cogenitorialità intergenerazionale è un processo reciproco, in cui le persone adulte che condividono la cura dei figli si coordinano per preservare il funzionamento e il benessere della famiglia, giungendo così a strutture di potere e di autorità modificate.
La teoria dell’intersezionalità (Crenshaw, 1991; Few-Demo, 2014) offre un quadro prezioso per comprendere meglio le famiglie in cui i nonni crescono i nipoti e il sistema familiare in generale (Dolbin-MacNab & Few-Demo, 2018; Few-Demo & Allen, 2020). Studi precedenti hanno esaminato come l’intersezione delle identità sociali dei nonni produca disuguaglianze ed esperienze differenziate del ruolo di nonni (Dolbin-MacNab & Few-Demo, 2018; Greenwood, 2008). Sulla base della ricerca mondiale e del quadro intersezionale di Crenshaw (1991), questa revisione sistematica ha esteso ulteriormente l’analisi intersezionale ai livelli intergenerazionale e familiare, contribuendo ad approfondire la comprensione di come le caratteristiche di molteplici attori, tra cui nonni, genitori e nipoti, e fattori multilivello, individuali, familiari e socioculturali, plasmino separatamente e congiuntamente le diverse esperienze di cogenitorialità intergenerazionale.
La cogenitorialità intergenerazionale può essere soggetta a costruzioni culturali a livello familiare e individuale, che possono tradursi in lotte di potere sull’educazione dei bambini, in una divisione del lavoro secondo il genere e in relazioni familiari conflittuali. A livello familiare, poiché nella cultura occidentale si sottolinea il primato della struttura tradizionale della famiglia nucleare, il discorso sulla famiglia nucleare esclude i nonni da un coinvolgimento intenso nelle questioni educative, e la cogenitorialità intergenerazionale è spesso associata all’incapacità dei figli adulti di occuparsi dei propri figli e alla mancanza di risorse socioeconomiche. Nelle famiglie con tradizioni culturali di convivenza tra più generazioni, le lotte di potere tra genitori e nonni non sono rare, a causa della crescente enfasi sulla genitorialità scientifica.
A livello individuale, la cogenitorialità intergenerazionale è plasmata dal genere, dall’età, dalla condizione socioeconomica e dall’appartenenza etnico-razziale. La divisione del lavoro nella cogenitorialità intergenerazionale è fortemente segnata dal genere, poiché madri e nonne si fanno carico di norma di un numero maggiore di compiti di cura rispetto alle loro controparti maschili (Barnett et al., 2010; Harper & Ruicheva, 2010; Xiao, 2016). I nonni possono essere considerati troppo anziani e con conoscenze limitate degli stili di cura moderni, il che svaluta il loro ruolo di cura. Chi dispone di maggiori risorse socioeconomiche ha di norma più voce in capitolo in famiglia (Dolbin-MacNab et al., 2021; Sjöberg & Bertilsdotter-Rosqvist, 2017). Nelle famiglie afroamericane, latine e asiatiche in cui i nonni sono coinvolti, questi sono spesso rappresentati come caregiver principali per effetto delle aspettative culturali così come delle avversità familiari o della migrazione.
La cogenitorialità intergenerazionale riflette in una certa misura l’oppressione delle famiglie in cui i nonni crescono i nipoti all’interno dei sistemi sociali, come il diritto di famiglia, il diritto dell’immigrazione e il diritto internazionale. La cogenitorialità intergenerazionale è considerata una soluzione pragmatica alla mancanza di strutture per l’infanzia e di servizi formali e accessibili di cura dei bambini. Per le famiglie transnazionali, l’intersezione tra considerazioni giuridiche, quali la migrazione, l’assistenza alle persone anziane e il welfare, e la cittadinanza e lo status migratorio dei membri della famiglia incide sulla fattibilità, sulla durata e sulla reciprocità della cogenitorialità intergenerazionale (Chiu & Ho, 2020; Wyss & Nedelcu, 2020). Alcune famiglie attraversano cambiamenti significativi a causa dell’intersezione tra appartenenza etnico-razziale, genere, condizione socioeconomica e sistemi sociali. Ad esempio, sebbene tra i caregiver uomini sia stato riscontrato un conflitto legato al ruolo di genere (ad es. Bai, 2018; Bai, Guo, & Fu, 2018; Bai, Liu, et al., 2018), la condizione migratoria di una famiglia può costringere i nonni a discostarsi dai ruoli di genere tradizionali e a offrire qualsiasi tipo di aiuto siano in grado di fornire, poiché i bisogni di cura dei bambini sono considerati più importanti dei ruoli di genere (Chen & Lewis, 2015).
In particolare, alcuni nonni non possono beneficiare delle iniziative di advocacy e degli strumenti giuridici nonostante il ruolo importante che svolgono nella cura dei bambini. Baker et al. (2008) hanno riferito che diversi nonni che crescono i nipoti negli Stati Uniti non ne hanno l’affidamento legale, il che li costringe a procurarsi risorse e sostegno economico al di fuori del sistema di welfare.
Riconoscendo il ruolo cruciale delle caratteristiche individuali, familiari e socioculturali e della loro intersezione nel plasmare le diverse esperienze di cogenitorialità intergenerazionale, questo quadro della cogenitorialità intergenerazionale comprende nel cerchio esterno diversi fattori multilivello (Figura 2). Il cerchio illustra l’intersezionalità e la circolazione delle influenze tra caratteristiche individuali, familiari e socioculturali. Questo quadro fa così progredire la comprensione del coinvolgimento dei nonni e dell’interazione tra genitori e nonni all’interno dei sistemi familiari, e può facilitare lo sviluppo del welfare e l’elaborazione di politiche volte a migliorare il benessere individuale e le relazioni interpersonali nelle famiglie che praticano la cogenitorialità intergenerazionale.
Questa scoping review ha individuato in che modo gli studi futuri sulle pratiche intergenerazionali di cura condivisa possano trarre vantaggio da questo quadro integrativo. Il nostro quadro della cogenitorialità intergenerazionale può aiutare chi fa ricerca a esplorare i meccanismi attraverso i quali diversi fattori individuali e contestuali incidono sulla cogenitorialità. Ad esempio, il quadro adotta l’intersezionalità come lente analitica, sottolineando la diversità degli assetti e delle esperienze cogenitoriali, che variano in base all’età, al genere, allo stato di salute di chi condivide la cura e dei bambini, e ai contesti familiari e socioculturali. Inoltre, il quadro può orientare la ricerca verso lo studio della cogenitorialità tra genitori e nonni all’interno dei sistemi familiari, favorendo una comprensione più profonda delle difficoltà incontrate dalle persone e del modo in cui le esperienze personali, le circostanze familiari e i contesti socioculturali complicano il processo cogenitoriale.
Questa rassegna presenta alcuni limiti, che riflettono in larga misura quelli della letteratura esaminata e che dovrebbero essere affrontati negli studi futuri. In primo luogo, la ricerca sulla cogenitorialità intergenerazionale ha utilizzato principalmente metodi qualitativi o quantitativi trasversali; le evidenze provenienti da studi longitudinali che abbiano seguito l’evoluzione delle dinamiche della cogenitorialità intergenerazionale, del funzionamento familiare e del benessere sono limitate. In secondo luogo, intendevamo analizzare l’influenza di diversi fattori socioculturali e politici attraverso il confronto internazionale delle pratiche cogenitoriali. Tuttavia, non è stato possibile effettuare un confronto diretto a causa delle differenze metodologiche tra gli studi e della mancanza di informazioni pertinenti. Sono quindi necessari ulteriori studi con un disegno longitudinale e in prospettiva comparativa.
Sebbene gli studi inclusi in questa scoping review abbiano mostrato variazioni geografiche, riteniamo che il nostro quadro della cogenitorialità intergenerazionale sia generalizzabile e possa essere adattato in modo appropriato a persone con identità intersecanti. Il quadro proposto può aiutare il personale del servizio sociale per le famiglie, le figure dell’educazione alla vita familiare, chi pratica la terapia familiare, chi si occupa di gerontologia familiare e le altre figure professionali che operano con le famiglie a comprendere i processi e le difficoltà della cogenitorialità intergenerazionale, nonché i principali fattori che vi contribuiscono. Il nostro quadro scompone un fenomeno complesso, che implica relazioni interpersonali intricate e compiti individuali sovrapposti, in diverse dimensioni, permettendo a chi si occupa di educazione alla vita familiare e di terapia di riconoscere le dinamiche dei processi familiari in termini di modelli distintivi di interazione tra genitori e nonni, e alle altre figure professionali di servirsene per orientare la pratica clinica e gli interventi con una migliore comprensione degli effetti culturali e istituzionali.
Riteniamo che il nostro quadro della cogenitorialità intergenerazionale possa aiutare ad affrontare efficacemente i problemi nelle relazioni cogenitoriali da una prospettiva che coinvolga entrambe le generazioni. Un intervento cogenitoriale efficace dovrebbe comprendere molteplici componenti volte a raggiungere un consenso tra le generazioni su potere, autorità e divisione del lavoro, per risolvere i conflitti, facilitare il coping e l’adattamento e costruire una relazione reciproca. Un intervento cogenitoriale efficace non risolve necessariamente problemi in un solo dominio, ma può contribuire anche a ridurre i fattori di rischio in altri domini. Ad esempio, il conflitto intergenerazionale può derivare da lotte di potere all’interno della famiglia e incidere negativamente sulla relazione tra le due generazioni. Per giungere a una relazione reciproca, gli interventi potrebbero mirare a migliorare la comunicazione nel processo di attribuzione dei compiti di cura e a risolvere conflitti e tensioni nelle interazioni intergenerazionali. Una comunicazione aperta e una negoziazione efficace possono essere determinanti per una collaborazione efficiente e per ridurre le contraddizioni intergenerazionali (Xiao, 2016).
Inoltre, le figure professionali che lavorano con le famiglie trarrebbero vantaggio dall’integrare nei propri interventi e nelle proprie azioni di advocacy le voci di genitori e nonni con caratteristiche intersecanti (Dolbin-MacNab & Few-Demo, 2018). Ad esempio, nelle famiglie con madri adolescenti, gli interventi di gruppo multifamiliari che coinvolgevano madri e nonne hanno avuto un effetto positivo sull’autoefficacia delle madri più giovani e sui legami genitore–figlio, e hanno ridotto il conflitto familiare intergenerazionale (McDonald et al., 2009). Favorire una relazione di sostegno tra madri e nonne afroamericane a basso reddito e proporre un’adeguata divisione del lavoro di cura ha permesso alle giovani madri di esercitare le proprie competenze genitoriali e di accrescere gradualmente la propria competenza genitoriale (Oberlander et al., 2007).
Inoltre, le figure professionali che lavorano con le famiglie non dovrebbero trascurare le persistenti aspettative filiali dei genitori anziani, soprattutto in contesti culturali più familisti. Quando si propone l’idea di una relazione reciproca tra generazioni, è fondamentale considerare le diverse interpretazioni culturali della cogenitorialità intergenerazionale. Nel progettare servizi e programmi di sostegno per le persone anziane, si dovrebbe tenere conto del ruolo delle persone anziane nell’educazione dei bambini; al tempo stesso, figli e nipoti dovrebbero essere incoraggiati a impegnarsi nella preparazione e nella prestazione della cura alle persone anziane (Bai et al., 2020). Inoltre, questo quadro indica le principali dimensioni in cui chi opera sul campo può intervenire a favore dei nonni che sostengono un pesante carico di cura ma hanno vissuto esperienze cogenitoriali negative.
Sintetizzando le evidenze di ricerca disponibili a livello mondiale sotto la guida della teoria dei sistemi familiari e della teoria dell’intersezionalità, questo studio ha elaborato un quadro integrativo della cogenitorialità intergenerazionale che comprende cinque domini distinti e interconnessi: potere e autorità, divisione del lavoro, conflitto, coping e adattamento, reciprocità. Questo quadro offre una lente attraverso la quale studiose e studiosi possono esaminare i processi e le esperienze di interazione tra genitori e nonni nell’educazione dei bambini e il modo in cui caratteristiche intersecanti, quali l’appartenenza etnico-razziale, l’ideologia di genere, la condizione socioeconomica, lo status migratorio, la struttura familiare, la cultura e le politiche, incidono sulle esperienze e sulle pratiche di cura condivisa. Questo quadro integrativo di nuova elaborazione è uno strumento promettente, in grado di orientare gli studi futuri sulla cogenitorialità intergenerazionale e di sostenere lo sviluppo di interventi volti a rispondere efficacemente ai bisogni pratici della cura condivisa dei bambini, a prevenire il conflitto nelle relazioni intergenerazionali e cogenitoriali, a ideare strategie utili di coping e di adattamento per ottenere esiti cogenitoriali desiderabili e a coltivare la cooperazione e la reciprocità nel processo cogenitoriale, così da tutelare il benessere e il funzionamento del sistema familiare.
Tabella
Abbreviazioni: GM, nonna; GP, nonni; M, madre; P, genitori. a Sono stati intervistati solo i nonni e non vi erano alleanze cogenitoriali particolari.
Tabella
Complexe Systémique: punti chiave
Questa rassegna è importante per la pratica sistemica perché porta i nonni all’interno del sottosistema genitoriale, là dove la letteratura sulla cogenitorialità si ferma spesso alla coppia. Il quadro proposto, con cinque domini collegati tra loro, si legge come una serie di domande per i colloqui familiari: chi detiene l’autorità e chi la esercita davvero, chi fa che cosa, su che cosa verte il conflitto, come si riassesta la famiglia e che cosa ritorna da una generazione all’altra. Ricorda inoltre che i confini intergenerazionali non possono essere giudicati fuori dal contesto: lo stesso coinvolgimento dei nonni può passare per un’ingerenza in una famiglia nucleare occidentale ed essere dato per scontato in una famiglia cinese o migrante, e dipende anche dai visti, dalle politiche per l’infanzia e dal genere. Si può rimpiangere il carattere per lo più descrittivo della sintesi, l’assenza di studi longitudinali e un confronto internazionale che si è rivelato impossibile. Da leggere insieme a l’articolo sul sostegno alla cogenitorialità nei servizi per l’infanzia e la famiglia e a l’articolo sul ruolo dei nonni di fronte all’autismo.
Note dell’originale
Finanziamenti. Questo studio è stato sostenuto dalla Lee Kum Kee Family Foundation e dal Research Matching Grant Scheme dell’University Grant Council del governo della RAS di Hong Kong.
Conflitto di interessi. Chi firma l’articolo dichiara di non avere conflitti di interessi.
Bibliografia
Aassve, A., Arpino, B., & Goisis, A. (2012). Grandparenting and mothers' labour force participation: A comparative analysis using the generations and gender survey. Demographic Research, 27, 53–83. https://doi.org/10.4054/DemRes.2
Administration on Aging. (2021). 2020 Profile of older Americans. https://acl.gov/sites/default/files/Aging%20and%20Disability%20in%20America/2020ProfileOlderAmericans.Final_pdf
Anderson, S., & Sabatelli, R. M. (2011). Family interaction: A multigenerational developmental perspective ( 5th ed.). Pearson Allyn & Bacon.
Arnold, A., Lewis, J., Maximovich, A., Ickovics, J., & Kershaw, T. (2011). Antecedents and consequences of caregiving structure on young mothers and their infants. Maternal and Child Health Journal, 15(7), 1037–1045. https://doi.org/10.1007/s10995-010-0650-3
Arpino, B., Bordone, V., & Balbo, N. (2018). Grandparenting, education and subjective well-being of older Europeans. European Journal of Ageing, 15(3), 251–263. https://doi.org/10.1007/s10433-018-0467-2
Bai, X. (2018). Development and validation of a multidimensional intergenerational relationship quality scale for aging Chinese parents. The Gerontologist, 58(6), e338–e348. https://doi.org/10.1093/geront/gnx156
Bai, X., Guo, Y., & Fu, Y. Y. (2018). Self-image and intergenerational relationships as correlates of life satisfaction in Chinese older adults: Will gender make a difference? Ageing & Society, 38(7), 1502–1519. https://doi.org/10.1017/S0144686X17000113
Bai, X., Lai, D. W. L., & Liu, C. (2020). Personal care expectations: Photovoices of Chinese ageing adults in Hong Kong. Health & Social Care in the Community, 28(3), 1071–1081. https://doi.org/10.1111/hsc.12940
Bai, X., Liu, C., Baladon, L., & Rubio-Valera, M. (2018). Multidimensional determinants of the caregiving burden among Chinese male caregivers of older family members in Hong Kong. Aging & Mental Health, 22(8), 980–989. https://doi.org/10.1080/13607863.2017.1330872
Baker, J., McHale, J., Strozier, A., & Cecil, D. (2010). Mother-grandmother coparenting relationships in families with incarcerated mothers: A pilot investigation. Family Process, 49(2), 165–184. https://doi.org/10.1111/j.1545-5300.2010.01316.x
Baker, L. A., Silverstein, M., & Putney, N. M. (2008). Grandparents raising grandchildren in the United States: Changing family forms, stagnant social policies. Journal of Societal & Social Policy, 7, 53–69.
Barnett, M. A., Mills-Koonce, W. R., Gustafsson, H., & Cox, M. (2012). Mother-grandmother conflict, negative parenting, and young children's social development in multigenerational families. Family Relations, 61(5), 864–877. https://doi.org/10.1111/j.1741-3729.2012.00731.x
Barnett, M. A., Scaramella, L. V., Neppl, T. K., Ontai, L., & Conger, R. D. (2010). Intergenerational relationship quality, gender, and grandparent involvement. Family Relations, 59(1), 28–44. https://doi.org/10.1111/j.1741-3729.2009.00584.x
Bhopal, K. (1998). South Asian women in East London: Motherhood and social support. Women's Studies International Forum, 21(5), 485–492. https://doi.org/10.1016/S0277-5395(98)00067-3
Bordone, V., Arpino, B., & Aassve, A. (2017). Patterns of grandparental child care across Europe: The role of the policy context and working mothers' need. Ageing and Society, 37(4), 845–873. https://doi.org/10.1017/S0144686X1600009X
Breheny, M., Stephens, C., & Spilsbury, L. (2013). Involvement without interference: How grandparents negotiate intergenerational expectations in relationships with grandchildren. Journal of Family Studies, 19(2), 174–184. https://doi.org/10.5172/jfs.2013.19.2.174
Chen, F., Liu, G., & Mair, C. A. (2011). Intergenerational ties in context: Grandparents caring for grandchildren in China. Social Forces, 90(2), 571–594. https://doi.org/10.1093/sf/sor012
Chen, F., Short, S. E., & Entwisle, B. (2000). The impact of grandparental proximity on maternal childcare in China. Population Research and Policy Review, 19(6), 571–590. https://doi.org/10.1023/A:1010618302144
Chen, H.-M., & Lewis, D. C. (2015). Chinese grandparents' involvement in their adult children's parenting practices in the United States. Contemporary Family Therapy: An International Journal, 37(1), 58–71. https://doi.org/10.1007/s10591-014-9321-7
Chiu, T. Y., & Ho, E. L. (2020). Transnational care circulations, changing intergenerational relations and the ageing aspirations of Chinese grandparenting migrants in Singapore. Asia Pacific Viewpoint, 61(3), 423–437. https://doi.org/10.1111/apv.12292
Collins, P. H. (2019). Intersectionality as critical social theory. Duke University Press.
Conn, B. M., Marks, A. K., & Coyne, L. (2013). A three-generation study of Chinese immigrant extended family child caregiving experiences in the preschool years. Research in Human Development, 10(4), 308–331. https://doi.org/10.1080/15427609.2013.846047
Cox, M. J., & Paley, B. (2003). Understanding families as systems. Current Directions in Psychological Science, 12(5), 193–196. https://doi.org/10.1111/1467-8721.01259
Crenshaw, K. (1991). Mapping the margins: Intersectionality, identity politics, and violence against women of color. Stanford Law Review, 43(6), 1241–1299. https://doi.org/10.2307/1229039
Curtis, M. S. M. G., Ellis, É. M., Ann, S., Dai, Y., & Bermúdez, J. M. (2020). Intersectionality within family sciences and family therapy journals from 2010 to 2020. Journal of Family Theory & Review, 12(4), 510–528. https://doi.org/10.1111/jftr.12399
Da, W. W. (2003). Transnational grandparenting: Childcare arrangements among migrants from the People's Republic of China to Australia. Journal of International Migration and Integration/Revue de l'integration et de La Migration Internationale, 4(1), 79–103. https://doi.org/10.1007/s12134-003-1020-4
Derlan, C. L., Umaña-Taylor, A. J., Updegraff, K. A., & Jahromi, L. B. (2018). Mother-grandmother and mother-father coparenting across time among Mexican-origin adolescent mothers and their families. Journal of Marriage and Family, 80(2), 349–366. https://doi.org/10.1111/jomf.12462
Dolbin-MacNab, M. L., & Few-Demo, A. L. (2018). Grandfamilies in the United States: An intersectional analysis. In Grandparenting practices around the world (pp. 189–208). Policy Press.
Dolbin-MacNab, M. L., Smith, G. C., & Hayslip, B., Jr. (2021). Reunification in custodial grandfamilies: An examination of resilient family processes. Family Relations, 70(1), 225–245. https://doi.org/10.1111/fare.12487
Feinberg, M. E. (2003). The internal structure and ecological context of coparenting: A framework for research and intervention. Parenting, 3(2), 95–131. https://doi.org/10.1207/S15327922PAR0302_01
Few-Demo, A. L. (2014). Intersectionality as the “new” critical approach in feminist family studies: Evolving racial/ethnic feminisms and critical race theories. Journal of Family Theory & Review, 6(2), 169–183. https://doi.org/10.1111/jftr.12039
Few-Demo, A. L., & Allen, K. R. (2020). Gender, feminist, and intersectional perspectives on families: A decade in review. Journal of Marriage and Family, 82(1), 326–345. https://doi.org/10.1111/jomf.12638
Goh, E. C. L. (2006). Raising the precious single child in urban China: An intergenerational joint mission between parents and grandparents. Journal of Intergenerational Relationships, 4(3), 7–28. https://doi.org/10.1300/J194v04n03_02
Goh, E. C. L. (2009). Grandparents as childcare providers: An in-depth analysis of the case of Xiamen, China. Journal of Aging Studies, 23(1), 60–68. https://doi.org/10.1016/j.jaging.2007.08.001
Goh, E. C. L. (2013). “You must finish your dinner,” meal time dynamics between grandparents, parents and grandchildren in urban China. British Food Journal, 115(2–3), 365–376. https://doi.org/10.1108/00070701311314192
Goh, E. C. L., & Kuczynski, L. (2010). ‘Only children’ and their coalition of parents: Considering grandparents and parents as joint caregivers in urban Xiamen, China. Asian Journal of Social Psychology, 13(4), 221–231. https://doi.org/10.1111/j.1467-839X.2010.01314.x
Goodman, C. C. (2007). Family dynamics in three-generation grandfamilies. Journal of Family Issues, 28(3), 355–379. https://doi.org/10.1177/0192513X06296672
Goodman, C. C., & Silverstein, M. (2001). Grandmothers who parent their grandchildren: An exploratory study of close relations across three generations. Journal of Family Issues, 22(5), 557–578. https://doi.org/10.1177/019251301022005002
Goodman, C. C., & Silverstein, M. (2006). Grandmothers raising grandchildren—Ethnic and racial differences in well-being among custodial and coparenting families. Journal of Family Issues, 27(11), 1605–1626. https://doi.org/10.1177/0192513x06291435
Goodman, C. C., Tan, P. P., Ernandes, P., & Silverstein, M. (2008). The health of grandmothers raising grandchildren: Does the quality of family relationships matter? Families, Systems & Health, 26(4), 417–430. https://doi.org/10.1037/a0013963
Goodman, C., & Silverstein, M. (2002). Grandmothers raising grandchildren: Family structure and well-being in culturally diverse families. The Gerontologist, 42(5), 676–689. https://doi.org/10.1093/geront/42.5.676
Greenfield, E. A. (2011). Grandparent involvement and parenting stress among nonmarried mothers of young children. Social Service Review, 85(1), 135–157. https://doi.org/10.1086/658395
Greenwood, R. M. (2008). Intersectional political consciousness: Appreciation for intragroup differences and solidarity in diverse groups. Psychology of Women Quarterly, 32(1), 36–47. https://doi.org/10.1111/j.1471-6402.2007.00405.x
Harman, V., Cappellini, B., & Webster, M. (2021). Intensive grandmothering? Exploring the changing nature of grandmothering in the context of changes to parenting culture. Sociology, 56(1), 38–54. https://doi.org/10.1177/00380385211034983
Harper, S., & Ruicheva, I. (2010). Grandmothers as replacement parents and partners: The role of grandmotherhood in single parent families. Journal of Intergenerational Relationships, 8(3), 219–233. https://doi.org/10.1080/15350770.2010.498779
Hayslip, B., Jr., Fruhauf, C. A., & Dolbin-MacNab, M. L. (2019). Grandparents raising grandchildren: What have we learned over the past decade? The Gerontologist, 59(3), e152–e163. https://doi.org/10.1093/geront/gnx106
Hoang, N. T., Haslam, D., & Sanders, M. (2020). Coparenting conflict and cooperation between parents and grandparents in Vietnamese families: The role of grandparent psychological control and parent–grandparent communication. Family Process, 59(3), 1161–1174. https://doi.org/10.1111/famp.12496
Hoang, N.-P. T., & Kirby, J. N. (2020). A meta-ethnography synthesis of joint care practices between parents and grandparents from Asian cultural backgrounds: Benefits and challenges. Journal of Child and Family Studies, 29, 605–619. https://doi.org/10.1007/s10826-019-01553-y
Hong, Q. N., Fàbregues, S., Bartlett, G., Boardman, F., Cargo, M., Dagenais, P., Gagnon, M. P., Griffiths, F., Nicolau, B., O'Cathain, A., Rousseau, M. C., Vedel, I., & Pluye, P. (2018). The mixed methods appraisal tool (MMAT) version 2018 for information professionals and researchers. Education for Information, 34(4), 285–291. https://doi.org/10.3233/EFI-180221
Huang, Y., Zhao, Q., Reynolds, N. R., Tang, S., Yan, F., Wang, Y., & Sun, M. (2021). The experience of grandparenting young children. Journal of Gerontological Social Work, 65(3), 305–319. https://doi.org/10.1080/01634372.2021.1965687
Lai, D. W. L., & Bai, X. (2016). Chapter 15. Social work with diverse older adults. In A. Al-Krenawi, J. R. Graham, & N. Habibov (Eds.), Diversity in social work in Canada (pp. 345–372). Oxford University Press.
Leung, C., & Fung, B. (2014). Non-custodial grandparent caregiving in Chinese families: Implications for family dynamics. Journal of Children's Services, 9(4), 307–318. https://doi.org/10.1108/JCS-04-2014-0026
Li, X. W., & Liu, Q. Q. (2020). Parent-grandparent coparenting relationship, marital conflict and parent-child relationship in Chinese parent-grandparent coparenting families. Children and Youth Services Review, 109(February 2020), 104733. https://doi.org/10.1016/j.childyouth.2019.104733
Li, X., & Liu, Y. (2019). Parent-grandparent coparenting relationship, maternal parenting self-efficacy, and young children's social competence in Chinese urban families. Journal of Child and Family Studies, 28(4), 1145–1153. https://doi.org/10.1007/s10826-019-01346-3
Li, X., Zhou, S., & Guo, Y. (2020). Bidirectional longitudinal relations between parent-grandparent co-parenting relationships and Chinese children's effortful control during early childhood. Frontiers in Psychology, 11(Februray 2020), 152. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2020.00152
Liu, C., Bai, X., & Knapp, M. (2022). Multidimensional retirement planning behaviors, retirement confidence, and post-retirement health and well-being among Chinese older adults in Hong Kong. Applied Research in Quality of Life, 17(2022), 833–849. https://doi.org/10.1007/s11482-020-09901-7
Low, S. S. H., & Goh, E. C. L. (2015). Granny as nanny: Positive outcomes for grandparents providing childcare for dual-income families. Fact or myth? Journal of Intergenerational Relationships, 13(4), 302–319. https://doi.org/10.1080/15350770.2015.1111003
Mason, J., May, V., & Clarke, L. (2007). Ambivalence and the paradoxes of grandparenting. The Sociological Review, 55(4), 687–706. https://doi.org/10.1111/j.1467-954X.2007.00748.x
McDonald, L., Conrad, T., Fairtlough, A., Fletcher, J., Green, L., Moore, L., & Lepps, B. (2009). An evaluation of a groupwork intervention for teenage mothers and their families. Child & Family Social Work, 14(1), 45–57. https://doi.org/10.1111/j.1365-2206.2008.00580.x
McHale, J. P., & Lindahl, K. M. (2011). Introduction: What is coparenting? In J. P. McHale & K. M. Lindahl (Eds.), Coparenting: A conceptual and clinical examination of family systems (pp. 3–12). American Psychological Association.
McHale, J. P., Kuersten-Hogan, R., & Rao, N. (2004). Growing points for coparenting theory and research. Journal of Adult Development, 11(3), 221–234. https://doi.org/10.1023/B:JADE.0000035629.29960.ed
McHale, J. P., Salman, S., Strozier, A., & Cecil, D. K. (2013). Triadic interactions in mother-grandmother coparenting systems following maternal release from jail. Monographs of the Society for Research in Child Development, 78(3), 57–74. https://doi.org/10.1111/mono.12021
Moffatt, S., Tse Laurence, M., & Pennington, L. (2019). Experiences of grandparenting disabled children in the UK: A qualitative study of intergenerational relationships. Journal of Intergenerational Relationships, 17(1), 58–73. https://doi.org/10.1080/15350770.2018.1500331
Moher, D., Liberati, A., Tetzlaff, J., Altman, D. G., & The PRISMA Group. (2009). Reprint -preferred reporting items for systematic reviews and meta-analyses: The PRISMA statement. Physical Therapy, 89(9), 873–880. https://doi.org/10.1093/ptj/89.9.873
Muller, Z., & Litwin, H. (2011). Grandparenting and psychological well-being: How important is grandparent role centrality? European Journal of Ageing, 8(2), 109–118. https://doi.org/10.1007/s10433-011-0185-5
Munn, Z., Peters, M. D. J., Stern, C., Tufanaru, C., McArthur, A., & Aromataris, E. (2018). Systematic review or scoping review? Guidance for authors when choosing between a systematic or scoping review approach. BMC Medical Research Methodology, 18(1), 143. https://doi.org/10.1186/s12874-018-0611-x
Nagata, D. K., Cheng, W. J. Y., & Tsai-Chae, A. H. (2010). Chinese American grandmothering: A qualitative exploration. Asian American Journal of Psychology, 1(2), 151–161. https://doi.org/10.1037/a0019963
Noriega, C., López, J., Domínguez, R., & Velasco, C. (2017). Perceptions of grandparents who provide auxiliary care: Value transmission and child-rearing practices. Child & Family Social Work, 22(3), 1227–1236. https://doi.org/10.1111/cfs.12339
Oberlander, S. E., Black, M. M., & Starr, R. H. (2007). African American adolescent mothers and grandmothers: A multigenerational approach to parenting. American Journal of Community Psychology, 39(1), 37–46. https://doi.org/10.1007/s10464-007-9087-2
Perez-Brena, N. J., Toews, M. L., Feinberg, M. E., & Anders, K. M. (2021). Adapting a coparenting-focused prevention program for Latinx adolescent parents in a school context. Family Process, 61(1), 91–107. https://doi.org/10.1111/famp.12651
Peters, M. D. J., Godfrey, C. M., Khalil, H., Mclnerney, P., Parker, D., & Soares, C. B. (2015). Guidance for conducting systematic scoping reviews. International Journal of Evidence-Based Healthcare, 13(3), 141–146. https://doi.org/10.1097/XEB.0000000000000050
Pham, M. T., Rajić, A., Greig, J. D., Sargeant, J. M., Papadopoulos, A., & McEwen, S. A. (2014). A scoping review of scoping reviews: Advancing the approach and enhancing the consistency. Research Synthesis Methods, 5(4), 371–385. https://doi.org/10.1002/jrsm.1123
Pong, S., & Chen, V. W. (2010). Co-resident grandparents and grandchildren's academic performance in Taiwan. Journal of Comparative Family Studies, 41(1), 111–129.
Pope, C., Mays, N., & Popay, J. (2006). How can we synthesize qualitative and quantitative evidence for healthcare policy-makers and managers? Healthcare Management Forum, 19(1), 27–31. https://doi.org/10.1016/S0840-4704(10)60079-8
Sadruddin, A. F. A., Ponguta, L. A., Zonderman, A. L., Wiley, K. S., Grimshaw, A., & Panter-Brick, C. (2019). How do grandparents influence child health and development? A systematic review. Social Science & Medicine, 239(October 2019), 112476. https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2019.112476
Sandel, T. L., Cho, G. E., Miller, P. J., & Wang, S. (2006). What it means to be a grandmother: A cross-cultural study of Taiwanese and euro-American grandmothers' beliefs. Journal of Family Communication, 6(4), 255–278. https://doi.org/10.1207/s15327698jfc0604_2
Schrijner, S., & Smits, J. (2018). Grandmothers and children's schooling in sub-Saharan Africa. Human Nature, 29(1), 65–89. https://doi.org/10.1007/s12110-017-9306-y
Shorey, S., & Ng, E. D. (2022). A social–ecological model of grandparenting experiences: A systematic review. The Gerontologist, 62(3), e193–e205. https://doi.org/10.1093/geront/gnaa172
Sivak, E. (2018). Managing grandparental involvement in child-rearing in the context of intensive parenting. Sociological Research Online, 23(4), 830–846. https://doi.org/10.1177/1360780418787201
Sjöberg, M., & Bertilsdotter-Rosqvist, H. (2017). Who is the mother? Exploring the meaning of grandparental support in young Swedish mothers' narratives. Feminism & Psychology, 27(3), 318–335. https://doi.org/10.1177/0959353516685343
Stevenson, M. L., Henderson, T. L., & Baugh, E. (2007). Vital defenses: Social support appraisals of Black grandmothers parenting grandchildren. Journal of Family Issues, 28(2), 182–211. https://doi.org/10.1177/0192513X06293852
Tezcan, T. (2021). First-generation circular migrants involved in the upbringing of their grandchildren: The case of Turkish immigrants in Germany. Ageing and Society, 41(1), 77–100. https://doi.org/10.1017/S0144686X19000953
Thang, L. L., Mehta, K., Usui, T., & Tsuruwaka, M. (2011). Being a good grandparent: Roles and expectations in intergenerational relationships in Japan and Singapore. Marriage & Family Review, 47(8), 548–570. https://doi.org/10.1080/01494929.2011.619303
Walsh, F. (2012). Family resilience: Strengths forged through adversity. In F. Walsh (Ed.), Normal family processes: Growing diversity and complexity (pp. 399–427). The Guilford Press.
Wang, J., & Schoppe-Sullivan, S. J. (2021). The roles of mothers' perceptions of grandmothers' gatekeeping and fathers' parenting competence in maternal gatekeeping. Family Relations, 70(5), 1435–1448. https://doi.org/10.1111/fare.12569
Wyss, M., & Nedelcu, M. (2020). Grandparents on the move: A multilevel framework analysis to understand diversity in zero-generation care arrangements in Switzerland. Global Networks, 20(2), 343–361. https://doi.org/10.1111/glob.12250
Xia, J. (2020). The best interests of the child principle in residence disputes after parental divorce in China. International Journal of Law, Policy and the Family, 34(2) 105–125. https://doi.org/10.1093/lawfam/ebaa001
Xiao, S. (2016). Intimate power: The intergenerational cooperation and conflicts in childrearing among urban families in contemporary China. The Journal of Chinese Sociology, 3(1), 18. https://doi.org/10.1186/s40711-016-0037-y
Xiao, X., & Loke, A. Y. (2021). Experiences of intergenerational co-parenting during the postpartum period in modern China: A qualitative exploratory study. Nursing Inquiry, 28(3), e12403. https://doi.org/10.1111/nin.12403
Xie, X., & Xia, Y. (2011). Grandparenting in Chinese immigrant families. Marriage & Family Review, 47(6), 383–396. https://doi.org/10.1080/01494929.2011.594218
Xu, L., Tang, F., Li, L. W., & Dong, X. Q. (2017). Grandparent caregiving and psychological well-being among Chinese American older adults-the roles of caregiving burden and pressure. Journals of Gerontology Series A: Biological Sciences and Medical Sciences, 72(S1), S56–S62. https://doi.org/10.1093/gerona/glw186
Yang, X. Y., Artman-Meeker, K., & Roberts, C. A. (2018). Grandparents of children with intellectual and developmental disabilities: Navigating roles and relationships. Intellectual and Developmental Disabilities, 56(5), 354–373. https://doi.org/10.1352/1934-9556-56.5.354
Zeiders, K. H., Umaña-Taylor, A. J., Jahromi, L. B., & Updegraff, K. A. (2015). Grandmothers' familism values, adolescent mothers' parenting efficacy, and children's well-being. Journal of Family Psychology, 29(4), 624–634. https://doi.org/10.1037/fam0000103
Žilinčíková, Z., & Kreidl, M. (2018). Grandparenting after divorce: Variations across countries. Advances in Life Course Research, 38(December 2018), 61–71. https://doi.org/10.1016/j.alcr.2
Traduzione non ufficiale in italiano di Toward an integrative framework of intergenerational coparenting within family systems: A scoping review, di Xue Bai, Mengtong Chen, Ranran He e Tongling Xu, Journal of Family Theory & Review, vol. 15, n. 1 (2023), doi: 10.1111/jftr.12478, con licenza CC BY 4.0. Traduzione e impaginazione: Complexe Systémique, ottobre 2026, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale; l’opera è stata modificata ai sensi della licenza (tabelle presentate sotto forma di elenchi). La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.
L’articolo originale, «Toward an integrative framework of intergenerational coparenting within family systems: A scoping review», è stato pubblicato in Journal of Family Theory & Review (2023) con licenza CC BY 4.0. Questa versione è una traduzione non ufficiale in italiano realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, con una presentazione adattata alla lettura online, come indicato all’inizio di questa pagina.
Leggi l’articolo originaleCome citare questo articolo
Bai, X., Chen, M., He, R., e Xu, T. (2023). Toward an integrative framework of intergenerational coparenting within family systems: A scoping review. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/en_GB/articles/toward-an-integrative-framework-of-intergenerational-coparenting-within-family-systems (Opera originale pubblicata nel 2022 in Journal of Family Theory & Review, 15(1), 78-117 (2023); ripubblicata nel 2023 da Journal of Family Theory & Review, https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/jftr.12478)
Per approfondire