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Red Sistémica · Cinema

Sfuggire all’escapismo: un commento su La famiglia di Ettore Scola

In questa rubrica il cinema fa da lente allo sguardo sistemico. Pedro Herscovici commenta qui La famiglia (1987), in cui Ettore Scola segue ottant’anni della vita di un uomo senza mai lasciare il corridoio di uno stesso appartamento romano. Un film che, in una cultura che ha messo sul trono l’individuo decontestualizzato, si adopera per rendere visibile quell’unità invisibile che è la famiglia: in movimento, mutevole da una forma all’altra, eppure prigioniera della propria struttura.

Autore Pedro Herscovici, pioniere della terapia familiare in Argentina, direttore di TESISPrima pubblicazione Perspectivas Sistémicas, n. 2, agosto-settembre 1988Traduzione Complexe Systémique, traduzione non ufficiale dallo spagnolo assistita dall’IA, con l’accordo di Red Sistémica

Il cinema come lente

In questa rubrica il cinema, quella marea del dare e del ricevere, come lo chiama il geniale regista svedese I. Bergman, sarà la nostra lente per diversi commenti. Questa volta parleremo di La famiglia (1987) del regista Ettore Scola. Si è detto che questo film riassume buona parte dell’opera del cineasta italiano: da La terrazza conserva la descrizione storica della vita di un personaggio; da C’eravamo tanto amati, la tragicommedia; da Ballando ballando, la continuità, in un’unica scenografia, di molteplici destini (derive strutturali) che si intrecciano; e da Il mondo nuovo, ciò che il nostro connazionale Ricardo Aronovich diceva delle luci e della macchina da presa: che non è soltanto il meccanismo a produrre l’effetto sullo spettatore.

Scola, che ha cominciato come giornalista e caricaturista, ci ha sempre abbagliato come storico del sociale. È un pittore della solitudine, della nostalgia, del decadente e del grossolano nel loro contesto (Brutti, sporchi e cattivi).

Rendere visibile un’unità invisibile

La famiglia abbraccia ottant’anni della vita di Carlo (Vittorio Gassman), che ci viene mostrato e descritto nella sua situazione vissuta. Nella nostra cultura, che ha messo sul trono l’individuo decontestualizzato e in cui questo organismo sociale non è percepito come tale nemmeno da chi si dice esperto, il film che ci interessa si sforza di recuperare questo essere mutevole, connesso con altri, in relazione con altri. Scola ci mostra le routine familiari perché possiamo apprezzare quell’unità invisibile, la famiglia, così come soltanto essa può essere percepita: in movimento, mentre passa da una forma all’altra. La mostra anche com’è, caleidoscopica, fatta di immagini diverse, e come cassa di risonanza di ciò che accade ai suoi diversi componenti.

Gli individui appaiono come cristalli grandi o piccoli, come figure o come sfondo, luminosi od opachi, che assumono posizioni diverse e partecipano alle diverse forme (strutture) che prende l’unità in movimento.

La famiglia appare come un balletto, in cui ciascuno dipende dagli altri e in cui, senza accorgersene, tutti disegnano una coreografia. Il corridoio della vasta casa in cui convivono diverse generazioni della stessa famiglia è ciò che unisce le varie stanze: è lo spazio comune tra i diversi membri della famiglia. È anche ciò che unisce, nel tempo, i diversi momenti evolutivi del ciclo di vita familiare.

La struttura come scheletro

Il cinema, come il teatro, il balletto o il mimo, rappresenta la conoscenza di un corpo. Nella struttura di questa famiglia, come in quella delle altre, le relazioni tra le parti del sistema sono costitutive. La struttura indica il modo in cui le parti sono in relazione tra loro e conferiscono significati che vanno al di là delle situazioni. È una linea che unisce, un movimento che si ripete, che delimita e articola spazi, che definisce relazioni; è un corpo dentro il corpo, è lo scheletro. È una forma che si rende presente in diversi momenti del vissuto: non è il contorno né la cornice, è il disegno interno in relazione dinamica.

In questa storia di famiglia italiana c’è una progressione logica, come nella tragedia greca, in cui i membri appaiono prigionieri della loro storia e della loro struttura.

I diversi sottosistemi del sistema familiare — le tre sorelle rimaste zitelle che litigano tra loro, o il triangolo amoroso formato da Carlo e dalle due sorelle Beatrice (Stefania Sandrelli) e Adriana (Fanny Ardant) — hanno confini definiti e si mantengono nel tempo. Le complementarità tra i fratelli Carlo (il forte) e Giulio (il debole) sono ricorsive.

Con il passare degli anni l’organizzazione, il sistema, perdura: Carlo e Adriana arrivano a litigare per cinquant’anni e, anche quando il terzo elemento della sottounità è appena morto, le distanze si mantengono. In un bel dialogo finale riconoscono che Beatrice è stata la continuità della famiglia (la morfostasi) e loro due ne sono stati i salti (la morfogenesi).

La ripetizione, di generazione in generazione, di ruoli e incastri interpersonali, così come di molteplici sovradeterminazioni storiche in un copione ristretto, si compie quando Carlo compie ottant’anni.

La foto di famiglia dell’inizio si ripete: la famiglia è la stessa. Nessuno è riuscito a sottrarsi ai vincoli che pesano sui suoi movimenti e sulle sue possibilità: questo è il dramma.

Chi è Pedro Herscovici

Pioniere della terapia familiare in Argentina, formatosi negli Stati Uniti, è direttore di TESIS.

Questo articolo è una traduzione italiana non ufficiale dallo spagnolo di «Un escape al escapismo: Un comentario sobre “LA FAMILIA” de Ettore Scola», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 2, agosto-settembre 1988). Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicata con l’accordo della rivista. Fa fede la versione originale.

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Come citare questo articolo

Herscovici, P. (2022). Échapper à l’escapisme : un commentaire sur La Famille d’Ettore Scola (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/echapper-a-l-escapisme-un-commentaire-sur-la-famille-d-ettore-scola (Opera originale pubblicata nel 1988 in Perspectivas Sistémicas, n. 2, agosto-settembre 1988; ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/06/20/un-escape-al-escapismoun-comentario-sobre-la-familia-de-ettore-scola/)

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