Questa versione è stata tradotta dal francese da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Concetto · Identità
Come si diventa sé stessi? La nozione di identità è un fenomeno complesso: è al tempo stesso l’insieme dei criteri che definiscono un soggetto e il sentimento interno che si sviluppa e si costruisce nel corso di tutta la vita, per ciascuna e ciascuno di noi.
Questa costruzione è anche una costruzione narrativa, nel senso che l’identità è in gran parte legata alla storia che raccontiamo a noi stessi su di noi: una storia evidentemente nutrita da tutte quelle che abbiamo sentito raccontare sul nostro conto fin dalla più tenera infanzia.
Le presento qui le diverse aree dell’identità, secondo il modello originario di Gérald Caplan, arricchito in seguito da professionisti della terapia sistemica di Lione.
L’identità genetica è quella che, a priori, risulta più stabile nel tempo nella maggior parte delle persone (sono una donna, sono un uomo, ho le lentiggini, ecc.). È anche quella che non si poteva cambiare, almeno fino a qualche anno fa. È un aspetto che si è molto evoluto negli ultimi tempi, e oggi esiste la possibilità, per le persone che si sentono profondamente diverse nella propria identità genetica, di cambiare sesso.
L’identità familiare si costruisce molto presto, attraverso tutte le interazioni nell’ambiente familiare. È il risultato di una costruzione complessa, all’incrocio tra le proiezioni delle figure genitoriali e il comportamento di chi cresce. Questa identità si costruisce su tutti i messaggi di conferma che le figure genitoriali potranno rivolgere alla propria prole, così come sui possibili messaggi di squalifica. È ciò che contribuirà a costruire la base dell’autostima e della fiducia in sé.
La famiglia svolge un ruolo principale nell’apprendimento e nella maturazione affettiva delle persone. È il laboratorio di sperimentazione in cui l’infanzia definisce la propria identità. È innanzitutto in famiglia che si sviluppano il sentimento di filiazione, le nozioni di potere e di status, la differenziazione individuale, la conferma dell’autostima, ecc. Nelle famiglie in cui c’è una fratria si vedono molto bene i diversi messaggi di conferma dell’identità: a una creatura toccherà il ruolo della «persona scientifica», a un’altra quello della «persona letterata»; una sarà «la mente intellettuale» e l’altra «quella pratica», una «la persona calma» e l’altra «quella dinamica». Noterà che utilizzo volutamente qualificativi positivi, ma questa costruzione dell’identità può purtroppo avvenire anche su una base svalutante: invece della «persona calma» e di «quella dinamica», avremo allora «la persona pigra» e «quella agitata».
Il modo in cui le cose vengono dette in famiglia è importante quanto le parole che si usano: se c’è una dissonanza, è il messaggio non verbale che l’infanzia coglierà per dare senso all’esperienza. Non bisogna dimenticare che, da un punto di vista evolutivo, e perfino su scala dell’evoluzione delle specie, molto prima dello sviluppo del linguaggio orale, la comprensione del proprio ambiente e delle interazioni sociali si basa sulla decodifica non verbale. Bisogna capire molto in fretta se l’altra persona è potenzialmente aggressiva oppure inoffensiva, se si avvicina con buone o cattive intenzioni: estrapolando, si tratta perfino di una questione di sopravvivenza.
L’identità sociale comincia a svilupparsi a partire dai primi contatti di vita collettiva, in genere a partire dall’ingresso a scuola. È la parte di noi che si definisce in particolare attraverso i rapporti di amicizia. È il modo in cui Lei si percepisce in società.
Per esempio: sono una buona amica o un buon amico, sono una persona affidabile (ci sono quando le mie amicizie hanno bisogno di me, per un trasloco, ecc.), sono una persona divertente; e noti che posso percepirmi come una persona spiritosa nella sfera sociale, ma per nulla nella sfera familiare, e viceversa.
L’identità professionale, dal canto suo, si sviluppa a partire dalle prime esperienze nel mondo del lavoro: cominciando dai tirocini, poi dai lavoretti estivi, poi dall’ingresso nella vita professionale. Questa identità è l’insieme delle rappresentazioni che Lei ha di sé nell’ambito del lavoro.
Per esempio: sono una persona rigorosa, ho grandi capacità di adattamento, ecc.
Quest’area dell’identità si costruisce nello sviluppo del nostro ruolo sessuato. Richiamo la Sua attenzione sul fatto che questo sviluppo comincia fin dall’infanzia: in quel momento non si parla della sessualità come se ne parlerebbe per una persona adulta, ma essa si costruisce fin dalle prime esperienze sensoriali e matura con l’esperienza di vita.
Per esplorare più a fondo queste diverse aree, La invito a guardare il video qui sotto.
Come citare questo articolo
Besse, J. (2021, 2 maggio). Les aires de l'identité. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/les-aires-de-l-identite
Per approfondire
Commenti 0
Effettuare l'accesso per partecipare alla discussione. Accedi