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Heliyon · Servizio sociale

Analisi strutturale e funzionale di casi di trattamento familiare seguiti nel sistema pubblico dei servizi sociali

Che cosa dicono le relazioni delle équipe andaluse di tutela dell’infanzia sulle famiglie con cui lavorano? Il gruppo di Susana Martí-García ha codificato 26 relazioni interdisciplinari della provincia di Huelva con le categorie del genogramma di McGoldrick e Gerson. La trascuratezza emerge come nodo centrale, intrecciata a ripetizioni transgenerazionali, disadattamento al ciclo di vita, precarietà economica e violenza di genere.

Autrici e autori Susana Martí-García (Universidad de Huelva, Spagna); Fernando Relinque-Medina (Universidad Pablo de Olavide, Siviglia, Spagna; centro di ricerca COIDESO; gruppo di ricerca ESEIS); Manuela Ángela Fernández-Borrero (Universidad de Huelva; COIDESO; gruppo di ricerca ESEIS); Octavio Vázquez-Aguado (Universidad de Huelva; COIDESO; gruppo di ricerca AGORA)Prima pubblicazione Heliyon, 9 maggio 2021Traduzione Complexe Systémique, traduzione non ufficiale assistita dall’IA

Traduzione non ufficiale in italiano di Structural and functional analysis of cases of family treatment treated in the public social services system, di Susana Martí-García, Fernando Relinque-Medina, Manuela Ángela Fernández-Borrero e Octavio Vázquez-Aguado, pubblicato in Heliyon (Elsevier) (2021), doi: 10.1016/j.heliyon.2021.e06825, con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: il testo originale è stato tradotto in italiano e impaginato per la lettura online, il che costituisce una modifica dell’opera ai sensi della licenza. Le tabelle sono presentate sotto forma di elenchi; le dichiarazioni di fine articolo sono raggruppate nelle note. La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.

La trascuratezza è l’elemento centrale in questo tipo di famiglie, così come il disadattamento al ciclo di vita del sistema familiare.

Susana Martí-García, Fernando Relinque-Medina, Manuela Ángela Fernández-Borrero e Octavio Vázquez-Aguado

Abstract

Lo scopo di questo lavoro è stato analizzare, secondo un approccio strutturale e funzionale, le famiglie in situazione di rischio o prive di tutela seguite dalle équipe di trattamento familiare, inserite nel sistema pubblico dei servizi sociali. A tal fine sono stati impiegati metodi e tecniche di ricerca qualitativa su 26 relazioni interdisciplinari prodotte nei casi più rappresentativi di intervento familiare.

Si sono ottenuti risultati significativi che descrivono le strutture familiari, l’adattamento al ciclo di vita, la ripetizione di schemi attraverso le generazioni, gli eventi di vita e il funzionamento familiare, nonché gli schemi relazionali. I dati rivelano che si tratta di famiglie con problematiche comuni, legate principalmente al comportamento dei minori e alla copertura dei bisogni di base. La trascuratezza è l’elemento centrale in questo tipo di famiglie, così come il disadattamento al ciclo di vita del sistema familiare. Il tutto a partire da schemi di ripetizione relazionali disfunzionali.

Parole chiave: Famiglia; Situazione di rischio; Mancanza di tutela; Servizi sociali; Équipe di trattamento familiare; Metodo qualitativo

1 Introduzione

La famiglia come istituzione sociale, nonostante le trasformazioni storiche vissute, continua a essere il contesto adeguato per rispondere ai bisogni evolutivi e di sviluppo delle persone e costituisce l’ambiente ideale per la crescita e lo sviluppo dell’infanzia. Per questo il contesto domestico e la responsabilità genitoriale assumono un’importanza crescente come fonti primarie di cura dell’infanzia (López, 2008; Cojocaru and Cojocaru, 2011). Tuttavia, non tutti i sistemi familiari sviluppano adeguatamente le proprie competenze, e possono diventare contesti di rischio o di minaccia per il benessere dell’infanzia, soprattutto quando sono presenti fattori di rischio che influiscono sulla comparsa di diverse forme di maltrattamento infantile (Fedor, 2011; Rodrigo et al., 2009).

In Spagna, l’intervento del sistema di tutela dei minori era rivolto a questo tipo di famiglie, nelle quali le situazioni sono gravi e vengono adottati provvedimenti per abbandono. Dagli anni Novanta in poi l’attenzione si è estesa alle famiglie a rischio, di livello lieve, moderato o grave. Con ciò sono state introdotte anche nuove visioni e orientamenti che integravano l’intervento con misure di aiuto, sostegno e prevenzione (Casares, 2017).

Questo articolo presenta l’analisi strutturale e funzionale delle famiglie oggetto di intervento delle équipe provinciali di trattamento familiare inserite nel sistema di tutela dei minori dell’Andalusia (Spagna)1. Vengono analizzate le componenti incluse nelle relazioni dell’équipe interdisciplinare. Queste relazioni contribuiscono alla diagnosi professionale e alle proposte di intervento da sviluppare.

Si tratta di un progresso nella conoscenza delle famiglie con cui lavorano queste équipe, poiché ne identifica, con un approccio scientifico, la struttura e il funzionamento di base. Questo approccio non era mai stato applicato a queste équipe di trattamento nel territorio in cui svolgono le loro funzioni professionali. L’analisi permetterà di individuare elementi disfunzionali condivisi, nonché aspetti chiave che facilitino il lavoro di queste équipe a partire da una comprensione e da una visione comuni della realtà con cui lavorano.

L’approccio muove da una concezione sistemica ed ecologica della famiglia (Espinal et al., 2006), che coglie il carattere olistico del suo funzionamento, sia degli elementi di protezione sia dei fattori associati a situazioni di rischio di diversi livelli di gravità. Include l’analisi delle componenti strutturali, così come degli elementi funzionali legati alle dinamiche e alle problematiche familiari, degli schemi relazionali intrafamiliari e delle interazioni con l’ambiente, in processi di morfogenesi e di adattamento.

I servizi sociali dell’Andalusia2 distinguono due situazioni avverse in cui possono trovarsi i minori all’interno del proprio nucleo familiare: il rischio (livello medio di mancanza di tutela) o l’abbandono (livello grave di mancanza di tutela). Il Programma di trattamento per famiglie con minori in situazione di rischio o privi di tutela3 cerca di rispondere a queste problematiche familiari nell’ambito delle competenze del sistema di tutela dei minori a livello locale, dove si collocano le équipe di trattamento familiare (di seguito ETF, Equipos de Tratamiento Familiar). Si tratta di équipe interdisciplinari composte da tre figure professionali delle discipline del servizio sociale, della psicologia e dell’educazione sociale. Queste équipe sviluppano azioni preventive e protettive, intervenendo in modo integrale sul sistema familiare e, se necessario, anche sul suo contesto. A tal fine lavorano in coordinamento con altri sistemi pubblici e attori sociali, come il sistema scolastico e quello sanitario o le organizzazioni del terzo settore.

Le ETF lavorano attraverso due sottoprogrammi: il Sottoprogramma rischio o mancanza di tutela e il Sottoprogramma ricongiungimento. Il primo riguarda interventi in situazioni familiari con carenze o difficoltà nel soddisfare i bisogni dei minori in vista di uno sviluppo ottimale, senza che sia necessaria la separazione dal loro sistema familiare. Il Sottoprogramma ricongiungimento si applica nel lavoro con le famiglie che sono passate attraverso l’attuazione di una precedente misura di protezione con allontanamento dei minori dal nucleo familiare.

Le ETF dispongono di relazioni redatte da ciascuna figura professionale dell’équipe di intervento, oltre che di una relazione interdisciplinare. Questo documento è fondamentale nel processo di intervento, poiché offre una visione completa e condivisa della situazione familiare, oltre a una sintesi e a una valutazione diagnostica globale e a proposte di intervento.

2 Rassegna della letteratura

La famiglia è l’unità relazionale di base della società e svolge diverse funzioni, tra cui spiccano quelle con obiettivi di natura intrafamiliare, che perseguono lo sviluppo e la protezione dei suoi membri, e altre di tipo extrafamiliare, che mirano ad accogliere una cultura e a trasmetterla.

Dal punto di vista funzionale e relazionale, la famiglia è un agente di socializzazione primaria che collega la persona al suo ambiente, favorendone così l’integrazione sociale (Rodrigo and Palacios, 1998). In questo senso, la teoria ecologica di Bronfenbrenner (1979) cerca di spiegare il comportamento delle persone mettendole in relazione con il loro contesto, e intende il comportamento come conseguenza di questa interazione. Così, i bisogni e i problemi legati all’interazione quotidiana che una famiglia può presentare possono essere di vario tipo, tra cui spiccano quelli relazionali (microsistema) e quelli contestuali (esosistema e macrosistema).

In una concezione sistemica, la famiglia è intesa come un sistema che comprende un insieme di situazioni emotive, intellettuali e affettive che si organizzano nel corso del tempo lungo più generazioni (Giberti, 2005). Le famiglie possono svilupparsi in modo adeguato e in relazione ottimale con il contesto, oppure possono verificarsi situazioni in cui le famiglie possono essere considerate multiproblematiche.

Per Cancrini (1995, citato in Rodríguez, 2003), le caratteristiche distintive delle famiglie multiproblematiche riguardano la presenza simultanea, in due o più membri della stessa famiglia, di comportamenti problematici strutturati, stabili nel tempo e abbastanza gravi da richiedere un intervento esterno. Vi si riscontra una grave insufficienza, soprattutto da parte delle figure genitoriali, delle attività funzionali ed espressive necessarie ad assicurare un corretto svolgimento della vita familiare. Inoltre, sono caratterizzate da una relazione cronica di dipendenza dai servizi di sostegno alla famiglia e dallo sviluppo di comportamenti sintomatici.

Linares (1997, citato in Rodríguez, 2003) avverte che queste famiglie multiproblematiche non vanno viste unicamente come deserti relazionali, perché esistono anche meccanismi di compensazione. Quando deterioramento e disarmonia coincidono, l’ecosistema non resta passivo e mette in moto processi protettivi che garantiscono la continuità della vita familiare, elementi rilevanti per i processi di intervento familiare.

McGoldrick e Gerson (1985) hanno proposto una categorizzazione di elementi utili per l’analisi e l’intervento familiare, fattori che in questo lavoro sono stati assunti come oggetto di analisi.

Tra questi elementi figura la struttura familiare, che riflette la composizione e la configurazione del sistema familiare. L’adattamento al ciclo di vita, che si osserva nell’adeguamento di situazioni di base delle dinamiche familiari. La ripetizione di schemi attraverso le generazioni, che riguarda gli schemi familiari trasmessi di generazione in generazione, ed è interessante osservare quali siano gli schemi che si ripetono di più. Per McGoldrick e Gerson esistono due tipi di schemi: quelli sintomatici, che hanno a che fare con aspetti comportamentali di uno o più membri del sistema, e quelli relazionali, che si riflettono nei diversi legami di interazione che si stabiliscono a livello intrafamiliare. Altri elementi sono gli eventi di vita e il funzionamento familiare, che comprende la relazione tra eventi della sfera della vita individuale, familiare, sociale, economica e politica, messi in rapporto con l’impatto che hanno sulla famiglia, dove in ogni sistema si genera una serie di problemi generali e specifici come risultato di questa interconnessione. Infine, gli schemi relazionali e triadici, che riguardano le relazioni familiari. Esistono in forme e con caratteristiche diverse, e i più frequenti sono quelli di unione, fusione, conflitto, distanza e rottura. Quanto ai triangoli, McGoldrick e Gerson spiegano che la famiglia può essere intesa come una serie di triangolazioni interconnesse. Riconoscono come tipi di triangoli: (1) quello primario, tra la figura genitoriale e uno o più figli o figlie; (2) quello perverso, che si verifica quando c’è una coalizione tra membri di livelli gerarchici diversi per attaccare una terza persona; (3) quello ausiliario, composto da un solo genitore, da un membro della prole e da un altro familiare.

In questo studio, a partire da una concezione sistemica e riunendo elementi di McGoldrick e Gerson (1985), per l’analisi si considerano una parte strutturale e una parte funzionale, ovvero ciò che Castellón e Ledesma (2012) hanno chiamato struttura e dinamica. La parte strutturale si riferisce agli elementi della composizione familiare, nonché alla presenza di situazioni legate agli ambiti della formazione, dell’economia e del lavoro e alla struttura familiare stessa. La parte funzionale include aspetti legati alla dinamica familiare transgenerazionale, che comprende l’adattamento al ciclo di vita, la ripetizione di schemi attraverso le generazioni e gli eventi di vita e il funzionamento familiare. A ciò si aggiunge un’altra dimensione che include gli aspetti relazionali.

Questa analisi permette di approfondire gli ambienti familiari in cui si sviluppano bambine, bambini e adolescenti, e le cui condizioni possono causare danni significativi a breve, medio o lungo termine al loro benessere e al loro sviluppo. Studiare e comprendere queste realtà è quindi essenziale per mettere in relazione la struttura e gli eventi familiari con il contesto sociale, economico e politico in cui si producono. Inoltre, permette di conoscere punti di forza e di debolezza per orientare le decisioni professionali.

Questo studio intende rispondere a domande come: esistono elementi correlati nelle strutture delle famiglie a rischio o prive di tutela? Quali sono le dinamiche disfunzionali o problematiche più presenti? Come si manifestano gli schemi di relazione familiare dei membri delle famiglie seguite dalle ETF? E altre ancora.

Si assume come ipotesi iniziale l’esistenza di elementi strutturali e funzionali comuni in queste famiglie seguite dalle équipe professionali.

L’obiettivo generale di questa ricerca è inoltre studiare le caratteristiche strutturali e funzionali delle famiglie oggetto di intervento per rischio o per mancanza di tutela da parte delle équipe di trattamento familiare della provincia di Huelva. Gli obiettivi specifici sono, in primo luogo, conoscere il profilo strutturale delle famiglie seguite; poi esplorare la dinamica funzionale di queste famiglie e, infine, analizzare gli schemi relazionali e triangolari che riguardano il funzionamento familiare.

Tutto ciò permetterà di mettere in luce la rilevanza delle informazioni raccolte e analizzate nelle relazioni professionali per l’elaborazione di misure e processi di intervento familiare.

3 Metodo

3.1 Partecipanti

In questo studio l’oggetto di analisi sono le famiglie con minori che sono passate attraverso un processo di intervento in 13 ETF. Queste famiglie sono state studiate attraverso la relazione tecnica interdisciplinare, analizzando in tutto 26 relazioni familiari, di cui 13 del Sottoprogramma rischio e 13 del Sottoprogramma ricongiungimento, tutte appartenenti al Programma di trattamento per famiglie con minori in situazione di rischio o privi di tutela. Le date di queste relazioni vanno da dicembre 2010 a gennaio 2017. Ciascuna équipe interdisciplinare ha scelto questi documenti come i più rappresentativi del proprio ambito di intervento.

3.2 Tecniche e strumenti

Gli strumenti di base dell’analisi sono le relazioni interdisciplinari dei casi familiari. Queste relazioni hanno una struttura composta dai seguenti elementi comuni: (1) dati identificativi dei minori; (2) composizione familiare; (3) sintesi e valutazione diagnostica interdisciplinare globale; e (4) proposta di intervento da attuare.

3.3 Strategia di analisi

La strategia metodologica adottata è stata qualitativa, basata sulla categorizzazione e sulla codifica delle informazioni contenute nelle relazioni e sulla costruzione di reti semantiche per ottenere risultati e per lo sviluppo di una generazione teorica. Le categorie di analisi, sostenute dal quadro teorico, sono quelle riportate nella Tabella 1. All’interno di ciascuna categoria sono stati assegnati codici che hanno costituito la base per la definizione delle reti semantiche.

Tabella 1 — Categorie di analisi.

  • Caratteristiche strutturali. 1. Struttura familiare.
  • Caratteristiche funzionali — Dinamica transgenerazionale. 2. Adattamento al ciclo di vita; 3 Ripetizione di schemi attraverso le generazioni; 4. Eventi di vita e funzionamento familiare.
  • Caratteristiche funzionali — Relazioni e interazioni. 5. Schemi relazionali e triangoli.

Si è seguita una combinazione di logica induttiva e deduttiva, dato che inizialmente è stata effettuata una codifica deduttiva basata su categorie esplorate teoricamente, al fine di realizzare una prima sistematizzazione delle informazioni.

In seguito l’analisi è stata orientata a partire da una codifica aperta e secondo una logica induttiva. Questo lavoro si basa sulla Grounded Theory, che è il modo migliore di rappresentare la realtà sociale, poiché la spiegazione teorica emana dai dati (Andréu, García-Nieto and Pérez, 2007). Questa teoria, pur privilegiando inizialmente l’approccio induttivo, contempla la possibilità di stabilire un modello misto, deduttivo nel primo passaggio ma induttivo, generatore di nuove spiegazioni e teorie, nel secondo e ultimo livello, conferendo circolarità al processo (San Martín, 2014).

Nel processo di codifica teorica, una volta stabiliti i codici, il secondo processo di analisi ha determinato l’appartenenza di questi codici a diverse categorie teoriche, mettendo in relazione categorie e sottocategorie in un processo di codifica assiale. Infine sono state generate informazioni condizionali/causali, seguendo una codifica selettiva dei nodi più significativi in base alla loro densità all’interno della rete, cioè alla loro relazione con altri codici presenti nella rete. A tal fine sono state realizzate un’analisi di rete a disegno gerarchico e una selezione dall’alto verso il basso (cause) (conseguenze), basata su una logica top-down.

Tutte le relazioni interdisciplinari sono state analizzate con il software di analisi qualitativa Atlas.ti, versione 8. Il software ha strutturato le informazioni in una rete che ha facilitato l’analisi strutturale semantica dei dati. Va notato che si è verificata una saturazione delle informazioni prima che l’intero processo fosse completato, all’incirca quando era stata analizzata la metà delle relazioni.

4 Risultati

I risultati sono presentati secondo la logica degli obiettivi proposti. In quest’ordine, i codici più rilevanti si possono vedere nella Tabella 2.

Tabella 2 — Codici per categoria di analisi in base alla densità

Dimensione, codici e densità tra parentesi.

  • Caratteristiche strutturali della famiglia — 1. Struttura familiare. Vital_Event_Death_Father (7); Situación laboral_ Desempleo (6); Single-parent_Family_Type (6); Vital_Event_New_Partner (5).
  • Caratteristiche funzionali della famiglia — 2. Adattamento al ciclo di vita. Parental_Generalized_Vital_Cycle_Unadaptation (9); Inadaptation_Vital_Cycle_Parental_Education (5).
  • 3. La ripetizione attraverso le generazioni. Pattern_Repetition_Link_Family_Dysfunction (20); Pattern_Repetition_Symptomatic_Mental_Health (6).
  • 4. Eventi di vita e famiglia. Problematic_Behavioral_Minors (17); Problematic_Basic_Needs_Not_Covered (11); Problematic_Absence_Consciousness_Problem (10); Problematic_Economic_Instability (9); Problematic_Standards/Limits (9); Problematic_School_Absenteeism (7); Problematic_Delegitimation_Mother (7); Problematic_Parental_Implication_Health (7); Problem_Family_Support_Insufficient (6); Problematic_Dysfunction_Rol (6); Problem_Health_Addictions_Drugs/Alcohol (6); Problematic_Economic_Insufficiency_Resources (5); Problematic_Housing_Habitability (5).
  • Relazioni e interazioni — 5. Schemi relazionali e triangoli. Negligence (28); Domestic_Violence (9); Gender-Violence (8).

Dall’analisi effettuata si è ottenuto un totale di 181 codici, raggruppati in 23 gruppi e 64 reti. Fatta eccezione per la dimensione strutturale, per la quale si presentano analisi descrittive, il resto dei risultati presenta i codici e le reti che hanno ottenuto la densità maggiore in ciascuna dimensione, e che si configurano come gli elementi più rilevanti estratti dal discorso. Nell’analisi qualitativa, il termine densità indica il numero di relazioni che un codice intrattiene con altri codici contenuti nel discorso.

5 Caratteristiche strutturali della famiglia

L’analisi della rete di codici di questa dimensione ha mostrato che si tratta di famiglie in cui spiccano quelle di tipo ricostituito e quelle di tipo monogenitoriale, queste ultime formatesi in seguito alla rottura di una coppia o alla morte del padre. Il compito di cura ricade principalmente sulla figura materna.

Le famiglie monogenitoriali sono legate a situazioni di lavoro temporaneo. Quanto agli aspetti lavorativi ed economici degli altri casi, i dati mostrano che si tratta di famiglie in cui spiccano situazioni di disoccupazione o di lavoro senza contratto. A queste circostanze si aggiungono quelle di percezione di prestazioni economiche, tra cui prevale la pensione non contributiva4, talvolta integrata da situazioni di lavoro senza contratto; gli aiuti economici familiari5 e l’assegno per figli a carico6.

Per quanto riguarda invece il profilo formativo, si tratta di famiglie con livelli di istruzione primaria o intermedia.

6 Aspetti funzionali della dinamica transgenerazionale

6.1 Ciclo di vita familiare

In questa dimensione di analisi va sottolineato il codice del disadattamento genitoriale al ciclo di vita (densità 9). Questo codice include tutti gli elementi che si inquadrano nel ciclo di vita individuale e familiare. I dati rivelano che le cause principali di questo disadattamento derivano da problemi come i disturbi di salute mentale delle figure genitoriali, la dipendenza della madre da droghe e alcol e la disfunzione dei ruoli.

A causa di questo disadattamento si generano problematiche familiari associate al comportamento dei minori, alla definizione di regole e limiti inadeguati da parte delle figure genitoriali e alla mancata copertura dei bisogni di base dei minori. Va segnalato che, nel caso delle famiglie monogenitoriali, la mancanza di adattamento al ciclo di vita tende a generarsi con maggiore intensità. Tutto ciò ha a che fare con schemi di ripetizione relazionali disfunzionali lungo le generazioni familiari.

6.2 Ripetizione di schemi attraverso le generazioni

Per quanto riguarda la ripetizione di schemi, vanno evidenziati quelli di tipo relazionale disfunzionale (densità 20). Questo tipo di legame instaura un ingranaggio di cause e conseguenze che si ripetono da una generazione all’altra. Muove fondamentalmente da cause come gli schemi di violenza di genere, la discordia o il conflitto genitoriale e le relazioni distanti o povere da parte delle figure genitoriali e dei membri della famiglia allargata. Altre cause sono l’assenza di consapevolezza genitoriale della situazione familiare avversa e la delegittimazione della madre. Quest’ultima è in genere messa in atto dalla figura paterna, poiché è associata a situazioni di violenza di genere.

Questi legami e problemi generano inoltre uno schema di conseguenze nelle famiglie, come legami segnati dalla trascuratezza e dalla violenza domestica, nonché problemi di comportamento dei minori e nella corretta definizione di regole e limiti. Come mostrano i dati, la tipologia di famiglia monogenitoriale si configura come una conseguenza associata alla ripetizione di schemi relazionali disfunzionali.

Infine, come si è visto al punto precedente, il conseguente disadattamento al ciclo di vita compare in modo generalizzato da parte delle figure genitoriali.

6.3 Eventi di vita e funzionamento familiare

Secondo i risultati ottenuti, le problematiche familiari più rilevanti riguardano il comportamento dei minori (densità 17), la copertura dei loro bisogni di base (densità 11) e la mancanza di consapevolezza dei problemi familiari da parte delle figure genitoriali (densità 10).

Quanto alle difficoltà comportamentali dei minori nei casi analizzati, la rete rimanda a cause associate principalmente a problemi di dipendenza da droghe e alcol accompagnati da reati contro la salute pubblica, nonché a pene detentive inflitte alle figure genitoriali e, infine, al vivere in un contesto inadeguato che influisce negativamente su questo problema comportamentale. Gli schemi relazionali che generano discordia o conflitto, così come la triangolazione genitoriale, che riguarda l’unione tra padre e madre in relazione alla cura della prole, sono i due tipi di relazione che incidono maggiormente come causa dei problemi di comportamento dei minori.

Le conseguenze di questi comportamenti avversi si ripercuotono su problemi come la corretta definizione di regole e limiti, la presenza di assenteismo scolastico e il moltiplicarsi di lamentele del vicinato. Si genera un sistema familiare avverso, in cui è presente violenza domestica e che si inscrive in un ciclo di disadattamento vitale generalizzato, con schemi di ripetizione legati a schemi disfunzionali e sintomatici associati alla dipendenza da sostanze.

Quanto al codice che raccoglie le citazioni sulla mancata copertura dei bisogni di base, i dati rivelano che le cause che generano questa situazione sono legate ad altre difficoltà che riguardano il disadattamento genitoriale al ciclo di vita in generale, la mancanza di sostegno familiare e ambientale, l’inabitabilità dell’abitazione e l’insufficienza delle risorse economiche, che genera inoltre debiti. Tra i problemi che riguardano anche la salute spiccano la mancanza di igiene e l’alimentazione carente dei minori. A causa di queste difficoltà si genera uno schema relazionale genitoriale trascurante, e va sottolineato che il codice che raccoglie la tipologia di famiglia monogenitoriale compare associato come causa di questo problema di copertura dei bisogni di base.

Infine, la mancanza di consapevolezza, da parte delle figure genitoriali, dell’esistenza di problemi nel sistema ha le sue cause principali in problemi legati alla salute mentale di entrambe le figure genitoriali e alla loro mancanza di interesse e di collaborazione. Queste circostanze, unite alla mancanza di consapevolezza, hanno come conseguenza la comparsa di schemi trascuranti, la ripetizione di schemi relazionali di disfunzione familiare e la cronicizzazione del problema. Tutti questi elementi conducono a un processo che si conclude con la proposta di mancato ricongiungimento da parte delle ETF.

6.4 Aspetti funzionali basati su relazioni e interazioni

Le analisi hanno mostrato che lo schema relazionale definito dalla trascuratezza è il codice con il livello di importanza più alto, ed è anche quello con la densità più elevata nell’insieme dei codici estratti (densità 28). Tra le cause della rete gerarchica spiccano con maggiore densità i problemi di copertura dei bisogni di base, nonché il fatto che le figure genitoriali non siano consapevoli dell’esistenza di problemi. A ciò si aggiungono i codici di sostegno familiare insufficiente e di disfunzione del ruolo dei minori, che in genere assumono ruoli adulti. Infine, un’altra causa da segnalare è il problema di dipendenza dall’alcol della figura materna. Quanto alle conseguenze di queste situazioni di trascuratezza, il codice più significativo indica che si tratta di una situazione che si ripete in modo transgenerazionale, da una generazione all’altra. Vi è inoltre la conseguenza diretta di sfociare in processi di violenza domestica e la difficoltà di avere regole e limiti. Anche i codici delle situazioni di assenteismo scolastico e dei problemi di coinvolgimento genitoriale nell’intervento professionale compaiono come conseguenze di queste situazioni di trascuratezza.

Il codice della violenza domestica (densità 9) è significativo in questa dimensione. Le cause principali di questa violenza sono l’esistenza di una trascuratezza precedente e di schemi relazionali disfunzionali ripetuti nelle famiglie. Compaiono anche altre cause meno collegate ad altri codici, come l’esistenza di problemi legati a reati, la delegittimazione della madre da parte del padre e le relazioni triangolari perverse. Le conseguenze sfociano in problemi di comportamento dei minori e in situazioni di assenteismo scolastico.

Infine, le relazioni di violenza di genere (densità 8) poggiano principalmente su cause che hanno a che fare con la dipendenza della madre dal partner e con schemi di violenza di genere in altre relazioni precedenti del padre. Le conseguenze di questo tipo di violenza generata in famiglia sono, per la madre, problematiche di delegittimazione, di salute mentale e tentativi di suicidio. Si formano inoltre, in modo generale, schemi di distanza del padre nei confronti della prole. Si configura anche come una delle cause di rottura della coppia. Questo schema di comportamento è associato alla produzione di schemi di ripetizione relazionali di disfunzione familiare lungo le generazioni.

7 Discussione e conclusioni

Le famiglie studiate sono caratterizzate da una serie di problemi comuni a tutti i casi. Da un lato, va sottolineata la posizione che la trascuratezza genitoriale assume nei risultati, diventando un elemento centrale nella struttura operativa delle ETF, il che consente di rispondere alle domande di ricerca e alle ipotesi formulate.

Si tratta di sistemi in cui le figure genitoriali stabiliscono un’interazione intrafamiliare basata principalmente sul mancato soddisfacimento dei bisogni di base della prole, e una delle conseguenze più significative in questo contesto sono i problemi di comportamento dei minori. Tutto ciò è in genere vissuto, da parte delle figure genitoriali, con uno sguardo inconsapevole sulla situazione, fatto che si può mettere in relazione con la ripetizione di schemi relazionali che si stabiliscono lungo le generazioni e che generano nel sistema situazioni di apparente normalità in azioni che in realtà sono disfunzionali. A partire da questa disfunzionalità si generano famiglie che si trovano in una situazione di rischio psicosociale (Rodrigo et al., 2008).

Questi problemi sono legati anche a componenti esterne, come l’instabilità lavorativa e l’insufficienza delle risorse economiche. Non c’è dubbio che la crisi economica vissuta dalla Spagna dal 2008 abbia comportato un aumento del bisogno delle famiglie di accedere al sistema pubblico dei servizi sociali e un aumento della complessità dei casi, senza dimenticare la progressiva cronicizzazione dei casi e le situazioni di dipendenza da tale sistema generate nell’ultimo decennio (Garcés, 2012; Laparra and Pérez, 2012). A questo proposito sono state adottate misure economiche di protezione dell’ambiente familiare, che si sono però rivelate insufficienti per superare lo stato di crisi generato nelle famiglie spagnole (Navarro, and Clua-Losada, 2012; Lima, 2016). Così, queste circostanze psicosociali avverse hanno trovato sbocco nella famiglia stessa, soprattutto nelle sue risorse di sostegno, generando aumenti ancora maggiori delle situazioni di rischio o di mancanza di tutela nei sistemi familiari che, soprattutto se monogenitoriali, possono essere privi di questo tipo di sostegno informale, come si riflette nelle famiglie studiate in questo lavoro.

D’altra parte, i risultati ottenuti rivelano che lungo le generazioni si stabiliscono schemi di relazione che riguardano in particolare situazioni di violenza domestica e di genere. Due problemi significativi nel lavoro di intervento delle ETF. È in questo tipo di interazione che si riscontra un maggior numero di triangolazioni, anche se il loro numero non è risultato significativo nell’analisi. La violenza domestica è un fenomeno sociale controverso, comparso di recente nelle ricerche sulla famiglia, soprattutto per la difficoltà di circoscrivere il comportamento violento in un contesto privato come quello familiare. Questo problema può manifestarsi in uno qualsiasi dei membri del nucleo familiare: si tratta cioè di una violenza esercitata all’interno della famiglia sia da persone adulte sia da minori (González, 2012; Fedor, 2011).

Per quanto riguarda la violenza di genere contro le donne, va osservato che in Spagna è aumentata progressivamente, fino a diventare un grave problema sociale.

Secondo i dati più recenti del Sistema di monitoraggio integrale dei casi di violenza di genere (Sistema VioGén) (Ministerio del Interior del Gobierno de España, 2018), la Spagna conta attualmente un totale di 476.718 vittime, di cui 112.358 in Andalusia, cifra che colloca questa comunità autonoma in cima a questo rapporto statistico. Ciò si riflette anche nelle relazioni analizzate, in cui molte delle donne che fanno parte di queste famiglie subiscono situazioni di violenza di genere.

L’analisi svolta in questo lavoro mette in evidenza gli elementi essenziali e comuni che compaiono nei casi seguiti dalle ETF, offrendo l’opportunità di introdurre cambiamenti o miglioramenti nelle decisioni professionali, con conseguenze dirette sull’intervento professionale con le famiglie.

L’attuale struttura della monogenitorialità, associata a difficoltà economiche dovute al lavoro temporaneo e al fatto di essere donna (spesso una condizione di rischio e di esclusione), deve essere considerata un elemento di vulnerabilità nell’intervento familiare. Allo stesso modo, i servizi pubblici devono tenere conto di questi risultati nella pianificazione dei loro interventi. È un dato di fatto che questo tipo di équipe familiari interviene quando le situazioni di rischio si sono già verificate, ma l’intero sistema dei servizi sociali deve lavorare non solo per riparare, ma anche per prevenire, a partire dalla conoscenza di queste caratteristiche strutturali e soprattutto funzionali. Sono emersi risultati diretti legati alla trascuratezza e a questioni di dipendenza e di schemi genitoriali errati, cui si aggiunge la mancanza di consapevolezza di tali schemi. Il lavoro di rete, coordinato con i sistemi e i servizi scolastici e sanitari, è fondamentale per ridurre il numero di casi che arrivano a queste équipe familiari.

È di vitale importanza che queste e altre figure professionali dispongano di informazioni sulla struttura e sulla funzionalità delle famiglie utenti, allo scopo di svolgere un lavoro più efficace ed efficiente, agendo sulle situazioni che costituiscono l’asse delle problematiche familiari. In questo modo si conoscono la vulnerabilità economica condivisa e la mancanza di consapevolezza del modo errato in cui le figure genitoriali stesse agiscono. Tuttavia, il contesto dell’intervento con le famiglie si caratterizza per la concentrazione degli sforzi sulla presa in carico e sul trattamento, mentre aspetti come la valutazione e la ricerca restano in secondo piano, nonostante alcuni tentativi di sistematizzazione (Arruabarrena and De Paúl, 2002; Rodríguez et al., 2006).

Per concludere, va sottolineato che il lavoro svolto da queste ETF è fondamentale e necessario, tanto più se si considera che viene svolto da un’équipe di lavoro interdisciplinare. Questa organizzazione dell’intervento familiare agisce secondo un piano integrale, dinamico, adattivo e aperto, in relazione, come affermano Hidalgo et al. (2009), con le caratteristiche distintive dei sistemi familiari.

La famiglia costituisce, in modo universale, un agente sociale e un generatore di cambiamenti chiave nello sviluppo individuale e sociale delle persone (Escartín, 1992; Rodrigo and Palacios, 1998); questa considerazione da parte degli organismi pubblici dovrebbe bastare per puntare, attraverso le politiche sociali, sull’importanza della protezione della famiglia, dell’infanzia e dell’adolescenza. Il tutto su un piano prioritario e innovativo e con un carattere preventivo e promozionale più che palliativo e punitivo (Menéndez et al., 2012).

Questo studio ha costituito un’analisi qualitativa che potrebbe essere ampliata con un’analisi quantitativa dei tratti sociodemografici delle famiglie seguite, per ottenere un quadro più completo del profilo dei casi seguiti.

Questa ricerca può tuttavia servire da base per studi futuri riguardanti l’intervento familiare e le decisioni professionali nei servizi sociali pubblici, che garantiscano politiche e azioni basate sulle evidenze in grado di condurre a interventi più efficaci ed efficienti.

È importante sottolineare che lo studio svolto riguarda un’analisi sincronica di 26 relazioni familiari, il che può costituire un limite, poiché mostra una realtà fissata nel tempo, che può cambiare; sarebbe necessario estendere lo studio secondo una metodologia diacronica che si adatti ai cambiamenti progressivi della società in generale e del gruppo di studio in particolare.

Sarebbe interessante poter studiare il confronto tra le proposte di intervento dei diversi profili professionali che compongono le équipe di trattamento familiare (psicologia, servizio sociale ed educazione sociale), nonché mettere in relazione le loro decisioni di intervento con il tipo di famiglie o con le caratteristiche emerse da questo studio.

Allo stesso modo, secondo Huynh (2020), la pandemia di COVID-19 e il nuovo contesto socioculturale che le famiglie a rischio sociale devono affrontare aprono la necessità che ricerche future analizzino l’oggetto di studio di questo articolo nell’era post-COVID.

Complexe Systémique: punti chiave

L’interesse dello studio è tanto metodologico quanto clinico: applica le categorie del genogramma di McGoldrick e Gerson, struttura, ciclo di vita, ripetizioni, eventi, triangoli, non a famiglie incontrate di persona, ma alle relazioni che le équipe redigono su di esse. Ne emerge una mappa di problemi concatenati: trascuratezza, disadattamento al ciclo di vita, violenza, assenteismo scolastico, povertà. Per la pratica sistemica spiccano due letture. Da un lato, pensare la trascuratezza come uno schema relazionale trasmesso anziché come una colpa individuale apre la strada al lavoro transgenerazionale e alla prevenzione. Dall’altro, il corpus è un discorso professionale, scelto dalle équipe stesse e incentrato sui deficit; le famiglie non vi prendono la parola, e il legame tra monogenitorialità, povertà e rischio richiede vigilanza, perché le madri non siano caricate di ciò che spetta anche alla politica sociale. Le risorse e i meccanismi di compensazione citati da Linares restano poco visibili nei risultati. Da leggere insieme all’articolo sulla presa in carico su misura delle famiglie multiproblematiche e all’articolo sul passaggio dal genogramma al genografo.

Note dell’originale

1 Per informazioni sui servizi sociali locali in Spagna, si veda Pastor e Sánchez (2014).

2 Ley 9/2016, de 27 de diciembre, de Servicios Sociales de Andalucía.

3 Regolato e gestito dal Decreto 494/2015, del 1° dicembre.

4 Le pensioni non contributive di vecchiaia e di invalidità sono riconosciute alle persone che non hanno versato contributi sufficienti alla previdenza sociale per ottenere una pensione contributiva.

5 Gli aiuti economici familiari sono una prestazione temporanea concessa alle famiglie con minori a carico che si trovano in una situazione economica vulnerabile che non consente di coprire i bisogni di base della prole.

6 L’assegno per figli a carico è una prestazione economica concessa per la nascita o l’arrivo di una nuova figlia o di un nuovo figlio. La concessione di questa prestazione è subordinata a casi di particolare vulnerabilità.

Contributo di autrici e autori. Susana Martí-García, Fernando Relinque-Medina, Manuela Ángela Fernández-Borrero, Octavio Vázquez-Aguado: hanno ideato e progettato gli esperimenti; hanno condotto gli esperimenti; hanno analizzato e interpretato i dati; hanno fornito reagenti, materiali, strumenti di analisi o dati; hanno scritto l’articolo.

Finanziamento. Questo lavoro è stato sostenuto dal Ministerio de Educación, Cultura y Deporte del governo spagnolo nell’ambito del Programa de Formación del Profesorado Universitario (FPU15/03909).

Dichiarazione di interessi. Chi firma l’articolo dichiara di non avere conflitti di interesse.

Informazioni aggiuntive. Non sono disponibili informazioni aggiuntive per questo articolo.

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Traduzione non ufficiale in italiano di Structural and functional analysis of cases of family treatment treated in the public social services system, di Susana Martí-García, Fernando Relinque-Medina, Manuela Ángela Fernández-Borrero e Octavio Vázquez-Aguado, Heliyon, vol. 7, no 5, e06825 (2021), doi: 10.1016/j.heliyon.2021.e06825, con licenza CC BY 4.0. Traduzione e impaginazione: Complexe Systémique, ottobre 2026, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale; l’opera è stata modificata ai sensi della licenza (tabelle presentate come elenchi). La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.

Questa è una traduzione non ufficiale in italiano dell’articolo originale «Structural and functional analysis of cases of family treatment treated in the public social services system», pubblicato in Heliyon (2021) con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, come indicato all’inizio di questa pagina; fa fede la versione originale.

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Come citare questo articolo

Martí-García, S., Relinque-Medina, F., Fernández-Borrero, M. Á., e Vázquez-Aguado, O. (2021). Structural and functional analysis of cases of family treatment treated in the public social services system. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/en_GB/articles/structural-and-functional-analysis-of-cases-of-family-treatment-treated-in-the-public (Opera originale pubblicata nel 2021 in Heliyon, 7(5), e06825 (2021); ripubblicata nel 2021 da Heliyon, https://www.cell.com/heliyon/fulltext/S2405-8440(21)00928-2)

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