Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.
Scheda di lettura · Red Sistémica
Claudia Casanovas e Felisa Chalcoff prendono a oggetto l’aiuto stesso: non soltanto quello professionale, ma quello che si dà e si riceve nella vita di tutti i giorni, nell’amicizia, nella coppia, sul lavoro. La loro tesi è semplice e scomoda: la buona volontà non basta, e alleviare, prendersi cura, consolare può indebolire la persona che si crede di sostenere. Un piccolo trattato sulle «trappole» della relazione d’aiuto e sulle qualità che permettono di attraversarle.
«A volte il vero aiuto è quello che rinuncia ad aiutare.»
Presentazione di El arte de ayudar
In questo libro le autrici sviluppano l’appassionante tema dell’aiuto: non solo quello professionale, ma anche quello che si offre e si riceve nella vita quotidiana, con gli amici, nella coppia, sul lavoro. Per poter aiutare, dicono, dobbiamo sapere che cosa fare – o che cosa non fare – di fronte al dolore altrui. Non bastano la buona volontà e la buona intenzione. Alleviare, prendersi cura, consolare, se non è l’azione appropriata o il momento indicato, ha un effetto indebolente e controproducente.
L’ampia esemplificazione del legame tra «chi aiuta» e «chi è aiutato» e delle sue interferenze – chiamate, in modo inquietante, «trappole» – che distorcono il processo dell’aiuto toccherà chi legge. Ne trarrà anche conforto, rendendosi conto che dentro di sé si trovano il germe e la possibilità di dispiegare le qualità necessarie per andare oltre quelle trappole.
La concezione dell’aiuto esposta in quest’opera attinge alle grandi linee di sviluppo filosofico e spirituale degli insegnamenti tanto occidentali quanto orientali. Questo piccolo trattato può così diventare uno sguardo lucido e una guida profonda per chiunque cerchi di percorrere il cammino dell’«arte di aiutare».
Che cosa offre il libro
Un’attenzione metodica al lato d’ombra di un gesto che il mondo della cura considera ovviamente buono. Il libro non dice come aiutare meglio: esamina ciò che, nella motivazione di chi aiuta, nel momento scelto, nella posizione della persona che riceve, trasforma un aiuto in un ostacolo. È uno spostamento familiare alla terapia sistemica: guardare la relazione d’aiuto come un’interazione a due posti, e non come un dono che va da un pieno verso un vuoto.
Indice dell’opera
Le autrici stesse forniscono questo indice tematico:
La presentazione pubblicata da Red Sistémica riproduce il prologo dell’opera. Non ne diamo qui la traduzione: fa parte del libro. Eccone il contenuto.
Le autrici raccontano innanzitutto la loro amicizia, nata nel 1979 durante una lezione di movimento di Río Abierto, a Buenos Aires, quando una si era diplomata in Belle Arti e l’altra si era laureata in Psicologia. Quattro anni di vicinanza quotidiana, poi l’oceano: una va a vivere in Italia, l’altra resta in Argentina, e il legame prosegue per ventisei anni attraverso cassette, lettere, e-mail e incontri sporadici. Se aprono il libro con questo racconto, è perché vi vedono il fondamento del loro discorso: non si impara ad aiutare professionalmente se prima non si è imparato ad aiutarsi tra pari, in modo disinteressato, per piacere; questo apprendimento comincia nelle amicizie d’infanzia e può durare tutta la vita.
La seconda molla della vocazione ad aiutare è la sofferenza. «Chi non ha sofferto non può aiutare l’altro», scrivono; ma aver sofferto non basta: bisogna anche aver saputo che cosa fare di quella sofferenza per sapere che cosa fare, o non fare, di quella altrui. Da qui un lavoro su che cosa significhi accettare – riconoscere che una cosa è così, senza giudicarla secondo i parametri del bene e del male, e andare avanti – e sulla differenza tra accettare e rassegnarsi, differenza che considerano decisiva per chi voglia comprendere l’arte di aiutare.
Il prologo si chiude con un’indicazione di lettura. Il libro è nato da un laboratorio che le autrici avevano progettato di condurre insieme e che non ha avuto luogo; ne conserva la forma. Ogni tema è accompagnato da guide pratiche di auto-osservazione, sicché lo si può utilizzare come un laboratorio – con un quaderno accanto, in solitudine, con una persona amica o con le persone che si accompagnano – così come leggerlo come un saggio. Le autrici precisano infine che gli esempi personali che riportano provengono talvolta dalla loro vita, talvolta dalle persone che seguono o dalla loro cerchia di amicizie e di famiglia, e che li fanno ugualmente propri. Conducono inoltre, su questo stesso tema, laboratori teorici, pratici ed esperienziali.
Chi sono le autrici
Claudia Casanovas è nata a Buenos Aires. Diplomata all’Accademia Superiore di Belle Arti, ha scoperto inizialmente il cammino della ricerca interiore attraverso l’arte e l’espressione artistica. Questa ricerca l’ha condotta fino alle porte di «Río Abierto», uno spazio per lo sviluppo umano, scuola in cui si è formata come istruttrice del metodo. Emigrata in Italia, vi ha fondato Río Abierto Italia, che dirige dal 1982. Si è formata in Gestalt-terapia. Integra nel suo lavoro diverse correnti della psicologia transpersonale, come quelle di Antonio Blay e di Claudio Naranjo, nonché gli insegnamenti ricevuti attraverso il buddismo e l’advaita vedanta. Tiene, principalmente in Europa, corsi di formazione e laboratori rivolti a chi lavora nell’educazione, nell’arte e nella salute, con l’obiettivo di facilitare la capacità di collaborare reciprocamente nel cammino del risveglio della coscienza.
Felisa Chalcoff è nata a Buenos Aires. Laureata in Psicologia (Università di Buenos Aires), ha insegnato a tutti i livelli del sistema scolastico. Si è formata in conduzione di gruppi, psicodramma, Gestalt-terapia, approccio sistemico e transpersonale, fiori di Bach, astrologia e costellazioni familiari. Fa parte del comitato direttivo del Programma di salute mentale di quartiere dell’ospedale Pirovano, i cui principi derivano dall’intendere la salute come un fatto di etica comunitaria: aiuto reciproco, libertà interiore e azione responsabile. Ha introdotto in Argentina, insieme a Orlando Zaslavsky, le Danze sacre circolari e le Danze della pace universale, un cammino di ricerca spirituale attraverso l’arte, il movimento e il suono, che ha integrato nel suo lavoro con i gruppi. Si dedica alla pratica clinica e all’insegnamento. Integra nella sua formazione e nella sua attività professionale gli insegnamenti spirituali di diverse fonti e scuole di conoscenza.
Questa scheda di lettura è la traduzione italiana non ufficiale, dallo spagnolo, di «EL ARTE DE AYUDAR. Su luz y su sombra», pubblicata da Red Sistémica (prima pubblicazione: Red Sistémica). Tradotta da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicata con l’accordo della rivista. Fa fede la versione originale.
Leggi l’articolo originaleCome citare questo articolo
Casanovas, C., & Chalcoff, F. (2023). L’art d’aider. Sa lumière et son ombre (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/l-art-d-aider-sa-lumiere-et-son-ombre (Opera originale pubblicata nel 2023 in Red Sistémica; ripubblicata nel 2023 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2023/02/10/el-arte-de-ayudar-su-luz-y-su-sombra/)
Per approfondire
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