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Journal of Marital and Family Therapy · Terapia familiare

Effetti dell’aggiunta del video feedback alla supervisione nella terapia focalizzata sulle emozioni: un disegno a baseline multipla concorrente tra soggetti

Si impara meglio la terapia focalizzata sulle emozioni rivedendo i momenti chiave delle proprie sedute, segnalati e commentati da chi supervisiona? Alla Michigan State University, l’équipe di Andrea K. Wittenborn ha aggiunto un software di video feedback alla supervisione di quattro persone in formazione terapeutica. I punteggi si muovono appena, salvo per la sicurezza professionale, ma le persone in tirocinio descrivono un prezioso ritorno al «qui e ora» della seduta.

Autrici e autori Andrea K. Wittenborn, Sailaja Subramaniam, Preston C. Morgan e Chi-Fang Tseng (Department of Human Development and Family Studies, Michigan State University, East Lansing, USA); Andrea K. Wittenborn anche Department of Psychiatry and Behavioral Medicine, Michigan State University, Grand RapidsPrima pubblicazione Journal of Marital and Family Therapy, 7 marzo 2022Traduzione Complexe Systémique, traduzione non ufficiale assistita dall’IA

Traduzione non ufficiale in italiano di Effects of adding video feedback to emotionally focused therapy supervision: A concurrent multiple‐baseline across subjects design, di Andrea K. Wittenborn, Sailaja Subramaniam, Preston C. Morgan e Chi-Fang Tseng, pubblicato in Journal of Marital and Family Therapy (Wiley) (2022), doi: 10.1111/jmft.12586, con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: il testo originale è stato tradotto in italiano e impaginato, il che costituisce una modifica dell’opera ai sensi della licenza. La traduzione non è stata realizzata né da chi firma l’articolo né dall’editore, che non rispondono del suo contenuto né di eventuali errori. Fa fede la versione originale.

Il software di VF offre a chi supervisiona uno strumento per riportare chi fa terapia ai momenti in cui era possibile un lavoro più profondo.

Andrea K. Wittenborn, Sailaja Subramaniam, Preston C. Morgan e Chi-Fang Tseng

Abstract

La terapia focalizzata sulle emozioni (EFT) è un intervento supportato empiricamente per il disagio relazionale di coppia, dotato di un modello di supervisione consolidato. Questo studio ha esaminato se l’introduzione di un software di video feedback (VF) nella supervisione in EFT migliorasse il livello di sviluppo professionale delle persone in formazione rispetto alla supervisione tradizionale in EFT, in un centro clinico universitario di formazione. In questo studio di prova di concetto della nuova componente di supervisione sono stati utilizzati un disegno a baseline multipla concorrente tra soggetti e un’analisi tematica di dati qualitativi. Nel complesso, i risultati quantitativi indicano che l’uso del VF nella supervisione in EFT ha prodotto un certo miglioramento nello sviluppo professionale, mentre i risultati qualitativi mostrano che tutte le persone partecipanti erano favorevoli all’introduzione del VF nella supervisione in EFT. Sono necessarie ulteriori ricerche sul VF per comprendere meglio l’uso della supervisione basata sulla revisione video.

INTRODUZIONE

La terapia focalizzata sulle emozioni (EFT) è un intervento supportato empiricamente per il disagio relazionale di coppia, fondato sulla teoria dell’attaccamento e basato su processi esperienziali ed emotivi. Chi si forma in EFT impara ad applicarla facilitando il cambiamento terapeutico attraverso un processo in tre fasi, che comprende la de-escalation dei cicli negativi di interazione, la ristrutturazione delle interazioni e il consolidamento del cambiamento (Johnson, 2019). In EFT si impara a far leva sull’emozione tra i partner durante la seduta per ristrutturare le interazioni e accrescere la sicurezza dell’attaccamento. Il modello di supervisione in EFT offre una cornice per formare chi pratica la terapia allo sviluppo delle competenze necessarie ad applicare l’EFT (Palmer‐Olsen et al., 2011). Una supervisione efficace si fonda sulla chiarezza, sulla specificità e sulla tempestività del feedback fornito da chi supervisiona. I formati di supervisione più comuni, come la supervisione dal vivo e la presentazione dei casi, possono presentare alcuni limiti quanto alla capacità di chi supervisiona in EFT di offrire un feedback tempestivo e inserito nel contesto emotivo della seduta. Questi formati possono inoltre ostacolare l’aiuto a chi fa terapia nell’approfondire il vissuto emotivo della clientela, poiché allontanano la persona supervisora e la persona supervisionata dall’esperienza emotiva che si svolge in seduta. Superare questi limiti dei formati di supervisione più comuni è essenziale, dato che facilitare un vissuto emotivo profondo nella clientela è associato a migliori esiti clinici (ad es., Castonguay et al., 1996; Furrow et al., 2012; Peluso & Freund, 2018; Watson & Bedard, 2006).

Quando in EFT si accede alle emozioni intense della clientela e le si elabora in seduta, le persone assistite possono vivere esperienze emotive correttive e portare a termine eventi chiave di cambiamento terapeutico che conducono a migliori esiti clinici per le coppie (Bradley & Furrow, 2004; Furrow et al., 2012). Guidare efficacemente la clientela verso un vissuto emotivo profondo negli eventi chiave di cambiamento dell’EFT passa attraverso l’uso di interventi evocativi come l’intensificazione, la risposta evocativa e la congettura empatica (Bradley & Furrow, 2004). Sebbene il vissuto emotivo profondo, compresi gli eventi di ammorbidimento, sia un indicatore ben noto di un’EFT efficace, è considerato la competenza più difficile da apprendere (Bradley & Furrow, 2007; Johnson & Greenberg, 2007). L’importanza di sviluppare queste competenze e i limiti posti dai formati di supervisione più comuni hanno portato a sollecitare nuovi approcci per arricchire il processo di supervisione, tra cui l’integrazione di nuove tecnologie (Champe & Kleist, 2003).

Il video feedback (VF) è un approccio assistito dalla tecnologia che è stato utilizzato per migliorare la formazione professionale in un’ampia gamma di ambiti, come la chirurgia, l’assistenza infermieristica e l’istruzione (ad es., Augestad et al., 2020; Noordman et al., 2014). Il VF consente di inserire annotazioni digitali e di segnalare momenti importanti direttamente su una registrazione durante la supervisione dal vivo o video. Nella supervisione dal vivo o video, il feedback di supervisione può essere registrato in forma digitale e la persona supervisionata può riprodurre i brevi segmenti di una seduta segnalati elettronicamente da chi supervisiona, per visionare in modo più efficiente il segmento di terapia in questione e rivedere le osservazioni di supervisione relative a quel preciso momento della terapia. Questo approccio assistito dalla tecnologia offre diversi vantaggi pratici. In primo luogo, il VF può arricchire la supervisione mettendo in evidenza, per la revisione, i momenti chiave individuati da chi supervisiona e creando occasioni per offrire un feedback più ricco, inserito nel contesto della seduta. Tornare al momento chiave segnalato per la revisione offre l’opportunità di accrescere la consapevolezza della propria pratica, mettere in discussione i presupposti e impegnarsi in una pratica riflessiva in un contesto sicuro. In secondo luogo, il VF può migliorare l’efficienza della supervisione in alcuni contesti. Una lamentela frequente riguardo alla supervisione video è che rivedere i video di intere sedute di terapia e individuare i momenti chiave da discutere con chi supervisiona richiede molto tempo. Spesso spetta a chi è in formazione individuare i momenti chiave per la revisione video, e i segmenti scelti spesso non coincidono con quelli che chi supervisiona raccomanderebbe di rivedere. Il VF rende questo processo più efficiente, consentendo a chi supervisiona di segnalare digitalmente i momenti chiave della terapia durante la supervisione dal vivo o video, momenti che diventano poi facilmente accessibili nell’interfaccia di revisione video. Permette inoltre a chi supervisiona di affidarsi alla propria competenza per individuare i segmenti che mostrano il maggior bisogno di miglioramento, anziché chiedere a chi è in formazione di assumersi questa responsabilità.

Il VF è inoltre in linea con gli obiettivi e i compiti specifici del modello di supervisione in EFT. La supervisione in EFT è isomorfa alla pratica dell’EFT (Palmer‐Olsen et al., 2011) e spesso richiede a chi fa terapia di elaborare i propri vissuti emotivi rispetto alla clientela o agli eventi terapeutici. I propri processi emotivi in seduta possono sopraffare chi è in formazione, e il VF può aiutare a individuare momenti terapeutici chiave per offrire un’opportunità di apprendimento esperienziale in cui elaborare i propri vissuti emotivi in un contesto adeguato e sicuro, al di fuori della seduta. Il VF può anche servire ad aiutare chi fa terapia a riconoscere i processi emotivi della clientela, i bisogni di attaccamento e i cicli interattivi. Le informazioni rilevanti emerse in seduta possono essere segnalate e riprese per un’ulteriore riflessione in supervisione, se necessario. Inoltre, nel VF si possono preprogrammare tasti di scelta rapida o scorciatoie da tastiera che consentono a chi supervisiona di digitare una sola lettera per segnalare un segmento della seduta e codificarlo come una tecnica specifica, un processo terapeutico comune o, comunque, come da rivedere.

Lo studio

La ricerca sulla supervisione clinica è stata finora relativamente scarsa (Bambling et al., 2006; Bartle‐Haring et al., 2009). Il presente studio intendeva ampliare la letteratura empirica sulla supervisione clinica in EFT esplorando l’aggiunta del VF. Il VF era stato recentemente integrato in un contesto universitario di formazione per chi apprendeva l’EFT, e questo studio ne ha valutato formalmente l’uso. In particolare, lo studio ha valutato se l’aggiunta del VF alla supervisione in EFT migliorasse il livello di sviluppo professionale. In questo studio di prova di concetto della nuova componente di supervisione è stato utilizzato un disegno a baseline multipla concorrente tra soggetti.

METODO

Questa sezione offre una panoramica del protocollo dello studio. Lo studio è stato approvato dall’Institutional Review Board della Michigan State University.

Disegno

È stato utilizzato un disegno a baseline multipla concorrente tra soggetti per valutare se l’aggiunta del VF alla supervisione in EFT migliorasse il livello di sviluppo professionale. I disegni a baseline multipla sono particolarmente utili per valutare gli effetti della modifica di un intervento multicomponente, compresa l’aggiunta di una componente di intervento, su una variabile dipendente (Kratochwill et al., 2010). I disegni a baseline multipla possono dimostrare una relazione causale inferita tra la variabile dipendente e l’intervento. In questo disegno, gli effetti dell’intervento sono dimostrati introducendo la componente aggiuntiva dell’intervento presso persone partecipanti diverse in momenti diversi (Kazdin, 2020). Ci si attende che le valutazioni di ciascuna persona partecipante sviluppino un andamento stabile o prevedibile durante la fase di baseline, prima dell’introduzione della componente aggiuntiva. I cambiamenti nelle traiettorie delle valutazioni dopo l’introduzione della componente aggiuntiva possono essere attribuiti all’intervento. In questo disegno, ciascuna persona partecipante funge essenzialmente da propria condizione di controllo, poiché il disegno consente di confrontarne le valutazioni prima e durante l’intervento. Un altro vantaggio dei disegni a baseline multipla è che si adattano a campioni di piccole dimensioni. Gli standard del What Works Clearinghouse dell’Institute of Educational Science per l’analisi dei dati a caso singolo (Kratochwill et al., 2010) raccomandano un campione di almeno tre persone partecipanti, ma precisano che quattro o più sono preferibili per l’aumento della potenza quando si utilizza un test statistico. Inoltre, l’analisi di Lanovaz e Turgeon (2020) suggerisce che mostrare un cambiamento chiaro (cioè un andamento stabile nell’analisi visiva) in almeno due persone partecipanti su tre garantisce una potenza (>0.80) e un errore di I tipo (<0.05) accettabili. Nel presente studio si è cercata la validità interna sperimentando l’intervento su quattro persone partecipanti assegnate in modo casuale a baseline di durata diversa (Kratochwill et al., 2010).

Procedure

Le persone partecipanti sono state reclutate in un tirocinio di livello dottorale in terapia di coppia e familiare (CFT) centrato sull’apprendimento dell’EFT. A ciascuna persona in tirocinio è stato chiesto di scegliere una coppia di riferimento con cui applicare l’EFT e su cui ricevere la supervisione in EFT per tutta la durata dello studio. La supervisione clinica dello studio era affidata a una persona abilitata come terapeuta coniugale e familiare ed esperta in EFT. Le persone partecipanti sono state assegnate in modo casuale a baseline di durata diversa per controllare possibili distorsioni. Durante la fase di baseline, sono state supervisionate secondo il modello di supervisione in EFT, con la stessa coppia e seguendo il formato pianificare–osservare–restituire; in questo formato, ricevevano supervisione tramite presentazione dei casi e supervisione dal vivo. Durante la fase di intervento dello studio il modello e il formato della supervisione sono rimasti invariati, salvo l’aggiunta della supervisione con VF. Per la componente di supervisione con VF, a ciascuna persona in tirocinio è stato chiesto di guardare momenti specifici delle proprie sedute di terapia, segnalati elettronicamente da chi supervisionava durante la supervisione dal vivo, e di leggere le osservazioni di supervisione relative a quei segmenti video. La fase di baseline dello studio ha coinciso con l’inizio di un corso di tirocinio semestrale volto a formare gli studenti e le studentesse all’EFT.

Le persone partecipanti sono state valutate dopo ogni seduta con la loro coppia di riferimento per tutta la durata delle fasi di baseline e di intervento. L’esito principale di questo studio era lo sviluppo professionale, misurato con il Supervisee Level Questionnaire—Revised (SLQ‐R; McNeill et al., 1992). Inoltre, alla fine della fase di intervento e 4 mesi dopo la sua conclusione sono state raccolte risposte qualitative a un questionario per valutare la validità sociale (ad es., accettabilità e soddisfazione). Gli item qualitativi misuravano la percezione dell’adeguatezza del VF da parte delle persone partecipanti e la loro soddisfazione al riguardo.

Partecipanti

Hanno partecipato due persone in tirocinio di livello dottorale e due persone iscritte alla laurea magistrale in servizio sociale che praticavano la CFT in un centro clinico universitario. Tre partecipanti si sono identificate come donne e uno come uomo. L’età dichiarata andava dai 26 ai 32 anni. Ciascuna persona partecipante è stata assegnata in modo casuale a un numero predeterminato di giorni nella fase di baseline.

Intervento di supervisione

Questo studio ha valutato l’aggiunta del VF alla supervisione in EFT secondo il formato pianificare–osservare–restituire. Più precisamente, la supervisione fornita durante la fase di baseline prevedeva un incontro tra chi supervisionava e la persona in tirocinio di CFT per pianificare la seduta, l’osservazione della seduta dal vivo da parte di chi supervisionava e un feedback verbale alla persona in tirocinio durante la seduta o al suo termine. Il VF è stato poi aggiunto durante la fase di intervento. Il VF è un approccio alla supervisione assistito dalla tecnologia, in cui chi supervisiona può segnalare elettronicamente i momenti importanti della seduta di terapia e registrare un feedback digitale direttamente su una seduta dal vivo o videoregistrata. Questo studio ha utilizzato il software Morae, sebbene altri pacchetti software possano offrire funzioni analoghe (ad es., Lookback, Video Review e Vimeo). Questo software offre alla persona supervisionata la possibilità di riprodurre segmenti importanti della seduta di terapia e di tornare al campo emotivo del momento riflettendo sul feedback di supervisione. Oltre a fornire un feedback generale, chi supervisionava poteva segnalare i segmenti video tramite tasti di scelta rapida o scorciatoie da tastiera preprogrammati, con i quali bastava digitare una lettera per codificare un segmento in un modo specifico (ad es., come centrato su un particolare processo terapeutico). I marcatori preprogrammati in questo studio comprendevano: (a) alleanza, (b) pattern interattivo, (c) riformulazione, (d) ammorbidimento di chi insegue, (e) re-ingaggio di chi si ritira, (f) enactment, (g) blocco, (h) vissuto emotivo, (i) valutare un atteggiamento più attivo, (j) progressi della clientela, (k) evento avverso discusso e (l) da portare in supervisione.

A ogni persona in formazione è stato chiesto di guardare i segmenti video delle proprie sedute segnalati elettronicamente da chi supervisionava e di leggere il feedback di supervisione prima della successiva sessione di pianificazione. Chi era in formazione poteva anche filtrare il feedback elettronico in base ai tipi di marcatore, per rivedere in modo efficiente, ad esempio, tutti i segmenti video e i commenti di supervisione che chi supervisionava aveva indicato come da discutere, oppure quelli relativi alle occasioni di facilitare un vissuto emotivo profondo o alla sua facilitazione efficace. Raggruppare il feedback di supervisione su marcatori specifici nel corso della terapia con una coppia offriva l’occasione di mettere in luce degli schemi ricorrenti nella pratica e di riflettere su come modificare quelli che non favorivano il cambiamento.

Strumenti

Le persone partecipanti hanno compilato l’SLQ‐R (McNeill et al., 1992) dopo ogni seduta con la coppia di riferimento. L’SLQ‐R è uno strumento self-report di 30 item che misura il livello di sviluppo professionale in ambito terapeutico. Una prima analisi delle proprietà psicometriche dell’SLQ‐R aveva suggerito una struttura a tre fattori, con un punteggio totale e tre punteggi di sottoscala (ossia consapevolezza di sé e dell’altro, motivazione e dipendenza–autonomia). Tuttavia, un’analisi più recente delle proprietà psicometriche dell’SLQ‐R, condotta su un campione più ampio, ha rilevato che solo 25 dei 30 item iniziali dovrebbero essere utilizzati per calcolare il punteggio totale e ha individuato soltanto due sottoscale: la fiducia professionale in sé (ossia 14 item che descrivono autovalutazioni positive nella comprensione e nel trattamento della clientela) e l’insicurezza professionale (ossia 11 item che descrivono dubbi e preoccupazioni sul proprio ruolo di terapeuta; Junga et al., 2019). La struttura a due fattori ha prodotto proprietà psicometriche migliori; pertanto, nel presente studio sono state seguite le raccomandazioni di Junga et al. (2019). Le persone in tirocinio hanno valutato gli item da 1 (Mai) a 7 (Sempre), con un intervallo possibile di 25–175 per il punteggio totale. Abbiamo invertito il punteggio degli item della sottoscala dell’insicurezza professionale, in modo che punteggi più alti riflettessero sempre livelli di sviluppo più desiderabili; per facilitare l’interpretazione, in questo articolo chiamiamo questa sottoscala sicurezza professionale. L’SLQ‐R ha una buona coerenza interna (α = 0.92; Junga et al., 2019) e l’alfa di Cronbach in questo studio è stato di 0.80.

Sono state inoltre utilizzate domande qualitative aperte per misurare la soddisfazione delle persone partecipanti rispetto all’intervento di supervisione e la sua accettazione. Alla fine della fase di intervento, è stato chiesto loro delle esperienze con il VF e della soddisfazione al riguardo. Nell’intervista di follow-up a 4 mesi abbiamo posto le seguenti domande: (1) In che modo l’interruzione del VF ha influito sulla Sua capacità di integrare quanto appreso dalla terapia e di far progredire le Sue competenze in EFT? (2) In che modo la partecipazione a questo studio ha influito sui Suoi progressi in EFT? e (3) Raccomanderebbe l’uso del VF nei programmi di formazione clinica?

Analisi dei dati

Analisi a baseline multipla

Per valutare l’intervento di supervisione è stata utilizzata una combinazione di metodi visivi e statistici. Nel presente studio, i dati sono stati esaminati visivamente alla ricerca di andamenti coerenti all’interno di ciascuna fase e tra le fasi, inclusa una variabilità limitata all’interno di ciascuna fase (Kratochwill et al., 2010). Più precisamente, le analisi visive sono state guidate dagli standard del What Works Clearinghouse (WWC) dell’Institute of Educational Science per l’analisi dei dati a caso singolo (Kratochwill et al., 2010), che prevedono un processo in quattro passaggi: (1) dimostrare un andamento di baseline prevedibile, (2) valutare se i dati sono sufficienti a dimostrare un andamento coerente all’interno di ciascuna fase, (3) valutare se l’introduzione dell’intervento è associata a un cambiamento nella variabile dipendente e (4) valutare se vi sono dimostrazioni di un effetto. Inoltre, sono state utilizzate sei caratteristiche per valutare gli andamenti dei dati: (1) livello, (2) tendenza, (3) variabilità, (4) immediatezza dell’effetto, (5) sovrapposizione e (6) coerenza degli andamenti. Gli standard del WWC indicano che un’evidenza forte deve comprendere tre partecipanti e un’evidenza moderata due dimostrazioni di effetto; tuttavia, questo standard non era fondato su evidenze empiriche. Lanovaz e Turgeon (2020) hanno quindi condotto un’analisi empirica che ha mostrato come lo standard fosse eccessivamente rigido. Le loro linee guida, basate su dati empirici relativi al tasso di errore di I tipo e alla potenza in funzione del numero di livelli dello studio (definiti nella nostra analisi come partecipanti), suggeriscono invece che un cambiamento chiaro (cioè un’analisi visiva che mostra un andamento stabile) in almeno due partecipanti su tre darebbe una potenza (>0.80) e un errore di I tipo (<0.05) accettabili.

Gli standard per l’analisi dei dati a caso singolo raccomandano un minimo di tre punti dati per fase per soddisfare gli standard con riserva e almeno sei punti dati per fase per soddisfarli senza riserva (Kratochwill et al., 2010). Nel presente studio, una persona partecipante non ha raggiunto la soglia minima in una fase (aveva cioè due punti dati nella fase di intervento) a causa di dati mancanti ed è stata esclusa dalle analisi quantitative.

Oltre all’esame visivo, per ciascuna persona partecipante sono state calcolate stime della dimensione dell’effetto mediante il tau‐U. Il tau‐U è una stima non parametrica della dimensione dell’effetto che esamina la sovrapposizione tra la fase di baseline e la fase di intervento (Parker et al., 2011). Stimare la dimensione dell’effetto nelle analisi dei disegni a caso singolo offre un metodo aggiuntivo per valutare se vi sia stato un effetto del trattamento oltre la risposta attesa in base alla tendenza della baseline (Tarlow, 2017). Un altro tipo di stima della dimensione dell’effetto, la statistica tau a caso singolo corretta per la baseline (BC‐tau), può in alcuni casi migliorare il tau‐U; tuttavia, il BC‐tau può sovrastimare gli effetti di correzione della baseline quando questa comprende cinque o meno punti temporali (Tarlow, 2017), come accadeva per le persone partecipanti 1 e 2 di questo studio. Abbiamo quindi utilizzato il tau‐U, che forniva stime più conservative delle correzioni della baseline dato il numero di punti dati di baseline del presente studio. Per calcolare la dimensione dell’effetto, i dati della fase di baseline sono stati esaminati per stabilire se fosse presente una tendenza di baseline statisticamente significativa. Se veniva rilevata una tendenza di baseline, i dati venivano corretti. Il passaggio successivo consisteva nel calcolare la dimensione dell’effetto confrontando i dati delle fasi di baseline e di intervento. In questo studio, per stimare le dimensioni dell’effetto è stato utilizzato un calcolatore online del tau‐U (Vannest et al., 2016). Una dimensione dell’effetto positiva e significativa indica che la persona partecipante è migliorata durante la fase di intervento, mentre una dimensione dell’effetto negativa o non significativa suggerisce che non ha registrato un miglioramento significativo quando il VF è stato aggiunto alla supervisione.

Analisi tematica

Abbiamo condotto un’analisi tematica basata sulle raccomandazioni di Braun e Clarke (2006) per valutare ulteriormente la validità sociale dell’analisi a baseline multipla. I dati qualitativi post-intervento e quelli del follow-up a 4 mesi sono stati analizzati separatamente con un processo identico. Sono stati inclusi i dati di tutte e quattro le persone partecipanti. Per condurre l’analisi abbiamo seguito il modello in sei passaggi: familiarizzare con i dati, annotare i codici iniziali, individuare i temi, rivederli, definirli e redigere un resoconto. Più precisamente, la prima e la quarta persona firmataria hanno codificato in modo indipendente, riga per riga, le risposte qualitative al questionario per generare i codici iniziali, prima di raggruppare i codici in temi correlati, separatamente per i dati post-intervento e per quelli del follow-up a 4 mesi. Abbiamo cercato di accrescere l’affidabilità considerando la credibilità, la trasferibilità, l’attendibilità e la confermabilità dei risultati (Nowell et al., 2017). A questo scopo abbiamo tenuto tracce di audit e rivisto insieme i temi per individuare i punti di convergenza e le differenze. I temi sono stati quindi definiti e sono riportati nei risultati.

RISULTATI

Si riportano dapprima i risultati delle analisi quantitative, compresi l’esame visivo e le stime della dimensione dell’effetto. Seguono le analisi tematiche dei questionari qualitativi, per momento di rilevazione (ossia post-intervento e follow-up a 4 mesi).

Esame visivo

La figura 1 presenta i risultati visivi di ciascuna persona partecipante per i punteggi totali dell’SLQ‐R e per le due sottoscale: fiducia professionale in sé e sicurezza professionale. I dettagli dell’esame visivo dei punteggi totali e di sottoscala sono riportati di seguito.

Punteggi al Supervisee Levels Questionnaire alla baseline (BL) e durante la supervisione con video feedback (VF). La linea tratteggiata perpendicolare indica l’inizio del VF. B, test della baseline; se
Figura 1. Punteggi al Supervisee Levels Questionnaire alla baseline (BL) e durante la supervisione con video feedback (VF). La linea tratteggiata perpendicolare indica l’inizio del VF. B, test della baseline; se significativo, vi è una tendenza nella BL prima del trattamento; SLQ‐R, Supervisee Levels Questionnaire—Revised; T, test tau‐U; se significativo, vi è un effetto del trattamento tra le fasi. aNel test tau‐U si è tenuto conto della correzione della baseline. *p < 0.05

Punteggi totali dell’SLQ‐R

L’esame visivo degli andamenti prevedibili della baseline ha rivelato che le persone partecipanti avevano medie di baseline da moderate ad alte, comprese tra 4.56 (4 = metà del tempo) e 6.48 (6 = la maggior parte del tempo), il che indica un livello di sviluppo professionale da moderato ad alto durante la fase di baseline. La partecipante 1 aveva una media di baseline di 4.67, il che indica che era lei ad avere più margine di guadagno durante la fase di intervento. Quanto alle tendenze della baseline, tutte le persone partecipanti avevano almeno cinque punti temporali, il che soddisfaceva i requisiti per testare una tendenza della baseline. Le persone partecipanti 1 e 2 presentavano tendenze di baseline nel complesso stabili, mentre il partecipante 3 mostrava una tendenza crescente, il che indica un miglioramento del suo sviluppo professionale già prima della fase di intervento. Non vi era alcuna sovrapposizione di dati tra la fase di baseline e la fase di intervento. Valutando l’effetto immediato (ad es., confrontando gli ultimi tre punti temporali della baseline con i primi tre dell’intervento), si osservava una tendenza positiva piccola ma percepibile durante l’intervento per le persone partecipanti 1 e 2, ma una tendenza nel complesso stabile per il partecipante 3. Nel complesso, la partecipante 1 ha mostrato una tendenza positiva durante l’intervento in tutti i punti temporali. Tuttavia, le tendenze durante l’intervento non erano abbastanza coerenti tra le tre persone partecipanti da suggerire una relazione causale.

Sottoscala della fiducia professionale in sé

Come per i punteggi totali, l’esame visivo degli andamenti prevedibili della baseline ha rivelato che le persone partecipanti avevano medie di baseline da moderate ad alte, comprese tra 4.07 (4 = metà del tempo) e 6.77 (7 = sempre), il che indica un livello di fiducia in sé come terapeuta da moderato ad alto durante la fase di baseline. In modo particolarmente evidente, la partecipante 1 aveva una media di baseline di 4.34, il che indica che era lei ad avere più margine di guadagno in fiducia professionale durante la fase di intervento. Quanto alle tendenze della baseline, tutte le persone partecipanti avevano almeno cinque punti temporali, il che soddisfaceva i requisiti per testare una tendenza della baseline. Le persone partecipanti 1 e 2 presentavano tendenze di baseline nel complesso stabili, mentre il partecipante 3 mostrava una tendenza crescente, il che indica che ha riferito un aumento della propria fiducia come terapeuta durante la fase di baseline. Non vi era alcuna sovrapposizione di dati tra la fase di baseline e la fase di intervento. Valutando l’effetto immediato (ad es., confrontando gli ultimi tre punti temporali della baseline con i primi tre dell’intervento), si osservava una tendenza positiva moderata durante l’intervento per la partecipante 1, ma una tendenza nel complesso stabile per le persone partecipanti 2 e 3. La partecipante 1 ha mostrato una tendenza positiva durante l’intervento in tutti i punti temporali, ma questa non era abbastanza coerente tra le tre persone partecipanti da suggerire una relazione causale.

Sottoscala della sicurezza professionale

Come per i punteggi totali, l’esame visivo degli andamenti prevedibili della baseline ha rivelato che le persone partecipanti avevano medie di baseline da moderate ad alte, comprese tra 5.00 (5 = spesso) e 6.81 (7 = sempre), il che indica livelli di sicurezza come terapeuta da moderati ad alti. La partecipante 1 aveva una media di baseline di 5.11, il che indica che era lei ad avere più margine di guadagno in sicurezza professionale grazie all’intervento. Quanto alle tendenze della baseline, tutte le persone partecipanti avevano almeno cinque punti temporali, il che soddisfaceva i requisiti per testare una tendenza della baseline. Le persone partecipanti 1 e 2 presentavano tendenze di baseline nel complesso stabili, mentre il partecipante 3 mostrava una tendenza crescente evidente, il che indica che la sua sicurezza come terapeuta è migliorata durante la fase di baseline. Non vi era alcuna sovrapposizione di dati tra la fase di baseline e la fase di intervento. Valutando l’effetto immediato (ad es., confrontando gli ultimi tre punti temporali della baseline con i primi tre dell’intervento), si osservava una tendenza positiva piccola ma percepibile durante l’intervento per le persone partecipanti 1 e 2, ma una tendenza negativa piccola e percepibile per il partecipante 3. Nel complesso, la coerenza delle tendenze durante l’intervento per le persone partecipanti 1 e 2 potrebbe suggerire una relazione causale.

Stime della dimensione dell’effetto

Punteggi totali dell’SLQ‐R

I test della baseline hanno rivelato che il partecipante 3 presentava una tendenza di baseline significativa e positiva (tau‐U = 0.93, SDtau‐U = 0.35, p < 0.01), il che conferma la tendenza della baseline osservata in precedenza all’esame visivo. Le persone partecipanti 1 e 2 non presentavano una tendenza di baseline significativa (rispettivamente tau‐U = 0.4, SDtau‐U = 0.41, p = 0.33; tau‐U = 0.6, SDtau‐U = 0.41, p = 0.14). Un test tau‐U significativo ha rivelato che l’intervento ha avuto un effetto positivo nell’aumentare lo sviluppo professionale della partecipante 1 (tau‐U = 0.91, SDtau‐U = 0.33, p < 0.01). Tuttavia, non vi erano effetti significativi tra la fase di baseline e la fase di intervento per le persone partecipanti 2 e 3, nemmeno dopo aver tenuto conto di una baseline corretta per il partecipante 3. In linea con l’esame visivo, non possiamo suggerire una relazione causale, poiché vi è stato un solo effetto significativo dell’intervento.

Sottoscala della fiducia professionale in sé

Non vi erano tendenze di baseline significative per le persone partecipanti 1 (tau‐U = 0.20, SDtau‐U = 0.41, p = 0.62) e 2 (tau‐U = 0.60, SDtau‐U = 0.41, p = 0.14). Sebbene il nostro esame visivo indicasse una possibile tendenza di baseline per il partecipante 3, questa tendenza non ha raggiunto la significatività (tau‐U = 0.53, SDtau‐U = 0.36, p = 0.13). Un test tau‐U significativo ha rivelato che l’intervento ha avuto un effetto positivo nell’aumentare la fiducia professionale della partecipante 1 (tau‐U = 0.91, SDtau‐U = 0.33, p < 0.01). Tuttavia, non vi erano effetti significativi tra la fase di baseline e la fase di intervento per le persone partecipanti 2 e 3. In linea con l’esame visivo, non possiamo suggerire una relazione causale con un solo effetto significativo dell’intervento.

Sottoscala della sicurezza professionale

I test della baseline hanno rivelato che il partecipante 3 presentava una tendenza di baseline significativa e positiva (tau‐U = 1.0, SDtau‐U = 0.36, p < 0.01), il che conferma la tendenza della baseline osservata in precedenza all’esame visivo. Le persone partecipanti 1 e 2 non presentavano una tendenza di baseline significativa (rispettivamente tau‐U = −0.1, SDtau‐U = 0.41, p = 0.81; tau‐U = 0.7, SDtau‐U = 0.41, p = 0.09). Test tau‐U significativi hanno rivelato che l’intervento ha avuto un effetto positivo nel migliorare la sicurezza professionale della partecipante 1 (tau‐U = 0.88, SDtau‐U = 0.33, p < 0.01) e della persona partecipante 2 (tau‐U = 0.93, SDtau‐U = 0.44, p < 0.05). Tuttavia, non vi era un effetto significativo tra la fase di baseline e la fase di intervento per il partecipante 3, nemmeno dopo aver tenuto conto di una baseline corretta. Questi risultati suggeriscono una relazione causale, in linea con l’esame visivo.

Analisi tematica

Abbiamo esplorato le esperienze delle persone partecipanti rispetto all’intervento di supervisione attraverso le risposte qualitative raccolte dopo l’intervento e al follow-up a 4 mesi. Nell’intervista post-intervento abbiamo chiesto loro delle esperienze con l’intervento di supervisione. Quattro mesi dopo la conclusione dell’intervento, è stato chiesto loro in che modo l’uso e l’interruzione del VF avessero influito sui loro progressi nell’apprendimento e nell’applicazione dell’EFT. Nella nostra analisi tematica abbiamo individuato un tema principale nelle risposte post-intervento e due temi principali nelle risposte del follow-up a 4 mesi. Questa sezione descrive i temi e i sottotemi, insieme alle osservazioni pertinenti delle persone partecipanti.

Post-intervento: l’uso del VF è risultato vantaggioso

Il tema principale delle interviste post-intervento è stato che l’uso del VF per la supervisione era vantaggioso. Nel complesso, le persone partecipanti hanno descritto le loro esperienze come positive. Una metafora proposta da una di loro riassumeva l’utilità del VF: «Come potrebbe un allenatore di basket insegnare a un giocatore senza guardarlo giocare, o un musicista migliorare senza ascoltarsi?». Tre sottotemi permettono di capire quali aspetti specifici del VF sono stati ritenuti utili.

Tornare al «qui e ora». Tutte le persone partecipanti hanno riferito esperienze positive nell’uso del VF all’interno della supervisione. Una caratteristica specifica del VF che hanno trovato utile è stata la possibilità di tornare al «qui e ora» della seduta, che dava loro la sensazione di essere di nuovo in seduta. Una persona partecipante ha detto: «Il VF ha aiutato a concentrare la supervisione su ciò che facevo davvero, non solo su ciò che riferivo di fare». Un’altra ha spiegato: «È stato utile vedere e sentire ciò che dicevo e facevo in terapia» e «osservarmi, così da poter riconsiderare gli interventi a partire dalle mie difficoltà».

Individuare punti di forza specifici e aspetti da migliorare. Il VF ha anche aiutato le persone partecipanti a individuare con precisione i propri punti di forza e gli aspetti migliorabili. Una di loro ha trovato che ricevere «possibili suggerimenti in punti specifici delle sedute di terapia rendeva il feedback più significativo e più facile da integrare nel lavoro futuro». A una partecipante il VF ha permesso di vedere come ciò che faceva nelle sedute di terapia «si adattava o non si adattava al modello EFT».

Feedback in tempo reale da chi supervisiona. Un altro aspetto positivo del VF menzionato dalle persone partecipanti è stata l’utilità del feedback in tempo reale offerto da chi supervisiona. Il VF ha dato loro la «possibilità di vederti mentre chi ti supervisiona ti dà un feedback, per un’esperienza ricca e significativa». Le persone partecipanti hanno trovato che la possibilità di guardare il video e vedere contemporaneamente i commenti di supervisione portava a una «crescita clinica e a una migliore comprensione del feedback».

Follow-up a quattro mesi: l’interruzione del VF ha creato difficoltà

La maggior parte delle persone partecipanti ha dichiarato che l’interruzione del VF non aveva influito, o aveva influito in misura minima, sulla percezione della qualità della supervisione ricevuta, forse perché continuavano a ricevere la supervisione di persone ben formate. Alcune, tuttavia, hanno detto che avrebbero voluto proseguire la supervisione con VF, perché la sua interruzione aveva creato nella pratica clinica difficoltà che si sarebbero potute evitare continuando a usare il software. Nelle risposte sono stati individuati due sottotemi: la mancanza di feedback specifico e la perdita delle competenze apprese.

Mancanza di feedback specifico. Una partecipante ha detto che l’interruzione del VF aveva modificato la sua esperienza della supervisione. Il VF la aiutava ad «avere aree di intervento esatte e specifiche su cui migliorare», mentre la supervisione senza VF era più generica. Un’altra partecipante ha raccontato un’esperienza analoga: il VF le forniva un feedback in tempo reale sugli interventi, così da sapere quali interventi specifici funzionavano e quali no.

Una partecipante ha osservato che l’interruzione del VF aveva avuto un impatto minimo sulla sua percezione della supervisione, perché continuava a ricevere un’utile supervisione dal vivo da una persona formata in EFT. Ha tuttavia riferito: «è stato un po’ più difficile integrare ciò che ho imparato dal feedback senza il VF». Per un’altra persona partecipante, l’interruzione del VF ha comportato anche difficoltà nell’«avere esperienze analoghe di terapia di coppia (ad es., strutturare gli enactment)».

Perdita delle competenze apprese. Con il tempo, le persone partecipanti hanno sentito la mancanza dei benefici del VF. Come ha raccontato una di loro: «Comincio a dimenticare alcune delle competenze acquisite perché non ricevo più una supervisione continuativa con VF… Sento che l’uso del VF ha davvero inciso sulla qualità e sull’utilità della supervisione». L’uso del VF ha anche aiutato una partecipante a «migliorare la [sua] memoria e [le] ha reso più facile ricordare parte del feedback nelle sedute successive».

Follow-up a quattro mesi: cambiamenti positivi nelle competenze cliniche grazie al VF

La maggior parte delle persone partecipanti ha descritto cambiamenti positivi nelle proprie competenze cliniche in EFT come risultato della partecipazione a questo studio e del VF ricevuto nell’ambito della supervisione. Sono stati individuati tre sottotemi: la fiducia nell’uso dell’EFT, il rafforzamento delle competenze in EFT, e l’osservazione e la riflessione.

Fiducia nell’uso dell’EFT. Una partecipante ha detto che il VF l’aveva aiutata a sentirsi più sicura nell’andare più in profondità sul piano emotivo con la clientela e nell’esplorare le emozioni intensificate, perché «il VF metteva in evidenza le cose che erano andate bene nelle sedute e accresceva la mia fiducia nel continuare a farle». Un’altra partecipante ha detto di non aver mai tentato di usare l’EFT con la clientela prima di partecipare a questo studio. Il VF l’ha aiutata a «trasformare l’EFT da teoria astratta in intervento utile». Un’altra partecipante ha indicato che il VF l’aveva aiutata a passare dal sentirsi «principiante a parzialmente competente» nell’uso dell’EFT.

Rafforzamento delle competenze in EFT. Oltre a consolidare la loro fiducia, il VF ha anche aiutato le persone partecipanti a rafforzare le proprie competenze cliniche nell’uso dell’EFT. Una di loro ha detto che il VF «ha migliorato la tempestività dei miei interventi e il modo in cui li conduco… e la mia capacità di usare interventi chiave (ad es., riformulazione, intensificazione) è migliorata grazie allo studio». Le persone partecipanti hanno inoltre osservato che il VF è stato utile per imparare e «applicare con successo l’EFT (ad es., evocare, enactment, esplorare le emozioni manifeste e quelle sottostanti)», perché il VF aiutava l’EFT a «prendere vita». Un’altra persona partecipante ha detto che il VF aiutava a «intensificare o ampliare le esperienze e a mostrare i punti in cui sarebbe stato possibile un lavoro più profondo». Il VF ha permesso alle persone partecipanti di comprendere meglio il proprio lavoro, migliorando così le proprie competenze cliniche in EFT con la clientela. Un partecipante ha dichiarato di aver compreso in teoria gli interventi dell’EFT prima dello studio; partecipare a questo studio, tuttavia, lo ha aiutato ad applicarli e a metterli in atto in modo appropriato.

Una partecipante ha trovato il VF particolarmente utile nella fase 2 dell’EFT, perché «mi ha resa più consapevole della mia presenza nella stanza e allo stesso tempo mi ha dato indizi e idee su come ampliare il mio lavoro». La stessa partecipante ha cominciato a seguire casi di coppia più intensi e complessi dopo la conclusione dello studio e ha espresso che le sarebbe stato utile proseguire la supervisione con VF nel suo lavoro di fase 2 con questi casi.

Osservazione e riflessione. Una delle funzioni più utili del VF era la possibilità di guardare i momenti chiave del proprio lavoro in seduta. Ciò permetteva di osservare le proprie azioni e i propri comportamenti durante i segmenti chiave e offriva l’occasione di una riflessione profonda sul proprio lavoro terapeutico. Una partecipante ha trovato che il VF l’aveva aiutata nella misura in cui «è diventata più consapevole della [sua] presenza nella stanza, del contatto visivo, del linguaggio del corpo e dei punti in cui [si] bloccava». Un’altra persona partecipante ha trovato che il VF «permetteva una riflessione e un’elaborazione profonde». Inoltre, il VF consentiva a chi supervisiona di individuare con precisione i momenti in cui chi era in formazione aveva lavorato bene, e anche questo feedback era una conferma per l’apprendimento e la riflessione. Una partecipante ha detto che usare il VF era come per «una musicista o un musicista che ascolta una registrazione di sé», perché l’aiutava a riflettere su quanto bene o male avesse applicato gli interventi dell’EFT.

DISCUSSIONE

Questo studio ha indagato se l’aggiunta del VF alla supervisione in EFT migliorasse il livello di sviluppo professionale in un centro clinico universitario di formazione centrato sull’apprendimento dell’EFT. È stato utilizzato un disegno a baseline multipla concorrente tra soggetti per valutare la componente aggiuntiva della supervisione, introducendo il VF presso persone partecipanti diverse in momenti diversi allo scopo di testare gli effetti dell’intervento. Le persone partecipanti hanno compilato questionari quantitativi dopo ogni seduta di EFT con la coppia di riferimento e hanno risposto a questionari qualitativi alla fine della fase di intervento e 4 mesi dopo, per rilevare la loro percezione dell’adeguatezza dell’intervento di supervisione e la loro soddisfazione al riguardo. Nel complesso, abbiamo riscontrato che le persone partecipanti mostravano livelli elevati di sviluppo professionale all’SLQ‐R all’inizio dello studio, il che indica la possibilità di un effetto tetto. I risultati relativi al punteggio totale dell’SLQ‐R e alla sottoscala della fiducia professionale in sé hanno mostrato un effetto per una persona partecipante su tre e non soddisfano quindi gli standard minimi per suggerire una relazione causale. Due persone partecipanti su tre hanno mostrato un miglioramento significativo nella scala della sicurezza professionale, il che suggerisce che l’intervento di supervisione abbia avuto un effetto desiderabile sulla sicurezza professionale.

Nelle risposte qualitative, tutte le persone partecipanti hanno riferito esperienze positive dell’introduzione del VF nella supervisione. I risultati qualitativi indicano che, a loro giudizio, il VF ha favorito lo sviluppo della fiducia e della competenza terapeutiche nell’applicazione degli interventi dell’EFT. Hanno potuto osservare l’impatto del proprio modo di applicare l’EFT ricevendo al tempo stesso da chi le supervisionava un feedback positivo e correttivo che metteva in luce i loro punti di forza e gli aspetti da migliorare (Palmer‐Olsen et al., 2011). Ciò ha rafforzato la dimensione del «qui e ora» della supervisione, che i formati di supervisione più tradizionali possono essere meno in grado di offrire, e ha aiutato le persone partecipanti a tornare al campo emotivo del momento della terapia in cui era necessaria la supervisione. Le persone partecipanti hanno inoltre riferito che la possibilità di vedersi e sentirsi mentre chi supervisionava dava il proprio feedback era importante per valutare la qualità della propria applicazione dell’EFT e per integrare feedback specifici nelle sedute future, così da migliorare il proprio lavoro. Le ha inoltre aiutate a riconoscere i propri processi emotivi nel momento stesso, il che ha portato a esplorare come i propri vissuti emotivi potessero aver influito sulle sedute. Le ha anche aiutate a individuare i momenti del processo terapeutico in cui si sentivano in una situazione di stallo e incerte su come procedere.

La maggiore capacità di esplorare come i propri processi emotivi possano aver influito sull’applicazione dell’EFT è un risultato importante. I processi emotivi di chi fa terapia possono incidere sulla capacità di applicare interventi dell’EFT come l’intensificazione delle emozioni, le risposte evocative e le congetture empatiche. In EFT, l’intensificazione delle emozioni in seduta avviene quando chi conduce la terapia mette in evidenza risposte o interazioni specifiche per intensificare il vissuto emotivo della persona assistita (Johnson, 2020). Se in seduta vengono evocati il dolore o la tristezza personali di chi conduce la terapia, questa persona può evitare le tecniche di intensificazione per impedire che le proprie emozioni si intensifichino. Lavorare con emozioni intense è in generale una competenza difficile da apprendere e da insegnare. Il fatto che chi supervisiona possa usare il VF per distillare quei momenti della terapia in cui la persona supervisionata avrebbe potuto intensificare e approfondire ulteriormente il vissuto emotivo della persona assistita, e fornire esempi e idee per mantenere la clientela in contatto con il proprio vissuto emotivo, costituisce uno strumento prezioso per insegnare l’EFT.

I risultati del follow-up a 4 mesi hanno mostrato che le persone partecipanti hanno acquisito maggiore fiducia nell’uso dell’EFT, in particolare entrando nella fase 2. Ciò è particolarmente significativo, poiché la fase 2 dell’EFT è la più difficile da apprendere (Bradley & Furrow, 2007; Johnson & Greenberg, 1988). La ricerca ha evidenziato che portare a termine efficacemente la fase 2 è associato a esiti migliori per le coppie (Bradley & Furrow, 2004, 2007; Dalgleish et al., 2015; Wiebe & Johnson, 2016) e che chi fatica a realizzare questi eventi di cambiamento può finire in un’impasse terapeutica (Bradley & Furrow, 2007; Furrow et al., 2012). Dopo aver completato con successo la fase 1 (de-escalation del ciclo), la fase 2 richiede la ristrutturazione delle interazioni chiave tra i partner. Chi conduce la terapia deve «coreografare» una nuova danza per la coppia, in cui il partner che prima si ritirava torna a coinvolgersi diventando più accessibile e responsivo sul piano emotivo verso l’altro, mentre il partner che tende a inseguire diventa più aperto e vulnerabile nel chiedere che i propri bisogni siano soddisfatti (Johnson, 2020; Lee et al., 2017; McRae et al., 2014). Il software di VF offre a chi supervisiona uno strumento per riportare chi fa terapia ai momenti in cui era possibile un lavoro più profondo. Chi supervisiona può quindi sostenere lo sviluppo professionale attraverso giochi di ruolo o la discussione di tecniche alternative.

Prospettive future

Questo articolo descrive uno studio di prova di concetto che esamina l’aggiunta del VF alla supervisione in EFT in un centro clinico universitario di formazione (Czajkowski et al., 2015). Dati i notevoli benefici del VF nella supervisione della fase 2 dell’EFT, uniti alla difficoltà di apprendere gli interventi della fase 2, i primi risultati suggeriscono che la fase 2 dell’EFT potrebbe offrire un contesto ideale per l’applicazione del VF. Questi risultati giustificano future verifiche dell’efficacia dell’intervento di supervisione, compresi confronti tra diversi formati di supervisione, come la supervisione video tradizionale rispetto alla supervisione con VF, per orientare approcci alla supervisione più efficaci ed efficienti. Quanto alla metodologia utilizzata in questo studio, i disegni a caso singolo, come i disegni a baseline multipla, sono metodi preziosi e di evidente rilevanza per la CFT. I disegni a baseline multipla sono particolarmente utili per gli studi di prova di concetto e gli studi pilota, nonché per gli studi che dispongono di risorse limitate. Il metodo offre opportunità di ricerca clinica all’interno dei contesti di pratica e, per esempio, per le tesi di dottorato, per le quali la ricerca clinica sembra spesso fuori portata. Una maggiore adozione di questi metodi potrebbe contribuire ad accrescere la ricerca significativa sulla terapia di coppia e familiare.

Limiti

I disegni a baseline multipla funzionano meglio quando ci si attende che la variabile dipendente cambi piuttosto rapidamente, oppure quando si concede più tempo alla fase di intervento se ci si attende che la variabile dipendente cambi lentamente (Kratochwill et al., 2010). Questo studio è stato limitato dai tempi ristretti imposti dal calendario semestrale. È possibile che una fase di intervento più lunga avrebbe rivelato un effetto maggiore dell’intervento di supervisione sullo sviluppo professionale. È inoltre prevedibile una crescita dello sviluppo professionale durante la fase di baseline, dato che le persone partecipanti ricevevano supervisione anche in quel periodo. Sebbene nella ricerca a baseline multipla sia una pratica accettata verificare se l’aggiunta di una componente a un intervento in corso migliori ulteriormente gli esiti, ciò può rendere difficile documentare una tendenza coerente durante la fase di baseline. In questo studio è stato difficile ottenere una tendenza di baseline coerente, e le tendenze della variabile dipendente hanno dovuto essere considerate in questo contesto.

Gli standard del WWC raccomandano da un minimo di tre punti dati (per soddisfare gli standard con riserva) a sei punti dati (per soddisfare gli standard) per ciascuna fase (Kratochwill et al., 2010). Sebbene lo studio fosse stato progettato per rispettare questo standard, una persona partecipante ha avuto solo due punti dati nella fase di intervento a causa di disdette da parte della coppia seguita. Abbiamo quindi dovuto escluderla dall’analisi quantitativa. Sebbene tre partecipanti siano accettabili, quattro o più sono preferibili. Inoltre, nei disegni a baseline multipla l’abbandono può sollevare problemi di validità interna se è sistematicamente legato all’intervento; tuttavia, in questo studio nulla indicava che l’abbandono fosse legato all’intervento.

CONCLUSIONI

Abbiamo cercato di capire se l’aggiunta del VF alla supervisione in EFT producesse un’ulteriore crescita nello sviluppo professionale. Questo studio di prova di concetto ha utilizzato un disegno a baseline multipla concorrente tra soggetti in cui ciascuna persona partecipante fungeva da proprio controllo. Inoltre, le risposte qualitative sono state esaminate mediante analisi tematica. I risultati si sono rivelati promettenti per l’aggiunta del VF alla supervisione in EFT. I risultati quantitativi possono essere stati influenzati da un effetto tetto, ma le risposte qualitative, molto positive, forniscono dati di validità sociale a sostegno del VF. Sono necessarie ulteriori ricerche sull’efficacia della componente di supervisione per comprendere meglio l’uso della supervisione con VF.

Complexe Systémique: punti chiave

La supervisione in EFT mira a essere isomorfa alla terapia: l’emozione di chi conduce la terapia viene lavorata come quella della coppia. Il video feedback spinge oltre questa logica, perché riporta la persona supervisionata nel campo emotivo della seduta, con lo sguardo di chi supervisiona fissato su un momento preciso. Lo studio è onesto sui propri risultati: con tre persone partecipanti analizzabili, l’effetto quantificato regge solo per la sicurezza professionale, e il tetto raggiunto alla baseline limita ciò che si poteva misurare. L’essenziale è altrove, in ciò che dicono le persone in tirocinio: vedere ciò che fanno e non ciò che riferiscono di fare, individuare dove si bloccano, osare entrare nella fase 2 dell’EFT. Resta aperta una questione sistemica: è chi supervisiona a scegliere i momenti da rivedere. Lo strumento guadagna in efficienza, ma la punteggiatura della seduta resta nelle mani della persona esperta; varrebbe la pena sperimentare un’alternanza con momenti scelti dalla persona supervisionata. I limiti sono chiari: quattro persone in tirocinio, una sola supervisione, un semestre, misure self-report. Da leggere insieme a l’argomentazione a favore della videoregistrazione della propria pratica e a l’articolo sulla supervisione in terapia sistemica.

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Traduzione non ufficiale in italiano di Effects of adding video feedback to emotionally focused therapy supervision: A concurrent multiple‐baseline across subjects design, di Andrea K. Wittenborn, Sailaja Subramaniam, Preston C. Morgan e Chi-Fang Tseng, Journal of Marital and Family Therapy, vol. 48, no 4 (2022), doi: 10.1111/jmft.12586, con licenza CC BY 4.0. Traduzione e impaginazione: Complexe Systémique, ottobre 2026, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale — l’opera è stata modificata ai sensi della licenza (testo tradotto in italiano). Né chi firma l’articolo né l’editore rispondono di questa traduzione; fa fede la versione originale.

Traduzione non ufficiale in italiano dell’articolo originale «Effects of adding video feedback to emotionally focused therapy supervision: A concurrent multiple‐baseline across subjects design», pubblicato in Journal of Marital and Family Therapy (2022) con licenza CC BY 4.0. Traduzione realizzata da Complexe Systémique con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, come indicato all’inizio di questa pagina; fa fede la versione originale.

Leggi l’articolo originale

Come citare questo articolo

Wittenborn, A. K., Subramaniam, S., Morgan, P. C., e Tseng, C.-F. (2022). Effects of adding video feedback to emotionally focused therapy supervision: A concurrent multiple‐baseline across subjects design. Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/en_GB/articles/effects-of-adding-video-feedback-to-emotionally-focused-therapy-supervision (Opera originale pubblicata nel 2022 in Journal of Marital and Family Therapy, 48(4), 1059-1074 (2022); ripubblicata nel 2022 da Journal of Marital and Family Therapy, https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/jmft.12586)

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