Traduzione assistita dall'IA

Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.

Red Sistémica · Violenze

Perché lavorare con gli autori di reati sessuali?

Risposta di Isabel Boschi a Irene Loyácono, autrice dell’articolo «Terapia familiare congiunta e ricongiungimento nell’abuso sessuale infantile», per il suo commento a «La resilienza nella terapia familiare dell’autore di reati sessuali». Boschi vi precisa la propria posizione: mai il ricongiungimento come obiettivo terapeutico, ma sedute di terapia familiare congiunta per chiarire le ambivalenze, informare, prevenire e costruire una rete affettiva attorno all’autore del reato.

Autrice Isabel Boschi, terapeuta familiare e sessuologa, presidente della Fondazione Isabel BoschiPrima pubblicazione Perspectivas Sistémicas, n. 87, 2005Traduzione Complexe Systémique, traduzione italiana non ufficiale dallo spagnolo assistita dall’IA, con l’accordo di Red Sistémica

Nota della redazione

Estratto. Risposta alla dott.ssa Irene Loyácono, autrice dell’articolo «Terapia familiare congiunta e ricongiungimento nell’abuso sessuale infantile» (2), per il suo commento a «La resilienza nella terapia familiare dell’autore di reati sessuali» della dott.ssa Isabel Boschi (1). Sebbene questo testo si possa leggere anche senza aver letto prima gli articoli citati, ne raccomandiamo la lettura per apprezzare la portata e la ricchezza del dibattito, che approfondisce la questione.

«Non ho mai parlato di ricongiungimento come obiettivo terapeutico, se questo significa che l’autore del reato sessuale rientri in casa dopo la terapia.»

Isabel Boschi

Ringrazio la stimata collega per lo studio esauriente che ha dedicato al mio articolo.

Rileggendolo oggi (l’articolo è del 1998, del Congresso latinoamericano di sessuologia di Caracas), continuo a sostenere il mio atteggiamento terapeutico, ma devo chiarire il modo in cui lavoro oggi con l’autore di reati sessuali e con la sua famiglia. Irene ha intitolato la sua critica «Terapia familiare congiunta e ricongiungimento nell’abuso sessuale infantile» (2). Non ho mai parlato di ricongiungimento come obiettivo terapeutico, se questo significa che l’autore del reato sessuale rientri in casa dopo la terapia. Non potrei procedere in questo modo, perché il mio pensiero sistemico è segnato dall’incertezza, e non so se ciò sarebbe meglio per la famiglia o per l’autore del reato, per quanti cambiamenti si siano prodotti.

Terapia familiare congiunta

Non la affronto come una routine. Propongo sedute di terapia familiare, nel numero necessario, per aiutare a:

1) Chiarire gli atteggiamenti ambivalenti di vari membri della famiglia, che possono mettere in pericolo la decisione di allontanamento da casa.

Non è raro che l’ex compagna, madre o persona che si occupa dei bambini abusati, per ragioni diverse che vanno dall’aspetto economico all’attrazione per l’aggressore, dal sentimento di abbandono alla paura davanti a questo cambiamento brutale della propria vita, che le fa perdere chi provvedeva alla famiglia, si leghi a lui e cerchi di reintrodurlo in casa di nascosto. A volte adducendo la richiesta degli stessi figli abusati. Oppure è lui a voler tornare.

L’impegno della seduta che li convoca stabilisce per entrambi l’obbligo di lavorare per il cambiamento e per la comprensione della nuova situazione. In un’occasione, l’ambiguità genitoriale mi ha portata a prolungare le sedute finché la madre non è riuscita a prendere in mano l’educazione delle figlie, difendendole e senza abbandonarle a parenti, vicine e amiche.

2) Convoco in seduta anche le persone che ritengo possano capire e abbiano bisogno di conoscere la situazione di abuso sessuale, quando c’è un allontanamento da casa disposto dal giudice, dopo la denuncia e in attesa della sentenza, e spiego i termini «reato sessuale» e «autore di reati sessuali».

Chiarisco che non si deve tollerare questa condotta imposta, che danneggia gli altri; che è una malattia, che va curata per non aggravarsi; e che anche queste persone devono ricevere cura e aiuto, perché sono state lese. Impegno ciascuna persona a non avere contatti di nascosto.

3) Do alle persone che si occupano dei bambini un’informazione che previene le situazioni di rischio per i bambini non abusati, ma che potrebbero esserlo a causa dei nuovi compagni della madre.

4) Creo un sistema di reti (lo Stato offre all’autore di reati sessuali soltanto il carcere): convoco un membro della famiglia d’origine dell’autore del reato, una persona amica o parente che provi empatia per lui e lo aiuti a intraprendere il lavoro di resilienza. Cerco di costruire un sistema di reti affettive come alternativa, per stabilire legami più sani. Molti dei pazienti che ho seguito individualmente o in seduta familiare partecipano a gruppi di uomini che hanno commesso reati sessuali, nei quali parlano dei loro problemi o commentano film (La niña santa) o libri (L’arte di amare, di Erich Fromm). A volte si unisce a noi una collega, che interviene scambiando opinioni con loro e con me.

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situazioni di abuso prevenute per ogni autore di reati sessuali contenuto in un legame terapeutico

…Per ogni autore di reati sessuali contenuto in un legame terapeutico si prevengono quattordici situazioni di abuso, secondo dati raccolti da Scotland Yard presso il Centro di assistenza alle vittime della contea del Gloucestershire, in Inghilterra…

Chi è Isabel Boschi

Isabel Boschi, terapeuta familiare e sessuologa di lunga esperienza, è presidente della Fondazione Isabel Boschi, dedicata alla sessualità, alla famiglia e all’educazione, già prima vicepresidente e membro dell’IATSO, l’Associazione internazionale per il trattamento degli autori di reati sessuali. Ha presentato lavori in numerosi congressi nazionali e internazionali.

Note dell’originale

(1) L’articolo «La Resiliencia en la Terapia Familiar del Ofensor Sexual», di Isabel Boschi, è stato pubblicato nel n. 85 di Perspectivas Sistémicas, marzo-aprile 2005.

(2) L’articolo «Terapia familiar conjunta y revinculación en abuso sexual infantil», di Irene Loyácono, è stato pubblicato nel n. 86 di Perspectivas Sistémicas, maggio-giugno 2005.

Il testo completo è apparso nel n. 87 di Perspectivas Sistémicas.

Questo articolo è la traduzione italiana non ufficiale, realizzata dallo spagnolo con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, di «¿Por qué trabajar con ofensores sexuales?», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 87, 2005). Tradotto e ripubblicato con l’accordo della rivista. Fa fede la versione originale.

Leggi l’articolo originale

Come citare questo articolo

Boschi, I. (2022). Pourquoi travailler avec les auteurs d’agressions sexuelles ? (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/pourquoi-travailler-avec-les-auteurs-d-agressions-sexuelles (Opera originale pubblicata nel 2005 in Perspectivas Sistémicas, n. 87, 2005; ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/07/19/porque-trabajar-con-ofensores-sexuales/)

Per approfondire

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