Traduzione assistita dall'IA

Questa versione è stata tradotta dallo spagnolo da Complexe Systémique con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. In caso di dubbio, fa fede la versione originale.

Red Sistémica · Violenze

La resilienza nella terapia familiare dell’autore di reati sessuali

Isabel Boschi considera la violenza sessuale in una prospettiva sistemica: colloca la persona che l’ha commessa nel suo contesto sociale e familiare e propone una terapia per lei e per la sua famiglia, per evitare che si isoli dai suoi senza finire né in carcere né nell’ostracismo. Il fondamento etico di questo lavoro: passare da un’etica della prossimità, in cui si aiutano soltanto le persone vicine, a un’etica dell’universalità che rispetta l’essere umano pur rifiutandone gli atti.

Autrice Isabel Boschi, terapeuta di coppia e della famiglia, sessuologa clinicaPrima pubblicazione Perspectivas Sistémicas, n. 85, marzo-aprile 2005Traduzione Complexe Systémique, traduzione non ufficiale dallo spagnolo assistita dall’IA, con l’accordo di Red Sistémica

Nota della redazione

Estratto. Il testo completo è apparso nel n. 85 di Perspectivas Sistémicas. Questo articolo ha suscitato una risposta di Irene Loyácono, Dibattito sulla terapia familiare dell’autore di reati sessuali, alla quale Isabel Boschi ha replicato in Perché lavorare con gli autori di reati sessuali?

«Gli autori di reati sessuali hanno bisogno di terapia. Lo Stato dovrebbe renderla obbligatoria.»

Isabel Boschi

Fondamento etico della terapia familiare dell’autore di reati sessuali: dalla prossimità all’universalità

Considero la violenza sessuale in una prospettiva sistemica. Colloco l’autore di reati sessuali nel suo contesto sociale e familiare e cerco di chiarirne l’etnografia particolare, le norme di comportamento e il sistema di credenze.

Propongo una terapia per l’autore di reati sessuali e per la sua famiglia, nella quale integro diverse tecniche.

Cerco di impedire che l’autore di reati sessuali si isoli dalla sua famiglia e dal suo ambiente. Nella terapia familiare gli si insegna ad avvicinarsi ai suoi in modo non aggressivo, e si insegna ai parenti o alle amicizie della sua rete a sviluppare tra loro relazioni solidali.

Si insegna alla famiglia a evitare la caccia alle streghe, personalizzata nell’autore di reati sessuali, e a comportarsi in modo che il paziente designato non finisca in carcere ma neppure nell’ostracismo. Gli autori di reati sessuali hanno bisogno di terapia. Lo Stato dovrebbe renderla obbligatoria.

Dobbiamo estendere le nostre azioni da un’etica della prossimità, per la quale aiutiamo soltanto i nostri parenti, le nostre amicizie e chi condivide il nostro modo di pensare, a un’etica dell’universalità, come dice Edgar Morin, che considera persona e rispetta l’essere umano che mette in atto condotte riprovate dalla cultura, pur rifiutandone le azioni asociali.

Etica della prossimità

Aiutiamo soltanto i nostri parenti, le nostre amicizie e chi la pensa come noi.

Etica dell’universalità

Considerare persona e rispettare l’essere umano le cui condotte sono riprovate dalla cultura, pur rifiutandone le azioni asociali.

Nella mia pratica clinica aiuto la persona che ha subito la violenza e anche chi l’ha commessa, all’interno della sua famiglia, presupponendo che la famiglia non abbia potuto, o non abbia saputo, offrire contenimento e una differenziazione coerente a uno dei suoi membri più stigmatizzati nella configurazione del suo gruppo primario.

Davanti a qualsiasi episodio sessuale inatteso e rifiutato, la società e le sue istituzioni condannano pensando: «Qualcuno la pagherà». Una giudice lo ha illustrato, sorridendo, quando ha detto:

«Mi sono tolta la soddisfazione di vedergli mettere le manette davanti ai miei occhi e di vederlo finire in carcere».

In seduta, i pazienti autori di reati sessuali protestano:

— «E a me chi mi aiuta?»

— «E se vado in carcere, ne esco migliore?» (dal carcere)

L’etica propone di sostituire i contesti aggressivi con contesti flessibili che includano gli interessi di tutte le parti con il minor danno possibile. I contesti aggressivi sono il prodotto della relazione dell’individuo nella sua ricerca sbagliata dell’altro. Nei contesti aggressivi chi aggredisce crede di restituire la pienezza della propria anima avvicinandosi all’altro, anche se lo tratta come una preda della sua specie.

Quando chi ha aggredito prenderà coscienza della propria aggressione davanti agli altri, con il sostegno della terapia, dei parenti e delle amicizie, forse fonderà una nuova etica o, almeno, deciderà quali nuovi valori condividerà con il suo ambiente.

La famiglia che impara a sostenere questo suo membro trasgressore favorisce il suo cambiamento assiologico e comportamentale.

Da ricordare

Per Boschi la terapia dell’autore di reati sessuali è inseparabile da quella della sua famiglia: è la rete familiare e amicale, preparata a non isolarlo senza per questo giustificarne gli atti, a rendere possibile la presa di coscienza dell’aggressione e il lavoro di resilienza.

Chi è Isabel Boschi

Isabel Boschi è terapeuta di coppia e della famiglia, sessuologa clinica, prima vicepresidente della FESEA (Federación Sexológica Argentina), presidente della Fondazione Isabel Boschi, dedicata alla sessualità, alla famiglia e all’educazione, e direttrice dell’ISDE (Instituto de Sexología del Desarrollo).

Questo articolo è la traduzione italiana non ufficiale dallo spagnolo di «La Resiliencia en la Terapia Familiar del Ofensor Sexual», pubblicato da Red Sistémica (prima pubblicazione: Perspectivas Sistémicas, n. 85, marzo-aprile 2005). Traduzione realizzata da Complexe Systémique nell’ottobre 2026 con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e ripubblicata con l’accordo della rivista. Fa fede la versione originale.

Leggi l’articolo originale

Come citare questo articolo

Boschi, I. (2022). La résilience dans la thérapie familiale de l’auteur d’agression sexuelle (Complexe Systémique, trad.). Complexe Systémique. https://app.complexe-systemique.com/fr_FR/articles/la-resilience-dans-la-therapie-familiale-de-l-auteur-d-agression-sexuelle (Opera originale pubblicata nel 2005 in Perspectivas Sistémicas, n. 85, marzo-aprile 2005; ripubblicata nel 2022 da Red Sistémica, https://redsistemica.ar/2022/07/19/la-resiliencia-en-la-terapia-familiar-del-ofensor-sexual/)

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